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	<title>Rete G2 - Seconde Generazioni &#187; Sarubbi-Granata</title>
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		<title>La legge torna in Commissione&#8230;e noi aspettiamo</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 18:41:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ahimsa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
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		<description><![CDATA[Approfondiranno meglio, i nostri rappresentanti, quelli che tanti di noi non hanno contribuito ad eleggere. Ci penseranno, rifletteranno, e forse arriveranno ad un nuovo testo condiviso. Speriamo sia più ragionevole del testo Bertolini, un autentico schiaffo per noi e per chi auspicava un cambio di rotta rispetto alla legge n. 91/1992, considerata una delle più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Approfondiranno meglio, i nostri rappresentanti, quelli che tanti di noi non hanno contribuito ad eleggere. Ci penseranno, rifletteranno, e forse arriveranno ad un nuovo testo condiviso. Speriamo sia più ragionevole del <a title="ASGI sul rinvio ddl cittadinanza" href="http://www.asgi.it/home_asgi.php?n=733&amp;l=it" target="_blank">testo Bertolini</a>, un autentico schiaffo per noi e per chi auspicava un cambio di rotta rispetto alla legge <a href="http://www.secondegenerazioni.it/legge-cittadinanza/" target="_blank">n. 91/1992</a>, considerata una delle più restrittive d&#8217;Europa: con la legge vigente l&#8217;Italia &#8220;concedeva&#8221;, nel 2005, 19.266 cittadinanze a fronte delle 117.241 della Germania, 154.827 della Francia e 48.860 della Spagna; di questo passo gli immigrati (e le seconde generazioni) residenti in Italia potrebbero sperare di diventare tutti cittadini soltanto tra più di un secolo&#8230;</p>
<p><strong>Cosa dicono a proposito i politici che ci vorrebbero per sempre &#8220;immigrati&#8221; e &#8220;stranieri&#8221;?</strong><br />
Dicono che i nostri genitori e noi in fin dei conti non la vogliamo la cittadinanza, che siamo qui per lavorare, fare un po&#8217; di soldi, studiare, apprendere le conoscenze tecniche per poi tornarcene nei <em>nostri</em> paesi. Le statistiche (non quelle &#8220;istantanee&#8221; che vanno tanto di moda su alcuni giornali e siti internet) tuttavia affermano il contrario e cioè che l&#8217;immigrazione in Italia è per lo più stanziale. Volendo limitare l&#8217;analisi alle seconde generazioni, lo Stato italiano ha investito o sta investendo su di noi, in primis con il suo sistema scolastico e universitario: che interesse avrebbe (ammesso che lo voglia davvero) a ricaccarci nei paesi d&#8217;origine dei nostri genitori? Ovviamente è un discorso che non regge all&#8217;evidenza, eppure molti politici usano questi argomenti per cercare di giustificare lo <em>status quo</em> o perfino ritorni indietro.</p>
<p>Dicono che ci vuole tempo per &#8220;integrarsi&#8221;, per apprendere la lingua, la cultura, la storia e le tradizioni del paese. Questo è vero per le prime generazioni, quasi sempre impossibilitate a frequentare corsi di lingua <em>et similia</em>. Anche se &#8211; in questo caso &#8211; non possiamo non guardare alla loro realtà dai punti di vista dell&#8217;equità, della giustizia e della democrazia (<em>&#8220;no taxation without representation&#8221;&#8230;</em>).<br />
Per chi nasce qua invece non si può e non si dovrebbe parlare di integrazione, per diverse ragioni. Perché la lingua non è un problema, perché la storia, la cultura e le tradizioni verranno apprese nella scuola dell&#8217;obbligo e crescendo, come qualsiasi giovane autoctono. Lo stesso vale per chi arriva in Italia da piccolo. Chiedere a questi giovani «siete integrati?» equivale un po&#8217; a chiedere ad un giovane italiano «sei italiano?», con tutte le sfumature sulla qualità/quantità dell&#8217;integrazione/italianità. Purtroppo queste domande (soltanto le prime) sono all&#8217;ordine del giorno, e pur rimanendo spesso senza risposte hanno l&#8217;effetto di produrre &#8220;stranieri&#8221; anche làddove non ci sono. Ciò si riflette anche su altre questioni, come quelle che hanno portato <a href="http://www.secondegenerazioni.it/forum/viewtopic.php?f=41&amp;t=2767" target="_blank">l&#8217;on. Gelmini</a> ad elaborare un &#8220;tetto&#8221; e poi, messa alle strette, ad escluderne &#8211; atto di buonsenso &#8211; i figli di immigrati nati in Italia; ma non sappiamo cosa accadrà per quelli arrivati qui da piccoli, che ovviamente non hanno problemi linguistici, e restiamo sgomenti leggendo notizie che parlano di <a href="http://www.secondegenerazioni.it/forum/viewtopic.php?f=41&amp;t=2764" target="_blank">&#8220;tetti&#8221; anche all&#8217;asilo</a>.</p>
<p>Dicono che la cittadinanza non è importante, che abbiamo già tutto, accesso al lavoro, alla scuola, alla sanità. Perché dovremmo pretendere un pezzo di carta così inutile? Soltanto per il gusto di dirci &#8220;italiani&#8221; &#8211; qualcosa che, secondo alcuni, non saremo mai, malgrado il pezzo di carta-?<br />
