• Bar Camp 17 marzo 2013

     

     

    Cos’è un Bar Camp? Il Bar Camp è una “non conferenza” in cui sono gli stessi partecipanti a guidare l’incontro: i contenuti li portate voi, noi ci mettiamo solo il tema, la nostra cara cittadinanza.

     

    Vi ricordiamo che G.Lab è in via Dogana 2, a Milano, ed è aperto tutti i mercoledì – giovedì – venerdì dalle 14.00 alle 18.00. In via eccezionale, per permettere a più persone di portare il proprio contributo, l’evento del Bar Camp avrà luogo dopo l’orario di sportello. Se non potrete partecipare all’evento, lasciate qui sul forum la vostra domanda o il vostro intervento: lo citeremo durante l’incontro.

     

    Vi aspettiamo!

    In: Articoli — kibra @ 12:13 am
    1 Comment
  •  

     

     

    G.Lab è il nome del progetto pilota che verrà lanciato mercoledi 13 marzo 2013 nella sede dell’Informagiovani di Via Dogana 2.

    Grazie al contributo da parte del Ministero del Lavoro, e dalla collaborazione tra Assessorato delle Politiche Sociali e Servizio Giovani del Comune di Milano con l’associazione Rete G2 – Seconde Generazioni, nasce il laboratorio di cittadinanza urbana G.Lab.

    G. Lab si propone di fornire informazioni di primo livello sul tema della cittadinanza, del lavoro e dello studio, attraverso un nuovo desk composto da giovani di origini italiane e straniere.

    Saranno inoltre organizzati incontri mensili culturali come seminari e dibattiti, ma anche proiezioni di film, djset, mostre artistiche, installazioni ecc.

    In fase sperimentale, G.Lab sarà aperto al pubblico tutti i mercoledi, giovedi e venerdi dalle 14 alle 18 fino al 30 settembre 2013.

    Siete tutti invitati all’inaugurazione!

     

     

    invito inaugurazione G.Lab1

     

     

     

     

     

     

     

    No Comments
  •  

     

    Rete G2- seconde generazioni oggi è al Quirinale. L’intervento della nostra Lucia, riportato qui di seguito, è stato fortemente applaudito.

     

     

     

    Signor Presidente, gentili ospiti,

     

    mi chiamo Lucia Ghebreghiorges, ho 33 anni, sono di origine etiope e sono
    un’attivista della Rete G2 – Seconde Generazioni. Da anni G2 chiede una
    riforma della legge sulla cittadinanza che sia più favorevole ai figli d’immigrati
    nati in Italia o venuti da piccoli nel territorio.

     

    Sono una giovane italiana e tale mi sono sempre sentita, tuttavia, pur essendo
    nata in Italia, sono diventata cittadina solo all’età di 16 anni, quando mia
    madre acquisì la cittadinanza italiana e me la trasmise. Eppure sono una delle
    più fortunate della mia associazione.

     

    Intorno ai 20 anni ho cominciato a interrogarmi sul mio essere figlia
    d’immigrati e in quegli anni pubblicai l’articolo che si chiamava Né carne né
    pesce, probabilmente uovo, nel quale sintetizzavo metaforicamente la condizione
    di figlia d’immigrati. Ci consideravano né carne né pesce ma, dal mio punto di
    vista eravamo invece uova: un nuovo inizio.

     

    Gran parte dei membri della nostra Rete è costituita da donne: studentesse,
    giovani madri, lavoratrici. Molte di loro non sono ancora cittadine italiane.
    Quando ci incontriamo penso all’ingiustizia che sentivo da bambina e a loro,
    che la vivono ancora da adulte.

     

    Nel 1946 le donne italiane hanno conquistato il diritto di voto, nel 2013 molte
    mie compagne di viaggio questo diritto non l’hanno ancora. Eppure questo è
    il loro Paese. Ci dicono che ci sono sempre questioni più urgenti da affrontare,
    come se non fosse urgente impedire che oltre un milione di figli di immigrati
    siano trattati come estranei a casa propria.

     

    Come se non fosse un dovere morale per un Paese che ama i suoi figli,
    impedire che una Nadia e una Miriam corrano il rischio di non venire
    accettate in una classe perché un tetto del 30% ricorda loro che sono straniere,
    anche se sono nate in Italia; non permettere a Nura di accedere ad un
    concorso pubblico perché non è italiana, ma è cresciuta e ha frequentato tutte
    le scuole in Italia; non lasciare un Paese senza nuove energie e quindi senza
    futuro.

