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    “18 anni…in Comune!”Campagna rivolta ai neomaggiorenni figli di immigrati, promossa da Anci, Save the Children e Rete G2, che intende sensibilizzare i comuni sull’applicazione dell’Art.4 della L.91 del 1992.E’ una campagna  che intende sollecitare il maggior numero di Sindaci ad informare tempestivamente i minori nati in Italia da genitori stranieri sulle modalità di acquisizione della cittadinanza al compimento della maggiore età. La campagna è promossa da Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani), Save the Children e Rete G2. L’iniziativa mira ad informare le seconde generazioni che al compimento del diciottesimo anno di età possono, già nell’attuale sistema normativo, diventare a tutti gli effetti cittadini italiani. Infatti, ci sono dei giovani figli di immigrati che al compimento dei 18 anni di età hanno dimenticato di presentare la domanda di cittadinanza e si sono poi trovati alle prese con una vera e propria ‘odissea’ burocratica per diventare italiani. Sono circa 15.000 i ragazzi e le ragazze tra i 17 e i 18 anni nati in Italia e di origine straniera che secondo l’attuale normativa possono diventare italiani se, oltre a essere stati registrati all’anagrafe, hanno risieduto legalmente in Italia fino alla maggiore età e senza interruzioni. Ma per farlo devono presentare una richiesta al Comune di residenza entro il diciannovesimo anno di età. Inoltre, grazie alla guida online “18 anni…in Comune!” realizzata da Anci, Save the Children e Rete G2 e scaricabile in pdf cliccando qui, le seconde generazioni  potranno conoscere  nel dettaglio le modalità di acquisto della cittadinanza per ler seconde generazioni in base alla L.91 del 1992.

    1 Comment

    One Response to “18 anni in …..Comune”

    1. Luis Antonio ha detto, il

      Mi figlio e nato il 26/07/1994 gli arriva una lettera dal comune di Milano invitandole a presentarsi nel ufficio di Stato Civile, presso la sessione Citadinanza via larga 12, così lui possa attivare quanto prima le pratiche della Citadinanza. E così stato,Lui se presenta pero no stato possibile inserire sui datti, perche in quel periodo noi genitori non eravamo in regola con il permesso di soggiorno, pertanto lui non poteva usufruire della cittadinanza. Dovrà farlo come qualsiesi cittadino stranieri. Allora io me chiedo de che serve essere nato in Italia e cresciuto come italiano si alla fine la legge non e chiara e sempre viene modificata. Lo unico che chiedo non alimentare la testa de questi ragazzi dicendo cose che non sono. Gli unico beneficiato de questa legge sono gli avocati.

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