A Milano il prossimo 16 maggio sarà presentata la ricerca Immigrant Citizens Survey (ICS), indagine transnazionale sui livelli d’integrazione in 7 stati europei, tra cui l’Italia, condotta dalla Fondazione Ismu, dal King Baudouin Foundation e dal Migration Policy Group in collaborazione con ReteG2 – Seconde Generazioni.
ICS è la prima indagine transnazionale, che valuta in che modo gli immigrati vivono l’integrazione in 15 città europee. Con ICS si è voluto verificare se le politiche d’integrazione corrispondono alle speranze e alle esigenze degli immigrati regolari di prima generazione che stanno vivendo in Europa.
La presentazione europea della ricerca è stata fatta a Bruxelles lo scorso 9 maggio, mentre a Milano, il prossimo 16 maggio, ci sarà la presentazione italiana con la collaborazione di Rete G2 Seconde Generazioni
Mohamed Tailmoun, portavoce ReteG2 – Seconde Generazioni, dichiara: “È una ricerca importante che delinea in quale prospettiva andrebbe affrontata la questione dell’immigrazione, partendo da dati di realtà e con un approccio pragmatico, senza impostazioni ideologiche e propagandistiche. I risultati mostrano chiaramente che c’è un desiderio di cittadinanza e di partecipazione da parte degli immigrati e dei loro figli di cui la classe politica, specialmente in questa fase di crisi del vecchio continente, deve tenere conto”.
In Italia il suffragio è davvero universale?
No, il 5,3% della popolazione non può votare
Il prossimo 6 e 7 maggio si voterà in oltre mille comuni italiani. Di questi 28 sono capoluoghi di provincia e 4 anche capoluoghi di Regione. In totale, comprendendo i comuni delle regioni a statuto speciale, saranno chiamati al voto più di 9 milioni di elettori.
Considerando solo i comuni maggiori, una percentuale in taluni casi superiore al 10% di potenziali elettori (per esempio a Como, Parma, Verona e Piacenza, dove si arriva addirittura al 14,4%) verrà esclusa dal voto perché non in possesso della cittadinanza italiana. Si tratta di cittadini di origine straniera non comunitari, residenti regolarmente in quei comuni spesso da anni, del tutto integrati nella vita della comunità in cui vivono, studiano e lavorano e che tuttavia si vedono interdetta la possibilità di partecipare alla scelta di chi dovrà amministrarli. Nei comuni capoluoghi che andranno al voto, solo 4024 persone, l’1,5% del totale degli stranieri residenti in quelle città, ha infatti ottenuto la cittadinanza nel 2010 e potrà partecipare alla consultazione. Una percentuale limitatissima, dovuta alle difficoltà di dimostrare il possesso dei requisiti richiesti dalla legislazione attuale.
In totale, ad oggi, ben il 5,3% della popolazione residente non può votare. Per rendere visibile questa situazione, la Campagna l’Italia sono anch’io distribuirà, nei comuni interessati dalla consultazione, un adesivo (immagini in allegato) con la frase ‘Io non posso votare’.
Per superare questa palese ingiustizia, più di 100mila cittadine e cittadini italiani hanno sottoscritto le proposte di legge di iniziativa popolare presentate dalla Campagna l’Italia sono anch’io, una sulla cittadinanza e l’altra per introdurre il diritto di voto alle consultazioni amministrative senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalità.
Il testo che la Campagna ha adottato è stato elaborato dall’Anci nel 2005 e mette in atto un principio contenuto nella convenzione di Strasburgo del 1992 sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale. Il nostro Paese non ha mai ratificato la lettera C della Convenzione, che riguarda proprio il diritto di voto. La proposta di legge prevede invece che sia garantito il diritto all’elettorato attivo e passivo alle elezioni comunali, provinciali e regionali anche a chi non sia cittadino italiano dopo cinque anni di regolare soggiorno in Italia.
La Campagna l’Italia sono anch’io, alla vigilia dell’importante consultazione amministrativa, ribadisce la necessità di approvare al più presto una normativa che assicuri questo fondamentale diritto anche a chi oggi ne è escluso. A supporto della proposta, una serie di dati (in allegato) che dimostrano quanto ampia sia la percentuale di esclusi soprattutto in alcune città, tanto da mettere in dubbio l’effettiva attuazione del principio del ‘suffragio universale’ previsto dalla nostra Costituzione.
