• In: Articoli — Tag:, , , — ahimsa @ 4:55 pm

    Logo G2

    .La targa onorifica è stata consegnata in  occasione del lancio del XVI Rapporto Ismu sulle migrazioni

    Milano, 13 dicembre 2010 – In occasione della presentazione del XVI Rapporto dell’Ismu sulle migrazioni, La Rete G2 Seconde Generazioni è stata premiata con una targa onorifica “per il suo impegno a favore del riconoscimento del diritto cittadinanza alle seconde generazioni, mediante un costante dialogo e collaborazione con le istituzioni, governative e non, contribuisce alla modernizzazione del nostro Paese e alla costruzione di una società più equa e quindi più democratica.”

    “Siamo lieti di questo riconoscimento per l’impegno della Rete G2 –Seconde Generazioni” – hanno dichiarato i rappresentanti G2, che hanno ritirato il premio -. “Sono più di cinque anni oramai che la Rete G2 chiede all’Italia una riforma della legge sulla cittadinanza italiana, che preveda forme di ius soli per i figli d’immigrati nati in Italia e percorsi ad hoc per tutte quelle seconde generazioni cresciute in Italia sin da piccole. Abbiamo lavorato e stiamo lavorando molto per far capire alle Istituzioni che si sta parlando di italiani che anche se non lo sono sulla carta lo sono già ampiamente nei fatti. Non è possibile che quasi un milione di persone, un bel pezzo d’Italia, rimangano degli italiani con permesso di soggiorno.”

    La Rete G2 è un network di “cittadini del mondo”, originari di Asia, Africa, Europa e America Latina, che lavorano insieme su due punti fondamentali: i diritti negati alle seconde generazioni senza cittadinanza italiana e l’identità come incontro di più culture. Nasce a Roma nel 2005 e oggi ne fanno parte anche seconde generazioni di altre province italiane (Milano, Firenze, Prato, Genova, Mantova, Arezzo, Padova, Imola, Bologna, Bergamo e Ferrara), che partecipano ai Workshop nazionali organizzati ogni anno dalla Rete. Complessivamente la Rete nazionale riunisce ragazzi/e dai 18 ai 35 anni, originari di diversi Paesi: Filippine, Etiopia, Eritrea, Perù, Cina, Cile, Marocco, Libia, Argentina, Bangladesh, Capoverde, Iran, Srilanka, Senegal, Albania, Egitto, Brasile, India, Somalia, Ecuador e altri.


    13122010_006

    5 Comments
  • In: Articoli — Tag: — ahimsa @ 8:16 pm

    Qui in Italia noi facciamo così.

    Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

    Qui in Italia noi facciamo così.

    Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

    Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

    Qui in Italia noi facciamo così.

    La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

    Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

    Un cittadino italiano non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

    Qui in Italia noi facciamo così.

    Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

    E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

    Qui in Italia noi facciamo così.

    Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui in Italia siamo in grado di giudicarla.

    Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.

    Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

    Insomma, io proclamo che l’Italia è la scuola del Mondo e che ogni italiano cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

    Qui in Italia noi facciamo così.

    Peccato che non sia vero, perchè in Italia non si fa così, e che questo discorso non è stato pronunciato in Italia ma ad Atene, da Pericle, nel 461 a.C.

    Pericle – Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.

    No Comments

Commenti recenti Blog

Archivio