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	<title>Rete G2 - Seconde Generazioni &#187; legge 91/92</title>
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		<title>Cara Italia, perché vuoi rinunciare ai tuoi cittadini?</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 11:12:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ahimsa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riportiamo qui l&#8217;intervento di una nostra amica, Sabrina, che ha condiviso sul Forum della Rete G2 i risultati del suo approfondito e appassionato studio sul tema a noi più caro: la Cittadinanza.
Grazie per il tuo lavoro!





&#60;&#60;Cara Italia, perché vuoi rinunciare ai tuoi cittadini?
Nelle ultime settimane, leggendo i quotidiani nazionali, ho scoperto con grande sorpresa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify">Riportiamo qui l&#8217;intervento di una nostra amica, <strong><a href="http://www.secondegenerazioni.it/forum/memberlist.php?mode=viewprofile&amp;u=1371" target="_blank">Sabrina</a></strong>, che ha condiviso sul <strong><a href="http://www.secondegenerazioni.it/forum/viewtopic.php?f=22&amp;t=3467&amp;p=22196#p22196" target="_blank">Forum della Rete G2</a></strong> i risultati del suo approfondito e appassionato studio sul tema a noi più caro: <strong>la Cittadinanza</strong>.<br />
Grazie per il tuo lavoro!</h3>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify;padding-left: 30px">
<p><em>&lt;&lt;<strong>Cara Italia, perché vuoi rinunciare ai tuoi cittadini?</strong></em><br />
<em>Nelle ultime settimane, leggendo i quotidiani nazionali, ho scoperto con grande sorpresa che il governo sta riflettendo su una modifica delle legge sulla concessione della cittadinanza.<br />
Conosco ormai la tempo la Rete G2, associazione che si occupa di difendere il diritto alla cittadinanza dei figli degli immigrati, le cosiddette seconde generazioni, cosí come è ormai da tempo che, per questioni personali, mi interesso a questo argomento. Di conseguenza ho deciso di scrivere questa lettera. Prima di iniziare ad esporre le mie idee a riguardo, vorrei sottolineare che il tutto è frutto di ricerche e studi in questo ambito e che quindi mi avvalgo degli insegnamenti della storia per supportare la mia tesi, giusta o sbagliata che sia (tanto per mettere le mani avanti).<br />
Per quanto mi riguarda, mi sembra paradossale che persone nate e/o cresciute in Italia non abbiano il diritto di esserne considerate dei cittadini. Analizzando la reazione di molti italiani a riguardo, mi sono resa conto che probabilmente il problema nasca dalla nostra definizione, alquanto inesatta, di &#8220;italianità“.<br />
Molti pensano infatti che dare la cittadinanza equivalga a dover concedere ad estranei un qualcosa di &#8220;nostro&#8221;, come dare via un oggetto di famiglia a qualcuno che a mala pena conosciamo e che non se lo merita. E questo qualcosa è non solo nostro, ma soprattutto soltanto nostro, e ci è sempre appartenuto da generazioni di generazioni, fino a risalire agli albori dell´umanità (a quanto pare infatti, era già un tema molto discusso durante la preistoria, nonostante l´uomo non avesse ancora sviluppato interamente l&#8217;uso della parola). L´italianità viene considerata quindi una specie di arcaico fenomeno immanente, che aleggia nell´area dei confini nazionali da sempre: un qualcosa di ineffabile che stabilisce chi siano coloro che possano godere dei diritti civili all´interno dell´Italia.<br />
Introducendo il termine &#8220;diritto&#8221; mi sembra opportuno fare un passo in avanti e ammettere che l´italianità, cosí come qualsiasi nazionalità, piú che una questione di sangue o di territorio, riguarda il diritto di essere considerato cittadino legittimo di un determinato stato costituito. Noi invece commettiamo l´errore, parlando di italianità, di collegare questo termine al concetto di nazione e nazionalità. Il concetto di nazione, almeno facendo riferimento a quello che mi è stato insegnato a scuola, viene interpretato ancora oggi in maniera romantica (non parlo di cioccolatini e lume di candela bensi di Herder): la nazione è l´anima di un paese, la sua cultura e la sua lingua, tutti elementi considerati praticamente i presupposti alla base di uno stato.<br />
A questo punto peró sarebbe il caso di ripassare velocemente un pochino di storia.<br />
Non vorrei risultare pedante e prolissa, ma purtoppo mi è necessario, per rendere il mio filo logico più comprensibile, fare un breve accenno ad alcuni passaggi storici nonchè alla testimonianza di personalità influenti vissute prima di noi moderni.</em></p>
<p style="text-align: justify;padding-left: 30px"><em>Partendo dal presupposto, in realtà non proprio esatto, che il concetto di nazione sia da collegarsi all´idea di popolo, lingua e cultura, trovo interessante il pensiero di Schieder, uno degli storiografi più autorevoli della Germania del dopo guerra, conosciuto soprattutto per la sua ricerca sulla nascita dello stato moderno.<br />
Schieder nel libro &#8220;Der Nationalstaat in Europa als Historisches Phänomen&#8221; (1964) spiega come spesso si commetta l´errore di credere che lo stato nasca necessariamente da una nazione, concetto che in qualche modo eleverebbe la nazione ad un ruolo superiore, nonchè indiscutibilente necessario, di madre fondatrice dello stato. In molti casi però, lo stato si é formato prima della nazione, elemento quest&#8217;utimo creato soltanto in seguito e quasi artificialmente. Mi rendo conto che l&#8217;ultima frase possa sembrare un tantinello ingarbugliata e ho deciso così di venirvi in contro con un esempio: la Grecia moderna. Infatti, successivamente ai moti rivoluzionari dell´ottocento e all´ottenimento della propria indipendenza dall´impero ottomano, l´Europa decise di riconoscere, di legittimare e quindi di &#8220;creare&#8221; lo stato della Grecia, ponendone a capo &#8220;lo straniero&#8221; Otto Wittelsbach, alllora principe della Baviera. Nonostante per noi oggi la Grecia sia una Nazione con la &#8220;N&#8221; maiuscola, storicamente parlando, soprattutto in seguito alla dominazione straniera, i greci non erano più &#8220;greci&#8221; nel senso nazionale del termine. Erano guidati da un sovrano straniero e non avevano nemmeno una lingua nazionale! Ebbene si, uno dei presupposti fondamentali del concetto di nazione oggi tanto sbandierato, la lingua, fu creata in seguito alla nascito dello stato greco dallo scrittore Adamantios Korais. A questo punto mi sembra utile fare un parallelo con un&#8217;altra nazione (uso questo termine di proposito) che fino a 150 anni fà non esisteva: L´Italia.<br />
Non metto assolutamente in dubbio che in qualche modo fossimo legati da una intellighenzia &#8220;nazionale&#8221; che cercava di mantenere una certa unità lunguistica e culturale, tuttavia mi sembra abbastanza giusto affermare che 150 anni fà, e probabilmente anche oggi, un siciliano ed un piemontese non sarebbero del parere di appartenere ad una matrice culturale identica. A proposito, l´ora mi sembra propizia per commentare l´attegiamento dei nostri amici leghisti (che indubbiamente hanno un origine preistorica), che già ai tempi della pangea non potevano sopportare il fatto di essere stati sfortunatamente piazzati vicino al meridione&#8230; e questo nonostante il meridione ancora non esistesse!</em></p>
