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MessaggioInviato: 28 ott 2008, 23:54 
G2 con doppia cittadinanza
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Quanti di voi si pongono la domanda: E domani cosa faccio? Dove sarò? In che condizioni? A quali condizioni?

Io, ultimamente, queste domande me le pongo tutti i maledettissimi giorni. Fantasticare sul futuro è il mio passatempo migliore, un futuro migliore del presente, nel quale rifugiarsi, sperando di essere più forti, un domani, di avere più energie e risorse da spendere per favorire il cambiamento positivo di cui le persone che ci circondano, questo Stato e il mondo intero hanno bisogno. Più energie di quante ne ho oggi. Più risorse (culturali, essenzialmente) di oggi. Più pazienza e più speranza, forse, di oggi.

Per questi motivi non sò se chiamarla fuga, perchè alla fine non sai mai da cosa scappi, se dal mondo o da te stesso. Forse da entrambi.

So, what will you do?

Il bisogno che sento è quello di formarmi, di crescere (sì, più di adesso, perchè non si finisce mai...e bisogna ogni volta ricominciare daccapo...), e di farlo in un contesto - fisico, mentale, territoriale, sociale, e tutto quello che volete - diverso, auspicando che sia migliore, che offra più stimoli, che apra più porte di quante ne presenta sbarrate.

E' una inquietudine. Forse riuscite a notarlo.
Perchè non accontentarsi di essere una persona "normale" che vive una vita "normale" e che nella sua vita vuole fare cose "normali"?
Ovviamente perchè questa normalità ce l'hanno portata via.

E noi - almeno per me è così - siamo costretti a dimostrare (a chi poi? a noi stessi?) di meritare quella normalità, anzi, di meritare di più, e quindi non siamo disposti ad accontentarci e chinare la testa, facendo una vita da schienabagnata....e pur di avere quella ca**o di normalità siamo disposti a...sì, a scappare da quella ca**o di normalità.

Uscendo da contorti arzigoggoli mentali, che come da definizione non portano mai a niente, e tornando al Where to escape, ho trovato questo interessante sito con un sacco di classifiche sulle migliori università del mondo. Sono divise anche per settori e materie, per paesi e tanti altri indicatori.

Ad esempio, nella classifica generale delle migliori università, la prima università Italiana è quella di Bologna e sta al 192° posto, declassata dal 173° del 2007.
Prima dell'Italia ci sono università di paesi come, solo per fare qualche esempio comparativo, Francia (28), Hong Kong (39), Irlanda (49), Cina (50), Singapore (77), Israele (93), Korea del Sud (95), Taiwan (124), Messico (150), India (154), SudAfrica (179), Spagna (186) e via dicendo...
Su Wikipedia, a questo link (http://en.wikipedia.org/wiki/Academic_Ranking_of_World_Universities), c'è una graduatoria delle migliori 100 università, e La Sapienza di Roma nel 2006 era al 100° posto, e dopo passa oltre. Sull'altro sito è al 205° posto.

Si lò, ci siete rimasti male.
Il Brazile, la Grecia e l'Argentina vengono immediatamente dopo di noi...dopo questa riforma Tremonti-Gelmini ci passeranno davanti pure loro.

Tra le Università migliori in Europa, quella di Bologna sta al 72° posto.

Nella classifica per paesi, sul "National System Strength Rankings", secondo alcuni parametri, l'Italia sta al 12° posto, dopo Korea del Sud, Giappone, Olanda, Svezia, Svizzera, Francia, ecc.

Il sito è questo: http://www.topuniversities.com

Mi sono sbizzarrito nella consultazione; ma c'è molto altro oltre alle classifiche; trovate anche informazioni sui sistemi universitari di molti paesi, con i link ai siti delle università, e tanto altro.

