L’immigrazione resta uno dei temi più incandescenti e più difficili da affrontare della politica italiana. Ma la semplificazione dei percorsi di cittadinanza è indispensabile per consentire una effettiva integrazione sociale. A partire dall’introduzione dello jus soli e del voto alle amministrative ai residenti stranieri. Anche perché i lavoratori stranieri in Italia pagano tasse e contributi alle casse dell’Inps. Il governo Monti ha già dato segnali di svolta rispetto al recente passato. Otterrà risultati adottando un approccio pragmatico.
Tra le scelte qualificanti del governo Monti compare la delega sull’integrazione ad Andrea Riccardi. Qui certamente si coglie una svolta, di linguaggio e di approccio culturale, rispetto al governo precedente. Più volte, poi, il presidente Napolitano ha incitato governo e parlamento a riformare le norme sulla cittadinanza, in favore dei minori nati in Italia da genitori immigrati. Vorremmo quindi provare a suggerire qualche pista di lavoro al nuovo esecutivo, pur sapendo che il tema resta tra i più incandescenti e dunque difficili da maneggiare.
SEGUIRE UN APPROCCIO PRAGMATICO
Per questa ragione, il primo suggerimento è quello di adottare un approccio minimalista, pragmatico, scevro di quelle ambizioni di grande riforma che hanno condotto alla sconfitta il ministro Ferrero all’epoca del secondo governo Prodi. Più il nuovo governo riuscirà a depoliticizzare le questioni, a porle sul piano del buon senso, della soluzione di nodi pratici, maggiori saranno le possibilità di coagulare una maggioranza sufficiente nei delicati passaggi parlamentari.
Partiamo allora dalla questione sollevata dal presidente Napolitano, che sarà prevedibilmente al centro del dibattito nei prossimi mesi. Il problema è serio: le norme italiane sono le più restrittive dell’Europa a 15, dopo che la Grecia ha riformato la propria legislazione. Pensare di formare dei buoni cittadini lasciandoli fuori dalla comunità non appare una politica sensata. Ma i minori nati qui sono quelli relativamente avvantaggiati, a patto che non si muovano dall’Italia per più di tre mesi: a 18 anni, fino al compimento dei 19, possono chiedere e ottenere la cittadinanza. I problemi maggiori riguardano i ragazzi ricongiunti, fosse pure all’età di un anno, e quelli che per un certo tempo si allontanano dal territorio nazionale, tipicamente per essere accuditi dai nonni: ricadono nella norma generale dei dieci anni di residenza, più i tempi di esame della pratica. Dunque, l’intervento di riforma dovrebbe puntare soprattutto a concedere la cittadinanza a coloro che hanno frequentato almeno cinque anni di scuola in Italia, eventualmente tra i 13 e i 18 anni.
Il numero dei cittadini stranieri che ottiene ogni anno la cittadinanza italiana è ancora molto limitato e lontano dalla media europea, seppure in crescita.
Nell’ultimo decennio, confrontando il numero di acquisizioni di cittadinanza e il numero totale dei residenti stranieri, risulta che solo una persona straniera su 100 (per un totale di 260mila) ha acquisito la cittadinanza italiana.
Il rapporto Eurostat relativo al 2009 (uscito in questi giorni), ha evidenziato come nell’Europa dei 27 l’acquisizione di cittadinanza sia in aumento: nel 2009 sono state 776mila le persone che hanno acquisito la cittadinanza negli stati membri, contro le 699mila del 2008.
Confrontando il numero di cittadinanze assegnate con il numero dei residenti stranieri dei Paesi, le percentuali più alte sono state raggiunte in Portogallo (5,8 cittadinanze ogni cento stranieri), Svezia (5,3), Regno Unito (4,5). La media europea è del 2,4 e l’Italia è al di sotto, con l’1,5.
Nel rapporto con la popolazione residente, le percentuali più alte sono state raggiunte in Lussemburgo (8,1 cittadinanze ogni mille abitanti), Cipro, Regno Unito e Svezia. La media europea è di 2,4 cittadinanze ogni mille abitanti: per l’Italia il rapporto è di uno a mille.