<p style="text-align: justify;padding-left: 30px"><em>Continuo questo piccolo excursus storico citando un discorso tenuto da Ernst Renan alla Sorbona l’ 11 marzo del 1882 ed intitolato &#8220;Cos&#8217;è una nazione?&#8221;: «La terra, come la razza, non fa una nazione. La terra fornisce il sostrato, il campo della lotta e del lavoro; l&#8217;uomo fornisce l&#8217;anima. L&#8217;uomo è tutto nella formazione di quella cosa sacra che si chiama popolo. Tutto ciò che è materiale è insufficiente. Una nazione è un principio spirituale, prodotto dalle profonde complicazioni della storia, una famiglia spirituale, non un gruppo determinato dalla configurazione del suolo. [...] La nazione è dunque una grande solidarietà, costituita dal sentimento dei sacrifici compiuti e da quelli che si è ancora disposti a compiere insieme. Presuppone un passato, ma si riassume nel presente attraverso un fatto tangibile: il consenso, il desiderio chiaramente espresso di continuare a vivere insieme. L&#8217;esistenza di una nazione è (mi si perdoni la metafora) un plebiscito di tutti i giorni».<br />
Razza, concetto che ormai molti (ma non ancora abbastanza) ritengono ampiamente superato, e geografia non hanno quindi nessun ruolo quando si tratta di determinare cosa sia una nazione. Ció che veramente importa è il contributo del singolo individuo e la sua scelta individuale di appartenere ad una nazione, intesa come società finalizzata al benessere comune: come direbbe appunto Renan, un plebiscito.<br />
Oltretutto nel discorso di Renan viene accennato il fatto che anche le nazioni moderne per eccellenza, come ad esempio la Francia, sono nate da un sincretismo di varie culture e popoli (Franchi, Normanni, Sassoni ecc.) che è stato poi, dopo qualche generazione, un paio di guere e soprattutto tanti matrimoni misti, &#8220;fortunatamente dimenticato&#8221;, facendo sì che individui &#8220;geneticamente&#8221; e culturalmente parlando assai diversi, si siano fusi al punto tale, che le differenze iniziali siano svanite, lasciando quindi soltanto un gruppo relativamente compatto ed unito: unito in uno stato.<br />
Dulcis in fundo mi sembra opportuno citare Thomas Hobbes, che nella sua opera &#8220;Leviatano&#8221; (1651), descrive i processi fondamentali alla base della formazione di uno stato. In breve: l´uomo è fondamentalmente malvagio, anzi, più che malvagio non è capace di vivere in pace, e per questo si ritrova in uno stato di &#8220;bellum omnia contra omnes&#8221;. A questo punto un certo gruppo di individui decide, tramite un Pactum Unionis (composto da un Pactum Societatis e un Pactum Subiectionis), di rinunciare ad una parte della propria libertà e di delegare il potere ad un singolo individuo o ente (ad esempio uno stato), incaricato di portare ordine, sicurezza e quindi giustizia.</em></p>
<p style="text-align: justify;padding-left: 30px"><em>Piccola precisazione sulle fonti: Schieder all´inizio della sua carriera apparteneva al NSDAP (tanto per ribadire i soliti luoghi comuni sui tedeschi) mentre Renan è stato incolpato più volte di essere razzista: chissà, magari aveva stretto amicizia con Gobineau (se fosse vero, penso che Arthur abbia preso abbastanza male il cambiamento di rotta di Renan alla Sorbona&#8230;). Insomma tra gli autori citati, soltanto Hobbes gode una fama &#8220;inattacabile&#8221; (almeno credo) per quanto riguarda i diritti umani. Tuttavia penso che questi tre autori abbiano elaborato nell´evoluzione del loro pensiero, ed in seguito a notevoli elucubrazioni mentali, un concetto che, a mio avviso, è un qualcosa di estremamente prezioso per l´uomo moderno: la consapevolezza che la nascita e la ricchezza di uno stato derivino da una scelta consapevole dei suoi cittadini. Questi cittadini non sono un gruppo etnico preciso, bensí qualsiasi persona pronta ad inserirsi con rispetto e consapevolezza nella vita sociale di uno stato facendone quindi parte come colonna portante. Cosa sarebbe infatti uno stato sensa i suoi cittadini?<br />
Mi sembra quindi assurdo nel 2011 dover litigare sul pricipio di &#8220;italianità&#8221;, ponendolo tra l´altro su un gradino superiore al concetto di cittadinanza. Con questa lettera non intendo dire che bisogna dare la cittadinanza alle seconde generazioni &#8220;nonostante non siano italiani&#8221;, bensi ribadire che, nel momento in cui qualcuno nasce e/o cresce in un paese, è inevitabile che ne assorba l´essenza dei processi sociali, diventandone quindi cittadino a tutti gli effetti. È questo infatti il criterio fondamentale che dovrebbe essere adottato nel rilasciare la cittadinanza, e che in fondo viene ribadito dalla parola stessa. Forse sto esagerando il concetto, ma tutto il resto non conta: la politica dovrebbe servire a creare uno stato di diritto per le persone che vivono all´interno della sua giurisdizione. È vergognoso e ingiusto che i nostri politici si ergano a difensori di un´italianità intesa in modo sbagliato, ritenendo che l´escludere persone cresciute nell´ambito del proprio sistema sociale debbano essere considerate, piú che straniere (e sarebbe il caso di dirlo chiaramente), estranee alle nostre leggi e ai principi del nostro stato. Queste sono soltanto le conclusioni di una studentessa. Puó anche darsi che siano sbagliate: tuttavia per elaborarle ho fatto lo sforzo di ricercare informazioni sul tema in modo tale da crearmi, nel bene e nel male, solide basi sulle quali fondare le mie convinzioni. Mi domando se i politici del PDL e della Lega Nord, che si oppongono tenacemente ad una modifica sulla legge sulla cittadinanza, abbiano fatto la stessa cosa. Sanno cos&#8217;è stata l&#8217;immigrazione italiana? Hanno studiato la nascita della nazione moderna? E soprattutto: se non l&#8217;hanno fatto, con quale coraggio si permettono di pregiudicare così gravemente i diritti e quindi la vita di altre persone che dovrebbero invece difendere?<br />
E qui finisce (finalmente) la mia arringa. Un caloroso applauso a coloro che hanno avuto la pazienza di leggerla fino alla fine. Come ricompensa vi lascio un ultimo pensiero: le seconde generazioni sono qualcosa di speciale, sono un ponte, un passo avanti nella mentalità e nel pensiero dell´essere umano libero da confini nazionali e capace, tramite il rispetto del prossimo, di creare veramente un mondo migliore.&gt;&gt;</em></p>
<p style="text-align: justify;padding-left: 30px">
<p style="text-align: justify;padding-left: 30px"><em><br />
</em></p>
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		<title>Con sta cittadinanza, &#8216;gna famo? E&#8217; ORA!!!!!!!!!!!!!</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 21:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ahimsa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Clicca qui per vedere il video incorporato.
