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Seconde generazioni senza libertà di movimento

domenica, 22 agosto 2010

Vacanze autartiche

Dona sogna una vacanza romantica, con il fidanzato. Sogna, perché anche se vive a Roma da quando aveva 11 anni resta in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno. Senza, non può viaggiare.

Quest’estate Dona Rose Della Cruz sogna una vacanza romantica, in compagnia del fidanzato. Sogna, perché anche se vive a Roma da quando aveva 11 anni, e ora ne ha 27, non ha ancora ottenuto la cittadinanza italiana, ma resta in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno (richiesto ad agosto 2009) o magari della sua trasformazione in carta di soggiorno: documenti utili per poter rientrare in Italia una volta usciti dai confini nazionali.

Meno diffusa del “permesso”, la carta di soggiorno può essere richiesta dopo 5 anni di permanenza regolare in Italia, dove la possiedono ormai 716mila immigrati non comunitari (Idos 2009). È a tempo indeterminato e quindi permette maggiore libertà di circolazione all’interno dell’area Schengen. La carta consente di rientrare in Italia “senza dannarsi”, visto che alcuni Stati Schengen non riconoscono come valida “la richiesta di rinnovo” del permesso di soggiorno.

In attesa del prezioso documento, Dona ha deciso quindi di mettere da parte “i progetti da sogno”: non ha alcuna intenzione di rivivere la bruciante frustrazione di una vacanza naufragata a causa del permesso scaduto. Come le era capitato alcuni mesi fa, quando è stata costretta a rinunciare a un viaggio premio a Lisbona, vinto come impiegata modello della banca in cui lavora: i biglietti trasformati in carta straccia e stanza d’albergo inutilmente pagata. “Sembra assurdo ma, in attesa di rinnovo, sarebbe più facile programmare un viaggio nelle Filippine, il mio Paese d’origine, e rientrare in Italia senza fare scalo in altri Stati europei, che organizzare un romantico week-end low cost in una capitale europea”, spiega Dona.

“Le difficoltà di viaggiare nel vecchio continente, quando si è in attesa di rinnovo, condizionano profondamente le nostre vite -commenta Ismail Ademi della rete G2, organizzazione nazionale di figli di immigrati-. Soprattutto per i giovani, il viaggio rappresenta un modo per fare gruppo e allargare gli orizzonti”. Non resta che sperare nelle rassicurazioni degli esperti: “Uno spiraglio c’è -dice Paolo Bonetti dell’Asgi, Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione-. Dall’aprile di quest’anno è entrato in vigore il Codice comunitario dei visti, un regolamento europeo che stabilisce regole più semplici”. Bisognerà solo capire in che modo verrà applicato.

tratto da: TERRE di MEZZO MAGAZINE

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Che ne sarà di noi?

domenica, 1 agosto 2010

I Governi si susseguono, la politica porta avanti la sua recita, il suo teatrino non chiude mai il sipario.
E noi, gli italiani, possiamo soltanto restare a guardare. Cerchiamo di far sentire la nostra voce, e la nostra voce viene certamente ascoltata, ma le risposte che aspettiamo non arrivano.

Evidentemente non siamo ancora tra le priorità, come ha affermato la deputata Bertolini durante le sedute della Commissione Affari Costituzionali del 23 giugno scorso.

La relatrice Bertolini «ritiene che in questa fase i cittadini italiani abbiano altre emergenze pur essendo indubbia l’importanza dell’argomento in discussione».

Noi, il popolo, chiamato ad esercitare la sovranità. Noi, il popolo, la base dello Stato. Noi, il popolo, dal quale derivano la loro legittimazione le istituzioni, le leggi, i provvedimenti dello Stato.
La definizione di questo “popolo” non è tra le priorità dei cittadini italiani?
Quali sono, allora, queste priorità?

