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Rete G2 incontra l’on. Fabbri: riforma della legge per la concessione della cittadinanza al più presto!

La scorsa settimana in Parlamento una delegazione dell’organizzazione Rete G2 – Seconde Generazioni ha incontrato l’on. Marilena Fabbri, relatrice di maggioranza della riforma della legge sulla cittadinanza n. 91 del 1992. Il nostro portavoce nazionale Mohamed Tailmoun ha consegnato all’on. Fabbri le proposte della Rete G2. Abbiamo anche chiesto che i lavori della Commissione Affari Costituzionali riprendano il prima possibile. Seguiteci su www.secondegenerazioni.it e www.facebook.com/ReteG2.

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Rete G2 partecipa allo European Integration Forum 3 Aprile 2014 a Bruxelles

La Rete G2 – Seconde generazioni partecipa allo European Integration Forum, che si tiene oggi 3 Aprile 2014 a Bruxelles, presso la sede del Comitato Economico e Sociale.

Il Forum Europeo per l’Integrazione ha come obiettivo favorire l’interscambio di esperienze tra le organizzazioni della società civile a livello europeo e la possibilità, per queste, di presentare il proprio punto di vista alle istituzioni Europee.

Per il biennio 2013-2015, la Rete G2 rappresenta le organizzazioni della società civile a livello nazionale nel Bureau del Forum, insieme alla Rete Europea ENAR (European Network Against Racism) e una rappresentanza della Commissione Europea – DG Giustizia e Affari Interni.

Il tema dell’edizione odierna del Forum è la riflessione sui Principi Comuni sull’Integrazione, adotatti dal Consiglio Europeo nel 2004, che costituiscono l’unica piattaforma comune tra gli Stati membri per quanto riguarda anche le politiche per l’acquisizione della cittadinanza.

La partecipazione della Rete G2 si inserisce alla vigilia del semestre italiano di presidenza del Consiglio Europeo (luglio – dicembre 2014).

L’auspicio è che proprio la Presidenza Italiana del Consiglio Europeo possa costituire la base per definire politiche comuni a livello europeo che facilitino l’acquisizione della cittadinanza da parte delle seconde generazioni, nate o arrivate da piccole negli Stati membri dell’UE.

Scarica qui il programma http://www.eesc.europa.eu/?i=portal.en.events-and-activities-european-integration-forum-11-programme.

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PROGETTO DI RICERCA-AZIONE “SECONDE GENERAZIONI LGBT”

Chi sono le “seconde generazioni LGBT”? E perché un progetto rivolto a loro?

Siamo un piccolo gruppo di attiviste/i di movimenti delle seconde generazioni e LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender/transessuali) e studiosi/e dei temi correlati a questi percorsi. Con questo progetto di ricerca desideriamo fare incontrare i nostri percorsi personali e professionali con un bisogno che abbiamo intercettato fra figlie e figli di stranieri con percorsi di orientamento sessuale e/o identità di genere non eteronormativi: quello di trovare occasioni di incontro e di scambio di esperienze. Le “seconde generazioni LGBT” sono una realtà sociale che sta crescendo anche in Italia e cui vorremmo dedicare una speciale attenzione per la vivacità che propone e per le domande e i bisogni che pone.
L’intento è di metter a fuoco le questioni centrali della loro esperienza, di offrire occasioni per esplorare questi temi e confrontarsi in situazioni di gruppo, e infine di aiutare le istituzioni e i servizi a comprendere nelle loro azioni le esigenze espresse. Per il momento abbiamo in previsione una o più pubblicazioni scientifiche, un convegno e una mostra fotografica.
La prima azione – avviata a Giugno 2013 – consiste in una serie di focus group con lo scopo di far incontrare i/le giovani perché raccontino le vicende significative del loro percorso e mettano in comune i temi portanti della loro esperienza.

Se desideri partecipare ai nostri incontri e rimanere in contatto con noi, scrivi a: progettog2lgbt@gmail.com oppure telefona al 348 4712072. Gli incontri sono aperti anche a figli/e di coppie miste e figli/e adottivi/e da adozione internazionale e si tengono a Milano presso l’associazione ALA Milano Onlus.

