Forum della Rete G2 – Seconde Generazioni

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MessaggioInviato: 12 dic 2009, 14:40 
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Ecco il verbale della seduta in Commissione Affari Costituzionali
Cita:
Norme in materia di cittadinanza.
C. 103 Angeli, C. 104 Angeli, C. 457 Bressa, C. 566 De Corato, C. 718 Fedi, C. 995 Ricardo Antonio Merlo, C. 1048 Santelli, C. 1592 Cota, C. 2006 Paroli, C. 2035 Sbai, C. 2431 Di Biagio, C. 2670 Sarubbi e C. 2684 Mantini.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 6 ottobre 2009.

Donato BRUNO, presidente, dopo aver ricordato che il calendario dei lavori dell'Assemblea per il mese di dicembre prevede che la discussione in Aula delle proposte di legge C. 457 e abbinate in materia di cittadinanza inizi al termine dell'esame dei disegni di legge finanziaria e di bilancio e dei decreti-legge n. 152 e n. 168 del 2009, comunica che, con lettere del 4 dicembre scorso, i rappresentanti in Commissione dei gruppi del Popolo della libertà e della Lega Nord Padania, deputati Calderisi e Luciano Dussin, lo hanno informato che i rispettivi gruppi intendono presentare a breve due proposte di legge recanti una riforma organica delle norme che regolano la cittadinanza ed hanno chiesto che tali proposte siano esaminate in Commissione.
Aggiunge di aver dato notizia di questo nella riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissione tenutasi questa mattina, nella qual sede i gruppi del Popolo della libertà e della Lega Nord Padania hanno concordato nel ritenere che l'avvio della discussione sulle linee generali del provvedimento in Assemblea dovrebbe essere rinviata a dopo la pausa natalizia dei lavori parlamentari, per consentire alla Commissione di approfondire le due nuove proposte di legge; i gruppi del Partito democratico e dell'Unione di centro hanno invece espresso l'avviso che l'attuale calendario dei lavori dell'Assemblea debba essere rispettato, eventualmente prevedendo che la Commissione esamini le proposte di legge anche in seduta notturna. Non erano invece presenti alla riunione rappresentanti del gruppo dell'Italia dei valori e del gruppo Misto. Considerato quindi che il provvedimento è iscritto nel calendario dei lavori dell'Assemblea nella quota riservata all'opposizione e che è stata ribadita la richiesta di avviarne l'esame in Assemblea, chiede alla relatrice se sia pronta a proporre l'adozione di un testo base.

Isabella BERTOLINI (PdL), relatore, si riserva di formulare una proposta nella giornata di domani o al più tardi di venerdì. Avverte, quindi, di non aver tenuto conto, ai fini della individuazione del testo base, della proposta di legge C. 2904, la cui presentazione è stata preannunciata dalla deputata Sbai, in quanto non risulta ancora assegnata alla Commissione.

Donato BRUNO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 11.50.


Ed ecco il testo base proposta dalla relatrice On. Bertolini ho sootolineato l'art. che riguarda i figli di immigrati nati in Italia:

Cita:
Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza


Testo”base” adottato dalla Commissione




Art. 1

1. Il comma 2 dell'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, è sostituito dal seguente:
«2. Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni sino al raggiungimento della maggiore età e che abbia frequentato con profitto scuole riconosciute dallo Stato italiano almeno sino all'assolvimento del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione diviene cittadino se dichiara, entro un anno dal raggiungimento della maggiore età, di voler acquisire la cittadinanza italiana».


Art. 2.
1. La lettera f) del comma 1 dell'articolo 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, è sostituita dal seguente:
«f) allo straniero che risiede legalmente e stabilmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica, previo svolgimento del percorso di cittadinanza di cui all’articolo 9-bis».


Art. 3
(Percorso di cittadinanza)

1. Dopo l'articolo 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, come modificato dall'articolo 2 della presente legge, è inserito il seguente:
«Art. 9-bis. 1. L'acquisizione della cittadinanza italiana nell'ipotesi di cui all’articolo 9, comma 1, lettera f), è subordinata:
a) al possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, così come modificato dalla legge 15 luglio 2009, n. 94;
b) alla frequentazione di un corso, della durata di un anno, finalizzato all'approfondimento della conoscenza della storia e della cultura italiana ed europea, dell’educazione civica e dei principi della Costituzione italiana, propedeutico alla verifica del percorso di cittadinanza;
c) ad un effettivo grado di integrazione sociale ed al rispetto, anche in ambito familiare, delle leggi dello Stato e dei principi fondamentali della Costituzione;
d) al rispetto degli obblighi fiscali;
e) al mantenimento dei requisiti di reddito, alloggio e assenza di carichi pendenti necessari per ottenere il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.


2. L’accesso al corso di cui al comma 1, lettera b), è consentito allo straniero che risiede nel territorio della Repubblica da almeno otto anni, su sua richiesta. Ai fini dell’accesso al corso l’amministrazione competente ha il dovere di verificare i requisiti di cui al comma 1, lettere a) d) ed e) entro 120 giorni dalla presentazione della richiesta.


3. Il procedimento amministrativo relativo al percorso di cittadinanza deve concludersi entro e non oltre due anni dalla presentazione della richiesta di iscrizione al corso di cui alla lettera b) del comma 1, e comunque non prima del compimento del decimo anno di residenza legale nel territorio della Repubblica.


4. Il Governo attua con il concorso delle regioni iniziative ed attività finalizzate a sostenere il processo di integrazione linguistica, culturale e sociale dello straniero per le finalità indicate nel precedente comma a cui lo straniero stesso è tenuto a partecipare.


5. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento di attuazione adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera b), della legge 23 agosto 1988 n. 400 e successive modificazioni, su proposta del Ministro dell’Interno sentiti i ministeri competenti, sono disciplinate le modalità di svolgimento del percorso di cittadinanza, le modalità di organizzazione ed espletamento del corso di cui al comma 1, lettera b), nonché i casi di esonero dalla frequentazione dello stesso. Il regolamento di attuazione definisce altresì gli adempimenti e le procedure idonee a verificare, da parte degli organi della Pubblica amministrazione già competenti in materia, la sussistenza dei requisiti di cui al comma 1.



Art. 4.
(Giuramento)
1. L'articolo 10 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, è sostituito dal seguente:
«Art. 10. - 1. Il decreto di acquisizione o di concessione della cittadinanza acquista efficacia con la prestazione del giuramento, che avviene nella sede della prefettura-ufficio territoriale del Governo competente per territorio in base alla residenza dell'istante secondo modalità stabilite dal decreto di cui all'articolo 25.
2. L’interessato presta giuramento pronunciando la seguente formula: "Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi, riconoscendo la pari dignità sociale di tutte le persone".
3. In occasione del giuramento viene consegnata all’interessato una copia della Costituzione della Repubblica italiana».

Articolo 5
(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore sei mesi dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.



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MessaggioInviato: 12 dic 2009, 17:14 
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Ecco il comunicato stampa della Rete G2 Seconde Generazioni in merito al testo proposto dall'On. Bertolini.
Cita:
G2-SECONDE GENERAZIONI SU CITTADINANZA: "ON. BERTOLINI ASCOLTI LE NOSTRE ISTANZE"
Roma, 12 dicembre 2009 - La Rete G2 - Seconde generazioni, da anni impegnata per una riforma sulla cittadinanza più aperta nei confronti dei figli d'immigrati, non comprende gli inasprimenti contenuti nel testo dell'on. Bertolini, a fronte di un dibattito che sollevava aperture e non certo chiusure nei confronti delle 900.000 figli e figlie dell’immigrazione in Italia.
Cosa significa concedere la cittadinanza in base a voti scolastici per chi è nato in Italia da genitori stranieri? E' stato molto rumore per nulla, mero dibattito politico, discutere la nostra dura realtà? E' davvero così inappropriato chiedere al proprio Paese il riconoscimento del principio dello jus soli per chi nasce e per chi è arrivato da piccolo ed è cresciuto in Italia? Auspichiamo che l'on. Bertolini accetti di incontrarci per poterle spiegare le nostre richieste in materia di cittadinanza, relative ai figli d'immigrati, affinché questo testo proposto in commissione Affari Costituzionali dalla relatrice non avanzi, senza aver compreso nel profondo, la situazione di coloro che non si sentono e non vogliono sentirsi stranieri in patria.
Ricordiamo inoltre, che l'Italia ha ratificato la Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia, nella quale si indica l'obbligo degli Stati parti a garantire che non venga discriminato alcun bambino che dipende dalla sua giurisdizione, senza distinzione di sorta e a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o altra del minore o dei suoi genitori o rappresentanti legali, dalla loro origine nazionale, etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria, dalla loro incapacità, dalla loro nascita o da ogni altra circostanza.
Anche alla luce di ciò, legare la cittadinanza al profitto scolastico dei bambini figli di stranieri non sembra andare certo nella direzione di una consapevole e giusta inclusione".




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MessaggioInviato: 14 dic 2009, 11:36 
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Sergio Briguglio sul testo base "Bertolini":

Cita:
Cari amici,
alla pagina http://www.stranieriinitalia.it/brigugl ... nanza.html potrete trovare il testo base in materia di cittadinanza proposto dalla relatrice On. Bertolini (proposta approvata dalla Commissione affari costituzionali della Camera). Ringrazio l'On. Zaccaria, che me l'ha inviato.


Il testo base, che in uno slancio di benevolenza verso la Bertolini si potrebbe definire un'immane porcata, contiene disposizioni che rendono ancora piu' arduo l'accesso alla cittadinanza.


In particolare, la tenue forma di ius soli prevista dall'ordinamento italiano (acquisizione della cittadinanza per chi, nato in Italia, vi risieda legalmente e ininterrottamente fino al compimento della maggiore eta') viene ulteriormente diluita. Si esige, infatti, che l'interessato "abbia frequentato con profitto scuole riconosciute dallo Stato italiano almeno sino all'assolvimento del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione".


Non e' chiaro come debba essere trattata la situazione di chi l'obbligo scolastico lo assolva frequentando la scuola fino al raggiungimento della maggiore eta', ma senza profitto, o quella di chi, per invalidita' psichica o fisica grave, non possa proprio accedere al percorso di istruzione e formazione. Se la Bertolini avesse, a tempo debito, frequentato la scuola con profitto, probabilmente avrebbe scritto un testo meno ambiguo.


In secondo luogo, la naturalizzazione dello straniero che risieda legalmente per dieci anni in Italia viene condizionata, oltre che alla verifica dei requisiti gia' oggi richiesti,
1) al possesso di permesso CE per soggiornanti di lungo periodo e al mantenimento dei requisiti di reddito e alloggio previsti per il rilascio dello stesso permesso;
2) alla frequentazione di un corso finalizzato all'approfondimento di storia e cultura italiana ed europea, educazione civica e principi della Costituzione;
3) al raggiungimento di un effettivo grado di integrazione sociale ed al rispetto, anche in ambito familiare, delle leggi dello Stato e dei principi fondamentali della Costituzione;
4) allo svolgimento di un percorso di cittadinanza, con modalita' che dovranno essere definite con regolamento.


Non mi e' evidente come si verifichi il rispetto intra moenia di principi costituzionali fondamentali come quello enunciato, per esempio, dall'art. 12 Cost.: "La bandiera della Repubblica e' il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni" Si piazzeranno microspie a casa dello straniero per smascherare l'eventuale adesione alle idee della Lega sul restyling del tricolore?