     

    Vorrei concludere ringraziando Lei, Signor Presidente, a nome di tutta la Rete
    G2 per l’attenzione che ha sempre mostrato sul tema della cittadinanza.

     

    1 Comment
  • italia_sono_anch_io-460x250_1

    La Rete G2 vi invita a firmare la seguente petizione affinche le due proposte di legge popolare di “L’Italia sono anch’io” seguano il loro iter istituzionale. Sul sito della petizione troverete anche  la bellissima lettera di Elvira Ricotta Adamo.

     

     

    http://www.change.org/it/petizioni/lettera-aperta-ai-parlamentari-neo-eletti-noi-che-l-italia-sono-anch-io-2#share

    In: Articoli — Tag:, — G2 @ 1:56 pm
    No Comments
  • Siamo lieti di aver appreso dell’interesse del Pdl ad una modifica della legge sulla cittadinanza più aperta ai figli degli immigrati (l. 91/92). L’apertura dell’on. Silvio Berlusconi, dichiarata alla Rete G2 nel corso della trasmissione “Leader” di Lucia Annunziata (8 febbraio 2013) non e’ tuttavia stata approfondita. Nel 2009 il Pdl presento’ un disegno di legge a firma dell’on. Bertolini, che restringeva ulteriormente i criteri per ottenere la cittadinanza. Sono trascorsi anni in cui gli esponenti del Popolo della Libertà si saranno sicuramente resi conto dell’importanza di assicurare agli italiani “col permesso di soggiorno”, in Italia cresciuti, stessi diritti oltre ai doveri dei loro compagni di passaporto italiano. La Rete G2 chiede al Pdl come intende dare seguito alle affermazioni del suo leader e aspetta di conoscere l’articolazione normativa delle aperture dichiarate.

    Rete G2 – Seconde generazioni

    g2@secondegenerazioni.it
    ————————————————–

    www.secondegenerazioni.it

    In: Articoli — Sandokan @ 11:11 am
    No Comments
  • logo_g2

    No a Italiani con il permesso di soggiorno.

    Vi invitiamo a firmare la petizione, per Cristian e per tutti coloro che come lui si vedono doppiamente negato un diritto:

     

    http://www.change.org/petitions/cittadinanza-per-cristian-discriminato-in-quanto-disabile?utm_campaign=friend_inviter_chat&utm_medium=facebook&utm_source=share_petition&utm_term=permissions_dialog_false#share

     

     

    No Comments
  • Per ReteG2 parte una nuova avventura. Da marzo a Milano sarà a disposizione uno spazio mai avuto prima, interamente dedicato a noi seconde generazioni: potremo discutere di cittadinanza, di identità, di equilibri tra più culture, del nostro presente e del nostro futuro. 
Potremo confidarci i nostri sogni e le nostre aspettative, e anche ciò che concretamente vorremmo fare per la nostra città, per il nostro paese e per i nostri concittadini. Inoltre, affronteremo insieme quegli ostacoli che ancora non ci permettono di vivere sereni da italiani di origine straniera. Non ci aspettiamo solo le famose seconde generazioni, a cui è intitolato lo Sportello: speriamo di vedere anche genitori, insegnanti, associazioni e insitituzioni…

    Uno spazio, ospitato dall’Informagiovani in via Dogana 2 (praticamente piazza del Duomo) in cui si potrà toccare con mano ciò che è stato seminato fino ad oggi sul web, ma che non ha mai perso il contatto con la realtà e con la quotidianità delle seconde generazioni. Manca ancora un mese abbondante di progettazione e l’esperienza lunga anni di ReteG2 ha molto da proporre.

    Ma soprattutto non vede l’ora di mettersi a disposizione di tutti i milanesi, senza distinzioni di età, sesso, religione e origine geografica, per costruire insieme l’Italia che siamo già, ma che possiamo migliorare giorno dopo giorno. 

Scriveteci i vostri commenti e suggerimenti, proprio qui, nel nostro caro forum pubblico: ne prenderemo nota, li terremo in seria considerazione e in questo modo potremo costruire insieme una vera casa per tutte le seconde generazioni d’ Italia.