Ricordiamo che L’Italia sono anch’io è stata promossa, nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, da 19 organizzazioni della società civile (Acli, Arci, Asgi, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca, Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco) col sostegno dell’editore Carlo Feltrinelli. Presidente del comitato promotore è il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci Graziano Delrio.
Roma, 3 maggio 2012
www.litaliasonoanchio.it Uffici stampa:
Andreina Albano 3483419402
Luisa Gabbi 3346628572
Alessandro Iapino 3356197480 6 e 7 Maggio 2012-04-26, Elezioni amministrative in molti comuni italiani, ma non tutti possono votare.
Scarica la SCHEDA.
Esultiamo per il rilascio dei due giovani italiani, nati a Sassuolo, assurdamente rinchiusi per un mese in un CIE. E speriamo che storie del genere non abbiano più a ripetersi, e anche per questo c’è sempre più urgente bisogno di rimettere mano alla Legge n.91 del 1992 in materia di cittadinanza. Andrea e Senad sono italiani per nascita e per cultura; questo e soltanto questo fa di loro degli italiani.
La nostra stima va al giudice che ha sancito questo importante precedente e all’avvocato che ha seguito il caso.
Chi nasce in Italia
non deve vivere nei CIE
Escono dal Centro di Identificazione ed Espulsione di Modena i due fratelli, Andrea e Senad, con genitori bosniaci, ma nati in italia, finiti nel luogo destinato agli immigrati perché i genitori, avendo perso il lavoro, si sono trovati senza permesso di soggiorno. Non potevano essere esplulsi in Bosnia, perché lì ignorano la loro esistenza
Due fratelli alla Corte di Strasburgo: aiutateci. Italiani di fatto ma figli di stranieri di Carlo Gregori
Dal 10 febbraio sono “ospiti” del Cie: pur essendo nati e cresciuti a Sassuolo, pur avendo studiato lì e pur tifando neroverde, per lo Stato sono due clandestini di vaghe origini balcaniche. Sono meno di due apolidi: non hanno una patria, non sono registrati su nessun passaporto e quindi le autorità italiane, anche se volessero espellerli, non avrebbero un Paese estero al quale consegnarli. È come se non esistessero. E il loro assurdo status giuridico che li priva di qualsiasi elementare diritto civile .- che non si nega neppure all’ultimo dei reietti – è dovuto al mancato riconoscimento del cosiddetto “ius soli”. Una discriminazione per gli immigrati di seconda generazione contro la quale è in corso una campagna nazionale che solo a Modena ha totalizzato più di seimila firme. Così i due fratelli ora si rivolgono alla Corte Europea per i diritti dell’uomo e si appellano al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nella lettera di denuncia, scritta con il loro avvocato, Luca Lugari, Andrea e Senad S., di 23 e 24 anni, raccontano la loro vicenda kafkiana esplosa dopo un controllo di documenti. Alla polizia risulta infatti che il permesso di soggiorno dei genitori è scaduto perché hanno perso il lavoro: sono due ambulanti senza più bancarella. E così i due figli vengono rinchiusi nel Cie di Modena dopo un provvedimento di espulsione notificato dal questore. Eppure loro sono sempre vissuti a Sassuolo. Ma i genitori non li hanno mai segnalati all’ambasciata bosniaca e non hanno fatto domanda per naturalizzarli bosniaci entro i 18 anni. Scrivono nella loro lettera alla Corte di Starsburgo e al Quirinale: «Siamo nati e sempre vissuti in Italia, sebbene i nostri genitori non abbiamo ottenuto il rinnovo del permesso di soggiorno perché attualmente disoccupati. Ci sentiamo profondamente italiani: abbiamo frequentato le scuole dell’obbligo in Italia, conosciamo usi e costumi italiani e tifiamo il Sassuolo Calcio. In questa specie di carcere ci chiamano “ospiti”, ma noi non siamo né ospiti né intrusi. L’assurdità della nostra vicenda è che non possiamo essere espulsi dall’Italia poiché il Paese dei nostri genitori, la Bosnia Erzegovina, non ci ha mai censiti né sa chi siamo. Così rimaniamo qua, al Cie, a spese del contribuente italiano in attesa di un provvedimento che non potrà mai essere eseguito».