Cosa sia il percorso di cittadinanza il testo, poi, dimentica di spiegarlo. In compenso, si specifica che
a) la domanda di iscrizione al corso (propedeutico alla verifica del percorso di cittadinanza) puo' essere presentata solo dallo straniero che risiede nel territorio della Repubblica da almeno otto anni;
b) il procedimento amministrativo relativo al percorso di cittadinanza deve concludersi entro e non oltre due anni dalla presentazione della richiesta di iscrizione al corso;
c) lo stesso procedimento non puo' concludersi prima del compimento del decimo anno di residenza legale.


C'e' da augurarsi che lo straniero non presenti la domanda di iscrizione al corso proprio nell'istante in cui compie otto anni di residenza legale. In questo caso, l'intervallo di tempo in cui il procedimento deve concludersi (lettera b) e quello in cui puo' concludersi (lettera c) sarebbero irrimediabilmente disgiunti.


Piu' seriamente, c'e' da sperare che, se questo e' il tipo di riforma cui pensa la Maggioranza, si lasci perdere l'idea (altrimenti buona) di discuterla in Aula alla Camera.


Cordiali saluti
sergio briguglio


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MessaggioInviato: 15 dic 2009, 11:40 
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Un iniziativa organizzata dall'On. Zaccaria a cui ha invitato la Rete G2 insieme alle altre organizzazioni che si sono rese disponibili e i parlamentari interessati:


18 dicembre 2009
Ore 13.00 – 15.00
Sala della Mercede
Via della Mercede, 55 - Roma


CITTADINANZA ALLA CAMERA
Avvio della discussione generale in Aula alla Camera
Confronto tra associazioni e parlamentari


PRESIEDE
On. Roberto Zaccaria

Sono stati invitati enti, associazioni e sindacati: Associazione Donne Capoverdiane in Italia, Anci, Anolf, Arci, Asgi, Caritas, Centro Astalli, Cei, CGIL, CISL, CNEL- ONC, Comunità di Sant’Egidio, Federazione Chiese evangeliche italiane, Forum terzo settore, Giovani Democratici, Gruppo Piùculture, Labsus, Migrantes, Nessun luogo è lontano, Rete G2, UIL, Save the Children, Terres des Hommes, Unicef.

Sono stati invitati i seguenti parlamentari: Marilena Adamo, Sesa Amici, Giovanni Bachelet, Felice Belisario, Annamaria Bernini Bovicelli, Isabella Bertolini, Enzo Bianco, Rosy Bindi, Gianclaudio Bressa, Stefano Ceccanti, Paolo Corsini, Giovanni Cuperlo, Gianpiero D’Alia, Olga D’Antona, Manuela Dal Lago, Massimo Donadi, David Favia, Paolo Fontanelli, Laura Froner, Roberto Giachetti, Oriano Giovanelli, Fabio Granata, Maria Fortuna Incostante, Linda Lanzillotta, Doris Lo Moro, Beatrice Lorenzin, Pierluigi Mantini, Eugenio Mazzarella, Guido Melis, Marco Minniti, Anna Margherita Miotto, Leoluca Orlando, Savino Pezzotta, Pino Pisicchio, Barbara Pollastrini, Roberto Rao, Anna Rossomando, Jole Santelli, Andrea Sarubbi, Bruno Tabacci, Mario Tassone, Jean Leonard Touadi, Livia Turco, Maurizio Turco, Salvatore Vassallo, Rosa Maria Villecco Calipari, Raffaele Volpi, Sandra Zampa.


[/L’incontro si inserisce nel dibattito relativo alla proposta di legge 457 e abbinate: “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91,
recante nuove norme sulla cittadinanza”


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MessaggioInviato: 17 dic 2009, 19:38 
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Dalle agenzie aggiornamenti sul dibattito in Parlamento:

17-12-09 IMMIGRATI: COSCIA(PD), SU CITTADINANZA BERTOLINI INSOFFERENTE DIALETTICA

(ASCA) - Roma, 17 dic - ''E' la Bertolini che non sa di che cosa sta parlando: la commissione Cultura e' tradizionalmente attenta ai temi dei diritti di cittadinanza dei minori stranieri e lo dimostra il nostro voto che impegnava la relatrice a riconoscere la cittadinanza ai minori nati in Italia, o che abbiano completato un ciclo di studi in Italia, da genitori non italiani residenti legalmente in Italia da almeno cinque anni. Si tratta di una condizione piu' che ragionevole e questi atteggiamenti di stizza verso ogni forma di dialettica, interna od esterna che sia, sono il segnale che l'equilibrio della maggioranza e' sempre piu' fragile e che le divisioni sono sempre piu' profonde''.

Lo ha affermato la deputata del Pd componente della commissione Cultura della Camera, Maria Coscia, commentando la reazione di ''sdegno' della relatrice Bertolini davanti alle condizioni espresse dalla commissione Cultura sul testo sulla cittadinanza.

min/mcc/rob

IMMIGRATI: PD, SU CITTADINANZA SAREMO FANALINO DI CODA D'EUROPA

(ASCA) - Roma, 17 dic - ''Abbiamo votato contro il mandato al relatore, presenteremo una relazione di minoranza ed un testo alternativo''.

Cosi' il deputato del Pd, vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Roberto Zaccaria commenta il voto in commissione sulla cittadinanza.

''La Bertolini si e' schiacciata sulle posizioni leghiste senza aprire alcun confronto ed anzi liquidando con sdegno il parere della commissione Cultura ispirato dall'on. Granata.

E' un atteggiamento di totale chiusura ed e' la plastica dimostrazione che per tenere il rapporto con la Lega il Pdl non da' neanche spazio alla propria dialettica interna. Quel testo -conclude Zaccaria- e' e resta una provocazione, un arretramento sul piano dei diritti civili che porta il nostro paese a divenire il fanalino di coda di tutta Europa in tema di cittadinanza''.