Stanno lavorando al progetto Helen Ibry (antropologa e presidente di ArciLesbica Zami Milano), Massimo Modesti (pedagogista e ricercatore in antropologia dell’educazione), Medhin Paolos (fotografa e attivista della Rete G2 – Seconde Generazioni) e Antonia Monopoli (responsabile Sportello Trans di ALA Milano Onlus).
Il progetto è sostenuto dalle associazioni Rete G2 – Seconde Generazioni,stranieroachi ALA Milano Onlus e ArciLesbica Zami Milano,.

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RETE G2 INAUGURA G.LAB

 

 

 

G.Lab è il nome del progetto pilota che verrà lanciato mercoledi 13 marzo 2013 nella sede dell’Informagiovani di Via Dogana 2.

Grazie al contributo da parte del Ministero del Lavoro, e dalla collaborazione tra Assessorato delle Politiche Sociali e Servizio Giovani del Comune di Milano con l’associazione Rete G2 – Seconde Generazioni, nasce il laboratorio di cittadinanza urbana G.Lab.

G. Lab si propone di fornire informazioni di primo livello sul tema della cittadinanza, del lavoro e dello studio, attraverso un nuovo desk composto da giovani di origini italiane e straniere.

Saranno inoltre organizzati incontri mensili culturali come seminari e dibattiti, ma anche proiezioni di film, djset, mostre artistiche, installazioni ecc.

In fase sperimentale, G.Lab sarà aperto al pubblico tutti i mercoledi, giovedi e venerdi dalle 14 alle 18 fino al 30 settembre 2013.

Siete tutti invitati all’inaugurazione!

 

 

invito inaugurazione G.Lab1

 

 

 

 

 

 

 

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G2 al Quirinale l’8 marzo

 

 

Rete G2- seconde generazioni oggi è al Quirinale. L’intervento della nostra Lucia, riportato qui di seguito, è stato fortemente applaudito.

 

 

 

Signor Presidente, gentili ospiti,

 

mi chiamo Lucia Ghebreghiorges, ho 33 anni, sono di origine etiope e sono
un’attivista della Rete G2 – Seconde Generazioni. Da anni G2 chiede una
riforma della legge sulla cittadinanza che sia più favorevole ai figli d’immigrati
nati in Italia o venuti da piccoli nel territorio.

 

Sono una giovane italiana e tale mi sono sempre sentita, tuttavia, pur essendo
nata in Italia, sono diventata cittadina solo all’età di 16 anni, quando mia
madre acquisì la cittadinanza italiana e me la trasmise. Eppure sono una delle
più fortunate della mia associazione.

 

Intorno ai 20 anni ho cominciato a interrogarmi sul mio essere figlia
d’immigrati e in quegli anni pubblicai l’articolo che si chiamava Né carne né
pesce, probabilmente uovo, nel quale sintetizzavo metaforicamente la condizione
di figlia d’immigrati. Ci consideravano né carne né pesce ma, dal mio punto di
vista eravamo invece uova: un nuovo inizio.

 

Gran parte dei membri della nostra Rete è costituita da donne: studentesse,
giovani madri, lavoratrici. Molte di loro non sono ancora cittadine italiane.
Quando ci incontriamo penso all’ingiustizia che sentivo da bambina e a loro,
che la vivono ancora da adulte.

 

Nel 1946 le donne italiane hanno conquistato il diritto di voto, nel 2013 molte
mie compagne di viaggio questo diritto non l’hanno ancora. Eppure questo è
il loro Paese. Ci dicono che ci sono sempre questioni più urgenti da affrontare,
come se non fosse urgente impedire che oltre un milione di figli di immigrati
siano trattati come estranei a casa propria.