Ad esempio, in tutti i paesi anglosassoni e del commonwealth (pure molti del nord Europa) le tasse per gli studenti stranieri sono più alte (spesso più del doppio) di quelle per i residenti. Stati Uniti, Regno Unito, Australia, ecc. le tasse sono mooooolto salate!!!
La Francia invece, che ci precede lungamente con la sua École Normale Supérieure (28) e l'École Polytechnique (34), ha tasse bassissime (più basse di quelle italiane) e della stessa entità per studenti francesi e stranieri.

Dopo tutte queste chicche, ciò che auspico da questa discussione è che si condividano informazioni sullo studiare all'estero, e riflessioni sui cervelli in fuga, sui perchè e i percome della fuga, sul bisogno di dosi massicce di speranza in endovena.

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Ultima modifica di ahimsa il 29 apr 2009, 21:24, modificato 3 volte in totale.

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MessaggioInviato: 29 ott 2008, 12:18 
G2 con doppia cittadinanza

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Intanto me ne fugo a berlino per 4 mesi e dopo andrò in svezia perchè tutta l'istruzione li è gratuita, quindi due anni penso li passerò li. vai sul sito study in sweden, ci sono oltre 350 master in inglese. Il paese spende il 4.6% del gdp per l'istruzione. E poi ho bisgono di climi freddi e paesaggi austeri per un pò di tempo, mi sa.

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MessaggioInviato: 29 ott 2008, 22:35 
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Futuro :arrow: where to escape? Bella domanda a cui non so dare una risposta altrettanto soddisfacente. Non so dove andrò, ma so sicuramente che in un'Italia così non ci voglio rimanere, nonostante lo ami profondamente.
Spesso mi consigliano di ritornare a studiare in Cina dove l'istruzione è sicuramente migliore ma non l'educazione. Soprattutto si premiano i cervell, vengono valorizzati invece di costringerli alla fuga con i continui tagli alla scuola. Mi frulla sempre in testa, che futuro può avere un paese che non investe sui proprio ragazzi, che generazione ci sarà nell'imminente domani che ha ricevuto una miseria di cultura? Non mi stupirei se andassimo a ritroso: analfabetismo.

P.S. Wow... A scalare le classifiche l'Italia ha il primato! Più di 100 posti in poco tempo, almeno nella succlassazione è veloce! :)

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MessaggioInviato: 31 ott 2008, 11:43 
G2 con doppia cittadinanza
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Cino ha scritto:
Intanto me ne fugo a berlino per 4 mesi e dopo andrò in svezia perchè tutta l'istruzione li è gratuita, quindi due anni penso li passerò li. vai sul sito study in sweden, ci sono oltre 350 master in inglese. Il paese spende il 4.6% del gdp per l'istruzione. E poi ho bisgono di climi freddi e paesaggi austeri per un pò di tempo, mi sa.


cosa fai a Berlino?
Erasmus?

Non sono ancora stato sul sito dell'Università svedese ma mi sembre alquanto strano che l'istruzione sia gratuita a tutti livello...
Verificherò.
Tuttavia se così fosse, è un'ottima notizia: la Svezia è un bellissimo paese, non mi dispiacerebbe tornarci per studiare.

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MessaggioInviato: 31 ott 2008, 13:19 
Pds in rinnovo

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la Cina organizza degli eventi per l'attrazione di talenti dall'estero, sia per i connazionali emigrati, sia per esperti stranieri.

Posto come esempio una delle promozioni fatte dal governo della provincia del Shandong che ha recentemente fatto un roadshow delle proprie attività qui a Roma (per quelli che sono in grado di leggere il cinese):

http://www.sdlx.sdrs.gov.cn/

C'è anche in inglese una introduzione all'evento inaugurale in inglese:

http://www.sdlx.sdrs.gov.cn/content.aspx?a=2&b=200


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MessaggioInviato: 31 ott 2008, 16:59 
G2 con doppia cittadinanza

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ahimsa ha scritto:
Cino ha scritto:
Intanto me ne fugo a berlino per 4 mesi e dopo andrò in svezia perchè tutta l'istruzione li è gratuita, quindi due anni penso li passerò li. vai sul sito study in sweden, ci sono oltre 350 master in inglese. Il paese spende il 4.6% del gdp per l'istruzione. E poi ho bisgono di climi freddi e paesaggi austeri per un pò di tempo, mi sa.


cosa fai a Berlino?
Erasmus?