Riforma cittadinanza. Granata (Pdl): "Dopo le elezioni regionali"
"Non vogliamo sia condizionata dal clima delle elezioni".
Il testo in Aula martedì 22 Dicembre




ROMA, 17 dicembre 2009 - E' terminato in commissione l'esame del testo sulla cittadinanza che ora approderà in aula alla Camera per la discussione generale. Ma, secondo il deputato del Pdl Fabio Granata, per approvare la nuova legge si dovrà attendere la fine di marzo, dopo le elezioni regionali.


"Si tratta di una legge importante e di sistema che non vogliamo sia condizionata dal clima delle regionali. Quindi - spiega Granata - non presseremo perchè si voti in aula prima delle regionali, non sprecheremo il percorso fatto per due mesi di differenza. Ma subito dopo le regionali la legge sarà approvata".

Intanto, la conferenza dei capigruppo riunitasi oggi ha deciso che in Aula la discussione sulla riforma inizierà il 22 dicembre. Per il capogruppo del Partito Democratico Dario Franceschini è ''un fatto politico molto rilevante che riguarda milioni di persone. La discussione consentira' un confronto trasparente, non sui giornali. Vedremo se nel Pdl si manifesteranno le voci libere''.


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MessaggioInviato: 20 mag 2010, 10:22 
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La Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati inizierà, probabilmente a Giugno le audizioni sull'ipotesi di riforma della Legge 91/92.


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MessaggioInviato: 20 mag 2010, 18:38 
nuove audizioni?


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MessaggioInviato: 08 giu 2010, 00:04 
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Cita:
La Rete G2 Seconde Generazioni sarà audita Venerdì 11 Giugno 2010 presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati del Parlamento. L’audizione è in merito all’indagine conoscitiva nell’ambito dell’esame delle proposte di legge recanti “Nuove norme sulla cittadinanza”, ossia la riforma della Legge 91/1992.

Il testo di riforma presentato dalla Relatrice On. Bertolini approdato in Camera dei Deputati a dicembre 2009, il giorno prima delle festività natalizie, è stato rimandato in Commissione per essere ulteriormente discusso ed emendato.

Il testo attuale, riproposto dall’On. Bertolini non prevede nessun tipo di agevolazioni per noi seconde generazioni, anzi restringe ulteriormente le possibilità di accesso alla cittadinanza, introducendo il profitto scolastico come criterio vicolante per gli oltre 900.000 figli di immigrati nati in Italia che al compimento del 18° anno di età vogliano richiedere la cittadinanza italiana per esercitare gli stessi diritti e doveri dei loro coetanei figli di italiani.


da http://www.secondegenerazioni.it


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MessaggioInviato: 26 giu 2010, 09:45 
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Cita:
NORME IN MATERIA DI CITTADINANZA: RIPRESO L’ESAME
La I Commissione Affari costituzionali, in sede referente, ha proseguito l’esame delle proposte di legge abbinate C103 Angeli, C104 Angeli, C457 Bressa, C566 De Corato, C718 Fedi, C995 Ricardo Antonio Merlo, C1048 Santelli, C1592 Cota, C2006 Paroli, C2035 Sbai, C2431 Di Biagio, C2670 Sarubbi, C2684 Mantini C. 2904 Sbai e C.2910 Garagnani recanti Norme in materia di cittadinanza (rel. Bertolini – PdL), il cui esame si era già concluso il 17 dicembre 2009 con l’adozione di un testo unificato, successivamente rinviato in Commissione dall’Assemblea il 12 gennaio 2010.


Fonte: Newsletter della Camera dei Deputati n. 92 del 25 giugno 2010.


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MessaggioInviato: 01 lug 2010, 18:18 
G2 Integrato

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Aggiorno lo stato dell'arte, riportando i resoconti delle sedute della Commissione Affari Costituzionali del 22-23-29 giugno 2010

