Archivio di agosto 2009

lo sfogo

sabato, 29 agosto 2009

di maganò

sono arrabbiata, sono inca**ata e scusatemi se scrivo di getto, senza rileggere. Il sogno si allontana. Il sogno di essere uguale agli altri nei doveri e nei diritti si allontana dall’orizzonte. La prospettiva, no, non credo di averla più.
Dopo vent’anni, dico venti in questo paese (e non trovo aggettivi per definirlo), avendo fatto le medie, il liceo, l’universitá, il dottorato, l’assegno di ricerca, dopo aver lavorato per l’Universitá Italiana, dopo aver sostituito il professore alle lezioni all’Universitá, dopo anni a non poter partire per i congressi a presentare il lavoro del gruppo di ricerca, dopo essere andata tante volte al Ministero degli Interni a cercare di capire se c’era un modo per avere un permesso di soggiorno piu duraturo di una anno, dopo che al Ministero degli Interni mi hanno riso in faccia e mi dicevano che l’unico modo per avere la possibilitá di rimanere in questo paese era sposarmi (mentalitá maschilista italiana!), dopo che ho incontrato una persona che mi è sempre stata accanto, dopo che siamo stati insieme sette anni, dopo che ci siamo sposati, dopo che le nostre scelte sono state e sono tutt’ora limitate per poter soddisfare i criteri per avere la cittadinanza, dopo che è passato un anno e mezzo dal matrimonio, dopo che è passato un anno dalla presentazione della domanda, mi chiama mia sorella (si è sposata 6 mesi prima) e mi dice che gli è arrivata la lettera nella quale gli dicono che la domanda per la cittadinanza non è valida in base alla legge del 15 luglio 2009 (!!!!!!) devono trascorrere due anni legali di residenza dal matrimonio per presentare la domanda.
Dunque la lettera arriverá anche a me.
Dunque quello che avevo letto un po’ di tempo fa su metropolis era vero, anche se non si sapeva ancora se lasciavano le domande presentate in attesa del compimiento dei requisiti oppure no (visto che comunque ci mettono 4 anni di media a darti la cittadinanza, a posto dei due anni legali, ma si sa in Italia legale è un concetto soggettivo).
Ciò che rifiuto di più è che sulla domanda presentata c’è il certificato storico di residenza e si legge nero su bianco quanti anni la persona sta in Italia, si legge (su altri documenti) il titolo di studio (2+2=4) e si discrimina consapevolmente chi si è chiaramente integrato.
Ma anche questo si sa, la soggettivitá delle leggi si applica solo quando fa comodo.
Fra l’altro facendo il lavoro ceh faccio (che in Italia non è considerato un lavoro) se non fossi sposata starei ancora con il pds per studio, dove l’assegno di ricerca è borsa di studio e non viene riconosciuto per chiedere la cittadinanza italiana.
Non ho altro da aggiungere. Sono profondamente delusa e non so se voglio far parte di questo paese.

Topic sul Forum

NDR: Altri frammenti della nostra maganò, cervello in fuga, o sarebbe meglio dire prestata al mondo finchè l’Italia non ne sarà degna: “Ho la laurea in chimica, me ne vado in Spagna”

VN:F [1.9.1_1087]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Black Padanians

sabato, 29 agosto 2009

di Sherif

Ciao a tutti! Vorrei condividere con chi ne ha voglia un fatto recentemente accaduto…sono venuto a sapere del super successo della nazionale italiana “under 15″ di cricket, ovvero ragazzini nord-italiani che indossano la “maglia azzura”… e dico maglia azzurra solo perche’ non e’ ancora avvenuta l’imminente secessione d’italia, altrimenti sarebbe “maglia verde”, esattamente verde padania, hanno vinto il campionato europeo di cricket battendo Belgio, Francia, Germania, Gibilterra, Isola di Man, Israele e Svizzera…so che potreste chiedervi il “come mai” di questa mia annotazione tipicamente sportiva, ok…sputo il rospo, il mio intento e’ evidenziare come spesso e volentieri si dimentica e sottovaluta per non dire si ignora il paradosso che cresce giorno dopo giorno nella nostra societa’, proprio cosi!, perche’ questi ragazzini crickettari, sono si del piemonte, lombardia, emilia romagna, trentino e veneto, ma hanno origini pakistane, indiane, bengalesi, singalesi e tamil (piu’ due anglo-italiani e un SARDO “d.o.c.”).
Eh gia’, mi dispiace deludere o rovinare la notizia agli xenopattriottici (sembrava bella fino a un paio di righe fa, vero?), ma da seconda generazione padana quale sono, sono molto felice della notiziona, anche se preferisco dire che secondo me e’ un fatto normale e che nessuno ormai dovrebbe piu’ stupirsi… questo e’ gia’ il futuro di cui si parlava qualche anno fa…ormai e’ il presente, semplicemente da vedere, e manco ce ne accorgiamo!