Non sono ancora stato sul sito dell'Università svedese ma mi sembre alquanto strano che l'istruzione sia gratuita a tutti livello...
Verificherò.
Tuttavia se così fosse, è un'ottima notizia: la Svezia è un bellissimo paese, non mi dispiacerebbe tornarci per studiare.


Progetto leonardo chiamato manager of nn profit organization, se ti laurei entro febbraio vai sul sito giosef.it e partecipa alla selezione per il bando dopo.
Si è gratuit al 1000 x 10000, anche per stranieri, vai con dios brò, al massimo ci si ribecca in svedezia :mrgreen:

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Cinese fasullo


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MessaggioInviato: 31 ott 2008, 18:50 
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ahimsa ha scritto:
Ad esempio, in tutti i paesi anglosassoni e del commonwealth (pure molti del nord Europa) le tasse per gli studenti stranieri sono più alte (spesso più del doppio) di quelle per i residenti. Stati Uniti, Regno Unito, Australia, ecc. le tasse sono mooooolto salate!!! La Francia invece, che ci precede lungamente con la sua École Normale Supérieure (28) e l'École Polytechnique (34), ha tasse bassissime (più basse di quelle italiane) e della stessa entità per studenti francesi e stranieri.

Cmq con le varie borse di studio (scholarships) e i vari programmi uno ce la può fare anche nei paesi anglosassoni. Basta che "Yù SPiK ENGLISH".. e ti tieni informato.
Ad ogni modo io non sò bene che fare dopo.. so che cmq dovrò continuare a girare il mondo per cercare di farmi quel bagaglio culturale fondamentale per poter competere con gli studenti internazionali. La situazione qui non è delle migliori.. le nostre università sono poco rivolte a questa 'INTERNAZIONALITà.. (te ne rendi conto quando vai all'ESTERO e vedi che li le università si sbracciano per avere i migliori studenti, che sono anche stranieri!) ma se(per esempio) ci sono moltissimi studenti Israeliani (visto che Israele era citato nella classifica sopra..) che vengono proprio in Italia a fare i propri studi, un motivo ci sarà..no?
Cmq la nostra università ha un merito, il DIRITTO ALLO STUDIO, che secondo me è una delle cose meritevoli di questo sistema, possono accedervi anche studenti non italiani, e da possibilità che altri sistemi non offrono.
Penso che tra gli svantaggi del sistema italiano c'è il fatto che si ti fanno studiare, anche se non hai la cittadinanza, poi però ti fregano quando laurea in mano vai a cercare lavoro. tra albi e concorsi vari RISERVATI ai cittadini italiani.. ti resta ben poco..altro problema è il famigerato permesso di studio che per quanto dura, in concreto ti permette al massimo di farti una gita a Ventimiglia una volta l'anno.. il tempo di arrivarci che è già scaduto e devi pensare a rinnovarlo.. io mi sono sempre chiesto? ma che ce li fai studiare a fare se poi sai che qui non ce li vuoi a fare i lavori per cui hanno studiato? :|
Una cosa è certa Ahimsa per come la vedo io poco importa dove, l'essenziale è andarci all'estero almeno per un periodo medio-lungo e magari ritornare arricchendo non solo te stesso ma tutti noi. :D

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Alphius


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MessaggioInviato: 31 ott 2008, 20:30 
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Ho verificato.
Studiare in Svezia, come anche in Finlandia, non costa nulla.
Per adesso.
Perchè entrambi i paesi scandinavi - si legge sui siti delle loro università - hanno annunciato che approveranno una modifica della legislazione vigente ed introdurranno tasse scolastiche, in conseguenza - sembra - della crisi economico/finanziaria internazionale.

Dobbiamo muoverci Cino!!!!!