Cita:
Commissione Affari Costituzionali

SEDE REFERENTE
Martedì 22 giugno 2010. - Presidenza del presidente Donato BRUNO. - Interviene il ministro per l'Attuazione del federalismo Aldo Brancher.
La seduta comincia alle 12.50.
Modifiche alla legge n. 91 del 1992, recante nuove norme sulla cittadinanza.
C. 103 Angeli, C. 104 Angeli, C. 457 Bressa, C. 566 De Corato, C. 718 Fedi, C. 995 Ricardo Antonio Merlo, C. 1048 Santelli, C. 1592 Cota, C. 2006 Paroli, C. 2035 Sbai, C. 2431 Di Biagio, C. 2670 Sarubbi, C. 2684 Mantini, C. 2904 Sbai e C. 2910 Garagnani.
(Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato da ultimo, nella seduta del 17 dicembre 2009.
Donato BRUNO, presidente, ricorda che il 22 dicembre 2009 si è svolta in Assemblea la discussione sulle linee generali sulle proposte di legge in materia di cittadinanza. L'esame è ripreso il 12 gennaio 2010, quando l'Assemblea ha deliberato di rinviare il provvedimento in Commissione, ai fini di un maggior approfondimento del testo.
Ricorda quindi che nella seduta dell'11 maggio scorso, la Commissione ha deliberato di svolgere una breve indagine conoscitiva finalizzata ad approfondire gli aspetti problematici rimasti aperti.
Nella giornata di venerdì 11 giugno hanno avuto luogo le audizioni dei soggetti individuati sulla base delle indicazioni fornite dai gruppi.
La Commissione riprende quindi oggi l'esame in sede referente delle suddette proposte di legge.
Isabella BERTOLINI (PdL), relatore, nel richiamare quanto emerso nel corso delle audizioni svolte nell'ambito dell'indagine conoscitiva deliberata dalla Commissione, esprime disponibilità ad un confronto serio ed articolato nell'ambito della Commissione.
Andrea SARUBBI (PD) ritiene che le audizioni svolte dalla Commissione siano state utili ed abbiano posto l'accento, con forte attualità, sulla questione dell'attribuzione della cittadinanza ai minori. Ricorda, infatti, come tutte le associazioni presenti abbiano posto tale problema che invece era stato ignorato dalla relatrice nella predisposizione del testo sottoposto all'approvazione della Commissione.
Ritiene che alla vigilia dell'anniversario del centocinquantesimo anno dell'unità d'Italia andrà definito cosa vuol dire essere italiani oggi e come lo si diventa, indipendentemente dal tempo necessario. Auspica, quindi, che possa avere luogo un confronto costruttivo nell'ambito della Commissione.
Donato BRUNO, presidente, preannuncia che, come convenuto nell'ambito dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, l'intenzione è quella di svolgere alcuni interventi nella discussione di carattere generale a cui far seguire una proposta di testo unificato da parte della relatrice.
Pierluigi MANTINI (UdC) sottolinea come ci si trovi di fronte ad un tema che è stato sufficientemente «arato», su cui le posizioni di ciascuno sono chiare e si possono riassumere in due temi fondamentali, su cui auspica ci possa essere un confronto. In primo luogo, il tempo occorrente per acquisire la cittadinanza seppur in presenza di una serie di condizioni; in secondo luogo, il tema dello ius soli temperato.
Ricorda come il secondo tema non sia stato addirittura preso in considerazione nel testo approvato dalla Commissione, su proposta della relatrice. Le audizioni ora svolte hanno posto nuovamente il problema ed auspica possa esservi un dialogo ulteriore che consenta di trovare una convergenza. Sono state proposte anche soluzioni come quella della «cittadinanza a punti» sulle quali occorre un approfondimento.
Ritiene tuttavia che in questa fase spetti alla relatrice rimuovere una pregiudiziale di fondo, considerato che altrimenti è inutile individuare un possibile iter di esame. Ritiene infatti che per trovare soluzioni costruttive occorrerà superare i veti politici che allo stato persistono.
Isabella BERTOLINI (PdL), relatore, ritiene opportuno, anche alla luce delle audizioni svolte e del fatto che le condizioni politiche allo stato non sono mutate, richiedere al Ministero dell'interno dati ulteriori riguardo all'iter burocratico che riguarda l'attribuzione della cittadinanza ai minori che nascono in Italia, una volta raggiunti i requisiti previsti dalla legge.
Rileva, infatti, come molto spesso si acquisiscono più notizie dagli organi di stampa su casi particolari che dalle fonti ufficiali. È quindi, a suo avviso, importante acquisire tali elementi conoscitivi per poter poi dare una soluzione ai problemi esistenti.
Rileva, inoltre, come una normativa in materia di cittadinanza dovrebbe coordinarsi necessariamente con le nuove leggi in materia di immigrazione. Ricorda, in particolare, che dal 2011 troverà applicazione l'accordo di integrazione, previsto dalla normativa sul «pacchetto sicurezza». Sarà quindi a suo avviso importante svolgere una discussione ed un approfondimento sul funzionamento di tale nuovo strumento e sulla sua incidenza rispetto alla questione della cittadinanza. In particolare, ricorda che in tale accordo si prevedono requisiti come lo svolgimento di un test inerente alla conoscenza della lingua e della cultura civica: non vorrebbe quindi che il nuovo percorso per la cittadinanza creasse duplicazioni rispetto a quanto già stabilito.
Occorre quindi comprendere il funzionamento nella realtà dei nuovi strumenti previsti dalla legge e svolgere, di conseguenza, un'ulteriore riflessione per evitare duplicazioni.
Fa inoltre presente di essersi attivata per acquisire informazioni dalla prefetture sulle modalità applicative riguardanti le richieste di cittadinanza: è a suo avviso fondamentale comprendere dove si creano gli «intoppi burocratici», da più parti lamentati come una delle maggiori cause del problema, così da poter elaborare principi di buon funzionamento nell'ambito delle proposte di legge che si stanno esaminando.
David FAVIA (IdV) rileva come l'acquisizione dei dati numerici richiamati dalla relatrice potrebbe essere richiesta formalmente dalla Commissione al Ministero dell'interno, anche per evitare eccessivi allungamenti dei tempi.
Salvatore VASSALLO (PD) intende evidenziare ulteriori quesiti che potrebbero essere utilmente posti al Ministero dell'interno sul tema della cittadinanza.
Donato BRUNO, presidente, tenuto conto di quanto emerso dal dibattito, ritiene che entro la giornata di domani potranno essere raccolti tutti gli elementi conoscitivi su cui si intende chiedere al Ministero dell'interno di fornire dati ed elementi informativi alla Commissione.
David FAVIA (IdV) prende atto di quanto evidenziato dal presidente sui tempi da seguire ma ritiene imbarazzante che la Commissione debba sottostare ad elementi forniti dal Governo o a veti politici. Concorda comunque sull'opportunità di svolgere un ulteriore approfondimento purché questo avvenga in tempi brevi considerato l'ampio dibattito che già si è svolto sulla materia. Ritiene che le questioni fondamentali riguardino, da una parte, chi nasce in Italia ed il percorso che gli viene richiesto, con particolare riguardo all'introduzione dello ius soli temperato
e, dall'altra parte, gli immigrati che giungono in Italia in età molto giovane per i quali potrà essere richiesta una soluzione più o meno lunga e l'acquisizione della cittadinanza al massimo alla maggiore età, anche se sarebbe più opportuno consentirla prima. Infine, un'ulteriore questione riguarda l'attribuzione della cittadinanza ai maggiorenni, sulla quale occorre abbreviare i tempi poiché i dieci anni previsti dalla legge diventano oggi di fatto quindici o venti.
Ribadisce quindi l'esigenza di non allungare oltremodo i tempi dell'esame parlamentare delle proposte di legge in titolo poiché questo prolungamento non fa onore all'immagine della Commissione e del Parlamento nel suo complesso.
Luciano DUSSIN (LNP), nel condividere le richieste di approfondimento testé prospettate dalla relatrice, ricorda come da più di un decennio l'argomento sia stato oggetto di discussione in Commissione.
Rileva come alla base delle decisioni vi sia sempre stata una questione politica e richiama quanto proposto già nel 1996 da alcuni gruppi in merito all'estensione della capacità di voto agli stranieri. A tale proposta non è seguito un intervento normativo poiché ciò rendeva necessaria una modifica costituzionale; conseguentemente, è stata individuata quale soluzione alternativa l'anticipazione da dieci a cinque anni del requisito previsto dalla legge per l'attribuzione della cittadinanza.
Ritiene quindi chiaro il tema in questione e le ragioni che non hanno poi portato ad una decisione definitiva. Rileva come oggi ci si trovi di fronte all'ennesimo tentativo finalizzato al raggiungimento dell'obiettivo iniziale. Evidenzia come l'attribuzione della cittadinanza con maggiore facilità ai minori o a chi nasce nel territorio italiano equivale ad attribuire la cittadinanza anche ai genitori. In tale caso, infatti, non sarebbe possibile l'espulsione in caso di reato.
Sottolinea, pertanto, come con argomentazioni di carattere emotivo si sta cercando di coinvolgere i cittadini su un tema che necessita di grande attenzione ed approfondimento.
Donato BRUNO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 13.05.