Oltre ad urlare FORTE E CHIARO che sta riforma della cittadinanza s&#8217;ha da fare SUBITO, vi riproponiamo &#8211; per chi si fosse perso qualche passaggio &#8211; una breve rassegna di ciò che si sta muovendo nelle ultime settimane e che, per la prima volta nella storia nostra e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.secondegenerazioni.it/index.php/2011/11/25/con-sta-cittadinanza-gna-famo-e-ora/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<h2><strong>Oltre ad urlare FORTE E CHIARO che sta riforma della cittadinanza s&#8217;ha da fare SUBITO, vi riproponiamo &#8211; per chi si fosse perso qualche passaggio &#8211; una breve rassegna di ciò che si sta muovendo nelle ultime settimane e che, per la prima volta nella storia nostra e di questo paese, il grande passo di civilità fin troppo rimandato sembra possibile. </strong></h2>
<p><strong><br /> </strong></p>
<p><em>&lt;&lt;<strong>&#8220;Caro presidente&#8230; con stima e affetto, Rete G2&#8243;</strong><br /> Ecco il testo della lettera consegnata dai ragazzi dalla Rete G2- Seconde generazioni al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 15 novembre.&gt;&gt;</em><br /> Dal blog di Alessandra Coppola: <a href="http://nuovitaliani.corriere.it/" target="_blank">http://nuovitaliani.corriere.it/</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><em>&lt;&lt;<strong>&#8220;Napolitano tifa G2. I ragazzi della Rete: &#8220;Che emozione!&#8221;</strong>&gt;&gt;</em><br /> Dal blog di Alessandra Coppola: <a href="http://nuovitaliani.corriere.it/2011/11/se_qualcuno_sera_distratto_nap.html" target="_blank">http://nuovitaliani.corriere.it/2011/11/se_qualcuno_sera_distratto_nap.html</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><em>&lt;&lt;<strong>Intervento del Presidente Napolitano all&#8217;incontro dedicato ai &#8220;Nuovi Cittadini italiani&#8221;.</strong><br /> All&#8217;interno dei vari progetti di riforma delle norme sulla cittadinanza, la principale questione aperta rimane oggi quella dei bambini e dei ragazzi. Molti di loro non possono considerarsi formalmente nostri concittadini perché la normativa italiana non lo consente, ma lo sono nella vita quotidiana, nei sentimenti, nella percezione della propria identità. I bambini nati in Italia, che fino ai 18 anni si trovano privi della cittadinanza di un Paese al quale ritengono di appartenere, se ne dispiacciono e se ne meravigliano, perché si sentono già italiani come i loro coetanei. Lo abbiamo ascoltato nell&#8217;intervista alla giovane della rete G2, che unisce le seconde generazioni. Lo stesso atteggiamento hanno quei ragazzi che in Italia sono arrivati da piccoli, ma qui sono cresciuti e hanno studiato: ritengono di avere diritto ad un trattamento che riconosca il loro percorso di vita ed educativo. E proprio sulla necessità di riflettere su una possibile riforma delle modalità e dei tempi per il riconoscimento della cittadinanza italiana ai minori si è registrata una sensibilità politica significativa e diffusa già nella discussione del gennaio 2010 alla Camera dei Deputati. Si osserva, inoltre, una ampia disponibilità nell&#8217;opinione pubblica italiana a riconoscere come cittadini i bambini nati in Italia da genitori stranieri. &gt;&gt;</em> <a href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&amp;key=2302">http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&amp;key=2302</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><em>&lt;&lt;<strong>Riccardi: &#8220;Riforma della cittadinanza è interesse di tutti&#8221;</strong></em><br /> <em>&#8220;I nati in Italia giuridicamente stranieri &#8211; aggiunge Riccardi &#8211; superano il mezzo milione. E i minori residenti sono quasi un milione. Insomma, parlano l&#8217;identica lingua, vedono i medesimi paesaggi, vivono la stessa storia, sono legati al nostro mondo. Senza di loro, l&#8217;Italia sarebbe piu&#8217; vecchia e con minori capacita&#8217; di sviluppo&#8221;.<br /> &#8220;Vedo convergere in questo progetto, come nelle grandi scelte della politica, &#8211; conclude Riccardi &#8211; l&#8217;identita&#8217; nazionale con l&#8217;interesse nazionale. E anche con l&#8217;interesse dei soggetti in questione, cioe&#8217; i bambini e le loro famiglie&#8221;.&gt;&gt;</em><br /> <a href="http://www.stranieriinitalia.it/attualita-riccardi_ripensare_la_legge_sulla_cittadinanza_14094.html" target="_blank">http://www.stranieriinitalia.it/attualita-riccardi_ripensare_la_legge_sulla_cittadinanza_14094.html</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>&lt;&lt;<strong><em>&#8220;Italiani i bimbi nati in Italia. E che sia la volta buona&#8221;<br /> </em></strong><em>Questa deve essere a tutti i costi la volta buona, ma con una legge intelligente, lungimirante, a prova di critiche e ripensamenti. I figli degli immigrati, un milione in tutto, quasi il 60 per cento dei quali nati in Italia, non possono più aspettare. Bastano pochi articoli e la volontà politica per realizzarla. Dovrà essere contenta anche la Lega: in questo modo, come per magia, vi saranno meno stranieri nelle nostre scuole</em>.&gt;&gt;.<br /> Dal blog di Corrado Giustiniani: <a href="http://www.ilmessaggero.it/home_blog.php?blg=P&amp;idb=1259&amp;idaut=11" target="_blank">http://www.ilmessaggero.it/home_blog.php?blg=P&amp;idb=1259&amp;idaut=11</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>&lt;&lt;<em><strong>&#8220;Riforma cittadinanza. Fli riparte dalla &#8220;Sarubbi-Granata&#8221;"</strong><br /> &#8220;Molti di questi bambini, quasi un milione, frequentano le nostre scuole, parlano la nostra lingua e i nostri dialetti, tifano per le nostre squadre. Amano l&#8217;Italia molto piu&#8217; di italiani che invece la denigrano e la onorano piu&#8217; di qualche nostro collega parlamentare&#8221;, ha detto Granata, promotoredel testo originario insieme al deputato del Partito Democratico Andrea Sarubbi</em>&gt;&gt;.<br /> <a href="http://www.stranieriinitalia.it/attualita-riforma_cittadinanza._fli_riparte_dalla_sarubbi-granata_14097.html" target="_blank">http://www.stranieriinitalia.it/attualita-riforma_cittadinanza._fli_riparte_dalla_sarubbi-granata_14097.html</a></p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.stranieriinitalia.it/attualita-riforma_cittadinanza._fli_riparte_dalla_sarubbi-granata_14097.html" target="_blank"> </a></p>