La Grecia – leggi qui e qui -  con tutti i suoi immensi problemi di stabilità economica e politica, ha dato priorità alla definizione di chi è greco e di come lo si diventa, passando dalla normativa più restrittiva in materia di cittadinanza ad un regime in linea con quelli vigenti nei paesi del Nord Europa, introducendo elementi di jus soli accanto allo jus sanguinis.
Dopo la Grecia ci siamo soltanto noi. L’Italia ormai è il paese giuridicamente più escludente d’Europa.

In Italia, i nostri politici-commedianti, continuano a usare il fenomento dell’immigrazione “irregolare” per mantenere in ostaggio i destini, il presente e il futuro dei migranti “regolari” e dei loro figli.

Così il deputato Luciano Dussin, durante la medesima seduta in Commissione Affarci Costituzionali, può permettersi di esprimersi in questo modo senza sentirsi in colpa: «Evidenzia come l’attribuzione della cittadinanza con maggiore facilità ai minori o a chi nasce nel territorio italiano equivale ad attribuire la cittadinanza anche ai genitori. In tale caso, infatti, non sarebbe possibile l’espulsione in caso di reato. Sottolinea, pertanto, come con argomentazioni di carattere emotivo si sta cercando di coinvolgere i cittadini su un tema che necessita di grande attenzione ed approfondimento».

A questo parlamentare, che dimostra una concezione alquanto medievale del diritto, ricordiamo che esiste un sistema giurisdizionale di difesa del rispetto delle norme che, se può valere per gli italiani “purosangue”, può valere anche per gli altri esemplari della fauna umana.  Ci sentiamo offesi da questa attitudine a vedere i migranti (i nostri genitori) come potenziali criminali.

Che ne sarà di noi in questo paese? Che ne sarà di noi in un paese dove sulla nostra pelle  si combattono le schermaglie politiche e dove non c’è consenso neanche sui principi fondamentali di una repubblica democratica e liberale? Che ne sarà di noi in un paese dove è normale manternerci in una condizione di subordinazione giuridica? Che ne sarà di noi dopo l’università? Che ne sarà di noi alla scadenza del prossimo permesso di soggiorno? Che ne sarà di noi dopo l’estate? Che ne sarà di noi con l’evolversi della sorte di questo Governo? Che ne sarà di noi con il prossimo Governo? E quello dopo ancora?
Che ne sarà di noi in un paese dove siamo costretti a porci ancora queste domande, quando avremmo migliaia di altri interessi, sogni, progetti per i quali impegnarci e sui quali  profondere i nostri sforzi?

Buone vacanze popolo italiano.
Ci risentiamo dopo l’estate…o quando avremo trovato qualche risposta…

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Sulla locandina della Procedura Concessione Cittadinanza

lunedì, 5 luglio 2010

In seguito alla segnalazione sul forum di j@strasmigrante sulla consultazione sullo stato delle pratiche cittadinanza online, vorrei indirizzare la vostra attenzione sulla locandina che spiega come funzione la procedura per ottenere la cittadinanza e i passi seguiti, consultabile sul sito del Ministero dell’Interno. La stessa locandina la potete trovare qui in basso. Focalizzate la vostra attenzione sulla figura più in basso a destra, dove avviene il giuramento dell’uomo con donna (forse moglie, forse mamma?boh!) al seguito: guardate il sindaco…non vi pare troppo “lungimirante”?? Mi vien da ridere pensando a quanto tempo ci vorrà prima che un simile evento possa accadere…o forse sono troppo pessimista??

Locandina Procedura Concessione Cittadinanza Italiana

Locandina Procedura Concessione Cittadinanza Italiana

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ALISYA NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

domenica, 4 luglio 2010
Immagine anteprima YouTube

Trailer del documentario di Simone Amendola – prodotto da Parsec e Filmalbatros – che racconta la realtà del quartiere Cinquina, alla periferia di Roma.