Mercoledì 23 giugno 2010. - Presidenza del presidente Donato BRUNO, indi del vicepresidente Roberto ZACCARIA. - Interviene il ministro per l'attuazione del federalismo Aldo Brancher.
La seduta comincia alle 14.15.
Modifiche alla legge n. 91 del 1992, recante nuove norme sulla cittadinanza.
C. 103 Angeli, C. 104 Angeli, C. 457 Bressa, C. 566 De Corato, C. 718 Fedi, C. 995 Ricardo Antonio Merlo, C. 1048 Santelli, C. 1592 Cota, C. 2006 Paroli, C. 2035 Sbai, C. 2431 Di Biagio, C. 2670 Sarubbi, C. 2684 Mantini, C. 2904 Sbai e C. 2910 Garagnani.
(Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato da ultimo, nella seduta del 22 giugno 2010.
Donato BRUNO, presidente, ricorda che nella seduta di ieri si era convenuto che entro oggi i gruppi avrebbero fatto sapere alla presidenza quali sono gli elementi conoscitivi che intendono chiedere al ministro dell'interno. Al fine della predisposizione di un quadro competo di tali elementi da inoltrare al ministro stesso, sollecita i gruppi a comunicare quanto prima i quesiti che intendono porre al Governo.
Roberto ZACCARIA (PD) propone che sia la relatrice a predisporre un elenco di questioni, da integrare o modificare successivamente sulla base delle indicazioni dei gruppi.
Donato BRUNO, presidente, ritiene che si possa procedere nel modo proposto dal deputato Zaccaria, a condizione che non si perda tempo, in modo che la Commissione sia pronta a riferire all'Assemblea nel caso in cui la conferenza dei presidenti dei gruppi che si riunirà il 1o luglio decidesse di iscrivere il provvedimento nel calendario dei lavori dell'Aula già per il mese di luglio.
Roberto ZACCARIA (PD) ritiene che, al di là del completamento dell'istruttoria in Commissione, occorra affrontare un problema di fondo: nella seduta di ieri il deputato Luciano Dussin, che è espressione di una componente della maggioranza, ha espresso posizioni molto nette, alla luce delle quali è legittimo domandarsi se ci siano le condizioni per portare avanti il provvedimento. A suo avviso sarebbe auspicabile un chiarimento al riguardo.
Raffaele VOLPI (LNP) ricorda che la posizione del suo gruppo in materia di cittadinanza è stata espressa con chiarezza fin dall'inizio del dibattito, che questa posizione è unanime all'interno del gruppo e non è mai stata modificata: sulla base di tale posizione il suo gruppo appoggia il testo formulato dalla relatrice e portato all'attenzione dell'Assemblea prima del rinvio in Commissione. Non è pertanto corretto, a suo avviso, sostenere che la Lega Nord Padania costituisce un ostacolo al prosieguo dell'esame.
Mario TASSONE (UdC), espresso apprezzamento per il difficile lavoro svolto dalla relatrice su una materia complessa come quella della cittadinanza, si dice convinto che alla soluzione dei problemi emersi nel dibattito contribuirebbe un intervento del ministro dell'interno. A suo avviso, è indispensabile capire se c'è lo spazio per riprendere un tentativo di accordo su alcuni temi; diversamente, è preferibile desistere. L'intervento del ministro dell'interno è opportuno affinché questo fornisca non tanto un contributo tecnico, quanto un contributo politico ai lavori della Commissione, chiarendo l'orientamento del Governo sulla materia.
Isabella BERTOLINI (PdL), relatore, ricorda che nel mese di dicembre scorso aveva elaborato un testo su cui è stato conferito al relatore il mandato a riferire in Assemblea. Successivamente si è deciso di svolgere ulteriori approfondimenti, ma trova singolare che da parte dei gruppi di opposizione vi sia una insistenza per accelerare i lavori su questo provvedimento sempre poco prima delle sospensioni dei lavori dell'Assemblea, per la pausa natalizia o per quella estiva.
Non vorrebbe che una materia così delicata e rilevante fosse utilizzata come strumento politico di dibattito, soprattutto con dichiarazioni sugli organi di stampa, nei momenti in cui non vi sono altri temi di rilievo in discussione. Ritiene che in questa fase i cittadini italiani abbiano altre emergenze, pur essendo indubbia l'importanza dell'argomento in discussione.
Rileva come il tema dell'attribuzione della cittadinanza ai minori stia a cuore ai gruppi dell'opposizione così come a parte della maggioranza. Fa osservare come nel corso delle audizioni svolte sul tema dei minori siano stati sollevati degli appelli a prendere in considerazione tale argomento ma non siano stati chiariti i profili su cui vi erano esigenze di approfondimento emerse nel corso dell'iter parlamentare.
Ritiene quindi che l'acquisizione di dati da parte del Ministro dell'interno, anche attraverso lo svolgimento di una audizione da programmare in Commissione, potrebbe essere di grande utilità così da poter poi pervenire all'esame del testo unificato.
Chiede tuttavia ai gruppi se effettivamente ritengono così urgente, da un punto di vista politico, accelerare i lavori della Commissione, considerato che un lavoro frettoloso ed a cui si sovrapporrà anche l'esame parlamentare della manovra economica, attualmente all'esame del Senato, potrebbe risultare più complesso e meno soddisfacente.
Giuseppe CALDERISI (PdL) ricorda che il regolamento riserva ai gruppi di opposizione una quota dei provvedimenti da iscrivere nel calendario dei lavori dell'Assemblea, ma non assicura che in Assemblea i provvedimenti giungano nel testo voluto dai gruppi di opposizione. Ricorda altresì che il suo gruppo è favorevole ad una riforma della legge sulla cittadinanza nei termini del testo portato dalla Commissione all'esame dell'Assemblea a dicembre. Non c'è dubbio che su alcuni punti sia utile un approfondimento e che l'acquisizione di ulteriori elementi di conoscenza potrebbe aiutare a comprendere appieno il fenomeno. La cosa migliore, a questo punto, è predisporre il questionario per il ministro dell'interno ed acquisire da quest'ultimo le informazioni ulteriori che si riterrà di chiedere. Ciascun gruppo valuterà poi, secondo i propri orientamenti, se sia il caso di rimettere mano al testo portato all'esame dell'Assemblea a dicembre.
