• Tornino a scuola ad imparare il significato di “immigrati”.
    Tornino a scuola ad imparare il significato di “stranieri”.
    Tornino a scuola, nella speranza che comprendano il danno che stanno facendo con articoli come questo:

    Scuola, ecco la prima B, “In classe tutti immigrati”

    Come si fa a chiamare “immigrati” dei bambini e delle bambine in buona parte nati/e in Italia, e per il rimanente parte arrivati qui da piccoli? Per costoro l’italiano è la lingua madre allo stesso modo dei loro coetani “italiani-non-immigrati” o, volendo, “italiani-non-stranieri”.
    E allora perchè allarmismi? Perchè il sensazionalismo dei titoli di articoli come questi?

    Il tetto del 30% non è attuabile perchè – per lo meno nella sua versione originaria – contempla un limite “etnico” che non tiene conto del luogo di nascita (Italia o all’estero) dei giovani e della loro conoscenza dell’italiano. Che senso ha, d’altronde, fare un articolo con un titolo del genere (la parte più evidente, quella che ne riassume in contenuto e che avrà più risonanza) quando nello stesso si afferma il contrario:
    «e poi quelli che chiamano “stranieri” nei fatti sono italiani come lei: hanno fatto la stessa scuola materna, parlano la nostra lingua perfettamente e apprendono molto più in fretta».

    Noi della Rete G2 esprimiamo tutto il nostro rammarico e ai giornalisti chiediamo una maggiore sensibilità e un po’ più d’attenzione nelle parole che usano.

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  • E’ in uscita nelle librerie "Black Italians. Atleti neri in maglia azzurra" , che verrà presentato anche da alcuni membri della Rete G2, il 3 ottobre a Roma, ore 17, Auditorium dell’Ara Pacis, Lungotevere in Augusta. Vite e voci di 39 atleti molto speciali, testimonianza di un’Italia che cambia, anche nello sport: sono le storie e interviste di atleti italiani di origini straniere, immigrati o figli di immigrati, provenienti da Africa, Asia e Americhe. Uomini e donne che stanno contribuendo a far crescere lo sport in Italia e a far conoscere l’Italia nelle competizioni internazionali.

    Tra le sette donne Black Italians spiccano Fiona May e Magdelin Martinez. Ma si stanno facendo largo anche le giovanissime Audrey Alloh e Sara Sow, entrambe figlie di immigrati, la prima nata in Costa d’Avorio ma cresciuta a Firenze e la seconda nata in Italia e cresciuta a Rimini. Hanno percorsi tipici dei giovani figli di stranieri ma sulle loro vite lascia già il segno la ferrea disciplina sportiva. E gli occhi illuminati dalla fiera determinazione dei sogni di tutti gli atleti. Le loro storie sono attentamente descritte dall’autore, Mauro Valeri (suo anche "La razza in campo", 2005) che ne segue i percorsi fin dall’immigrazione dei genitori, tracciando le geografie esistenziali delle famiglie.

    Prossimi incontri di presentazione di Black Italians, con anche proiezione del nostro video "G2: Forte e Chiaro":

    Bologna: 26 ottobre alle ore 11.30, Istituto Parri, in via San Isaia

    Modena: 26 ottobre alle ore 20.00, Stadio "Novi Sad", via Monte Kosica.

    Genova: 27 ottobre dalle ore 18.00, Biko Pub, piazza Palermo, 51.

    Palermo: 31 ottobre alle ore 11.00, villa Niscemi, piazza Niscemi.

    Aggiornamenti su luoghi, orari e date li potrete seguire al seguente link del forum G2:

    http://www.secondegenerazioni.it/forum/viewtopic.php?t=146

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