Sulla situazione italiana possono essere utili tre osservazioni.
La legge 91 del 1992 è una delle più rigide in Europa, in particolare per i minori nati in Italia, che sono oggi circa 600mila: potranno fare domanda solo dopo il compimento del diciottesimo anno di età (entro un anno dal compimento) e dimostrare la continuità del soggiorno regolare in Italia, sin dalla nascita.
Con la legge 94/2009 (il “pacchetto sicurezza”) la richiesta di cittadinanza per matrimonio non è più possibile dopo sei mesi, ma dopo due anni dalle nozze; provvedimento giusto che tuttavia ha fatto sì che negli ultimi due anni per la prima volta le richieste per matrimonio fossero superate da quelle per cittadinanza, che prevedono dieci anni di residenza in Italia.
RETE G2 : “GRAZIE PRESIDENTE, NOI ITALIANI CON PERMESSO DI SOGGIORNO”
La Rete di figli e figlie d’immigrati plaude Il Presidente Napolitano che accoglie nuovamente le istanze di riforma della cittadinanza che Rete G2 porta avanti dal 2005
Roma, 22 Novembre 2011 – La Rete G2 , ringrazia il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per essersi fatto ancora una volta portavoce della causa sulla cittadinanza italiana per i figli d’immigrati.
Già lo scorso 15 novembre in occasione dell’incontro sui nuovi cittadini il Presidente aveva citatonel suo discorsoil lavoro svolto in questi anni dalla Rete G2 , a favore di una riforma della legge sulla cittadinanza che riconosca i figli d’immigrati nati e ricongiunti con le loro famiglie da minorenni, cittadini italiani come gli altri.
“Grazie Presidente, perché della cittadinanza hanno bisogno le seconde generazioni per essere definite come già sentono di essere e ne ha bisogno il nostro Paese. Il nostro grande Paese sempre meno giovane e oggi sempre più in difficoltà, per il quale noi figli d’immigrati nutriamo un profondo sentimento di appartenenza, tanto da cercare costantemente, come Rete G2 di dare un contributo forte in termini di energie e sviluppo, in qualità di cittadini attivi; oggi più che mai a fronte di una crisi economico/sociale incalzante e destabilizzante come quella che stiamo attraversando”.
“Ed è proprio la consapevolezza di tutte queste “energie italiane” senza diritti, disperse da una legge sulla cittadinanza italiana poco lungimirante, che ci ha sempre spinti a chiedere una riforma della cittadinanza per un’ Italia moderna e cosmopolita, fatta di volti non tipicamente italiani ma di spirito non diversamente italiani”
Col deposito in Cassazione dei testi delle due leggi di iniziativa popolare sottoscritti dagli esponenti delle organizzazioni che hanno promosso la campagna l’Italia sono anch’io, prende il via la raccolta delle firme necessarie per la consegna delle leggi in Parlamento. Ci sono sei mesi di tempo per raggiungere l’obiettivo richiesto delle 50.000 firme in calce a ciascuna delle due proposte di legge, e i promotori stanno pianificando iniziative in tutta Italia.
A Roma, nei prossimi giorni, verrà allestito un banchetto dove già hanno annunciato la loro presenza esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo e della politica che condividono i contenuti della campagna.
Ricordiamo che L’Italia sono anch’io è promossa, nel 150° anniversario dell’unità d’Italia, da 19 organizzazioni della società civile (Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 – Seconde Generazioni, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco) e dall’editore Carlo Feltrinelli.
Presidente del Comitato promotore è il Sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio.
Scopo della campagna è riportare all’attenzione dell’opinione pubblica e del dibattito politico il tema dei diritti di cittadinanza e la possibilità per chiunque nasca o viva in Italia di partecipare alle scelte della comunità di cui fa parte.
Oggi nel nostro Paese vivono oltre 5 milioni di persone di origine straniera. Molti di loro sono bambini e ragazzi nati o cresciuti qui, che tuttavia solo al compimento del 18° anno di età si vedono riconosciuta la possibilità di ottenere la cittadinanza, iniziando nella maggior parte dei casi un lungo percorso burocratico. Questo genera disuguaglianze e ingiustizie, limita la possibilità di una piena integrazione, disattende il dettato costituzionale che stabilisce l’uguaglianza tra le persone e impegna lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento.