Roberto ZACCARIA (PD) precisa come non sia da considerarsi negativo il fatto che un gruppo della maggioranza abbia espresso un orientamento differente, visto che la posizione effettiva di un gruppo si misura al momento della votazione.
Per quanto riguarda il rischio di un'accelerazione prima delle pause dei lavori dell'Assemblea, paventato dalla relatrice, ricorda come la Commissione sia stata effettivamente impegnata in questi mesi su due disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica che hanno fatto sì che solo oggi si riprendesse la discussione sulle proposte di legge in esame. Ritiene tuttavia che la questione non sia questa, riguardando piuttosto l'esigenza di acquisire entro tempi ragionevoli i dati da parte del Ministero dell'interno e di potere affrontare con serietà l'argomento.
Ricorda inoltre che il testo unificato è stato rinviato in Commissione anche perché, per il suo gruppo, la proposta non rappresentava un significativo passo in avanti. In questa fase, tuttavia, si era fatto l'idea di poter trovare forme di intesa affrontando l'argomento in un ambito più limitato, circoscrivendo l'intervento normativo alla questione dell'attribuzione della cittadinanza ai minori, come d'altronde prospettato anche dalla VII Commissione Cultura nel parere reso sul testo unificato nel mese di dicembre scorso.
L'auspicio è quindi quello di vedere se, anziché prevedere una riforma organica della legge n. 91 del 1992, si potrà trovare un terreno di incontro su un tema di rilievo qual è quello che riguarda i minori. Dal dibattito di ieri in Commissione aveva avuto tuttavia l'impressione che da parte di un gruppo della maggioranza vi fosse stato un «freno» in questo senso.
Pierguido VANALLI (LNP) ricorda che non è stato il suo gruppo a chiedere il rinvio del provvedimento in Commissione. Il suo gruppo ha aderito alla proposta di rinvio in quanto ritiene che ogni approfondimento utile a migliorare un provvedimento su una materia così delicata debba essere perseguito. Non è però il suo gruppo ad ostacolare l'iter del provvedimento. Il suo gruppo è anzi pronto a ritornare in qualsiasi momento in Assemblea con il testo già approvato dalla Commissione a dicembre. Auspica quindi che i lavori della Commissione, che da dicembre ad oggi sono andati a rilento, procedano in futuro più speditamente e soprattutto che vi partecipino anche quei deputati della maggioranza, anche componenti della Commissione, che sulla materia sono soliti pronunciarsi sui giornali anziché nelle aule parlamentari. Invita infine l'opposizione a non approfittare di un ritardo nei lavori dovuto a circostanze varie per dichiarare in pubblico che la maggioranza non intende fare nulla in materia di cittadinanza.
Andrea SARUBBI (PD) richiama l'intervento svolto dal presidente del gruppo PDL, Fabrizio Cicchitto, nella seduta dell'Assemblea del 22 dicembre scorso, in cui ha affermato che «sulla questione dei bambini faremo una riflessione che avremmo potuto fare se ci aveste consentito di approfondire il ragionamento in Commissione». Ricorda che, in tale ambito, su trentasette interventi ventotto - di deputati appartenenti a vari schieramenti politici - si sono espressi in favore della cittadinanza ai minori.
Ritiene quindi che non si possa dire che la questione riguarda solo un'ala politica del Popolo delle libertà poiché il problema reale consiste nel fatto che il PDL ancora non ha una propria posizione sulla questione. Il timore è che il Ministro dell'interno, quando interverrà in Commissione, verrà a dire quale sarà la linea della maggioranza. Rileva pertanto come, finché non vi sarà un chiarimento politico vero nel PDL, sul tema dei minori si continuerà a fare un lavoro inconcludente, definibile come «aria fritta».
Auspica quindi che sia possibile trovare un accordo in Commissione, rimettendo poi all'Assemblea - in cui vi saranno anche molte votazioni segrete - le decisioni finali. Chiede pertanto al relatore di fare il massimo lavoro di sintesi fissando un termine, un orizzonte per il lavoro della Commissione sulle proposte di legge in esame.
Isabella BERTOLINI (PdL), relatore, ritiene ingenerosa l'accusa rivolta dal deputato Sarubbi alla relatrice ed alla maggioranza di aver portato all'esame dell'Assemblea un provvedimento privo di sostanza, «aria fritta». Ricorda che il suo gruppo ha assunto una posizione chiara in materia di cittadinanza già prima che il provvedimento andasse all'esame dell'Assemblea: questa posizione era quella definita nel testo proposto dalla relatrice ed approvato dalla maggioranza come testo da portare all'Assemblea. Non è in alcun modo corretto sostenere che il suo gruppo non avrebbe una posizione propria e avrebbe portato in Assemblea un testo definito alle condizioni poste dall'alleato di maggioranza. C'è stato un dibattito, è emersa una divergenza di opinioni e le posizioni, da dicembre ad oggi, non sono cambiate. Dopodiché il suo gruppo è disponibile ad un ulteriore riflessione e ad un supplemento di istruttoria, ma possibilmente evitando sterili accuse reciproche che non aiutano il confronto.
Donato BRUNO, presidente, avverte che il gruppo dell'Unione di centro ha comunicato alla presidenza un elenco di quesiti da sottoporre al Ministero dell'interno. Invita gli altri gruppi a far pervenire i propri. Quindi, nessun altro chiedendo di intervenire, invia il seguito dell'esame ad altra seduta.
Martedì 29 giugno 2010. - Presidenza del presidente Donato BRUNO.
La seduta comincia alle 14.35.
Norme in materia di cittadinanza.
C. 103 Angeli, C. 104 Angeli, C. 457 Bressa, C. 566 De Corato, C. 718 Fedi, C. 995 Ricardo Antonio Merlo, C. 1048 Santelli, C. 1592 Cota, C. 2006 Paroli, C. 2035 Sbai, C. 2431 Di Biagio, C. 2670 Sarubbi, C. 2684 Mantini, C. 2904 Sbai e C. 2910 Garagnani.
(Rinvio del seguito dell'esame).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato da ultimo, nella seduta del 23 giugno 2010.
Donato BRUNO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.