<p><a href="http://www.stranieriinitalia.it/attualita-riforma_cittadinanza._fli_riparte_dalla_sarubbi-granata_14097.html" target="_blank"></a></p>
<p>&lt;&lt;<em><strong>&#8220;Cittadinanza. Turco: &#8220;In Parlamento c’è maggioranza per unire vecchi e nuovi italiani&#8221;"</strong></em><br /> <em>Parlare oggi di cittadinanza per i figli degli immigrati, cambiare una legge così ostile, così disumana è un atto di umanità e di buon senso e a me pare che sia molto importante che proprio oggi la politica mostri ragionevolezza, senso di equità, competenza e, appunto, umanità&#8230;<br /> Credo che ci si possa intendere sullo ius soli temperato. Noi diciamo che deve essere italiano chi nasce in Italia da immigrati che dimostrano già un certo radicamento, e il parametro possono essere cinque anni di residenza regolare,  o i minori arrivati qui da piccoli che completano un ciclo scolastico. Convergiamo su questo, concentriamoci sul merito lasciando da parte le etichette politiche, e potremo riformare la legge&#8230;.<br /> Riconoscere che chi nasce e cresce in Italia è italiano, cambiare un legge così severa da rappresentare un caso unico in Europa, significa anche rendere più forte l’Italia e il principio della coesione nazionale.</em>&gt;&gt;<br /> <a href="http://www.stranieriinitalia.it/attualita-riforma_cittadinanza._turco_in_parlamento_c_e_maggioranza_per_unire_vecchi_e_nuovi_italiani_14106.html" target="_blank">http://www.stranieriinitalia.it/attualita-riforma_cittadinanza._turco_in_parlamento_c_e_maggioranza_per_unire_vecchi_e_nuovi_italiani_14106.html</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong>Rete G2 sul TG2</strong>: <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-bf03c2bb-77ff-4c4e-8f4f-e200cc2d9b8d-tg2.html">http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-bf03c2bb-77ff-4c4e-8f4f-e200cc2d9b8d-tg2.html</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>&lt;&lt;<em><strong>&#8220;Dare la cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori immigrati? Napolitano lo chiede. Sei d’accordo?&#8221;</strong></em>&gt;&gt;<br /> <em>&#8220;Right is right, even if everyone is against it; and wrong is wrong, even if everyone is for it.&#8221;</em> disse William Penn, filosofo inglese di religione Quacchera del XVII° secolo, da cui prende il nome lo Stato della Pennsylvania. Pertanto non saranno certo i risultati di un sondaggio a dirci cosa è giusto e cosa è sbagliato&#8230;ma se proprio vi piacciono i sondaggi andate a votare:<br /> <a href="http://www.corriere.it/appsSondaggi/votazioneDispatch.do?method=risultati&amp;idSondaggio=9844" target="_blank">http://www.corriere.it/appsSondaggi/votazioneDispatch.do?method=risultati&amp;idSondaggio=9844</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><em>&lt;&lt;<strong>&#8220;Seconde generazioni fondamentali, solo con noi l&#8217;Italia uscirà dalla crisi&#8221;.</strong><br /> Giorgio Napolitano al Quirinale con i rappresentanti della Rete G2<br /> Tailmoun, portavoce della Rete G2: «Da Napolitano la scossa decisiva<br /> senza la Lega riforma più vicina»&gt;&gt;.</em><br /> <a href="http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/431159/" target="_blank">http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/431159/</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><em>&lt;&lt;<strong>&#8220;Italiani dimezzati e cittadinanza: storia di diritti negati, Tutto quello che i figli degli immigrati non possono fare&#8221;</strong>&gt;&gt;</em><br /> di Elisabetta Reguitti da Il Fatto Quotidiano: <a href="http://www.infonodo.org/node/30565">http://www.infonodo.org/node/30565</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<div>
<p><strong>Rete G2 su &#8220;24 Mattino&#8221; di Alessandro Milan, Radio 24</strong><br /> <em>&lt;&lt;<strong>Diritto di cittadinanza.</strong><br /> Chi è nato qui, sia italiano. E’ il sunto di quanto pronunciato  dal Presidente della Repubblica Napolitano in tema di immigrazione. In  Italia non è previsto il cosiddetto “Ius soli” in base al quale si  ottiene la cittadinanza per il semplice fatto di essere nati nel  Belpaese ma diverse forze politiche e in primis FLi, il Pd e l’IDV non  disdegnano l’idea di introdurre questa possibilità nel nostro  ordinamento avviando una discussione sul tema in Parlamento. Un  tentativo, però, subito stoppato da Pdl e Lega. Ne discutiamo con  Mohamed Tailmoun, portavoce nazionale di Rete G2, immigrati di seconda  generazione e con gli onorevoli Gianluca Pini della Lega Nord e Andrea  Sarubbi del Pd.&gt;&gt;<br /> </em><a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=cittadinanza-italiana-napolitano-immigrati-ius-soli-parlamento" target="_blank">http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=cittadinanza-italiana-napolitano-immigrati-ius-soli-parlamento</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
</div>
<p><strong>Rete G2 su &#8220;Area di servizio&#8221;, Radio 1 Rai (da 37&#8242;.45&#8221;  a 49&#8242;.25&#8221;)</strong><br /> <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-19c05616-e1ad-4cd5-881f-b290ce512065-radio1.html#p=0" target="_blank">http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-19c05616-e1ad-4cd5-881f-b290ce512065-radio1.html#p=0</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Rete G2 ad Agorà, Rai 3, del 29/11/2011</strong><br /> <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e817a45f-c97c-4646-bb4a-4bd1cc3a5483.html#p=0" target="_blank">http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e817a45f-c97c-4646-bb4a-4bd1cc3a5483.html#p=0</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<div style='display:none' id="post-refEl-1130"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Comunicato stampa: RETE G2 : “GRAZIE PRESIDENTE, NOI ITALIANI CON PERMESSO DI SOGGIORNO”</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 15:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>j@strasmigrante</dc:creator>
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		<description><![CDATA[RETE G2 : “GRAZIE PRESIDENTE, NOI ITALIANI CON PERMESSO DI SOGGIORNO”


 
La Rete di figli e figlie d’immigrati plaude Il Presidente Napolitano che accoglie nuovamente le istanze di riforma della cittadinanza che Rete G2 porta avanti dal 2005


 