Comunque, per rispondere ad Alphius, l'accesso allo studio è una bellissima cosa, ma nelle università italiane entrano cani e porci....io preferire test d'ingresso (anche se mi tirerei contro l'ira di parechi...).

Poi la qualità dello studio in Italia è a dir poco deprimente, a tutti i livelli e per tutti i corsi universitari. La preparazione dei professori era buona forse per gli standard di 30 anni fa...oggi quei stessi dinosauri ciancicano a malapena l'inglese (per non parlare del fatto che sanno appena accendere un computer....).

Infine il dopo-laurea: la laurea segna le colonne d'ercole, lì finisce il mondo, lì finisce ogni illusione. Dopo non c'è più nulla.

Però devo fare un'ultima constatazione.
Se lascio questo paese per studiare, poi come faccio a rientrare?

Ho un permesso di soggiorno per motivi di studio...con quasi gli stessi tempi di rinnovo di purplewoman...
Dopo la laurea posso convertirlo per lavoro, o continuare per studio. Ma se voglio studiare all'estero non sarò nè studente nè lavoratore in Italia, ergo non posso rinnovare un bel niente. Indi per cui la mia zattera prende il largo e non c'è modo di ri-attraccare in Italia, nella quale sarei inesorabilmente un clandestino.... :roll:

Pure se richiedessi la cittadinanza quest'anno (forse lo farò, se avrò i documenti dall'India), ci metterà 4-5 anni. In 4 o 5 anni non avrò più una residenza legale e un permesso di soggiorno in Italia.....

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Ultima modifica di ahimsa il 01 nov 2008, 00:21, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: 31 ott 2008, 23:42 
G2 con doppia cittadinanza

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ahimsa ha scritto:
Ho verificato.
Studiare in Svezia, come anche in Finlandia, non costa nulla.
Per adesso.
Perchè entrambi i paesi scandinavi - si legge sui siti delle loro università - hanno annunciato che approveranno una modifica della legislazione vigente ed introdurranno tasse scolastiche, in conseguenza - sembra - della crisi economico/finanziaria internazionale.

Dobbiamo muoverci Cino!!!!!



PORCOMONDO

E' una saetta al cuore ****. Spero che nn sia subito per l'anno venturo, cacchio, ce devo rientrà!

Mi dispiace per quello che hai scritto dopo ahimsa : (
io già mi sento male con una carta di soggiorno, avessi avuto il permesso di studi mi sarei suicidato e sono molto serio. Avere un certo tipo/livello/grado di coscienza e essere FOTTUTISSIMAMENTE incatenati ad un pezzo di carta di merda fa impazzire all'inverosimile.

: (

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MessaggioInviato: 16 nov 2008, 01:20 
G2 con doppia cittadinanza
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Mi sono permesso di riportare questo intervento di maganò, che aggiunge altri elementi alla discussione.

maganò ha scritto:
Io pure mi offro, ma non so se va bene. Si, sono anni che partecipo attivamente, anche se ho avuto attimi di sconforto. Come alcuni di voi sanno, ora ho un assegno di ricerca all'Università di Chieti, dunque ora sento maggiormente il problema degli tagli, il blocco del turn-over, l'entrata delle fondazioni nell'università, la irregolarità dei concorsi. Qualche segnale positivo si vede (il nuovo concorso per i ricercatori), ma bisogna ancora aspettare i dettagli. Si, sono molto consapevole della fuga dei cervelli. Probabilmente, se il pds me l'avesse permesso il mio cervello sarebbe gia fuggito. Una cosa di cui si sa poco è che il pds (e in certi casi la cittadinanza non italiana) limitano non solo la possibilità di partecipare a erasmus durante la laurea, ma anche di partecipare a periodi lunghi all'estero durante il dottorato. Per esempio, il dottorato nel regolamento permette che la metta della sua durata sia trascorsa all'estero. Quindi si potrebbe trascorrere un anno e mezzo all'estero, ma il pds e anche la carta di soggiorno non permettono di stare all'estero piu di tre mesi all'anno.
Esistono anche altri limiti, partecipazione alle borse di specializzazione all'estero ecc. Il momento di maggior sconforto l'ho avuto, quando mi sono spinta per aprire il gruppo dell'ADI (associazione dei dottori e dottorandi italiani) a Chieti, che promuove il valore del dottorato, ma gia dal nome dell'associazione era chiaro che non mi rappresentava. Comunque rimane la consapevolezza che è giusto battersi per i diritti (come il diritto allo studio, come la meritocrazia), nonostante questo paese non mi riconosce, e contro le leggi che reputo ingiuste. Per dire, contro l'apartheid non si sono battuti solo persone di colore. E rimane la speranza che un giorno qualcuno degli altri si batterà anche per i nostri diritti, quelli dei figli degli immigrati

