Articoli marcati con tag ‘identità’

Consapevolezza.

sabato, 20 febbraio 2010

Non avere la cittadinanza italiana
e vivere nel mio paese legata a un permesso di soggiorno
per me equivale a uscire da casa
con un paio di chiavi,
sapendo che il padrone di casa (mia) può cambiare la serratura
e lasciarmi fuori
fregandosene di tutto ciò che ho dentro casa,

dei miei affetti,
dei miei amici,
della mia famiglia,
della mia vita,
del mio futuro,

vivere nel mio paese con un permesso di soggiorno
è come dover uscire da casa (mia) e pensare a
chiudere il gas,
abbassare le serrande,
spegnere le luci,

ma anche lasciare accostata la porta avendo paura di non poter rientrare più.

(Queenia Pereira de Oliveira)

VN:F [1.8.1_1037]
Rating: 3.5/5 (11 votes cast)

Adottiva-on-line

martedì, 29 dicembre 2009

Anna Juana scrive sul Forum G2:

Adottiva-on-line

Come mi capita di dire spesso ad interni ed esterni della rete G2, le emozioni che mi hanno portato alla realtà di G2, sono state sensazioni fondamentali per una fase cognitiva di me stessa, fase che ormai stavo rimandando da troppo tempo.

L’inizio
Tutto è partito dai classici ‘buoni propositi’ di inizio anno, quando a tavolino tra me e me, decisi che era tempo di mettere ordine nella mia testa e di capire chi ero. In realtà non sapevo bene da dove partire, quello che sapevo è che avevo un buchetto, da qualche parte nel mio ordine mentale c’era qualcosa che non mi tornava.
Non mi sono mai mancati gli amici ma spesso avevo avuto la sensazione che non mi capissero, eppure con le mie amichette ho sempre fatto un sacco di discorsi profondi e scemi. Quindi in cosa non mi capivano?
L’unica cosa che mi venne in mente fu il mio status di adottiva. Nonostante conosca altre realtà di ragazzi adottati da vari paesi, non ebbi mai un confronto soddisfacente che potesse rispondere alle mie vere curiosità.

Percezione
Mi sentivo di percepire il mondo intorno a me in una maniera particolare, anche in modo ostile. Sentivo che nessuno dei miei amici, per quanto vicini, percepisse tali sensazioni e vedesse con il mio sguardo.
L’entusiasmo e la protezione della famiglia e degli amici, il clima di una città vecchia che non si accorge di diventare multietnica, il periodo di forte migrazione del paese, le politiche di partiti implicitamente razzisti, la gente di città, la gente di montagna, la gente … crearono e continuano a creare delle strane situazioni e paradossi.
Ho capito che in realtà, non sono io ad avere uno sguardo particolare del mondo ma è il mondo che mi vede in diversi modi, dipendentemente dagli ambienti e ambiti.
È buffo percepire la ‘percezione’ di me stessa da parte dell’edicolante razzista della metro piuttosto che di mio nonno che non riesce a capacitarsi del mio interesse a imparare lo spagnolo, piuttosto che della signora sudamericana che mi ferma per strada e incomincia a chiedermi delle cose in castigliano … Insomma, tanti scenari che chiariscono come io sia percepita da italiana o da straniera in Italia.
È questa esperienza con annesso ragionamento, che mi porta al desiderio di approfondire il mio essere nata all’estero e cresciuta in Italia. Chi, se non altri adottivi, avrebbe potuto capire il mio vissuto e maturato la stessa riflessione?
Così con la mia incapacità tecnologica, mi misi a smanettare sul web per cerare ‘adottivi-on-line’, siti, indirizzi e forum completamente insoddisfacenti se non inesistenti !