Davvero abbiamo già tutto? A parte i permessi di soggiorno che rinnoviamo annualmente da studenti universitari o da lavoratori e che alcuni politici considerano l&#8217;unico nostro problema, al quale porre rimedio oliando la macchina burocratica, siamo istituzionalmente esclusi da carriere lavorative, da opportunità di studio e ricerca, dal poter muoverci liberamente. Ed il voto per noi non dovrebbe significare niente? Poter dire la nostra su ciò che interessa la nostra vita, il territorio in cui viviamo e l&#8217;intero paese, tutto ciò dovrebbe esserci <em>(in)giustamente</em> precluso?La democrazia e l&#8217;uguaglianza non fanno parte della cultura-storia-tradizioni italiane che dovremmo far nostre per poter dimostrare di essere ben integrati? (Perdonate il tono polemico della domanda). Eviterò qui di discutere l&#8217;aspetto non meno importante del riconoscimento identitario.</p>
<p>Dicono che la cittadinanza è un percorso, e che l&#8217;attuale legge va benissimo perché arrivati ai 18 anni i nati in Italia (o meglio, gli atterrati nel lettino dell&#8217;ospedale) potranno comunque diventare cittadini. Se per 18 anni si viene catalogati, enumerati, pensati, chiamati come &#8220;stranieri&#8221;&#8230;basterà un pezzo di carta per spazzare via quei lunghi anni di percezione diversa? Inoltre questo percorso è un terno al lotto: se sei informato sul come richiedere la cittadinanza, se lo fai entro i dodici mesi di tempo, se hai tutti i requisiti allora potresti diventare italiano a tutti gli effetti, altrimenti benvenuto nel mondo della precarietà dello status giuridico.</p>
<p>Dicono che se ci danno la cittadinanza poi non saremo più espellibili&#8230;<br />
Insomma, grazie per la sincerità&#8230;<br />
Dicono anche che potremmo diventare tutti terroristi e diventare un pericolo per il paese (riporto soltanto <a href="http://www.secondegenerazioni.it/forum/viewtopic.php?f=5&amp;t=2724" target="_blank">uno</a> e <a href="http://www.secondegenerazioni.it/forum/viewtopic.php?f=5&amp;t=2731" target="_blank">due</a> dei tanti casi di terrore dispensato quotidianamente, per non parlare del <a href="http://www.borsaitaliana.it/borsa/area-news/news/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=689527&amp;lang=it" target="_blank">piccolo schermo</a>)&#8230;ma qui sto già parlando di coloro che hanno abdicato all&#8217;intelligenza ed alla ragionevolezza. Eviterò qui di soffermarmi su cotesti mercanti della paura.</p>
<p>Quindi ne riparleremo dopo le regionali, elezioni per le quali molti di noi &#8211; come il sottoscritto &#8211; non potranno votare.<br />
Finiti i giochi politici speriamo che si torni a discutere seriamente del futuro del paese, che passa necessariamente da leggi come quella sulla cittadinanza. Nel frattempo non dobbiamo restare a guardare: continuiamo ad informare, a discuterne, dai nostri comuni fino ai luoghi di lavoro, nelle università, nel mondo delle associazioni ed ovviamente su internet, leggendo e commentando, diffondendo e criticando.</p>
<p><strong>P.S.</strong>: Per chi si fosse perso le ultime puntate, <a href="http://www.radioradicale.it/new/html/vc_videocamera.php?id=293807#INT2413793" target="_blank">qui</a> trovate il video del dibattito (interessantissimo!) sulla cittadinanza alla Camera dei Deputati del 22/12/09, mentre <a href="http://www.secondegenerazioni.it/forum/viewforum.php?f=47" target="_blank">qui</a> trovate articoli con gli ultimi sviluppi.</p>
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		<title>Rete G2 partecipa a presentazione testo di modifica legge cittadinanza</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 03:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ahimsa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[legge 91/92]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Rete G2 &#8211; Seconde Generazioni chiede dal 2005 (anno di fondazione della nostra organizzazione) un cambiamento sostanziale della legge per l&#8217;acquisto della cittadinanza italiana da parte dei figli dell&#8217;immigrazione in Italia e segue tutte le proposte di modifica della legge (ad esempio la Rete G2 aveva partecipato alle audizioni in commissione affari costituzionali della Camera fornendo un proprio parere e consigli ufficiali su invito del precedente Governo).</p>
<p>Per questo, in data 23 settembre, Lucia G. e Zhanxing X. hanno partecipato a nome della Rete G2 alla conferenza stampa di presentazione della nuova proposta bipartisan di modifica della legge sulla cittadinanza, che prende nome dai suoi due primi firmatari, i deputati <strong>Granata</strong> (Pdl) e <strong>Sarubbi</strong> (Pd). <a href="http://www.secondegenerazioni.it/forum/viewtopic.php?f=23&amp;t=2428&amp;p=17047#p17047" target="_self">Qui trvate un servizio video giornalistico con commento finale di Lucia G. a nome della Rete G2</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-433" src="http://www.secondegenerazioni.it/wp-content/uploads/ahimsa/2009/09/conferenza.pdf-pages-723x1024.jpg" alt="conferenza stampa" width="328" height="464" /></p>
<h3><strong>Per saperne di più sul testo di modifica e per il video della conferenza stampa cliccate </strong><strong><a href="http://www.secondegenerazioni.it/forum/viewtopic.php?f=23&amp;t=2428" target="_blank"><span style="color: #ff0000">qui</span>.</a></strong></h3>
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