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MessaggioInviato: 28 nov 2008, 01:12 
Clandestino

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ahimsa ha scritto:
Quanti di voi si pongono la domanda: E domani cosa faccio? Dove sarò? In che condizioni? A quali condizioni?

Io, ultimamente, queste domande me le pongo tutti i maledettissimi giorni. Fantasticare sul futuro è il mio passatempo migliore, un futuro migliore del presente, nel quale rifugiarsi, sperando di essere più forti, un domani, di avere più energie e risorse da spendere per favorire il cambiamento positivo di cui le persone che ci circondano, questo Stato e il mondo intero hanno bisogno. Più energie di quante ne ho oggi. Più risorse (culturali, essenzialmente) di oggi. Più pazienza e più speranza, forse, di oggi.

Per questi motivi non sò se chiamarla fuga, perchè alla fine non sai mai da cosa scappi, se dal mondo o da te stesso. Forse da entrambi.

So, what will you do?

Il bisogno che sento è quello di formarmi, di crescere (sì, più di adesso, perchè non si finisce mai...e bisogna ogni volta ricominciare daccapo...), e di farlo in un contesto - fisico, mentale, territoriale, sociale, e tutto quello che volete - diverso, auspicando che sia migliore, che offra più stimoli, che apra più porte di quante ne presenta sbarrate.

E' una inquietudine. Forse riuscite a notarlo.
Perchè non accontentarsi di essere una persona "normale" che vive una vita "normale" e che nella sua vita vuole fare cose "normali"?
Ovviamente perchè questa normalità ce l'hanno portata via.

E noi - almeno per me è così - siamo costretti a dimostrare (a chi poi? a noi stessi?) di meritare quella normalità, anzi, di meritare di più, e quindi non siamo disposti ad accontentarci e chinare la testa, facendo una vita da schienabagnata....e pur di avere quella ca**o di normalità siamo disposti a...sì, a scappare da quella ca**o di normalità.


Cambiare, significa dare il meglio di noi stessi esattamente dove siamo, migliorare noi per migliorare il nostr'ambiente.

Molti ricercatori italiani sono andati via dall'Italia perché dopo ANNI di studi eseguivano ricerche quasi a gratis e guadagnavano una MISERIA per fare scoperte che magari, servono al nostro paese e a tutto il mondo e sono stati OBBLIGATI a fuggire per fare ciò che più di ogni altra cosa amano fare... "Scoprire per aiutare". La tua idea di fuga invece è completamente diversa, tu vuoi andare via perché ti senti discriminata da molto tempo e senti di non resistere più a tutto questo. Onestamente, non essendo una seconda generazione non posso capire l'esperienza che stai vivendo, né come essa abbia influito sulla tua vita, ma cosa faresti se fuggendo dall'Italia ti ritrovi nelle medesime condizioni? Fuggiresti di nuovo? Pensi che cambiare "ambiente" possa aiutarti ad essere più accettata? Certo, esistono paesi dove la gente è più tollerante rispetto all'Italia, ma probabilmente, non saresti accettata al 100%. Ed inoltre, se tutti seguissero il tuo esempio, l'Italia perderebbe un patrimonio culturale inestimabile e la possibilità di crescere e maturare.