 

Come se non fosse un dovere morale per un Paese che ama i suoi figli,
impedire che una Nadia e una Miriam corrano il rischio di non venire
accettate in una classe perché un tetto del 30% ricorda loro che sono straniere,
anche se sono nate in Italia; non permettere a Nura di accedere ad un
concorso pubblico perché non è italiana, ma è cresciuta e ha frequentato tutte
le scuole in Italia; non lasciare un Paese senza nuove energie e quindi senza
futuro.

 

Vorrei concludere ringraziando Lei, Signor Presidente, a nome di tutta la Rete
G2 per l’attenzione che ha sempre mostrato sul tema della cittadinanza.

 

“Razza Partigiana” + Alessandro Sinigalia + “Partigiani in ogni quartiere”

Per chi si fosse perso  l’incontro organizzato dalla Rete G2 lo scorso mese alla Libreria Popolare di Milano, eccovi un’altra occasione per conoscere la storia di Giorgio Marincola, un partigiano nero medaglia d’oro al valor militare.

copj132«Quando, catturato a Biella, i fascisti gli chiesero perché un italo-somalo combattesse a fianco degli alleati, Giorgio rispose: “Sento la patria come una cultura e un sentimento di libertà, non come un colore qualsiasi su una carta geografica…La patria non è identificabile con dittature simili a quella fascista. Patria significa libertà e giustizia per i Popoli del Mondo. Per questo combatto gli oppressori…”
Che cos’è un italiano dunque? Cosa fa di una persona un italiano? L’appartenenza a una razza? Forse qualche risposta potremmo trovarla in Razza Partigiana.»


Saranno presenti:
Carlo Costa (autore del libro)
Antar Marincola (nipote di Giorgio)
Nino Farxaan Raddi
Angela Abbonizio

Intervento musicale di Carla Colombo

Data: martedì 27 Aprile 2010
Ora: 18:30-21:30
Sede: Libreria Azalai, Via G.G. Mora 15, Milano

In collaborazione con Associazione Karamogò
ANCIS Associazione Nazionale Comunità Italo Somali

L’evento su Facebook: http://tiny.cc/ps9np
Flyer: http://tiny.cc/lshhx
http://www.razzapartigiana.it


Podcast della puntata di Radio Popolare del 22 Aprile sulla storia di Alessandro Sinigaglia, un altro partigiano nero: http://tiny.cc/7dtfn


Inoltre Domenica 25 Aprile la ReteG2 sarà alla festa di PARTIGIANI IN OGNI QUARTIERE a Milano, per celebrare anche loro:
L’evento su Facebook:
http://tiny.cc/80fsg

COMUNICATO G2 SU RIFORMA CITTADINANZA: “NON PEGGIORATE LA NOSTRA CONDIZIONE”

G2 – SEC. GENERAZIONI SU RIFORMA CITTADINANZA: “NON PEGGIORATE LA NOSTRA CONDIZIONE”

Roma, 22 dicembre – “Oggi a oltre 800 mila figli d’immigrati non solo non viene riconosciuto un diritto, ma viene, nonostante le aperture promesse nei precedenti dibattiti politici, “chiusa una porta con il lucchetto”. La Rete G2 – Seconde generazioni, da anni impegnata per una riforma sulla cittadinanza, più aperta nei confronti dei figli d’immigrati, non comprende gli inasprimenti contenuti nel testo dell’on Bertolini, che di fatto peggiora la situazione delle seconde generazioni. Nel testo, in discussione oggi alla Camera, è previsto che i figli d’immigrati ottengano la cittadinanza italiana a compimento dei 18 anni e dopo aver conseguito le scuole dell’obbligo con profitto. Si tratta di una formula che peggiore persino la legge 91 del 92, già considerata da molti superata e inappropriata ai tempi. La cittadinanza, in base a questo testo, pare più un premio che un diritto per chi è nato nel territorio italiano ed è figlio di stranieri. Non si considerano poi le seconde generazioni non nate ma cresciute in Italia, per le quali erano previsti percorsi agevolati, contenuti in diversi disegni di legge presentati fino ad oggi. A fronte di tutto ciò la Rete G2 auspica che l’iter del testo preveda un’apertura agli emendamenti relativi alla nostra condizione. Dopo lo scorso 18 novembre, in cui la Rete G2 è stata protagonista dell’iniziativa sulla cittadinanza alla Camera, si ribadisce l’appello ai Parlamentari affinché le seconde generazioni abbiano pieno diritto di cittadinanza. Oggi ancora di più, di fronte a un testo che non ci dimentica ma addirittura ci vuole “premiare con la discriminazione più totale”.