Ha vinto il Premio Ilaria Alpi e sarà trasmesso in autunno su Rai Tre.

http://www.parsec-consortium.it/

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Guida appuntamento UTG cittadinanza a Roma

venerdì, 2 luglio 2010

Dopo le mie drammatiche vicende, dovute alla mancanza di informazioni, vorrei condividere qui in esclusiva(!) con i G2, i trucchi per avere una data di appuntamento decente per la consegna dell’istanza di richiesta di concessione della cittadinanza per residenza alla prefettura romana…

Il sottoscritto, ha richiesto appuntamento al seguente sito della Prefettura di Roma, agli inizi di giugno 2010.

Prenotazione nuovo appuntamento

Prenotazione nuovo appuntamento

E fin qui tutto bene, comodissimo anzi, dalla poltrona di casa mia ho potuto prenotare l’appuntamento, senza muovere un piede. Ma sorpresa:  data di consegna dell’istanza fissato per il giorno 12/03/2011. Diavolo. In me ho pensato subito: ma il certificato penale tradotto e legalizzato mi scadrà a quella data, visto che teoricamente ha validità 6 mesi dal giorno di emissione! E invece no, fortunatamente: ho preso il telefono e ho chiamato il call center indicato nel sito della prefettura (06433621219) e dopo 3 squilli mi hanno risposto(!) (apostrofo perchè sapete com’è che siamo di solito abituati: gli squilli cadono nel vuoto…facendoci venire il dubbio che abbiamo sbagliato numero di telefono). L’altra parte mi rassicura che il certificato penale non scade a una condizione: se non torno in Cina. Buono, almeno questa è una buona notizia.

Putroppo il futuro è imprevedibile e chi mi garantisce che per un’emergenza non debba tornare in Cina? Annullando la validità del certificato penale? Che ho ottenuto sudando sette camicie e spendendo fior di Renminbi(che fra l’altro è anche salito nel cambio con l’Euro…)?? Visto che utilizzando la funzione “Cambia prenotazione” non mi migliorava la situazione(anzi mi spostava l’appuntamento ad aprile, maggio), allora ho aguzzato Google. Cercando e cercando, non ho trovato niente purtroppo.

Pagina iniziale di prenotazione

Pagina iniziale di prenotazione

Poi un colpo di fortuna: ho notato che tra i risultati (cercando la stringa http://www.utgroma.it/webprenota/ che è la pagina che compare qui accanto) compare anche questo indirizzo qui: http://www.utgroma.it/webprenota/2.pdf . Sapete cos’è? È la pagina che viene utilizzata dal bellissimo sistema di prenotazione per memorizzare l’ultimo appuntamento che è stato dato! Teoricamente se voi adesso provate ad andare su questo indirizzo potete leggere chi ha prenotato e in che data ha l’appuntamento. Alla faccia della privacy e tutto quello che ne consegue…Ma noi non siamo qui per parlare di questo.

Il sottoscritto ha sfruttato questa informazione per scopi più nobili: ovvero come avere una prenotazione più vicina, temporalmente parlando.

Ciclicamente controllavo le date delle prenotazioni per vedere a che data venivano dati gli appuntamenti e se vedevo una data vicina, avevo molta probabilità che cercando di cambiare prenotazione del mio appuntamento (cliccando qui) riuscissi ad ottenere una data molto vicina a quella che compariva sull’ultimo appuntamento prenotato.

Era una mattina di fine giugno, faceva ancora freddo, ancora col bicchiere di plastica del caffè in mano, sono andato sul sito dell’UTG per vedere se a qualcuno avevano dato un appuntamento tipo a settembre, mi sarei accontentato…e…era proprio così! Anzi ancora meglio: ad un tizio avevano dato l’appuntamento per luglio! Subito mi precipito per cambiare la data della prenotazione: riesco ad ottenere una data per luglio. Che figata! Che C**o!