Evento inatteso
Del tutto inaspettato. Mi ritrovai a leggere dialoghi di un forum dai colori azzurrini e leggermente freddi … ma le parole che leggevo mi trasmettevano un forte calore per non dire che, più frasi, sembravano essere uscite dalla mia testa e passate direttamente sullo schermo del computer. Intanto continuavo a leggere pensieri, racconti, esperienze , domande e risposte di perfetti sconosciuti che magari avevano partecipato a quel forum anni prima e con i quali, forse, non avrei più potuto avere un confronto.
Erano perfetti estranei, che non mi avevano mai visto che non mi avevano mai parlato che non sapevano che io stessi leggendo le loro parole, eppure mi conoscevano nella mia intimità più dei miei migliori amici e più della mia famiglia. Vedevano il mondo come lo vedo io ed erano percepiti dal mondo come lo sono io. Estranei con nomignoli e nomi assurdi, dall’altra parte dello schermo chissà se qualcuno di quegli strani nick avrebbe risposto alla mia timida presentazione che comincia con “Sono Anna Juana ….”

La Rete G2
Il forum che stavo leggendo era quello della Rete G2 seconde generazioni , formato soprattutto da ragazzi originari di vari paesi, ma nati e cresciuti in Italia con genitori immigrati. Incredibili le analogie delle nostre storie e delle nostre esperienze. Estraneità, appartenenza, identità, leggere quel forum mi sembrava come parlare un po’ con il mio grillo parlante un po’ con la sfera di Gandalf (signore degli anelli) nei post mi riconoscevo e riscoprivo me stessa.
Leggere quel forum era come leggere nei pensieri che non avevo mai avuto il coraggio e la voglia di affrontare, erano tutte cose che in realtà sapevo ma su cui non avevo ragionato forse perché non avevo mai avuto qualcuno con cui confrontarmi.
Prima di approdare sul sito della Rete G2 vivevo nel mondo dei balocchi … un mondo a me caro ma che iniziava a puzzare di bruciato e non avevo mai avuto la prontezza di cercarne il fuoco.
Il mio coinvolgimento emotivo fu grandissimo, a quelle parole e alla presentazione della rete. Smanettando sul web avevo trovato quello che stavo cercando.
Questa scoperta ha decisamente aperto una fase della mia vita che probabilmente non si richiuderà, in quanto non smetterò mai di essere me stessa- cioè non smetterò mai di essere nata in Perù come non smetterò mai di essere cresciuta in Italia. I G2 mi hanno aiutato a capire me stessa e anche tutto il resto.
Ho capito che tutti quei contesti che mi ero disegnata mentalmente non sono che scenari attuali dell’Italia di oggi. Che stanno andando in una direzione che non porta a niente di buono. Si accentuano le superficialità della società in particolare quella italiana in cui viene messo in evidenza, in maniera malsana, il valore di un pedigree italico che determini l’italianità prima di qualsiasi altro modo.
Le riflessioni sulla madre-terra-natale e la madre-terra-adottiva, sulla madre-terra che mi ha partorito e la madre-terra che mi ha cresciuto, fanno dell’Italia, la terra che dopo vent’anni fatica a percepirmi come figlia. Mi sembra assurdo. È questa incredulità che condivido con i ragazzi G2, questo e molto altro.
Certo con l’adozione non persiste il problema della cittadinanza ma questo è solo metà dell’opera, oltre burocrazia rimane la società e anche questa è una bella impresa! … ora con la rete G2 mi rimbocco le maniche perché qualcosa, anche se poco, posso farlo per dare una scrollatina a quest’Italia che nasconde la testa sotto le acque del fiume Po e annega nei suoi vaneggiamenti celti e pagani.
È l’ora per l’Italia di aprire gli occhi e riconoscere i suoi figli come tali nonostante non abbiano origini di etruschi, celti, latini, greci e fenici. come si dice … Italiani si nasce e ci si diventa !

Il dibattito continua sul Forum G2!