L’avvocato Lugari ha già presentato ricorso al Giudice di pace di Modena contro la reclusione al Cie. La prima udienza è fissata per il 12 marzo, ma è difficile prevedere una sentenza. Intanto i due fratelli resteranno tra le mura del Centro identificazione ed espulsione come due fantasmi della burocrazia.
In occasione della consegna alla Camera delle firme raccolte
Conferenza stampa
Martedì 6 marzo, ore 12.30
presso la libreria Feltrinelli in Galleria Alberto Sordi
I numeri della Campagna L’Italia sono anch’io
Una valanga di firme! L’obiettivo delle 50.000 firme necessarie per presentare le due proposte di legge di iniziativa popolare promosse dalla Campagna L’Italia sono anch’io è stato raggiunto e largamente superato. Lo annunciano le organizzazioni promotrici che il 6 marzo alle 11.30 consegneranno le firme alla Camera dei Deputati e alle 12.30 terranno una conferenza stampa.
Decine di migliaia di cittadine e cittadini hanno voluto, con la loro firma, condividere le ragioni della Campagna: una riforma della legge che attualmente regolamenta l’accesso alla cittadinanza per le persone di origine straniera e l’introduzione del diritto di voto alle elezioni amministrative per gli stranieri residenti.
Un successo straordinario, possibile solo grazie ai tanti comitati locali che si sono costituiti in tutta la penisola per sostenere la Campagna. Centinaia di volontari hanno organizzato in questi sei mesi una miriade di iniziative di informazione e confronto, avvicinando migliaia di cittadini che spesso hanno dimostrato una grande sensibilità alle tematiche proposte.
Ma la consegna delle firme rappresenta solo la prima tappa di un percorso che sarà ancora lungo e impegnativo. Si tratterà, dal 6 in poi, di fare in modo che il Parlamento calendarizzi la discussione sulle due proposte di legge per arrivare in tempi rapidi alla loro – speriamo – approvazione.
I promotori de L’Italia sono anch’io hanno deciso quindi di non fermarsi qui.
Nel corso della conferenza stampa, oltre a fornire tutti i numeri della Campagna (totale delle firme raccolte, suddivisione per località, numero dei comitati locali e dei volontari impegnati…), verrà presentata una nuova campagna di comunicazione, che partirà immediatamente, per tener viva l’attenzione dell’opinione pubblica sui temi sollevati e premere sui parlamentari perché si avvii la discussione sulle proposte di legge.
All’incontro saranno presenti il presidente del comitato promotore de L’Italia sono anch’io Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci, esponenti delle organizzazioni promotrici e alcuni dei testimonial che, per la nuova campagna di comunicazione, hanno accettato di ‘metterci la faccia’. Fra questi il giocatore dell’Ascoli Piceno di origine senegalese Papa Waigo e l’attrice di origine rom Dijana Pavlovic.
Ricordiamo che L’Italia sono anch’io è stata promossa, nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, da 19 organizzazioni della società civile (Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 – Seconde Generazioni, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco) e dall’editoreCarlo Feltrinelli. Presidente del comitato promotore è il sindaco Graziano Delrio.
Sul sito della campagna (www.litaliasonoanchio.it) sono pubblicati i testi integrali delle due proposte di legge di iniziativa popolare e altri materiali di approfondimento.
“Free at last! Free at last!”. Sono le ultime parole del famoso e commovente discorso di Martin Luther King “I have a dream” e sono le prime parole che mi piacerebbe pronunciare nell’attimo della mia rinascita “alla libertà”, la mia Festa dell’Indipendenza dal dominio coloniale dei Permessi di soggiorno, la giornata della Liberazione dalla precarietà dello status giuridico. Tra pochi giorni giurerò per divenire un libero cittadino di questa Res Publica, che mi ha aperto le sue porte ventuno anni fa mantenendomi però nell’anticamera dei diritti sino ad oggi. Vorrei raccontarvi questo lungo cammino nelle sue tappe fondamentali.
1991, Settembre – sbarco in Italia a seguito del ricongiungimento con mio padre, frontiera di Fiumicino. Ho 7 anni. Vengo iscritto al primo anno della scuola elementare.