Mi fa sorridere che pure il presidente della federcricket Simone Gambino annuncia la vittoria dell’italia dedicandola ironicamente al leader leghista Umberto Bossi, metafora del tipo: “la sveglia e’ da un po’ che sta suonando!!!”.

Link alla notizia: I figli degli immigrati regalano l’oro all’Italia nel cricket: «Per Bossi»

Topic
sul Forum

VN:F [1.9.1_1087]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

“Secondi a nessuno” – Le storie di agosto 2009

mercoledì, 19 agosto 2009

Gli articoli a seguire sono stati pubblicati in anteprima su “Secondi a Nesssuno” (numero agosto 2009) rubrica mensile curata dalla Rete G2 ( www.secondegenerazioni.it)  sulla rivista giovanile Topgirl. Sono i figli degli immigrati. La cosiddetta seconda generazione. Un milione di ragazzi nati o cresciuti in Italia, ma originari di Asia, Africa, Europa, America. A Topgirl raccontano frammenti di una quotidianietà non troppo ordinaria. “Secondi a nessuno” terrà compagnia alle lettrici e lettori di Topgirl per tutta l’estate fino a settembre (numero “ottobre 2009″), mese di riapertura delle scuole.

Jean, voti per me, vero?

Mi chiamo Jean e in questi giorni una domanda mi è stata rivolta da molti: “Per chi hai votato alle elezioni di giugno?” È vero che ho speso ore su internet a leggere programmi elettorali, guardare interviste a leader politici, sentire opinioni e microfoni aperti, ma dovrei spiegare un “piccolo dettaglio”: vivo in Lombardia da quando avevo 6 anni, ora ne ho 23, ma sono di nazionalità peruviana e quindi niente voto, anche perché ottenere la cittadinanza italiana non è per niente facile, un po’ una lotteria. Cosa che ho ricordato molte volte anche agli amici che mi hanno contattato in biblioteca o su Facebook, come Luca o Valentina, dicendomi: “Jean, tu voti per noi, vero?” Gente con cui ho fatto le superiori e che magari mi conosce da anni. In questi casi sembra che il mio aspetto non conti, il fatto di essere scuro di pelle e avere tratti del viso non europei. O almeno questi particolari non contano per chi è cresciuto con me, mentre tutti gli altri si fermano solo al mio aspetto. Non posso scordare, infatti, che a giugno, all’uscitadella metropolitana, i militanti di alcuni partiti distribuivano volantini a tutti, tranne che  me. E in quei casi, per provocazione, mi mobilitavo io per farmeli dare, cosa che avveniva con una certa diffidenza dall’altra parte, come se ci fosse qualcosa di sbagliato. E allora avevo voglia di dire: “Anch’io so leggere in italiano, sai?”

Tu mettere cibo nei piatti

Eccomi, io sono Priscilla Boakye di rigini ghanesi. Vivo in Italia praticamente da sempre, cioè da quando avevo 4 anni, e per gli studi universitari mi sono trasferita da Brescia a Roma. La mia particolarità? Una pelle super “abbronzata” tutto l’anno senza l’aiuto delle lampade. Sono un’italiana nera, cosa di cui alcuni si stupiscono ancora e ne nascono situazioni esilaranti. Per mantenermi agli studi faccio dei lavoretti. Poco tempo fa, i miei amici mi hanno portata come aiutante a un catering per un matrimonio. Arrivo e una signora si rivolge ai miei compagni di lavoro chiedendo (a loro, non a me): “Ma capisce l’italiano?” E i miei amici: “Certo”, senza specificare troppo. Seguo la signora e lei con gesti ampi e lenti mima cosa devo fare. Mi dice scandendo le parole in maniera elementare: “Piatti non qui, piatti andare là: tu mettere cibo”. Io sto al gioco, corrugando la fronte con sguardo interrogativo. La signora continua a ripetere ogni frase più volte, pazientemente. Per poi chiedere infine: “Tu capito tutto?” Poi rivolgendosi di nuovo ai miei amici: “Avrà capito?” A quel punto non riesco più a trattenermi dalle risate e in bresciano e rispondo: “Me so buna a parlà italiano, neh!”. Potrei raccontare tanti episodi simili, quanto cambia per esempio l’atteggiamento di chi mi ha prima parlato al telefono, poi mi incontra di persona. Il “lei” diventa immediatamente un “tu”…