Alcuni di voi mi potrebbero porre la seguente domanda: ma non potevi direttamente accedere alla pagina di cambio prenotazione e controllare ciclicamente se ti offrivano la data in una più vicina? Stooop. C’è seriamente il rischio che vi vediate annullati la prenotazione e doverne fare una nuova. Non so chi sia il genio che ha progettato il diagramma degli stati e delle transizioni del sistema di prenotazione, ma c’è il rischio che cercando di cambiare la prenotazione più volte, vi vediate annullare la vostra prenotazione attuale! Quando invece siete sulla pagina di cambio prenotazione, attenzione a cliccare su “annulla”. La semantica di quell’”annulla” non è “annulla cambio prenotazione”, ma “annulla appuntamento e vattelo a fare ‘na artro, tiè”!

Potrei essere anche smentito, ma il sistema è piuttosto farraginoso e pieno di insidie. Quindi tenersi il primo appuntamento e guardare cosa succede agli altri.

E con questo vi auguro buona prenotazione!

PS: fra l’altro ho visto che ultimamente danno delle date più decenti, tipo luglio, (agosto no perchè le ferie sono un diritto sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo:)) settembre, gennaio…quindi l’utilità dei miei suggerimenti potrebbe essere tendente a zero.

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Quando sarò grande…

venerdì, 25 giugno 2010

Mercoledì prossimo io e mia madre siamo convocati in questura a Perugia, per il «Colloquio inerente la richiesta di cittadinanza presentata presso la Prefettura – Ufficio Territoriale di Governo di Perugia ai sensi dell’art. 9 della Legge 91/92».
Non avendo, io, genitori o ascendenti in linea retta di secondo grado che sono cittadini italiani per nascita; non essendo io stato adottato da cittadini italiani; non avendo io prestato servizio, in Italia (dove tra l’altro sono impossibilitato per legge!) o all’estero, alle dipendenze dello Stato; non essendo io un cittadino di uno Stato membro delle Comunità Europee; non essendo io apolide; non avendo io «reso eminenti servizi all’Italia» (se non quelli di essere una persona onesta, che studia e se ne ha la possibilità lavora, che si dà da fare per cercare di migliorare il mondo che lo circonda) e dato che, a quanto pare, nel mio caso non sembra neanche ricorrere «un eccezionale interesse dello Stato», per me si può applicare soltanto la lettera f del primo comma dell’articolo 9 della sopracitata Legge n.91 del 1992, che prevede la concessione della cittadinanza italiana «con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell’interno…allo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica».

E poco importa se gli anni di residenza non sono più dieci ma 18. A questa età – non la mia, che di anni ne ho 25, ma a 18 anni – gli italiani diventano maggiorenni, e possono fare quasi tutte le cose che può fare una persona adulta: si acquisisce piena capacità giuridica di agire; si può votare nelle elezioni regionali e amministrative ed eleggere un deputato; si può essere eletti sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale e provinciale, consigliere regionale e perfino presidente della giunta regionale; infine si può prendere la patente B.
Si noti che per poter essere privati del diritto all’elettorato attivo e passivo bisogna aver commesso gravi crimini; per accedere a questi “privilegi”, invece, basta nascere da genitori italiani; per gli immigrati e per i loro figli si potrebbe, in un certo senso, parlare di una colpa da espiare preventivamente…

Alla luce di tutto ciò io ho buone ragioni per sentirmi ancora un minore…o peggio, un criminale o potenziale tale!

Ma torniamo al mio appuntamento di mercoledì. All’atto di presentarmi in Questura devo riprodurre molta della documentazione che ho già consegnato a suo tempo – lo scorso novembre 2009 – quando ho presentato la mia richiesta. La pratica di mio fratello e mio padre è rimasta indietro perchè hanno dovuto rifare i documenti dall’India (certificati penali ed estratto dell’atto di nascita), i quali presentavano alcuni errori di trascrizione. Inoltre devo compilare un modulo – molto simile a quello già compilato – nel quale, oltre alle mie generalità, elenco degli indirizzi dove ho avuto residenza, viaggi effettuati all’estero con tanto di date e motivi del viaggio, mi si chiede anche: «Conoscenza della lingua italiana», «Conoscenza dei principi su cui si ispira l’ordinamento italiano», «Grado di assimilazione nel contesto nazionale», «Benemerenze ottenute dallo Stato Italiano», «Pubblicazioni effettuate» (vanno bene anche gli articoli di giornale?) e «Specificare dettagliatamente i motivi per cui chiede la cittadinanza italiana».