Fonte: http://www.camera.it


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La riforma non è in cima ai pensieri dei parlamentari...............


Cita:
Cittadinanza. Riforma? Se ne riparla in autunno
Non è stata ancora inserita in calendario alla Camera. Ferma in Commissione, si cerca un’intesa sui minori


Roma – 1 luglio 2010 - Slittano ancora i tempi della riforma della cittadinanza. I deputati dovranno prima occuparsi della proroga delle missioni internazionali, della manovra economica, del ddl intercettazioni e chissà di quant’altro prima di discutere le nuove regole per diventare italiani.

Della riforma non c’è nessuna traccia nel calendario dei lavori dell’Aula della Camera, approvato ieri a Montecitorio dalla conferenza dei capigruppo, che programma le discussioni in Aula per luglio, agosto e settembre. Segno che, almeno fino all’autunno, il testo rimarrà in Commissione Affari Costituzionali.

È dallo scorso gennaio che il testo è fermo in Commissione, dove era stato rispedito dopo una fugace apparizione in Aula. Mancavano, allora, i presupposti per arrivare a un testo condiviso, ma non sembra che finora siano stati fatti molti passi avanti.

Tre settimane fa i deputati hanno ascoltato il parere di associazioni, sindacati ed esperti di immigrazione, che prevalentemente hanno chiesto di cambiare le regole per le seconde generazioni. Questo sembra al momento l’unico terreno su cui si potrebbe trovare un accordo. Di qui all’autunno, c’è tempo per discuterne.

Elvio Pasca


http://www.stranieriinitalia.it/


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Ultimi aggiornamenti dalla Commissione

Cita:
Martedì 13 luglio 2010. - Presidenza del presidente Donato BRUNO.
Norme in materia di cittadinanza.
C. 103 Angeli, C. 104 Angeli, C. 457 Bressa, C. 566 De Corato, C. 718 Fedi, C. 995 Ricardo Antonio Merlo, C. 1048 Santelli, C. 1592 Cota, C. 2006 Paroli, C. 2035 Sbai, C. 2431 Di Biagio, C. 2670 Sarubbi, C. 2684 Mantini, C. 2904 Sbai e C. 2910 Garagnani.
(Seguito dell'esame e rinvio - Richiesta di dati e informazioni al Governo).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 6 luglio 2010.
Donato BRUNO, presidente, ricorda che, nell'ambito delle sedute della Commissione in sede referente del 22 e del 23 giugno 2010 sulle proposte di legge in titolo e nelle riunioni dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, svoltesi il 7 luglio scorso e in data odierna, è emersa l'esigenza di chiedere al Ministro dell'interno di fornire, ai sensi dell'articolo 79, comma 5, del Regolamento, alcuni dati ed elementi informativi richiesti dai rappresentanti dei gruppi sulle proposte di legge in materia di cittadinanza e definiti nell'ambito dell'Ufficio di presidenza.
Si tratta, in particolare, di dati ed informazioni riguardanti le richieste per il rilascio della cittadinanza italiana e le relative procedure.
Fa presente, pertanto, che scriverà al Ministro dell'interno per chiedergli di prendere parte ad una delle prossime sedute della I Commissione in sede referente, possibilmente entro la fine del mese di luglio 2010, così da poter fornire i suddetti dati ed informazioni, ritenuti necessari ai fini dell'istruttoria legislativa sulle proposte di legge in titolo.
La Commissione concorda
Donato BRUNO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.


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