    No Comments
  • Comunicato stampa congiunto ASGI – Rete G2 Seconde generazioni
    16 dicembre 2012

    Il Tribunale di Roma dichiara la natura discriminatoria del concorso pubblico indetto per il reclutamento di personale docente

    Riconosciuto ad una cittadina croata, familiare di cittadino comunitario, il diritto a concorrere al bando per il reclutamento di undicimilacinquecento docenti

    Il Tribunale di Roma ha dichiarato la natura discriminatoria della condotta tenuta dal MIUR nei confronti di una cittadina croata, familiare di cittadino comunitario e titolare di permesso di soggiorno per lungo periodo, per non essere stata ammessa a partecipare al concorso per personale docente.

    Il Giudice ha ricordato che il familiare di cittadino dell’U.E. e il soggiornante di lungo periodo godono, ai sensi del d.lgs. 30/2007 e della direttiva comunitaria 109/2003, degli stessi diritti dei cittadini italiani anche riguardo all’accesso al pubblico impiego con la sola esclusione delle attività che implicano l’esercizio di potestà pubbliche nel cui ambito “non rientrano i posti di docente delle scuole pubbliche di ordine e grado … ed è evidente che il diritto di svolgere siffatte attività, nel caso in cui si accede per concorso, implica il diritto a partecipare alla relativa selezione”.

    Il Tribunale di Roma, quindi, ha ordinato all’Amministrazione di rimuovere gli effetti della discriminazione consentendo, senza indugio, alla cittadina extracomunitaria di partecipare alle prove preselettive fissate per il 17 e 18 dicembre.

    I legali dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), che hanno sostenuto le ragioni della ricorrente con il contributo dell’Open Society Foundations, pur soddisfatti del risultato positivo conseguito, proseguiranno l’azione giudiziale intrapresa, impugnando, per conto dell’Associazione, con l’intervento della Rete G2 – Seconde Generazioni, la sentenza nella parte in cui, richiamandosi ad una superata sentenza della Corte di Cassazione n. 2470/2006, già definita “isolata” dalla Corte Costituzionale nell’ordinanza n.139/2011, ha negato che il diritto a non essere discriminati nell’accesso al lavoro sia da riconoscere a tutti i lavoratori regolarmente presenti in Italia e che il ruolo delle associazioni per la promozione dei diritti riguardi anche la tutela giudiziale delle discriminazioni collettive per nazionalità.

    ASGI G2logo

    In: Articoli — G2 @ 12:02 am
    No Comments
  • 2gincomune

    A un anno dal lancio della Campagna ‘18 anni… in Comune’ ANCI, Save the Children e Rete G2-Seconde Generazioni rilanciano l’iniziativa che proseguira’ finche’ il Parlamento non approvera’ una legge di modifica della cittadinanza, in direzione dello ius soli.
    La Campagna e’ stata lanciata a ottobre 2011 da ANCI, Save the Children e Rete G2-Seconde Generazioni, per sollecitare i Sindaci italiani ad informare i ragazzi nati in Italia da genitori stranieri del diritto di presentare la richiesta di cittadinanza entro il compimento dei 19 anni.

    Ad oggi i risultati riguardano poco piu’ della meta’ dei Comuni che hanno aderito alla Campagna “18 anni… in Comune” e indicano che circa 638 ragazzi nati in Italia da genitori stranieri e residenti nei Comuni che hanno aderito alla Campagna hanno ottenuto la cittadinanza italiana nel corso dell’ultimo anno. E’ un numero destinato a raddoppiare una volta ricevuti i dati definitivi. I Comuni che ad oggi hanno aderito sono 358, distribuiti su tutte le Regioni italiane, 31 di questi sono capoluoghi di Provincia.

    Tutto il materiale relativo alla Campagna ’18 anni… in Comune’ e’ reperibile sul sito dell’ANCI

    ‘’E’ importante che sempre più sindaci assumano questa buona pratica, nata sulla scia delle positive esperienze gia’ avviate da vari Comuni, e di cui finora nessuno, in primis lo Stato, si era fatto carico – dichiara Graziano Delrio, Presidente dell’ANCI –  I sindaci aderenti inviano una lettera  a tutti i ragazzi e le ragazze 18enni nati in Italia da genitori stranieri per informarli della finestra di un solo  anno, prevista dalla attuale legge, entro la quale richiedere la cittadinanza come diritto amministrativo. In attesa di una riforma della legge sulla cittadinanza, continueremo come ANCI e come associazioni a promuovere questa iniziativa, volta anche ad aumentare nelle nostre comunità la consapevolezza sui diritti delle giovani generazioni di italiani, nostri concittadini nella sostanza ma non nella forma. E’ infatti nelle realta’ territoriali che si avverte in modo diretto il paradosso che vivono i ragazzi di seconda generazione, divisi tra un sentimento e un vissuto di appartenenza al nostro Paese a fronte di una esclusione formale dai diritti derivanti dal riconoscimento della cittadinanza’’.