Con una quasi-laurea in Scienze Politiche (in una università italiana) problemi non ne dovrei avere. Qualche dubbio mi sovviene con l’ultimo punto. Quattro righe di spazio libero sono poche ed allo stesso tempo troppe per poter rispondere. Potrei tagliare corto scrivendo che “chiedo la cittadinanza italiana per poter partecipare pienamente alla vita politica, economica e sociale di questo paese”. Oppure, parafrasando ancora gli articoli 1, 2 e 3 della nostra Costituzione potrei dire che “chiedo la cittadinanza per poter partecipare all’esercizio della sovranità popolare; la chiedo per avere gli strumenti per poter adempiere pienamente ai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale; per rendere possibile il pieno sviluppo della mia persona umana e per poter partecipare effettivamente all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”. Volendo, potrei anche continuare e citare l’articolo 4, motivando la mia richiesta con la volontà di concorrere “al progresso materiale e spirituale della società”.

Ci sarebbe molto altro da dire e da scrivere, ma credo che mai come in questo caso sia d’obbligo rimanere nel politically correct. Sul modulo di mia madre credo che scriverò qualcosa di simile a quanto scriverò per me, forse in una versione più semplificata, di modo che la possa capire agilmente e all’occorrenza ripetere. Mia madre non ha grossi problemi con l’italiano; non avendo studiato in Italia ha qualche difficoltà con la grammatica e con la punteggiatura, parla e capisce un lessico semplificato. Nei prossimi giorni le farò ripassare i nomi delle massime cariche dello Stato (sa chi sono Berlusconi, Fini, Maroni e Bossi – “quelli della Lega, – direbbe mamma – che parlano sempre male di noi, fanno sempre leggi contro di noi e ci vogliono mandare via…”), le spiegherò che l’Italia è una repubblica democratica a sistema parlamentare. Per il resto, lei sarebbe più brava di me a dire che uomini e donne sono uguali ed hanno gli stessi diritti e doveri; non potrebbero fregarla neanche chiedendole se preferisce i matrimoni combinati – abbastanza in disuso anche in India -: lei vuole un gran bene alla fidanzata italiana di mio fratello.

Ora vi saluto. Vado a far leggere a mia mamma i principi fondamentali della Costituzione Italiana, molto opportunamente tradotta in 5 lingue (anche in punjabi!) dalla Provincia di Mantova.
Quando, tra qualche anno, sarò “maggiorenne”, sarete tutti invitati alla mia cosìdetta naturalizzazione.


jaskarandeep singh
http://nonfarelindiano.blogspot.com/

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Benvenuto Pau!

domenica, 13 giugno 2010

Stamane la famiglia della Rete G2-Seconde Generazioni si è allargata,
è nato il bellissimo Pau figlio della nostra cara Neva e di Marco,
Abbracciamo tutti telematicamente i genitori e il piccolino,

Tanti tanti auguri!!

Benvenuto Pau!

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Rete G2 – Seconde Generazioni in Commissione Affari Costituzionali per una nuova legge sulla cittadinanza

venerdì, 11 giugno 2010

Roma, 11 giugno 2010 – La Rete G2 Seconde Generazioni è stata audita oggi presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati del Parlamento, in merito all’indagine conoscitiva nell’ambito dell’esame delle proposte di legge recanti “Nuove norme sulla cittadinanza”, ossia la riforma della Legge 91/1992.

In audizione, la Rete G2 Seconde Generazioni, ha chiesto il conseguimento della cittadinanza italiana secondo un principio di ius soli per i figli d’immigrati nati e cresciuti in Italia e la possibilità per le seconde generazioni arrivate in Italia da piccole di ottenere la cittadinanza prima della maggiore età.

