21 Settembre 2009
Questa sarà un’altra delle mie indimenticabili date, un’altra macchia indelebile che porterò con me, in questa mia vita da figlia di immigrati, cresciuta in Italia. Già, un’intera adolescenza vissuta col terrore dei documenti, di girare fra comuni, questure, uffici immigrazione, prefetture, di preoccupazioni, di preghiere che tutto vada bene.
Sveglia alle 6.45, una veloce sciacquata e poi subito alla stazione a prendere il treno delle 7.24. L’attesa dell’autobus e poi alla Questura di Grosseto. Intanto mille domande scorrevano veloci nella mia testa: come sarebbe andata questa volta? Cosa sarebbe successo? Mi sarebbero uscite le lacrime come l’ultima volta? Tante, troppe le preoccupazioni. Arrivo in questura alle 8.35, una fila di decina di persone, 2 poliziotte allo sportello alla macchinetta per rilevamento impronte. Mi siedo e aspetto. Le gambe cominciano improvvisamente a tremare, le mani si chiudono in pugni stretti che cercano di scaricare la tensione, intanto tutta l’energia si accumula all’altezza dello stomaco, un ammasso gigantesco simile ad un ordigno pronto a scoppiare. Brividi, continue scosse in tutto il corpo, i denti digrignano, sguardo nel vuoto, VULNERABILE, INDIFESA, SOLA in una stanza resa falsamente più accogliente dalle pareti color marrocino chiaro. Mi sento male, corro fuori, prendo aria e leggo sulla porta d’ingresso: sportello per stranieri aperto dalle 8.30 alle 13 e penso perché sono qua? Perché sono in una struttura per “stranieri”. Mi sentivo fuori luogo, sentivo il dovere e la necessità di andarmene eppure non potevo. Non potevo perché io, cresciuta in Italia enumeravo e enumero fra i cosiddetti “stranieri”. Sento una voce sopraggiungere da lontano: Zhanxing Xu…Tocca a me. Arrivo, consegno le foto, il passaporto e sorrido perché nei momenti difficili è l’unica arma che ho per non soccombere. “Pollice, indice, medio, anulare e mignolo, ecco le impronte della mano destra che vengono caricate sul pc, ora la mano sinistra, poi nuovamente indice destro e indice sinistro” fatto, veloce e indolore. Già, pochi secondi che rimangono sempre impressi nella tua memoria, nella tua esistenza, che sono fonte della tua rabbia e della tua disperazione, perché contro un sistema terribilmente ingiusto lotti, ma intanto sei costretto a seguire le sue regole.
Intanto chiedo alla signora quanto durerà il mio permesso e mi risponde 2 anni, facendo i calcoli dovrebbe scadere a Marzo 2011, dimentico solo che lo potrò ritirare a Novembre e sono già stata graziata. Ho scritto, ho pianto, ho gridato, sono andata a implorare, ho pregato che mi dessero un permesso valido per almeno 2 anni e così dopo 3 anni di attesa mi è stato concesso. Sono felice perché ora assaporo un po’ di libertà, quella che tutti dovrebbero avere: di muoversi, di viaggiare ed infine di progettare. In questi anni quanti “no” ho detto agli amici che mi chiedevano di partire, alle follie adolescenziali di andare in aeroporto e scappare lontano ed invece io ero qui, ostaggio di questa nazione, senza nessuna possibilità di scelta. Ora, forse, una piccola barriera burocratica l’ho superata. Esco dalla questura, mi volto ancora indietro a guardare e spicco in volo.
Intanto la mia mente viene bombardata di flashback, ricordo i miei 16 anni, quando entrai timorosa nella stanzetta e mi presero le impronte, dipingendomi la mano di nero, così anche i 17,i 18 e tutti gli anni a venire. Ricordo ancora quando la mamma mi svegliava alle 5 di mattina per andare in Questura ad aspettare al freddo fuori dai cancelli, perché bisognava fare le file e prendere il numerino. Ricordo l’orgoglio e la dignità di una bambina/ragazza ferita da qualcosa più grande della sua età, ricordo la forza e la durezza con cui ho reagito a tutto ciò. Ricordo soprattutto gli sguardi interrogativi delle persone: ma tu non sei italiana? Già, io non lo sono, io ho la cittadinanza cinese, ITALIANA SOLO DI FATTO, ITALIANA CON IL PERMESSO DI SOGGIORNO. Ricordo tutto, ogni singolo attimo, ogni singolo istante in cui mi hanno umiliata, in cui mi hanno fatta credere di essere “nessuno”. Sono amareggiata, rattristata per tutto ciò che in questi anni ho dovuto rinunciare per cause di forza maggiore, tuttavia non provo risentimento, né rancore verso l’Italia, nonostante ciò che subisco ancora tutti i giorni. E’ una lotta continua, prima di tutto con me stessa, con le istituzioni e con i pregiudizi e vincerò io presto, ne sono certa.
