Ciao a tutti! Vorrei condividere con chi ne ha voglia un fatto recentemente accaduto…sono venuto a sapere del super successo della nazionale italiana “under 15″ di cricket, ovvero ragazzini nord-italiani che indossano la “maglia azzura”… e dico maglia azzurra solo perche’ non e’ ancora avvenuta l’imminente secessione d’italia, altrimenti sarebbe “maglia verde”, esattamente verde padania, hanno vinto il campionato europeo di cricket battendo Belgio, Francia, Germania, Gibilterra, Isola di Man, Israele e Svizzera…so che potreste chiedervi il “come mai” di questa mia annotazione tipicamente sportiva, ok…sputo il rospo, il mio intento e’ evidenziare come spesso e volentieri si dimentica e sottovaluta per non dire si ignora il paradosso che cresce giorno dopo giorno nella nostra societa’, proprio cosi!, perche’ questi ragazzini crickettari, sono si del piemonte, lombardia, emilia romagna, trentino e veneto, ma hanno origini pakistane, indiane, bengalesi, singalesi e tamil (piu’ due anglo-italiani e un SARDO “d.o.c.”).
Eh gia’, mi dispiace deludere o rovinare la notizia agli xenopattriottici (sembrava bella fino a un paio di righe fa, vero?), ma da seconda generazione padana quale sono, sono molto felice della notiziona, anche se preferisco dire che secondo me e’ un fatto normale e che nessuno ormai dovrebbe piu’ stupirsi… questo e’ gia’ il futuro di cui si parlava qualche anno fa…ormai e’ il presente, semplicemente da vedere, e manco ce ne accorgiamo!
Mi fa sorridere che pure il presidente della federcricket Simone Gambino annuncia la vittoria dell’italia dedicandola ironicamente al leader leghista Umberto Bossi, metafora del tipo: “la sveglia e’ da un po’ che sta suonando!!!”.
E’ in uscita nelle librerie "Black Italians. Atleti neri in maglia azzurra" , che verrà presentato anche da alcuni membri della Rete G2, il 3 ottobre a Roma, ore 17, Auditorium dell’Ara Pacis, Lungotevere in Augusta. Vite e voci di 39 atleti molto speciali, testimonianza di un’Italia che cambia, anche nello sport: sono le storie e interviste di atleti italiani di origini straniere, immigrati o figli di immigrati, provenienti da Africa, Asia e Americhe. Uomini e donne che stanno contribuendo a far crescere lo sport in Italia e a far conoscere l’Italia nelle competizioni internazionali.
Tra le sette donne Black Italians spiccano Fiona May e Magdelin Martinez. Ma si stanno facendo largo anche le giovanissime Audrey Alloh e Sara Sow, entrambe figlie di immigrati, la prima nata in Costa d’Avorio ma cresciuta a Firenze e la seconda nata in Italia e cresciuta a Rimini. Hanno percorsi tipici dei giovani figli di stranieri ma sulle loro vite lascia già il segno la ferrea disciplina sportiva. E gli occhi illuminati dalla fiera determinazione dei sogni di tutti gli atleti. Le loro storie sono attentamente descritte dall’autore, Mauro Valeri (suo anche "La razza in campo", 2005) che ne segue i percorsi fin dall’immigrazione dei genitori, tracciando le geografie esistenziali delle famiglie.
Prossimi incontri di presentazione di Black Italians, con anche proiezione del nostro video "G2: Forte e Chiaro":
Bologna: 26 ottobre alle ore 11.30, Istituto Parri, in via San Isaia
Modena: 26 ottobre alle ore 20.00, Stadio "Novi Sad", via Monte Kosica.
Genova: 27 ottobre dalle ore 18.00, Biko Pub, piazza Palermo, 51.
Palermo: 31 ottobre alle ore 11.00, villa Niscemi, piazza Niscemi.
Aggiornamenti su luoghi, orari e date li potrete seguire al seguente link del forum G2:
Nella notte in cui brillano i colori dell’Italia, un immigrato come tanti si sente più italiano tifando e tifando a squarciagola per la squadra azzurra, per gli idoli che rimarranno nella storia di un gioco che unisce la passione di tante persone.
Inspiegabile questa alchimia, che spinge tanta gente a uscire dalla routine quotidiana, a buttarsi nella fiumana di persone sulle strade, un "manicomio" all’aperto, uomini e donne consapevoli di vivere un sogno realizzato, che corrono e urlano fino a perdere la voce.
"Campioni del Mondo, campioni del Mondo" ecco che nasce l’orgoglio di essere un italiano acquisito, e non importa se effettivamente accettato dalla societÃàin cui vive, non importa se l’aspetto non è tipico dell’italiano medio, il giovane immigrato si butta euforicamente nella folla per festeggiare la vittoria della sua seconda patria.
Sì, qualche occhiata incredula, incuriosita, instranita, proveniente dagli altri festeggianti si incrocia con quelli a mandorla del ragazzo. Ma poi trionfa la voglia di festeggiare che fa mettere da parte pregiudizi e discriminazioni. Con la forza di qualche gadget (tricolore), segno di appartenenza, recuperabile in extremis grazie ad un venditore ambulante, straniero anche lui, il ragazzo, probabilmente uno che noi avremmo chiamato "di seconda generazione", si agevola nell’essere accettato senza troppi sguardi o commenti inopportuni (un giorno forse potrà fare a meno di procurarsi tutto ciò), così da poter usare un "noi" in un senso più ampio, comprensivo di tutti i tifosi dell’Italia, comprensivo di tutti gli immigrati che l’hanno tifata.
Nell’imperversare dei caroselli ecco scorgere un immagine che riecheggia nella notte, un cinese di mezza età che nella sua chinatown sventola orgogliosamente una enorme bandiera italiana, un’immagine da ricordare.
Ma i festeggiamenti dilagano sulla strada, immagini di nudismo al limite di denuncia per atti osceni in luogo pubblico, autoveicoli con un carico di persone al di là di ogni divieto del codice stradale, bandiere, urla, suoni e, raggiungendo oramai l’anarchia pura, la presa di un autobus con ancora i passeggeri dentro, liberati dai festeggiamenti della gente che si era arrampicata sopra il mezzo soltanto dopo un ora, e rincuorati di essere rimasti illesi dopo il passaggio di un vento di follia collettiva. Questo è lo spirito della nottata che coinvolge non solo cittadini italiani, ma tanti italiani acquisiti. Sorrisi, saluti, abbracci, foto ricordo:
oggi è un gran giorno, oggi è il giorno dove NOI siamo i campioni del mondo, lo siamo al di là delle problematiche di integrazione, al di là delle diversità , al di là dei singoli egoismi che ci procura il vivere.
"CAMPIONI DEL MONDOOO!!!"
Magari ogni giorno l’Italia vincesse i mondiali!
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