    Per diffondere le informazioni sul diritto di richiedere la cittadinanza ogni Sindaco  ha scelto la strategia piu’ adatta alla propria realta’ territoriale. Molti di loro hanno inviato una lettera ai ragazzi per informarli del diritto di richiedere la cittadinanza, mentre per altri, in realta’ piu’ piccole, l’invio della lettera non e’ stato necessario, sostituito dalla comunicazione diretta e dal passaparola.

    ‘’L’importante e’ far conoscere a tutti i ragazzi interessati la possibilita’ di esercitare un diritto fondamentale per il loro futuro e il tempo ridotto entro il quale devono attivarsi. Abbiamo la responsabilita’ come amministratori comunali – afferma Flavio Zanonato, Delegato ANCI all’Immigrazione – di lavorare per l’integrazione e per tenere unite le nuove generazioni, senza permettere che chi e’ nato in Italia, ha studiato nelle nostre scuole, parla non solo la nostra lingua ma anche il nostro dialetto, si senta un apolide, con meno diritti e meno possibilita’ dei suoi coetanei. I nuovi italiani, oltretutto, saranno decisivi per far tornare a crescere il nostro Paese, per dotarlo dell’entusiasmo e delle energie necessarie a risalire la china’’.

    Per far fronte a questa grave carenza di diritto sono molti i Comuni che hanno avviato iniziative a favore della cittadinanza dei ragazzi cosiddetti di seconda generazione, attivita’ che hanno coinvolto le scuole in varie modalita’, a partire dalla concessione della cittadinanza onoraria fino alla distribuzione del testo della Costituzione italiana.

    ‘’Non e’ la prima volta che il Comune si trova a dover supplire con iniziative proprie alla lentezza con la quale il Parlamento reagisce ai tumultuosi cambiamenti sociali che i fenomeni migratori portano sempre con se’. Era gia’ accaduto in materia di diritto di voto alle elezioni amministrative e accade oggi con il tema della cittadinanza. Mentre il dibattito politico nazionale si avvita su se’ stesso – conclude il Presidente Delrio – sui territori la realta’ non aspetta’’.

    “Questa campagna rappresenta un primo passo, significativo, per accogliere il desiderio di cittadinanza di tanti ragazzi che nascono e crescono nel nostro Paese’’. E’ quanto afferma Raffaella Milano, Direttore Programma Italia – Europa di Save the Children Italia. ‘’I Comuni sono l’istituzione a loro piu’ vicina ed e’ per questo motivo particolarmente importante l’impegno dell’ANCI in questa iniziativa volta ad agevolare il percorso di acquisizione della cittadinanza italiana per i neo maggiorenni.  Save the Children auspica che al piu’ presto si modifichi la legge nazionale, completamente superata, e che l’Italia sappia riconoscere piena cittadinanza ai tanti bambini e adolescenti che crescono nel nostro Paese e che sono stranieri ormai solo per l’anagrafe’’.

    ‘’Sono piu’ di 358 le amministrazioni locali che hanno deciso di aderire alla campagna ‘18 in Comune’, e’ una straordinaria partecipazione da parte delle amministrazioni locali che dice quanto sia necessario e urgente riformare la legge 91/92, la nostra antiquata legge per la concessione della cittadinanza’’. Ad affermarlo e’ Mohamed Tailmoun, Portavoce della Rete G2-Seconde Generazioni.

    Roma, 16 novembre 2012

    No Comments
  • Dato che siete sempre in molti a chiederci di riassumere le difficoltà maggiori delle seconde generazioni, qui trovate un breve riepilogo. Se pensate che manchi qualcosa, segnalatelo voi stessi nel nostro Forum, nello spazio dell’Osservatorio Nazionale

    Difficoltà 2g jpeg

    No Comments

Archivio