Roma, 22 Novembre 2011 &#8211; La Rete G2 , ringrazia il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per essersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 30px"><strong>RETE G2 : “GRAZIE PRESIDENTE, NOI ITALIANI CON PERMESSO DI SOGGIORNO”</strong></p>
<p style="padding-left: 30px"><strong><br />
</strong></p>
<p style="padding-left: 30px"><em> </em></p>
<p style="padding-left: 30px"><em>La Rete di figli e figlie d’immigrati plaude Il Presidente Napolitano che accoglie nuovamente le istanze di riforma della cittadinanza che Rete G2 porta avanti dal 2005</em></p>
<p style="padding-left: 30px"><em><br />
</em></p>
<p style="padding-left: 30px"><em> </em></p>
<p style="padding-left: 30px">Roma, 22 Novembre 2011 &#8211; La Rete G2 , ringrazia il <strong>Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano</strong> per essersi fatto ancora una volta portavoce della causa sulla cittadinanza italiana per i figli d’immigrati.</p>
<p style="padding-left: 30px">Già lo scorso 15 novembre in occasione dell’incontro sui nuovi cittadini <strong>il Presidente aveva citato</strong> <strong>nel suo discorso</strong> <strong>il lavoro svolto in questi anni dalla Rete G2</strong> , a favore di una riforma della legge sulla cittadinanza che riconosca i figli d’immigrati nati e ricongiunti con le loro famiglie da minorenni, cittadini italiani come gli  altri.</p>
<p style="padding-left: 30px"><em> “Grazie Presidente, perché della cittadinanza hanno bisogno le seconde generazioni per essere definite come già sentono di essere e ne ha bisogno il nostro Paese. Il nostro grande Paese sempre meno giovane e oggi sempre più in difficoltà, per il quale noi figli d&#8217;immigrati nutriamo un profondo sentimento di appartenenza, tanto da cercare costantemente, come Rete G2 di dare un contributo forte in termini di energie e sviluppo, in qualità di cittadini attivi; oggi più che mai a fronte di una crisi economico/sociale incalzante e destabilizzante come quella che stiamo attraversando”.</em></p>
<p style="padding-left: 30px"><em> </em></p>
<p style="padding-left: 30px"><em>“Ed è proprio la consapevolezza di tutte queste &#8220;energie italiane&#8221; senza diritti, disperse da una legge sulla cittadinanza italiana poco lungimirante, che ci ha sempre spinti a chiedere una riforma della cittadinanza per un’ Italia moderna e cosmopolita, fatta di volti non tipicamente italiani ma di spirito non diversamente italiani”</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>Diminuiscono le cittadinanze concesse per residenza!</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 01:28:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ahimsa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
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		<description><![CDATA[La popolazione con cittadinanza straniera residente in Italia è passata dai 3,9 milioni del 2009 ai 4,2 milioni del 2010. Nello stesso periodo, le cittadinanze concesse ex art. 9 della legge 05/02/1992 n.91 sono passate dalle 23.874 del 2009 alle 22.796 del 2010. L&#8217;aumento assoluto dei procedimenti conclusi positivamente, attestatosi ad un misero + 0,34%, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La popolazione con cittadinanza straniera residente in Italia è passata dai 3,9 milioni del 2009 ai 4,2 milioni del 2010. Nello stesso periodo, le cittadinanze concesse ex art. 9 della legge 05/02/1992 n.91 sono passate dalle 23.874 del 2009 alle 22.796 del 2010. L&#8217;aumento assoluto dei procedimenti conclusi positivamente, attestatosi ad un misero + 0,34%, è interamente imputabile alle cittadinanze acquisite per matrimonio ex art. 5 della legge 05/02/1992 n.91, passate dalle 17.122 del 2009 alle 18.593 del 2010.</p>
<p>A titolo di confronto si noti che i matrimoni con almeno un cittadino straniero sono stati 23.560 nel 2007, 24.548 nel 2008, 21.357 nel 2009.<br />
Con l&#8217;entrata in vigore dell&#8217;art. 1 comma 11 della Legge 15 luglio 2009, n. 94 &#8220;Disposizioni in materia di sicurezza pubblica&#8221;, l&#8217;art. 5 della legge 05/02/1992 n.91 è stato modificato portando il tempo richiesto per ottenere la cittadinanza per matrimonio da 6 mesi a due anni. Tuttavia gli effetti di questa modifica sui totali delle cittadinanze acquisite si potranno vedere soltanto con i dati sui procedimenti conclusi favorevolmente nel 2011, ed ancor più con quelli del 2012.</p>
<p>Tornando ai dati di cui sopra (consultabili integralmente sul sito del<a href="http://www1.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/temi/cittadinanza/sottotema008.html"> Ministero dell&#8217;Interno</a>), mentre le cittadinanze per residenza diminuiscono, i rifiuti delle istanze di concessione sono quasi raddoppiati, registrando una variazone pari a + 90,22%.<br />
Trattandosi di un &#8220;diritto soggettivo&#8221; il caso delle richieste ex art. 5, l&#8217;aumento dei procedimenti conclusi negativamente è quasi interamente imputabile alle richieste ex art. 9, per quali si tratta di &#8220;concessione&#8221;; la stessa sproporzione si registra per le cittadinanze in itinere: 112.490 quelle per residenza, 33.791 quelle per matrimonio.</p>
<p>Volendo comparare il dato italiano con quello di altri paesi europei, risulta ad esempio che nel 2008 avvenivano 135.117 acquisizioni di cittadinanza francese, a fronte delle 40.902 in Italia; inoltre nel caso Francese si sono avute <a href="http://www.insee.fr/fr/themes/tableau.asp?reg_id=0&amp;ref_id=NATTEF02161">25.639 &#8220;Acquisitions par déclaration anticipée&#8221;</a>, ovvero le aquisizioni che i figli degli immigrati nati in Francia possono effettuare <a href="http://www.insee.fr/fr/methodes/default.asp?page=definitions/acquis-nation-franc-jeunes.htm">prima di compiere i 18 anni</a>, a partire da quando hanno compiuto 13 anni.</p>
<p>Le conclusioni non hanno nulla di originale. <strong>Viviamo una situazione di intollerabile ingiustizia</strong>. Noi figli di immigrati, in quanto parte/non parte/a parte di questa società, subiamo in pieno tutte le conseguenze di una politica di governo lassista, assente, manifestamente illiberale ed antidemocratica.<br />
La cittadinanza per residenza è l&#8217;unico spiraglio per i figli d&#8217;immigrati nati all&#8217;estero, e per il 42% di coloro che, pur essendo nati in Italia, per un motivo o l&#8217;altro <a href="http://www.secondegenerazioni.it/index.php/2010/12/22/su-100-nati-in-italia-42-rimangono-stranieri-dopo-i-18-anni/">non riescono a diventare cittadini italiani quando compiono 18 anni</a>.<br />