Non posso votare, non posso partecipare ai concorsi, non posso fare determinati lavori, non posso fare richiesta per i viaggi studio e il mio permesso scadrà tra 1 anno e mezzo, ciononostante sono tranquilla, serena, in pace.
IO NON POSSO FARE TANTE COSE MA POSSO VALERE MOLTO DI PIÙ .
Corro, guardo avanti e piango ma questa volta di felicità.
Archivio di settembre 2009
Questura: la saga continua…
mercoledì, 30 settembre 2009La maratona burocratica.
lunedì, 28 settembre 2009La scorsa settimana non era stata preannunciata stressante,ma l’ennesimo foglio andò a legarsi in maniera indiscutibile alle mie giornate,ai capitoli da ripetere per l’esame di inglese.
E così ci siamo, eccomi quì, in fila (quante file avrò fatto fino ad ora?!Tra Inps e quant’altro?) in prefettura, la via mi è stata indicata da un amabile signora che ha sottolineato che “il commissariato per voi è di lì” e io con fare saccente ho risposto “voi chi?” e lei si è imbarazzata andandosene.
Per farla breve all’inizio ero pronta all’avventura ma non mi aspettavo di trovare così tanti ostacoli:
la fila per la fila ( e non è un gioco di parole) per prendere un appuntamento che oramai danno solamente per metà 2010 (marzo se sei fortunato/raccomandato), il poliziotto che mi invitava a mandare la raccomandata anche se per più di cinque minuti gli ho ripetuto che la raccomandata la dovevo indirizzare alla prefettura quindi tanto valeva lasciarmi passare. Ho potuto incontrare tante coppie “miste” , non mi piace l’aggettivo misto mi da l’idea di qualcosa che c’è ma non è amalgamato bene al contrario invece di una coppia (il più delle volte).
Ho incontrato una signora filippina che mi ha chiesto da quanto fossi sposata, e posso dire che quella è stata la prima risata che andava ad aprire la mattinata.
Ma ecco che finalmente mi fanno entrare (non per fare la fila della fila, mi fanno proprio entrare!!Prendo il magico numeretto 24 a cui sarà legato un viso che accoglierà le mie lamentele,le mie perplessità sulla pratica di cittadinanza di mia madre iniziata anni e anni fa.
Nel mentre che varco la soglia, e nel momento esatto che mi sto per sedere mi ritorna in mente una parte del battibecco con il poliziotto “Voi state giocando con la vita delle persone, con le loro speranze e i loro diritti” e la sua risposta “Ehhh addirittura con la vita!!!”
Oramai seduta ci ripenso e non mi resta che giungere a conclusione che si, questa è la mia vita, o meglio parte della mia precaria vita da seconda generazione senza cittadinanza, ovviamente capita che io stia bene (burocraticamente parlando) come ora che il mio permesso di soggiorno mi ha permesso una breve fuga altrove.
E fuggendo penso.
In edicola il numero di ottobre di “Secondi a nessuno” rubrica della Rete G2 su Topgirl
domenica, 27 settembre 2009Da alcuni giorni nelle edicole di tutta Italia trovate l’appuntamento mensile con “Secondi a Nessuno”, rubrica gestita dalla Rete nazionale di figli di immigrati G2 – Seconde Generazioni sulla rivista giovanile “Topgirl”. Nel numero di ottobre le seconde generazioni affrontano il tema dell’amore che dovrebbe superare tutti gli ostacoli ed invece spesso accade che… be’ scopritelo voi leggendoci.
Vi abbiamo accompagnato nei mesi estivi come promesso e speriamo che vi siano piaciuti questi piccoli frammenti della vita quotidiana dei figli d’immigrati. La Rete G2 vi invita a esprimere le vostre impressioni e considerazioni.