VN:F [1.8.1_1037]
Rating: 3.6/5 (8 votes cast)

Promemoria: ricordati che non sei italiano

mercoledì, 12 agosto 2009

 di Sabrina (new entry)

L´italianitá di una persona non si vede dal viso. Non si vede né dalle mani, ne dai capelli e ne dal colore della pelle. Dobbiamo essere tutti mori? I mori ci sono ovunque…. Dobbiamo essere bianchi? I bianchi ci sono ovunque…Dobbiamo essere piuttosto bassini? Questo forse sí… no scherzo.
Insomma, questa famosa italianitá, da cosa si vede? Qualcuno mi farebbe il piacere di spiegarmelo? Scusate, non prendetela a male… È solo che io proprio non capisco .Vedete cari lettori, io ho un problema, lo stesso, che hanno tutte le persone che una volta postasi una domanda non lasciano stare finché non trovano una soluzione logica: la frustrazione di vedere che la soluzione trovata é, a quanto pare, sbagliata, non condivisa, rifiutata. Infatti io questa famosa soluzione logica al mio problema pensavo di averla trovata. Dico pensavo, perché poi le opinioni delle persone che mi circondano, le opinioni della maggioranza, mia hanno fatto dubitare del mio brillante sforzo logico-cognitivo-cerebrale…
Parlavo prima della cosiddetta italianitá e da quali fattori essa si possa evincere. Ora… io, nel mio piccolo ( che é molto piccolo se pensiamo che ho solo 20 anni, mentre le persone che gestiscono il nostro governo arrivano ben oltre gli anta)mi sono sempre posta questa domanda. Perché? Sono stata indotta dagli altri a farlo. Essendo italiana, io non ho mai pensato di dover motivare questo mio…. chiamiamolo “sentimento nazionale” a nessuno, capite? Quando voi avevate 7 anni, vi siete mai interrogati sulla vostra nazionalitá?Penso di no. Bene, io l´ho fatto, e non per una spontanea ( e legittima ) curiositá, bensi per cause esterne. La prima causa che riesca a ricordarmi risale ai mondiali di calcio del´94, quando la squadra italiana si scontró con quella brasiliana. Ricordo, anche se alquanto vagamente ( vista la tenera etá di 5 anni), che le persone mi domandavano : “ma tu per chi tifi , Italia o Brasile?”. Strano, ma la risposta non me la ricordo. Poi sono cresciuta, e le cose si sono complicate: “di dove sei?” , “ di Roma” “ davvero, ma non sembri italiana”, “mia madre é brasiliana”” ah, allora sei brasiliana”, “no, sono italiana” “allora sei nata in Italia?” “no, sono nata in Brasile, ma sono venuta a Roma quando avevo due anni” “certo certo….la sai ballare la samba?”, “ehm… no, veramente mi trovo in difficoltá anche a ballare la macarena”… , “ah… senti, e come mai sei bianca e alta? In Brasile non siete tutti scuri?”, “no, non sono tutti scuri in Brasile, scusa devo andare…a pettinare le bambole”. Seconda causa esterna: é difficile trovare un´italiana alta 1.81 e non proprio mora… Terza causa esterna: Il congnome. Ora apriamo un capitolo buio della mia esistenza. Dico buio inquanto avere quattro congnomi non puó certo essere definita pratica come cosa. Essendo nata in sudamerica, posseggo entrambe i cognomi dei miei genitori, e quello di mia madre é scritto all´anagrafe prima di quello di mio padre. Ovviamente se mi ordino una pizza o riservo un tavolo al ristorante uso quello italiano di mio padre. Ma per i documenti ufficiali, sono costretta a scriverlo per esteso stó coso enorme che riempie ogni angolo del foglio.
Qua inizia il problema. Voi vi starete chiedendo ( spero) da dove provenga questo problema: forse dal fatto che il cognome sia troppo lungo? No. È straniero, questo é l´intoppo. Riassumendo, in 5 anni di liceo, mai nessun bidello ha saputo pronunciare il mio cognome. Era piú facile chiamarmi per nome, oppure utilizzare il pronome personale “tu”. Ecco dunque esposte alcune delle cause esterne che mi hanno fatto per tanto tempo interrogarmi sulla mia italianitá. La prima risposta é stata una specie di traduzione simultanea in parole di tutto il mio essere e delle emozioni che lo compongono,generata spontaneamente dal mio cervello ( che altrimenti resta spesso in stato di minoritá intellettuale volontario): l´italianitá siamo noi, i nostri sentimenti, il modo in cui la nostra testa e il nostro cuore reagiscono agli stimoli esterni. L´italianitá é un insieme di ricordi, di sensazioni, di odori, di colori e di sapori. L´italianitá é il sentirsi a casa in Italia, perché é questo che l´Italia per noi rappresenta: casa. Se chiamo mia madre e le dico “ mamma, stó venendo a casa, vienimi a prendere in aereoporto”, non é che mia madre parte e se ne va in Brasile. Mia madre vá a Fiumicino. Logico, no?
NO. Non é logico il mio ragionamento. Quello che il mio animo mi dice é sbagliato. L´Italia é una nazione appartenente all´Unione europea, uno Stato geografico semicircondato dal mare e confinante a nord con Francia, Svizzera, Austria e la Padania. L´Italia é una macchina burocratica lenta e ingiusta. l´Italia, é una parola vuota sulla bocca di tanta gente, che sembra prendere forma solo quando si tratta di definire ció che é estraneo, che é diverso e per questo meno prezioso. . L´Italia é una massa di gente per cui io sono e resto qualunque cosa faccia una straniera.
Questa, é l´Italia alla quale la gente la fuori vuole farmi credere.
Io peró sono piú furba e mi tengo stretta la mia.