1999 – Inizio a frequentare il liceo scientifico tecnologico.
2001 – Io e la mia famiglia maturiamo il requisito di 10 anni di residenza, richiesto dall’art. 9 lettera f della Legge n. 91 del 1992 in materia di Cittadinanza. Però i miei genitori non hanno ancora pensato di richiederla. In compenso hanno già richiesto ed ottenuto – soltanto per sè – la “Carta di soggiorno”.
2002 – Compio 18 anni. Cominciano i primi rinnovi dei permessi di soggiorno per “motivi di studio”, con annesse file davanti al commissariato di polizia fin dall’alba per prendere il “numero” per poi fare la fila. Ogni volta mi viene chiesto di stipulare una polizza sanitaria privata (valida soltanto per ricoveri urgenti) della durata annuale, come se fossi entro in Italia per motivi di studio. Non ho più il medico di famiglia. Mi sento umiliato le prime volte che mi vengono prese le impronte digitali. Mi sento uno straniero e un “sorvegliato speciale” per lo Stato.
2004 – Non riesco a partecipare alla gita a Praga con la mia classe per via del mio Permesso di soggiorno. La Repubblica Ceca non fa ancora parte dell’Unione Europea e, a differenza dei compagni di classe autoctoni, io necessito di un visto per andarci.
2006-2007 – Capisco che la mancanza della cittadinanza è foriera di molteplici limiti. Non posso ancora presentare richiesta di concessione perché la Legge richiede il possesso di un reddito “proprio”, che io non ho essendo studente. Comincio ad interessarmi della legislazione in materia di immigrazione e cittadinanza. Inizio a scrivere per “Metropoli, il giornale dell’Italia multietnica”. Vengo a conoscenza della Rete G2 – Seconde Generazioni ed entro a farne parte, partecipando ad attività di pressione politica verso le istituzioni per la modifica della normativa sulla cittadinanza e di sensibilizzazione della società civile.
2006-2010 – Non riesco a partecipare al programma di mobilità europea Erasmus per studenti universitari, a causa del mio Permesso di soggiorno.
2007 – Pur essendo a carico dei genitori mi si chiede di pagare €150 per l’iscrizione “volontaria” al Servizio Sanitario Nazionale: ho bisogno di fare visite mediche e vaccini per partecipare ad un viaggio nella Repubblica Democratica del Congo. Così ho di nuovo il medico di famiglia, però la tessera sanitaria porta la stessa scadenza del mio permesso di soggiorno…che scade 4 mesi dopo.
2008 – Attraverso uno scambio d’informazioni con altri amici della Rete G2 vengo a conoscenza della Circolare del Ministero dell’Interno del 5 gennaio 2007 che introduce la possibilità di presentare richiesta di concessione anche con il possesso di un reddito del nucleo familiare. Allerto i miei genitori e chiedo loro di muoversi per ottenere dall’India il certificato di nascita e il certificato penale richiesti.
2009, Novembre – Arrivano i documenti dall’India. Io, mio fratello e i miei genitori presentiamo richiesta, pagando €200 ciascuno, più le innumerevoli marche da bollo da €14,62. La mia richiesta e quella di mia madre vengono accolte dalla Prefettura, mentre i certificati indiani di mio padre e mio fratello presentano delle incongruenze: dovranno rifarli ex novo.
2010, Giugno – Vengo convocato in Questura per il colloquio per la cittadinanza. In questa sede viene verificata: «Conoscenza della lingua italiana», «Conoscenza dei principi su cui si ispira l’ordinamento italiano», «Grado di assimilazione nel contesto nazionale», «Benemerenze ottenute dallo Stato Italiano», «Pubblicazioni effettuate» e mi si chiede di «Specificare dettagliatamente i motivi per cui chiede la cittadinanza italiana».
2010 – Ottengo la Laurea in Scienze Politiche-Relazioni Internazionali. Inizio a lavorare con una Onlus che si occupa prettamente di immigrazione. Richiedo la conversione del Permesso di soggiorno da motivi di studio a motivi di lavoro.
2011 – Mi viene rifiutato il rilascio del “Permesso di Soggiorno per Soggiornante di Lungo Periodo” perché il mio reddito da lavoro non è ancora sufficiente e il reddito familiare non viene preso in considerazione. Il mio Permesso viene rinnovato soltanto di un altro anno.