Pertanto non possiamo che leggere con grande sconforto questi dati.</p>
<div style='display:none' id="post-refEl-993"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Comunicato stampa Rete G2 &#8211; Il Ministro Maroni è atteso da luglio in Commissione Affari Costituzionali della Camera</title>
		<link>http://www.secondegenerazioni.it/index.php/2010/12/13/comunicato-stampa-rete-g2-il-ministro-maroni-e-atteso-da-luglio-in-commissione-affari-costituzionali-della-camera/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 10:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ahimsa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Roberto Maroni]]></category>
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		<description><![CDATA[La Rete G2 Seconde Generazioni ha seguito dall’inizio l’iter della riforma della Legge 91 del 1992 iniziato il 16 Dicembre 2008 in Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati. Durante la discussione sono stati presentate 15 proposte di modifica della legge da parte di tutti i gruppi parlamentari. Dal 20 Luglio 2010 i deputati hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>La Rete G2 Seconde Generazioni</strong> ha seguito dall’inizio l’iter della riforma della <strong>Legge 91 del 1992</strong> iniziato il 16 Dicembre 2008 in Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati. Durante la discussione sono stati presentate 15 proposte di modifica della legge da parte di tutti i gruppi parlamentari. Dal 20 Luglio 2010 i deputati hanno smesso di discutere della riforma di questa legge in attesa che il Ministro dell’Interno Roberto Maroni esponga in Commissione Affari Costituzionali i dati e le procedure di concessione della cittadinanza italiana. È la seconda legislatura consecutiva che vediamo tradite le legittime richieste di un milione di italiani e italiane che vivono, studiano e lavorano con un permesso di soggiorno.<br /><strong>La Rete G2 Seconde Generazioni chiede a tutti i parlamentari e in primis al Ministro dell’Interno, maggiore responsabilità e rispetto nei confronti di chi non rinuncia a sentirsi italiano nonostante il permesso di soggiorno. È ora che il Parlamento italiano approvi una legge che riconosca lo Ius Soli per le seconde generazioni dell’immigrazione.</strong></em></p>
<p>&#8211;<br />Rete G2 Seconde Generazioni<br /><a href="http://www.secondegenerazioni.it/">http://www.secondegenerazioni.it/</a><br /><a href="https://twitter.com/ReteG2">https://twitter.com/ReteG2</a><br /><a href="http://www.facebook.com/ReteG2">http://www.facebook.com/ReteG2</a><br />http://www.youtube.com/user/G2SecondeGenerazioni<br />http://www.myspace.com/reteg2secondegenerazioni</p>
<hr />
<p> <strong>La Rete G2 – Seconde Generazioni</strong> è un’organizzazione nazionale apartitica fondata da figli di immigrati e rifugiati nati e/o cresciuti in Italia. Chi fa parte della Rete G2 si autodefinisce come “figlio di immigrato” e non come “immigrato”: i nati in Italia non hanno compiuto alcuna migrazione, e chi è nato all’estero ma cresciuto in Italia non è emigrato volontariamente, ma è stato portato in Italia da genitori o altri parenti. “G2” quindi non sta “per seconde generazioni di immigrati” ma per “seconde generazioni dell’immigrazione”, intendendo l’immigrazione come un processo che trasforma l’Italia, di generazione in generazione.<br />La Rete G2 è un network di “cittadini del mondo”, originari di Asia, Africa, Europa e America Latina, che lavorano insieme su due punti fondamentali: i diritti negati alle seconde generazioni senza cittadinanza italiana e l’identità come incontro di più culture. G2 nasce a Roma nel 2005 e oggi ne fanno parte anche seconde generazioni di altre città italiane (Milano, Prato, Genova, Mantova, Arezzo, Padova, Imola, Bologna, Bergamo e Ferrara) che partecipano ai Workshop nazionali organizzati ogni anno dalla Rete. Complessivamente la Rete nazionale oggi riunisce ragazzi/e dai 18 ai 35 anni, originari di diversi Paesi: Filippine, Etiopia, Eritrea, Perù, Cina, Cile, Marocco, Libia, Argentina, Bangladesh, Capoverde, Iran, Srilanka, Senegal, Albania, Egitto, Brasile, India, Somalia, Ecuador e altri.</p>
<p>G2 si incontra anche virtualmente sul Blog G2 (<a href="http://www.secondegenerazioni.it">www.secondegenerazioni.it</a>), finora raggiunto da più di 140mila visitatori, di cui visitatori unici 75mila per un totale di circa 1 milione di pagine visualizzate e discute sul Forum G2 (<a href="http://www.secondegenerazioni.it/forum">www.secondegenerazioni.it/forum</a>) dove sono registrati circa 800 utenti. <br />Nel 2006 sono stati realizzati i Video G2. Il primo ha vinto il Premio nazionale Mostafà Souhir “per l’originalità dello spunto e per essere espressione riuscita del protagonismo nel mondo della comunicazione da parte delle giovani generazioni”. Mentre il Ministero della Solidarietà Sociale ha commissionato alla Rete G2 uno spot audiovisivo basato sul suo secondo video, “G2: Forte e Chiaro”, realizzato in collaborazione con l’artista Maria Rosa Jijòn. La Rete G2 ha partecipato, tra il 2006 e il 2007, su invito del Ministro dell’Interno e del Ministro della Solidarietà Sociale agli incontri convocati sulla riforma del Testo Unico sull’immigrazione (leggi n. 189 del 2002 e n. 286 del 1998) ed è stata ricevuta in commissione Affari costituzionali della Camera per esprimere un proprio parere sia sulla riforma della legge sulla cittadinanza (legge n. 91 del 1992) che sul Testo Unico. <br />Sempre nel 2007 la Rete G2 è entrata a far parte della Consulta nazionale del ministero della Solidarietà sociale “per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie” e della Consulta dell’ “Osservatorio per l’integrazione degli alunni stranieri e l’educazione interculturale” presso il ministero della Pubblica istruzione, ed ha collaborato con il centro interculturale della Provincia di Mantova e con l’assessorato alle Politiche educative e scolastiche del Comune di Roma. <br />Nello stesso anno G2 ha ideato e realizzato un originale strumento di comunicazione: il Fotoromanzo G2, per promuovere una modifica della legge sulla cittadinanza italiana (legge n. 91 del 1992) che sia più aperta nei confronti dei figli di immigrati nati e/o scolarizzati in Italia. Nel novembre 2007 alcuni rappresentanti della Rete G2 hanno consegnato nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano una copia del Fotoromanzo e una lettera. Il Presidente ha accolto con favore le parole e l’appello della Rete G2 dichiarando che “la legge è troppo restrittiva, bisogna aprire canali nuovi di accesso alla cittadinanza italiana per tanti ragazzi e tanti giovani, figli di immigrati”. <br />Nel 2008 la Rete G2 ha ideato e curato la trasmissione radiofonica “OndeG2”, in onda dal 15 febbraio su Radio Popolare Milano e a livello nazionale su Popolare Network, e ha promosso la raccolta musicale “Straniero a chi? Tracce e parole dei figli dell’immigrazione” in collaborazione con il ministero della Solidarietà sociale e con la casa discografica Gridalo forte records.</p>
