Parole Chiave

Seconda generazione

Una Raccomandazione del 1984 del Consiglio d’Europa, definisce come seconde generazioni i figli di immigrati nati nel paese in cui sono emigrati i genitori, oppure emigrati insieme ai genitori, o che hanno raggiunto i genitori a seguito del ricongiungimento familiare o comunque in un periodo successivo a quello di emigrazione di uno o di entrambi i genitori. La stessa Raccomandazione sottolinea che l’accezione di seconda generazione deve essere ristretta a quei figli che hanno compiuto nel paese di immigrazione una parte della loro scolarizzazione o della loro formazione professionale. A volte, per affinità identitarie, vengono inclusi nella definizione di seconde generazioni anche i figli adottivi provenienti da paesi esteri.

Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (Ex Carta di soggiorno)

Il cittadino di uno Stato non appartenente all’UE regolarmente soggiornante in Italia da almeno 5 anni, titolare di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, di lavoro autonomo, di un permesso per motivi familiari o religiosi può richiedere il Permesso di Soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo se in possesso dei requisiti previsti dalla legge (reddito, alloggio, conoscenza lingua italiana, non aver commesso reati tra quelli previsti agli artt. 380 e 381 del codice penale).

Cittadinanza

Il concetto di cittadinanza sta ad indicare il rapporto che intercorre tra un individuo e il suo Stato di appartenenza, o meglio l’insieme dei diritti e dei doveri che derivano da tale relazione per entrambi i soggetti. Il cittadino è soggetto agli obblighi imposti dallo Stato ma al contempo gode del diritto di partecipare al processo decisionale delle scelte politiche, tramite la rappresentanza, e di prendere parte alla gestione delle risorse del Paese.
Ciò significa che tutti coloro che non vengono considerati cittadini non sono oggetto né di obblighi né di diritti da parte dell’entità statale, o peggio ancora hanno dei precisi doveri verso lo Stato ma non dei diritti. All’idea di cittadinanza fa quindi da contraltare quella dell’esclusione.

Domicilio

Nel diritto privato, corrisponde al luogo in cui una persona “ha stabilito la sede principale dei suoi affari ed interessi” (articolo 43 c.c.). Gli interessi non sono evidentemente solo di natura economica, ma anche personale, sociale e politica.

Doppia cittadinanza

E’ la facoltà di mantenere o riacquisire la cittadinanza di nascita dopo averne ottenuto una diversa. L’Italia ammette la doppia cittadinanza, altri paesi come la Cina e il Cile no.  

Extracomunitario

Il termine “extracomunitario” va considerato come un retaggio del passato. Dal 2011 è andato ufficialmente in pensione, anche se l’uso coriacemente resiste. E’ stato infatti sostituito dalla locuzione “non comunitario”. A deciderlo è stato il “Glossario migrazione e asilo”, elaborato dalla rete dell’Unione europea Emn (European Migration Network) divulgato nelle 27 lingue dell’Unione. La locuzione è passata da tempo nel linguaggio amministrativo e in quello della ricerca sociale. Il problema, dunque, non si pone più: i cittadini di paesi diversi dalla Ue no vanno chiamati extracomunitari ma non comunitari.

Immigrato

Colui che provenendo da una nazione estera o da altra regione della stessa nazione, si sia stabilito temporaneamente o definitivamente in altro luogo.

Ius sanguinis

E’ il principio secondo il quale la cittadinanza è determinata dal vincolo di parentela, cioè a dire, una persona acquista la cittadinanza dei suoi genitori senza riguardo al luogo di nascita.

Ius soli

E’ il principio secondo il quale il luogo di nascita è il criterio che determina la cittadinanza della persona, ovvero chi nasce sul territorio nazionale è automaticamente cittadino. Negli Stati Uniti vige una forma di Ius soli quasi pura: chi nasce sul suolo americano è americano in ogni caso. In Germania è cittadino alla nascita se almeno uno dei due genitori risiede nel paese da più di otto anni. In Francia acquista la cittadinanza automaticamente a 18 anni, ma può richiederla a partire dai 13. In Gran Bretagna è cittadino alla nascita chi è figlio di almeno un genitore considerato “radicato” (settled), il che di solito avviene dopo quattro anni di residenza. In Italia, chi nasce nel territorio da genitori stranieri non acquisisce la cittadinanza italiana.