2011, Febbraio – Alla Prefettura di Perugia richiedo il “Codice K10” assegnato alla mia pratica e comincio a verificarne lo stato attraverso il sito internet: https://cittadinanza.interno.it/sicitt/index2.jsp. Stato della pratica: “L’istruttoria è stata avviata. Si è in attesa dei pareri necessari alla definizione della pratica”.
2011, Ottobre – Mando la mail alla Prefettura di Perugia attraverso la Posta Elettronica Certificata, richiedendo l’accesso agli atti della pratica. Alcuni giorni dopo lo stato della pratica cambia in: “L’istruttoria è completa; la domanda è in fase di valutazione”.
2011, Novembre – E’ trascorso il termine di settecentotrenta giorni per la definizione del procedimento, previsto dal DPR n.362 del 18/04/1994. Prendo appuntamento telefonico e mi reco alla Prefettura di Perugia per l’accesso agli atti.
2011, 1 Dicembre – Lo stato della pratica cambia in: “Sono stati acquisiti i pareri – la pratica è in fase di valutazione finale“.
2011, 22 Dicembre – Lo stato della pratica cambia in: “Sono stati acquisiti i pareri necessari. Il decreto di concessione è agli organi competenti per la firma”.
2012, 17 Gennaio – Il decreto di concessione viene firmato.
2012, 19 Gennaio – Lo stato della pratica cambia in: “L’istruttoria si è conclusa favorevolmente; è in corso di trasmissione il provvedimento di concessione alla Prefettura che ne curerà la notifica. Se risiede all’estero, il decreto sarà inviato all’Autorità Consolare”.
2012, 26 Gennaio – Lo stato della pratica cambia in: “Il decreto di concessione è stato firmato; sarà contattato dalla Prefettura per la notifica del provvedimento e dopo la notifica dovrà recarsi presso il Comune di residenza per il giuramento. Se risiede all’estero sarà contattato dall’Autorità consolare competente”.
2012, 16 Febbraio – Ricevo una lettera con l’invito a presentarmi presso la Prefettura di Perugia per il ritiro del decreto di concessione, munito di un certificato storico di residenza (in bollo).
2012, 24 Febbraio – Mi presento in Prefettura per il ritiro del decreto.
2012, 25 Febbraio – Mi presento al mio Comune di Residenza, per prendere l’appuntamento per effettuare il giuramento.
2012, 3 Marzo – Andrò presso il Comune di Città di Castello per giurare “di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato”. (Chiunque volesse venire ad assistere è il benvenuto!).
[2012, 23 Marzo - E' la scadenza (sic!) del mio attuale Permesso di soggiorno].
Una delegazione dei promotori della Campagna l’Italia sono anch’io incontra i parlamentari della commissione Affari Costituzionali della Camera
Si è svolto nel pomeriggio un incontro tra una delegazione dei promotori della Campagna L’Italia sono anch’io e i parlamentari della Commissione Affari Costituzionali della Camera.
L’incontro era stato richiesto dalla Campagna per esporre le ragioni che hanno indotto le organizzazioni promotrici a lanciare a settembre la raccolta di firme per due proposte di legge di iniziativa popolare, una che riforma l’attuale legge sulla cittadinanza e l’altra che introduce il diritto di voto alle elezioni amministrative per le persone di origine straniera.
I membri della Commissione hanno ascoltato con attenzione l’esposizione dei contenuti delle due proposte di legge e, nonostante i diversi orientamenti sulla materia, è sembrata emergere, da parte dei parlamentari dei diversi gruppi, una comune volontà a riprendere l’iter del testo di riforma della legge sulla cittadinanza, la cui discussione era stata sospesa.
Un segnale incoraggiante, secondo i promotori della Campagna, perchè dimostra un interesse condiviso dalle varie forze politiche ad affrontare un argomento così importante per tante persone che vivono nel nostro Paese.
I promotori hanno comunque richiesto un impegno preciso a calendarizzare in tempi rapidi, In Commissione e in Aula, l’esame delle due proposte di legge di iniziativa popolare che verranno consegnate, con le firme raccolte, il prossimo 6 marzo alla Camera.