Secondi a nessuno – versione pdf scaricabile

VN:F [1.9.1_1087]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Promemoria: ricordati che non sei italiano

mercoledì, 12 agosto 2009

 di Sabrina (new entry)

L´italianitá di una persona non si vede dal viso. Non si vede né dalle mani, ne dai capelli e ne dal colore della pelle. Dobbiamo essere tutti mori? I mori ci sono ovunque…. Dobbiamo essere bianchi? I bianchi ci sono ovunque…Dobbiamo essere piuttosto bassini? Questo forse sí… no scherzo.
Insomma, questa famosa italianitá, da cosa si vede? Qualcuno mi farebbe il piacere di spiegarmelo? Scusate, non prendetela a male… È solo che io proprio non capisco .Vedete cari lettori, io ho un problema, lo stesso, che hanno tutte le persone che una volta postasi una domanda non lasciano stare finché non trovano una soluzione logica: la frustrazione di vedere che la soluzione trovata é, a quanto pare, sbagliata, non condivisa, rifiutata. Infatti io questa famosa soluzione logica al mio problema pensavo di averla trovata. Dico pensavo, perché poi le opinioni delle persone che mi circondano, le opinioni della maggioranza, mia hanno fatto dubitare del mio brillante sforzo logico-cognitivo-cerebrale…
Parlavo prima della cosiddetta italianitá e da quali fattori essa si possa evincere. Ora… io, nel mio piccolo ( che é molto piccolo se pensiamo che ho solo 20 anni, mentre le persone che gestiscono il nostro governo arrivano ben oltre gli anta)mi sono sempre posta questa domanda. Perché? Sono stata indotta dagli altri a farlo. Essendo italiana, io non ho mai pensato di dover motivare questo mio…. chiamiamolo “sentimento nazionale” a nessuno, capite? Quando voi avevate 7 anni, vi siete mai interrogati sulla vostra nazionalitá?Penso di no. Bene, io l´ho fatto, e non per una spontanea ( e legittima ) curiositá, bensi per cause esterne. La prima causa che riesca a ricordarmi risale ai mondiali di calcio del´94, quando la squadra italiana si scontró con quella brasiliana. Ricordo, anche se alquanto vagamente ( vista la tenera etá di 5 anni), che le persone mi domandavano : “ma tu per chi tifi , Italia o Brasile?”. Strano, ma la risposta non me la ricordo. Poi sono cresciuta, e le cose si sono complicate: “di dove sei?” , “ di Roma” “ davvero, ma non sembri italiana”, “mia madre é brasiliana”” ah, allora sei brasiliana”, “no, sono italiana” “allora sei nata in Italia?” “no, sono nata in Brasile, ma sono venuta a Roma quando avevo due anni” “certo certo….la sai ballare la samba?”, “ehm… no, veramente mi trovo in difficoltá anche a ballare la macarena”… , “ah… senti, e come mai sei bianca e alta? In Brasile non siete tutti scuri?”, “no, non sono tutti scuri in Brasile, scusa devo andare…a pettinare le bambole”. Seconda causa esterna: é difficile trovare un´italiana alta 1.81 e non proprio mora… Terza causa esterna: Il congnome. Ora apriamo un capitolo buio della mia esistenza. Dico buio inquanto avere quattro congnomi non puó certo essere definita pratica come cosa. Essendo nata in sudamerica, posseggo entrambe i cognomi dei miei genitori, e quello di mia madre é scritto all´anagrafe prima di quello di mio padre. Ovviamente se mi ordino una pizza o riservo un tavolo al ristorante uso quello italiano di mio padre. Ma per i documenti ufficiali, sono costretta a scriverlo per esteso stó coso enorme che riempie ogni angolo del foglio.
Qua inizia il problema. Voi vi starete chiedendo ( spero) da dove provenga questo problema: forse dal fatto che il cognome sia troppo lungo? No. È straniero, questo é l´intoppo. Riassumendo, in 5 anni di liceo, mai nessun bidello ha saputo pronunciare il mio cognome. Era piú facile chiamarmi per nome, oppure utilizzare il pronome personale “tu”. Ecco dunque esposte alcune delle cause esterne che mi hanno fatto per tanto tempo interrogarmi sulla mia italianitá. La prima risposta é stata una specie di traduzione simultanea in parole di tutto il mio essere e delle emozioni che lo compongono,generata spontaneamente dal mio cervello ( che altrimenti resta spesso in stato di minoritá intellettuale volontario): l´italianitá siamo noi, i nostri sentimenti, il modo in cui la nostra testa e il nostro cuore reagiscono agli stimoli esterni. L´italianitá é un insieme di ricordi, di sensazioni, di odori, di colori e di sapori. L´italianitá é il sentirsi a casa in Italia, perché é questo che l´Italia per noi rappresenta: casa. Se chiamo mia madre e le dico “ mamma, stó venendo a casa, vienimi a prendere in aereoporto”, non é che mia madre parte e se ne va in Brasile. Mia madre vá a Fiumicino. Logico, no?
NO. Non é logico il mio ragionamento. Quello che il mio animo mi dice é sbagliato. L´Italia é una nazione appartenente all´Unione europea, uno Stato geografico semicircondato dal mare e confinante a nord con Francia, Svizzera, Austria e la Padania. L´Italia é una macchina burocratica lenta e ingiusta. l´Italia, é una parola vuota sulla bocca di tanta gente, che sembra prendere forma solo quando si tratta di definire ció che é estraneo, che é diverso e per questo meno prezioso. . L´Italia é una massa di gente per cui io sono e resto qualunque cosa faccia una straniera.
Questa, é l´Italia alla quale la gente la fuori vuole farmi credere.
Io peró sono piú furba e mi tengo stretta la mia.