Ius culturae

E’ il principio del diritto per cui gli stranieri minori acquisiscono la cittadinanza del Paese in cui sono nati e vivono, a patto che ne abbiano frequentato le scuole o vi abbiano compiuto percorsi formativi equivalenti per un determinato numero di anni. In Italia la proposta è stata disciplinata dalla Riforma Fabbri: i minori stranieri nati nel nostro Paese o arrivati entro i 12 anni di età possono diventare italiani dimostrando di aver frequentato regolarmente almeno 5 anni di percorso formativo. Possono essere uno o più cicli scolastici, oppure corsi di istruzione professionale triennali o quadriennali che diano una qualifica. Nel caso sia la scuola primaria, essa deve essere completata.

Legge

E’ l’atto normativo per antonomasia. Inferiore alle norme internazionali e ovviamente alla Costituzione (la Legge delle leggi e quindi fonte del diritto nazionale) per grado gerarchico. L’organo preposto all’emanazione delle leggi è il Parlamento.

Maggiore età

Con il raggiungimento della maggiore età, 18 anni per l’ordinamento italiano, la persona ha la capacità di agire, cioè la possibilità di porre in essere atti rilevanti davanti alla legge, come ad esempio votare. Per un figlio di persone non comunitarie nato in Italia, i diciotto anni costituiscono il momento in cui può acquisire, su richiesta ed entro e non oltre il diciannovesimo anno di età, la cittadinanza italiana, questo a condizione che la residenza sia stata continuativa.

Naturalizzazione

E’ l’acquisizione della cittadinanza da parte di uno straniero, a seguito di un atto della pubblica autorità, subordinatamente alla sussistenza di determinati requisiti o per meriti particolari. Lo straniero può richiedere la cittadinanza italiana dopo dieci anni di residenza legale in Italia, ridotti a cinque anni per coloro cui è stato riconosciuto lo status di apolide o di rifugiato e a quattro anni per i cittadini di Paesi della Comunità Europea. In Italia la naturalizzazione avviene per concessione del Presidente della Repubblica.
 

Nazionalità

In senso tecnico identifica il legame giuridico politico che unisce un individuo a uno dato Stato; nell’uso comune è invece ricollegato al termine nazione e preesisterebbe quindi alla formazione dello Stato e, in seguito alla costituzione dello stesso, continuerebbe a possedere una certa rilevanza in quanto identificherebbe il senso di appartenenza a un dato gruppo e a una data cultura.

Parlamento italiano

Organo costituzionale detentore del potere legislativo. E’ costituito da due assemblee (Camere), dotate di uguali poteri: la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica. I parlamentari sono eletti ogni cinque anni da tutti i cittadini che abbiano compiuto, rispettivamente, 18 anni per l’elezione della Camera e 25 anni per l’elezione del Senato. Spetta al Parlamento indirizzare e controllare il Governo, che per poter governare deve averne la fiducia (cioè il consenso del parlamento al suo operato). Nella sua attività il Parlamento opera in rapporto continuo con il Governo, che propone i principali progetti di legge e che è sempre presente in tutte le fasi del lavoro parlamentare.

Permesso di soggiorno

E’ il documento che consente di soggiornare sul territorio di una nazione. Il permesso di soggiorno può avere una durata limitata o illimitata; può essere rinnovabile o meno. La sua estensione dipende dal motivo per il quale è stato rilasciato: studio, lavoro, famiglia, turismo o protezione internazionale.

Residenza

E’ il luogo in cui la persona ha la dimora abituale (articolo 43 II comma c.c.). La residenza non è verificata automaticamente, ma deve essere dichiarata dalla persona residente presso il Comune e quest’ultimo deve verificare che il dichiarante abiti effettivamente presso quell’indirizzo. La mancata dichiarazione di residenza di un figlio di genitori stranieri può ostacolare il suo eventuale accesso alla cittadinanza italiana.

Ricongiungimento familiare

E’ uno strumento essenziale per permettere la vita familiare, in quanto contribuisce a creare una stabilità socioculturale che facilita l’integrazione nello Stato, permettendo quindi di promuovere la coesione economica e sociale. Il cittadino straniero in grado di dimostrare i requisiti previsti dalla legge (reddito e alloggio) ha il diritto di ricongiungere il coniuge, i figli minori, i figli maggiorenni a carico e i genitori a carico.

Sanatoria

Atto con cui l’autorità competente rende legittime situazioni che altrimenti sarebbero dichiarate illegali.