Seconde generazioni anonime. Mi alzo in piedi, con sguardo basso e voce tremante, "confesso: sì, è vero parlo malissimo la mia lingua d’origine". Non solo la parlo malissimo, ma la parlo buffa. I miei cugini si sganasciano quando provo a parlargli in dialetto. Una mia carissima amica ha lasciato il mio messaggio registrato in segreteria per quando si sente triste. Ho comprato un sacco di grammatiche, cassette, fumetti e vocabolari. Ma proprio non mi riesce a perfezionarla. Eppure ho una passione per le lingue.
Una seconda generazione dovrebbe avere due lingue madri, con una sola ti senti un po’ monca. Però dentro c’è la mia seconda lingua, lo so. La sento parlare da sempre. E’ impossibile che non ci sia. Chissà perché si rifiuta di venire a galla.

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