Testo lettera da elaborare per inviare al Presidente della Repubblica

La lettera a seguire è stata pensata dopo l’invito da parte del Quirinale alla Rete G2 per l’evento del 13 novembre 2008 “Nuovi cittadini”. La Rete G2 ha preso parte all’iniziativa, onorata dell’invito, ed ha elaborato una lettera rivolta al Presidente Giorgio Napolitano che riguarda un problema centrale per i figli dell’immigrazione cresciuti in Italia: la riforma della legge sulla cittadinaza italiana perché sia più aperta nei confronti delle seconde generazioni. Si tratta di una prima stesura sulla quale la Rete G2 si impegna a lavorare attingendo ai diversi territori dove è presente, per questo ne da informazione tramite il proprio blog, con l’obiettivo finale di consegnarla direttamente nelle mani del Presidente, fondamentale garante dei valori della Costituzione italiana. Anche per dare seguito ad un’analoga iniziativa della Rete G2 realizzata un anno fa, durante la Giornata nazionale per i diritti dell’infanzia.

<<Caro Presidente, La ringraziamo dell’invito per l’evento “Nuovi cittadini” al quale abbiamo partecipato la mattina del 13 novembre e che ci ha ricordato un altro evento al quale eravamo stati invitati e che per noi aveva rappresentato un’occasione di grande importanza. Era il 20 novembre dell’anno scorso quando,  in occasione della Giornata Nazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza,  ci siamo incontrati per la prima volta.  In quel giorno Lei ha colto quel messaggio che ad alta voce cercavamo e cerchiamo di ribadire ogni giorno, in ogni attimo della nostra vita: il diritto ad essere riconosciuti cittadini del nostro Paese. Da quel dì poco e niente è cambiato, anzi, o il silenzio ricomincia a calare o altre questioni ne strumentalizzano l’attenzione.
Molti dei nostri fratelli di origine straniera sarebbero italiani se la legge per l’acquisizione della cittadinanza italiana li riconoscesse, e non  lo sarebbero per concessione Presidente, ma per diritto, perchè nati o cresciuti in Italia sin da bambini. Perchè noi siamo qui da sempre Presidente, e non può essere la regola del sangue come vuole la legge che qualcuno nel 1992 scelse per noi (legge n. 91/92) a definirci.  Ci chiediamo continuamente: chi meglio del suolo, del vissuto, può essere criterio per fare di un uomo o di una donna un cittadino? Eppure certe domande non trovano ancora risposta.
Siamo nati qui e vissuti qui eppure veniamo percepiti come stranieri. Vale per oggi ma la per il domani, quando ci dimostrano che la nostra condizione vuole essere perpetuata e rafforzata anche domani, cercando di dividerci in classi separate dai nostri coetanei per garantirci il banco degli stranieri per sempre o quando costruiscono su di noi scenari di malesseri sociali riconducibili  ad altri Paesi.
Con questo ennesimo appello, in occasione della celebrazione della Giornata dedicata ai nuovi cittadini italiani, auspichiamo una maggiore attenzione alla questione dei figli d’immigrati; oggi ancor più a quelli che si ritrovano senza cittadinanza dopo i 18 anni perchè non nati in Italia, seppur cresciuti,  perchè per loro non c’è alcun percorso ad hoc. Come Lei sa, la nostra Rete tenta di unire e organizzare figli d’immigrati nati in italia ma anche cresciuti sin da minorenni. Oggi siamo tornati al suo cospetto per chiedere e pretendere quella libertà  di  essere italiani a tutti gli effetti anche se abbiamo volti diversi dagli altri.>>