<p>Nel 2010 la Rete G2 ha partecipato alle audizioni in Commissione Affari Costituzioanali per la riforma della L. 91 del 1992 e in Commissione Cultura della Camera dei Deputati sull&#8217;accoglienza degli alunni figli di immigrati nel sistema scolastico italiano.</p>
<p> <span style="color: #ff9900"><strong>Gli obiettivi della Rete G2 – Mission:<br /></strong></span> - Riforma della legge per la concessione della cittadinanza italiana perché sia più aperta nei confronti delle seconde generazioni. L’accesso alla cittadinanza è l’unica via che consente ai figli di immigrati di essere considerati realmente dei pari, degli eguali, nei diritti e nei doveri, rispetto ai loro coetanei, figli di italiani;<br />- Trasformazione culturale della società italiana perché sia più consapevole e si riconosca in tutti i suoi figli, indipendentemente dalle loro origini.</p>
<p><span style="color: #ff9900"><strong>Il Metodo della Rete G2:</strong></span><br />G2 segue un metodo di partecipazione diretta, senza intermediari per un dialogo diretto con le istituzioni. Un lavoro che sia prevalentemente di analisi collettiva della realtà italiana più che di sola testimonianza di singoli percorsi dei figli dell’immigrazione. G2 ha un approccio trasversale alle forze politiche, è una Rete che usa gli strumenti della politica ma si definisce apartitica, ossia non dipende da nessun partito.</p>
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		<title>Rete G2 partecipa a presentazione testo di modifica legge cittadinanza</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 03:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ahimsa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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		<description><![CDATA[La Rete G2 &#8211; Seconde Generazioni chiede dal 2005 (anno di fondazione della nostra organizzazione) un cambiamento sostanziale della legge per l&#8217;acquisto della cittadinanza italiana da parte dei figli dell&#8217;immigrazione in Italia e segue tutte le proposte di modifica della legge (ad esempio la Rete G2 aveva partecipato alle audizioni in commissione affari costituzionali della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Rete G2 &#8211; Seconde Generazioni chiede dal 2005 (anno di fondazione della nostra organizzazione) un cambiamento sostanziale della legge per l&#8217;acquisto della cittadinanza italiana da parte dei figli dell&#8217;immigrazione in Italia e segue tutte le proposte di modifica della legge (ad esempio la Rete G2 aveva partecipato alle audizioni in commissione affari costituzionali della Camera fornendo un proprio parere e consigli ufficiali su invito del precedente Governo).</p>
<p>Per questo, in data 23 settembre, Lucia G. e Zhanxing X. hanno partecipato a nome della Rete G2 alla conferenza stampa di presentazione della nuova proposta bipartisan di modifica della legge sulla cittadinanza, che prende nome dai suoi due primi firmatari, i deputati <strong>Granata</strong> (Pdl) e <strong>Sarubbi</strong> (Pd). <a href="http://www.secondegenerazioni.it/forum/viewtopic.php?f=23&amp;t=2428&amp;p=17047#p17047" target="_self">Qui trvate un servizio video giornalistico con commento finale di Lucia G. a nome della Rete G2</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-433" src="http://www.secondegenerazioni.it/wp-content/uploads/ahimsa/2009/09/conferenza.pdf-pages-723x1024.jpg" alt="conferenza stampa" width="328" height="464" /></p>
<h3><strong>Per saperne di più sul testo di modifica e per il video della conferenza stampa cliccate </strong><strong><a href="http://www.secondegenerazioni.it/forum/viewtopic.php?f=23&amp;t=2428" target="_blank"><span style="color: #ff0000">qui</span>.</a></strong></h3>
<div style='display:none' id="post-refEl-429"></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Lettera della Rete G2 al Presidente della Repubblica in occasione della celebrazione Dichiarazione universale Diritti umani</title>
		<link>http://www.secondegenerazioni.it/index.php/2008/12/10/lettera-della-rete-g2-al-presidente-della-repubblica-in-occasione-della-celebrazione-dicchiarazione-universale-diritti-umani/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 13:29:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>G2</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lettera della Rete G2 al Presidente della Repubblica
&#8220;Per noi è importante una riforma della legge sulla cittadinanza e vogliamo incontrarLa, Presidente, per parlarne con Lei&#8221;
L&#8217;occasione è la celebrazione della Dichiarazione dei Diritti umani
10 Dicembre 2008 &#8211; Oggi, in occasione della Giornata di celebrazione della Dichiarazione universale dei Diritti umani, la Rete G2 &#8211; Secondege Generazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lettera della Rete G2 al Presidente della Repubblica</p>
<p><strong>&#8220;Per noi è importante una riforma della legge sulla cittadinanza e vogliamo incontrarLa, Presidente, per parlarne con Lei</strong>&#8221;</p>
<p>L&#8217;occasione è la celebrazione della Dichiarazione dei Diritti umani</p>