Topic sul Forum

VN:F [1.9.1_1087]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

In edicola il numero di settembre di “Secondi a nessuno” della Rete G2 su Topgirl

domenica, 9 agosto 2009

Dal 12 agosto non perdete l’appuntamento con “Secondi a Nessuno”, rubrica gestita dalla rete nazionale di figli di immigrati G2- Seconde Generazioni sulla rivista giovanile “Top Girl” numero di Settembre. La trovate nelle edicole di tutta Italia. Le seconde generazioni vi terranno ancora compagnia con frammenti della loro vita, in particolare curiosità sui nomi considerati “esotici” e i grandi sogni della vita.

Sulla home del Blog G2, www.secondegenerazioni.it, trovate i numeri precedenti di “Secondi a nessuno” (anche in formato pdf) oltre ai nuovi articoli e ai commenti più originali del nostro diario collettivo, attivo anche nei mesi più caldi.

Auguri a tutti per ferie rilassanti

Buone Vacanze:)

Rete G2 – Seconde Generazioni
www.secondegenerazioni.it

VN:F [1.9.1_1087]
Rating: 4.0/5 (1 vote cast)

…come rispondete?

martedì, 4 agosto 2009

di  maganò 

Quando mi chiedono di dove sei, non ho dubbi, nè problemi. Rispondo: “di Roma”. Anche se a Roma non sono nata, su questo i dubbi non ci sono. Sono di Roma.
Il problema nasce quando mi chiedono: “Sei italiana?”
Rimango lì imbabolata, sembro una deficiente di fronte alla domanda semplice, semplice e generalmente borbotto qualcosa come “è complicato”.
Ovviamente bisogna vedere il contesto. Di solito me lo chiedono qui a Barcellona o gli italiani, che preferiscono parlare in italiano o altri (spagnoli e piu generalmente stranieri) perchè sentono un accento italiano sia in inglese che in spagnolo. Hahaha! Eh si, l’accento.
Ma dire si, sono italiana non è un problema perchè non mi sento tale o perchè sono anche croata e tutta la storia dell’identitá. Dire si, sono italiana vuol dire trascurare ció che maggiormente mi influenza nel quotidiano, tutti i problemi del permesso di soggiorno, della mobilitá, delle scelte pesantemente condizionate, le restrizioni.
Ma poi, neanche potrei dire si, lo sono, se poi effettivamente non ho la cittadinanza, non voto e non ho responsabilitá nella scelta dell’attuale governo.
Mi avete capito? E voi come rispondete?

Topic sul Forum

VN:F [1.9.1_1087]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Immigrazione, inclusione e cittadinanza

lunedì, 3 agosto 2009

di Graziella Bertocchi e Chiara Strozzi 03.08.2009

Approvato definitivamente dal Senato, il pacchetto sulla sicurezza inasprisce le condizioni per l’acquisizione della cittadinanza italiana. Si tratta di misure ostili all’inclusione degli immigrati che potrebbero istigare un’ulteriore radicalizzazione verso l’esclusione. In altri paesi d’Europa, invece, il tradizionale criterio dello “jus sanguinis” (chi discende da cittadini di un certo paese è cittadino) è stato contemperato con quello (vigente negli Stati Uniti) dello “jus soli”, secondo cui chi nasce sul territorio nazionale di un certo paese è cittadino.

Leggi l’articolo completo su LaVoce.info

VN:F [1.9.1_1087]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)