“Ci sono – ha precisato la Rete G2 – oltre mezzo milione di giovani che sono nati in Italia, che considerano l’Italia il loro paese , frequentano le scuole italiane , giocano con i loro coetanei , progettano il loro futuro, ma restano cittadini stranieri come i loro genitori”.

“Italiani con il permesso di soggiorno non per scelta ma perché costretti da una legge la 91/1992 che impedisce il diritto alla cittadinanza di almeno 900.000 giovani italiani”.

All’esame della Commissione Affari Costituzionali sono state presentate diverse proposte di legge per la riforma della 91 del 1992, a dimostrazione che è una legge datata e ormai superata dai fatti.

La Rete G2 esprime grande preoccupazione per il testo di riforma presentato dalla Relatrice On. Bertolini approdato in Camera dei Deputati a dicembre 2009.

“Si tratta di una grave passo indietro per il riconoscimento della cittadinanza ai figli d’immigrati. Il testo infatti non prevede nessun tipo di agevolazioni per le seconde generazioni, anzi restringe ulteriormente le possibilità di accesso alla cittadinanza, introducendo il profitto scolastico come criterio vincolante per gli oltre 900.000 figli di immigrati nati in Italia che al compimento del 18° anno di età vogliano richiedere la cittadinanza italiana per esercitare gli stessi diritti e doveri dei loro coetanei figli di italiani.”

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Avere 18 anni e chiedere ancora il “permesso”

venerdì, 4 giugno 2010

Segnaliamo questa interessantissima video-inchiesta dei ragazzi di Crossing Tv

Inchiesta giornalistica che parte dall’analisi della complessità della normativa vigente (legge 91/92 sulla Cittadinanza e legge Bossi-Fini sull’Immigrazione) che regola la vita dei giovani di origine straniera, che al compimento del 18esimo anno si ritrovano senza gli stessi diritti e le stesse opportunità dei loro coetanei cittadini italiani.

a cura di Azeb Lucà Trombetta e Akio Takemoto
con la consulenza di Maria Chiara Patuelli
riprese e montaggio di Silvia Storelli
ringraziamo gli intervisati e l’avv. Nazzarena Zorzella

GUARDA IL VIDEO

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G2 @ ARCOBALENI DI ALTRI MONDI

martedì, 18 maggio 2010

G2 Interverrà il 23 maggio e il 13 giugno al Cinema Palma di Trevigiano Romano.
Sul questo link trovate il programma completo della rassegna di eventi organizzati dal Laboratorio HSL.

http://www.labhsl.org/intercultura.asp

ARCOBALENI DI ALTRI MONDI
immigrazione, intercultura, incontro con l’altro

LA NOSTRA PROPOSTA. Laboratorio Hsl propone 6 incontri pubblici che affronteranno dinamicamente le tematiche del dialogo e della convivenza tra diverse culture, attraverso un percorso “interattivo”. L’obiettivo e’ quello di avviare un confronto consapevole e creativo, al fine di stimolare un nuovo approccio alle problematiche attuali connesse alla diversita’ culturale, cercando di focalizzare l’interesse sulle dinamiche politiche, sociali ed internazionali che ne sono causa. Le giornate, sei domeniche, dal 9 maggio al 20 giugno, piu’ una serata concerto, saranno scandite da dibattiti, proiezioni di filmati, mostre fotografiche, concerti e letture, finalizzati al coinvolgimento diretto dei partecipanti. Il percorso intrapreso attraverso gli incontri si concludera’ con una manifestazione culturale, che tentera’ di dimostrare nella pratica come la convivenza pacifica e il reciproco interscambio possano rappresentare un fattore di crescita umana e culturale. La manifestazione finale sara’ organizzata e finanziata interamente dall’Associazione Politico-Culturale Laboratorio HSL, ideatrice della proposta.

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