Topic sul Forum

VN:F [1.8.1_1037]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

…come rispondete?

martedì, 4 agosto 2009

di  maganò 

Quando mi chiedono di dove sei, non ho dubbi, nè problemi. Rispondo: “di Roma”. Anche se a Roma non sono nata, su questo i dubbi non ci sono. Sono di Roma.
Il problema nasce quando mi chiedono: “Sei italiana?”
Rimango lì imbabolata, sembro una deficiente di fronte alla domanda semplice, semplice e generalmente borbotto qualcosa come “è complicato”.
Ovviamente bisogna vedere il contesto. Di solito me lo chiedono qui a Barcellona o gli italiani, che preferiscono parlare in italiano o altri (spagnoli e piu generalmente stranieri) perchè sentono un accento italiano sia in inglese che in spagnolo. Hahaha! Eh si, l’accento.
Ma dire si, sono italiana non è un problema perchè non mi sento tale o perchè sono anche croata e tutta la storia dell’identitá. Dire si, sono italiana vuol dire trascurare ció che maggiormente mi influenza nel quotidiano, tutti i problemi del permesso di soggiorno, della mobilitá, delle scelte pesantemente condizionate, le restrizioni.
Ma poi, neanche potrei dire si, lo sono, se poi effettivamente non ho la cittadinanza, non voto e non ho responsabilitá nella scelta dell’attuale governo.
Mi avete capito? E voi come rispondete?

Topic sul Forum

VN:F [1.8.1_1037]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Siamo gli eroi di oggi o i cattivi dei vecchi romanzi?

venerdì, 24 marzo 2006
I libri e non solo le parole di chi ti è vicino o vuole starti lontano, provocano riflessioni sull’identità. Mi sembra che sempre più anche i libri per ragazzi (e non solo) abbiano come protagonisti eroi "meticci", nel senso di appartenenti a più mondi, culture, identità , ecc. Non è così per esempio lo stesso Harry Potter, figlio di una "babbana" e di un "nato mago"? Che per i parenti umani deve vivere come un orfano abbandonato ma che a ben vedere può essere un salvatore, o addirittura "il prescelto". Quando ero io ragazzina cercavo tanto simili personaggi, che mi sembravano mancare nei romazi classici di avventura dove al massimo finivano per fare i cattivi di turno, gli impuri, confusi e degenerati. Forse perché l’appartenenza a più mondi è diventata solo con il trascorrere del tempo e della storia un valore? Forse perché oggi siamo sempre più orgogliosi di mille appartenenze? Anche se sempre tanti continuano a ragionare solo per differenze inconciliabili e purezze illusorie…
VN:F [1.8.1_1037]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)