Per quanto mi riguarda, nessuno è inferiore a me e spero vivamente che italiani "non seconde generazioni" e italiani "seconde generazioni" possano crescere insieme e amarsi come fratelli. Io sento questa necessità, nella mia vita conosco solo italiani "non seconde generazioni", che vivono esperienze simili alle mie (oppure, mi dicono problemi che ho gia sentito nell'arco della mia esistenza). Solo nel mio luogo di lavoro incontro anche persone di 1,5 generazione o di 2generazione, ma non ho possibilità di parlarci, né tantomeno d'istaurare un rapporto con loro (visto che sono in una mansione diversa).

ahimsa ha scritto:
Uscendo da contorti arzigoggoli mentali, che come da definizione non portano mai a niente, e tornando al Where to escape, ho trovato questo interessante sito con un sacco di classifiche sulle migliori università del mondo. Sono divise anche per settori e materie, per paesi e tanti altri indicatori.


Ritorniamo al punto di prima.

ahimsa ha scritto:
Dopo tutte queste chicche, ciò che auspico da questa discussione è che si condividano informazioni sullo studiare all'estero, e riflessioni sui cervelli in fuga, sui perchè e i percome della fuga, sul bisogno di dosi massicce di speranza in endovena.


La speranza che posso darti è che TUTTE le persone cambiano prima o poi, il COME dipende esclusivamente da come si rapporteranno con il loro ambiente, se sparissero le seconde generazioni dall'Italia, dubito che ci sarebbe la possibilità di migliorare.


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MessaggioInviato: 28 nov 2008, 21:48 
G2 con doppia cittadinanza
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Inannzitutto sono masculo :wink:

Xaratos ha scritto:
Cambiare, significa dare il meglio di noi stessi esattamente dove siamo, migliorare noi per migliorare il nostr'ambiente.

Molti ricercatori italiani sono andati via dall'Italia perché dopo ANNI di studi eseguivano ricerche quasi a gratis e guadagnavano una MISERIA per fare scoperte che magari, servono al nostro paese e a tutto il mondo e sono stati OBBLIGATI a fuggire per fare ciò che più di ogni altra cosa amano fare... "Scoprire per aiutare". La tua idea di fuga invece è completamente diversa, tu vuoi andare via perché ti senti discriminata da molto tempo e senti di non resistere più a tutto questo. Onestamente, non essendo una seconda generazione non posso capire l'esperienza che stai vivendo, né come essa abbia influito sulla tua vita, ma cosa faresti se fuggendo dall'Italia ti ritrovi nelle medesime condizioni? Fuggiresti di nuovo? Pensi che cambiare "ambiente" possa aiutarti ad essere più accettata? Certo, esistono paesi dove la gente è più tollerante rispetto all'Italia, ma probabilmente, non saresti accettata al 100%. Ed inoltre, se tutti seguissero il tuo esempio, l'Italia perderebbe un patrimonio culturale inestimabile e la possibilità di crescere e maturare.


Tu non pensi che queste scelte possano essere altrettanto sofferte di quelle che hanno portato i nostri genitori a fuggire dal loro paese?
Tuttavia non credo di non essere l'unico a contestare la scelta migratoria dei propri genitori: in me è/era molto accesa la voglia di mettere radici, di non essere/restare/diventare un immigrato.
Ma il contesto italiano spinge proprio in questa direzione.

E comunque io non mi sento "discriminato" tout court.
Abito in Umbria, e il clima è ancora diverso da quello che si respira del nord e del sud Italia; non ho mai vissuto episodi vistosi di discriminazione; qui ho tutto, ho la mia casa, la mia famiglia, i miei amici.
Non è da loro che fuggo.
E' da tutto ciò che non posso essere, che non posso diventare, è dalla dignità che non mi è riconosciuta sulla carta, è dalla precarietà di futuro (e non solo di lavoro ma anche di lavoro), è dalla immagine dello straniero trasmessa dalle televisioni di Berlusconi (cioè quasi tutte), è dai provvedimenti dei nostri parlamentari.
Purtroppo la "fuga", o come la vogliamo chiamare, è una scelta conseguente all'impossibilità di sentirci a casa; non sò cosa troverò fuori, quale ambiente e quali chances, ma sicuramente avrò aspettative diverse da quelle che ho adesso: ora mi sento italiano, ma non riesco ad esserlo, fuori di qui dovrò accettare di essere semplicemente un "immigrato" come un altro.