La ricerca è uno delle cinque misure per crescere del governo Monti ed è indubbio che per far competere l’Italia con altri paesi europei bisogna investire di piu e meglio nella ricerca. Fa sorridere (per non dire piangere) dunque il bando del “Futuro in Ricerca” del MIUR.
Il MIUR ha pubblicato il nuovo bando per il Programma “Futuro in Ricerca 2012″, per finanziare progetti rientranti in uno qualsiasi dei settori scientifici definiti dall’European Research Council e rivolti a:
a) Linea d’intervento 1: a dottori di ricerca italiani o comunitari, non assunti a tempo indeterminato di età inferiore a 33 anni e che abbiano conseguito il dottorato di ricerca da almeno 2 anni, i quali dovranno presentare 5 pubblicazioni (dotate di ISBN o ISSN);
b) Linea d’intervento 2: a dottori di ricerca italiani o comunitari, non assunti a tempo indeterminato di età inferiore a 36 anni e che abbiano conseguito il dottorato di ricerca da almeno 4 anni, i quali dovranno presentare 10 pubblicazioni;
c) Linea d’intervento 3: a giovani docenti o ricercatori, già assunti a tempo indeterminato presso gli atenei italiani, statali o non statali, e gli enti pubblici di ricerca afferenti al MIUR, di età inferiore a 40 anni, i quali dovranno presentare 15 pubblicazioni.
Piu che Futuro sembra Passato soprattutto se si guardano altri bandi europei o degli stati europei, come Marie Curie, Embo, Ramon y Cajal, CNRS, solo per citarne alcuni. Ecco un esempio lampante di come Italia escluda i figli di immigrati a meno che non siano giá stati assunti a tempo indeterminato e preclude a se stessa il reale avanzamento.
Non può partecipare al bando, anche se ha altri requisiti, chi è nato qui o arrivato da piccolo, ha fatto tutte le scuole in Italia, magari si è anche laureato in Italia o dottorato. Ma non solo non può partecipare chi è italiano di fatto ma non riconosciuto, ma neanche altri cittadini extracomunitari che hanno conseguito il PhD in Italia, Europa, Svizzera o Stati Uniti. La loro nazionalitá fa valere quel titolo meno rispetto a un cittadino europeo. E io lo trovo scandaloso, soprattutto perchè si parla di ricerca.
Je n’connais pas ce soleil
Qui brule les dunes sans fin
Je n’connais pas d’autre terre
Quelle celle qui m’a tendu la main
Et si un jour, je pars d’ici
Que je traverse le désert
Pour aller voir d’où vient ma vie
Dans quelles rues jouait mon père
Moi qui suis né près de Paris
Sous tout ce vent, toute cette pluie
Je n’oublierai jamais mon pays
Et si demain, comme aujourd’hui
Je dois faire le tour de la terre
Pour chanter au monde mes envies
Voyager des années entières
Moi qui suis né tout près d’ici
Meme si je quitte mes amis
Je n’oublierai jamais mon pays
Trop de souvenirs gravés
De cours d’écoles et d’étés
Trop d’amour pour oublier
Que c’est ici que je suis né
Trop de temps abandonné
Sur les bancs de ma cité
Trop d’amis pour oublier
Que c’est ici que je suis né
Je n’connais pas ce parfum
De menthe et de sable brulant
Mais seul’ment les embruns
Sous les rouleaux de l’océan
Et toi qui me trouves un peu mat
Pour ces rues bordées de prairies
Un peu trop blanc, couleur d’Euphrate
Pour ces poèmes que j’ai appris
Tu es bien le seul que j’oublie
Telle l’étoile, fidèle à la nuit
Je n’oublierai jamais mon pays
Trop de souvenirs gravés
De cours d’écoles et d’étés
Trop d’amour pour oublier
Que c’est ici que je suis né
Trop de temps abandonné
Sur les bancs de ma cité
Trop d’amis pour oublier
Que c’est ici que je suis né
Et comme toi j’attends la pluie
Pour lui dire toutes mes peines
Tout comme toi, je lui souris
Quand elle tombe sur la plaine
Trop de souvenirs gravés
De cours d’écoles et d’étés
Trop d’amour pour oublier
Que c’est ici que je suis né
Trop de temps abandonné
Sur les bancs de ma cité
Trop d’amis pour oublier
Que c’est ici que je suis né
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