<p>10 Dicembre 2008 &#8211; Oggi, in occasione della Giornata di celebrazione della Dichiarazione universale dei Diritti umani, la Rete G2 &#8211; Secondege Generazioni ha inviato una lettera al Presidente dell aRepubblcia Giorgio Napolitano. &#8220;Caro Preseidente noi figli di immigrati siamo cresiuti, molti di noi è anche nati in Italia, eppure veniamo percepiti come stranieri e incontriamo molti ostacoli perchè ci vengano riconosciuti gli stessi diritti dei nostri coetani, amici e fratelli di origine italiana, compagni di una vita. Vale anche quando si cerca di dividerci in classi integralmente separate dai nostri coetani per garantirci il banco degli stranieri per sempre o quando costruiscono su di noi scenari di malesseri sociali riconducibili ad altri Paesi&#8221;.<br />
La Rete G2 si concentra in particolare sulla legge riguardante la cittadinanza italiana (l.91/92) e chiede che &#8220;venga modificata e resa più aperta nei confronti dei figli di immigrati cresciuti in Italia, che sono parte di questo paese&#8221; dice Mohamed Tailmoun, portavoce della Rete G2. &#8220;Cerchiamo di ribadire ogni giorno, in ogni attimo della nostra vita il diritto ad essere riconosciuti cittadini e non degli italiani col permesso di soggiorno&#8221; si legge ancora nella  lettera della Rete G2. Le chiediamo inoltre di poterLa incontrare nuovamente per presentarLe il lavoro realizzato fin qui, a cominciare dai casi più significativi di ostacoli incontrati da figli di immigrati segnalati nel nostro Osservatorio G2. E&#8217; il nostro modo di chiedere e pretendere quella libertà di essere italiani a tutti gli effetti, nei diritti e nei doveri, anche se abbiamo volti e origini diversi dagli altri. Con stima e affetto,  le ragazze e i ragazzi della Rete G2 &#8211; Seconde Generazioni&#8221; conclude la lettera.</p>
<p><a href="http://www.secondegenerazioni.it/forum/viewtopic.php?f=23&amp;t=1662">Per leggere integralmente la lettera inviata al Presidente Napolitano</a></p>
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		<title>Testo lettera da elaborare per inviare al Presidente della Repubblica</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 21:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>G2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[figli d'immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[G2]]></category>
		<category><![CDATA[legge 91/92]]></category>
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		<description><![CDATA[La lettera a seguire è stata pensata dopo l&#8217;invito da parte del Quirinale alla Rete G2 per l&#8217;evento del 13 novembre 2008 &#8220;Nuovi cittadini&#8221;. La Rete G2 ha preso parte all&#8217;iniziativa, onorata dell&#8217;invito, ed ha elaborato una lettera rivolta al Presidente Giorgio Napolitano che riguarda un problema centrale per i figli dell&#8217;immigrazione cresciuti in Italia: la riforma della legge sulla cittadinaza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><em>La lettera a seguire è stata pensata dopo l&#8217;invito da parte del Quirinale alla Rete G2 per l&#8217;evento del 13 novembre 2008 &#8220;Nuovi cittadini&#8221;. La Rete G2 ha preso parte all&#8217;iniziativa, onorata dell&#8217;invito, ed ha elaborato una lettera rivolta al Presidente Giorgio Napolitano che riguarda un problema centrale per i figli dell&#8217;immigrazione cresciuti in Italia: la riforma della legge sulla cittadinaza italiana perché sia più aperta nei confronti delle seconde generazioni. Si tratta di una prima stesura sulla quale la Rete G2 si impegna a lavorare attingendo ai diversi territori dove è presente, per questo ne da informazione tramite il proprio blog, con l&#8217;obiettivo finale di consegnarla direttamente nelle mani del Presidente, fondamentale garante dei valori della Costituzione italiana. Anche per dare seguito ad un&#8217;analoga <a href="http://www.secondegenerazioni.it/2007/11/20/il-presidente-napolitano-accoglie-l’appello-della-rete-g2/">iniziativa della Rete G2 realizzata un anno fa</a>, durante la Giornata nazionale per i diritti dell&#8217;infanzia.</em></p>
<p align="left">&lt;&lt;Caro Presidente, La ringraziamo dell&#8217;invito per l&#8217;evento &#8220;Nuovi cittadini&#8221; al quale abbiamo partecipato la mattina del 13 novembre e che ci ha ricordato un altro evento al quale eravamo stati invitati e che per noi aveva rappresentato un&#8217;occasione di grande importanza. Era il 20 novembre dell&#8217;anno scorso quando,  in occasione della Giornata Nazionale sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza,  ci siamo incontrati per la prima volta.  In quel giorno Lei ha colto quel messaggio che ad alta voce cercavamo e cerchiamo di ribadire ogni giorno, in ogni attimo della nostra vita: il diritto ad essere riconosciuti cittadini del nostro Paese. Da quel dì poco e niente è cambiato, anzi, o il silenzio ricomincia a calare o altre questioni ne strumentalizzano l&#8217;attenzione.<br />
Molti dei nostri fratelli di origine straniera sarebbero italiani se la legge per l&#8217;acquisizione della cittadinanza italiana li riconoscesse, e non  lo sarebbero per concessione Presidente, ma per diritto, perchè nati o cresciuti in Italia sin da bambini. Perchè noi siamo qui da sempre Presidente, e non può essere la regola del sangue come vuole la legge che qualcuno nel 1992 scelse per noi (legge n. 91/92) a definirci.  Ci chiediamo continuamente: chi meglio del suolo, del vissuto, può essere criterio per fare di un uomo o di una donna un cittadino? Eppure certe domande non trovano ancora risposta.<br />
Siamo nati qui e vissuti qui eppure veniamo percepiti come stranieri. Vale per oggi ma la per il domani, quando ci dimostrano che la nostra condizione vuole essere perpetuata e rafforzata anche domani, cercando di dividerci in classi separate dai nostri coetanei per garantirci il banco degli stranieri per sempre o quando costruiscono su di noi scenari di malesseri sociali riconducibili  ad altri Paesi.<br />
Con questo ennesimo appello, in occasione della celebrazione della Giornata dedicata ai nuovi cittadini italiani, auspichiamo una maggiore attenzione alla questione dei figli d&#8217;immigrati; oggi ancor più a quelli che si ritrovano senza cittadinanza dopo i 18 anni perchè non nati in Italia, seppur cresciuti,  perchè per loro non c&#8217;è alcun percorso ad hoc. Come Lei sa, la nostra Rete tenta di unire e organizzare figli d’immigrati nati in italia ma anche cresciuti sin da minorenni. Oggi siamo tornati al suo cospetto per chiedere e pretendere quella libertà  di  essere italiani a tutti gli effetti anche se abbiamo volti diversi dagli altri.&gt;&gt;</p>
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