Xaratos ha scritto:
La speranza che posso darti è che TUTTE le persone cambiano prima o poi, il COME dipende esclusivamente da come si rapporteranno con il loro ambiente, se sparissero le seconde generazioni dall'Italia, dubito che ci sarebbe la possibilità di migliorare.


Io mi sono integrato abbastanza.
E' ora che gli italiani facciano la loro parte.
Se pensi che l'Italia perderebbe "un patrimonio culturale inestimabile e la possibilità di crescere e maturare" oltre alla "possibilità di migliorare", l'invito che ti faccio è quello di darti da fare affinchè le cose cambino. E forse un giorno lotteremo insieme per cambiare e migliorare il NOSTRO paese.

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MessaggioInviato: 29 nov 2008, 12:16 
Cita:
Xaratos wrote
Molti ricercatori italiani sono andati via dall'Italia perché dopo ANNI di studi eseguivano ricerche quasi a gratis e guadagnavano una MISERIA per fare scoperte che magari, servono al nostro paese e a tutto il mondo e sono stati OBBLIGATI a fuggire per fare ciò che più di ogni altra cosa amano fare... "Scoprire per aiutare".


faccio parte di quelli e infatti andrò via. Ma la differenza fra me e gli altri che io non avrò questo paese ad attendermi quando vorrò tornare (potrò tornare? potrò richiedere un pds? dovrò nonostante qui sia cresciuta, nonostante abbia dato un contributo alla ricerca "italiana"?)
Il punto è che non sono riconosciuta come italiana. Di conseguenza la fuga è ancora più dolorosa, perché oltre a questo si somma al problema che hanno gli "italiani", non essere riconosciuti professionalmente.

Cita:
ahimsa wrote
Io mi sono integrato abbastanza.
E' ora che gli italiani facciano la loro parte.
Se pensi che l'Italia perderebbe "un patrimonio culturale inestimabile e la possibilità di crescere e maturare" oltre alla "possibilità di migliorare", l'invito che ti faccio è quello di darti da fare affinchè le cose cambino. E forse un giorno lotteremo insieme per cambiare e migliorare il NOSTRO paese.


è esattamente questo: noi non vogliamo che ci siano italiani e italiani con il pds, vogliamo che questa società ci accetti, sena dover dimostrare di essere normali, uguali agli altri... Ci vedete, tutti i giorni, viviamo, lavoriamo fianco a fianco e vogliamo dire la nostra, anche votando. Vogliamo avere gli stessi doveri, ma anche gli stessi diritti. Vogliamo migliorare insieme il nostro paese.


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MessaggioInviato: 29 nov 2008, 14:07 
Sergente di ferro
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(perchè ho l'impressione che a questo paese ci teniamo più noi - che rischiamo di non esserne riconosciuti neanche cittadini - che chi dà per scontato di farne parte?)


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MessaggioInviato: 29 nov 2008, 15:52 
G2 Integrato

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Località: roma
Pipit ha scritto:
(perchè ho l'impressione che a questo paese ci teniamo più noi - che rischiamo di non esserne riconosciuti neanche cittadini - che chi dà per scontato di farne parte?)

..perchè noi lottiamo continuatamente per farne parte non dandolo appunto per scontato e nutrendo molte speranze di una rivoluzione culturale..se vivi una situazione conflittuale e non sei alla parti ti metti su un piano in cui devi scattare o odi il livello dove ancora non sei arrivato o lotti per arrivarci..

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..e semmai parlai di me non fu mai parola che tu comprendesti..


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