Intanto sulla home del Blog collettivo G2, www.secondegenerazioni.it, trovate i numeri precedenti di “Secondi a nessuno” (a colori, in formato pdf) oltre ai nuovi articoli e ai commenti più originali del nostro diario collettivo.
E trovate qui per la prima volta il penultimo numero:
Secondi a nessuno Settembre 2009
Buona lettura
Rete G2 – Seconde Generazioni
Rete G2 partecipa a presentazione testo di modifica legge cittadinanza
venerdì, 25 settembre 2009La Rete G2 – Seconde Generazioni chiede dal 2005 (anno di fondazione della nostra organizzazione) un cambiamento sostanziale della legge per l’acquisto della cittadinanza italiana da parte dei figli dell’immigrazione in Italia e segue tutte le proposte di modifica della legge (ad esempio la Rete G2 aveva partecipato alle audizioni in commissione affari costituzionali della Camera fornendo un proprio parere e consigli ufficiali su invito del precedente Governo).
Per questo, in data 23 settembre, Lucia G. e Zhanxing X. hanno partecipato a nome della Rete G2 alla conferenza stampa di presentazione della nuova proposta bipartisan di modifica della legge sulla cittadinanza, che prende nome dai suoi due primi firmatari, i deputati Granata (Pdl) e Sarubbi (Pd). Qui trvate un servizio video giornalistico con commento finale di Lucia G. a nome della Rete G2.

Per saperne di più sul testo di modifica e per il video della conferenza stampa cliccate qui.
Romano, de nome e de fatto
venerdì, 25 settembre 2009
“Per una critica della cittadinanza: movimenti sociali e pratiche di riappropriazione. università RomaTRE – Master in Politiche dell’Incontro e Mediazione Culturale. 8 marzo 2008″
Fonte: YouTube
User: LucaBellino
Il sito è rinnovato. Ma quanta fatica.
sabato, 19 settembre 2009Dopo una più di una settimana di gestazione, posso finalmente dire che il sito è operativo al 90%. Unica pecca: probabilmente c’è un problema nel postare i commenti…
Update del 21/9: ci sono problemi con alcuni post del forum…appena ci cliccate vi dice che non esistono. Non è un bug, ma purtroppo ci sono stati problemi durante il processo di backup del forum. Per il resto invito tutti a segnalare eventuali problemi sul forum.
I Bocciati in partenza
lunedì, 7 settembre 2009La scuola ricomincia e si sente già aria di bocciatura. Anche se 9 sono i preziosi mesi di lezione a disposizione per evitare il disastro, la pagella sembra già scritta quando si tratta di alunni senza il passaporto italiano. E non stiamo parlando dei voti di profitto e condotta. Secondo l’accusa bambini e adolescenti di origine straniera, grazie a poteri quasi soprannaturali, contaminerebbero i compagni di banco con la loro sola presenza, minacciano l”’immutabile” cultura nazionale e il folclore locale, addirittura rallentano costantemente l’apprendimento di tutti gli altri alunni.
Non stiamo parlando della trama di un antico film di fantascienza ma la rappresentazione firmata da alcune forze politiche: la catastrofe totale ad opera dei figli dell’immigrazione. Perché se il sistema italiano non funziona e alcune mamme e papà sono preoccupati è colpa di bambini e adolescenti, sostiene la Lega nord urlando attraverso potenti megafoni mediatici. E da lì l’idea di classi integralmente separate dove isolare i contaminatori estranei, dove i più piccoli, che altrove verrebbero guardati come il futuro della società e protetti con amore, imparino innanzitutto a stare “al proprio posto”, in disparte, in un ghetto. Che poi estranei proprio non sono visto che la maggior parte dei discendenti della migrazione è nata in Italia o comunque presente nelle sue scuole fin dai primi anni di vita, assorbendo come spugna lingua e cultura locale, nel bene e nel male.
Oggi la persecuzione di tali colpevoli inconsapevoli si sta spingendo ancora più in là indicando quelli che sarebbero i criminali tra i criminali: la minoranza di bambini e adolescenti cresciuti in Italia che, se non autorizzati da un permesso di soggiorno, dovrebbero correre a nascondersi come topi indegni, non provare neanche a presentarsi a scuola o agli esami di maturità, come nei mesi scorsi si era augurata addirittura la preside di una scuola professionale di Padova. Proprio vero che in Italia la scuola è uguale per tutti.