I promotori della campagna si propongono di contribuire a rimuovere questi ostacoli, attraverso un’azione di sensibilizzazione e la modifica dell’attuale legislazione che codifica le disuguaglianze. Per questo, la presentazione di due leggi di iniziativa popolare, una di riforma dell’attuale normativa sulla cittadinanza, l’altra sul diritto di voto alle elezioni amministrative.
In allegato una scheda che mette a confronto la legislazione attuale in materia e le modifiche che subirebbe se venissero approvate le due leggi.
Sul sito della campagna (www.litaliasonoanchio.it) sono pubblicati i testi integrali delle due proposte di legge di iniziativa popolare, altri materiali di approfondimento e gli aggiornamenti sulle iniziative .
Roma, 2 settembre 2011
ps: L’ITALIA SIAMO ANCHE NOI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
La Rete G2 Seconde Generazioni ha seguito dall’inizio l’iter della riforma della Legge 91 del 1992 iniziato il 16 Dicembre 2008 in Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati. Durante la discussione sono stati presentate 15 proposte di modifica della legge da parte di tutti i gruppi parlamentari. Dal 20 Luglio 2010 i deputati hanno smesso di discutere della riforma di questa legge in attesa che il Ministro dell’Interno Roberto Maroni esponga in Commissione Affari Costituzionali i dati e le procedure di concessione della cittadinanza italiana. È la seconda legislatura consecutiva che vediamo tradite le legittime richieste di un milione di italiani e italiane che vivono, studiano e lavorano con un permesso di soggiorno. La Rete G2 Seconde Generazioni chiede a tutti i parlamentari e in primis al Ministro dell’Interno, maggiore responsabilità e rispetto nei confronti di chi non rinuncia a sentirsi italiano nonostante il permesso di soggiorno. È ora che il Parlamento italiano approvi una legge che riconosca lo Ius Soli per le seconde generazioni dell’immigrazione.
La Rete G2 – Seconde Generazioni è un’organizzazione nazionale apartitica fondata da figli di immigrati e rifugiati nati e/o cresciuti in Italia. Chi fa parte della Rete G2 si autodefinisce come “figlio di immigrato” e non come “immigrato”: i nati in Italia non hanno compiuto alcuna migrazione, e chi è nato all’estero ma cresciuto in Italia non è emigrato volontariamente, ma è stato portato in Italia da genitori o altri parenti. “G2” quindi non sta “per seconde generazioni di immigrati” ma per “seconde generazioni dell’immigrazione”, intendendo l’immigrazione come un processo che trasforma l’Italia, di generazione in generazione. La Rete G2 è un network di “cittadini del mondo”, originari di Asia, Africa, Europa e America Latina, che lavorano insieme su due punti fondamentali: i diritti negati alle seconde generazioni senza cittadinanza italiana e l’identità come incontro di più culture. G2 nasce a Roma nel 2005 e oggi ne fanno parte anche seconde generazioni di altre città italiane (Milano, Prato, Genova, Mantova, Arezzo, Padova, Imola, Bologna, Bergamo e Ferrara) che partecipano ai Workshop nazionali organizzati ogni anno dalla Rete. Complessivamente la Rete nazionale oggi riunisce ragazzi/e dai 18 ai 35 anni, originari di diversi Paesi: Filippine, Etiopia, Eritrea, Perù, Cina, Cile, Marocco, Libia, Argentina, Bangladesh, Capoverde, Iran, Srilanka, Senegal, Albania, Egitto, Brasile, India, Somalia, Ecuador e altri.
G2 si incontra anche virtualmente sul Blog G2 (www.secondegenerazioni.it), finora raggiunto da più di 140mila visitatori, di cui visitatori unici 75mila per un totale di circa 1 milione di pagine visualizzate e discute sul Forum G2 (www.secondegenerazioni.it/forum) dove sono registrati circa 800 utenti. Nel 2006 sono stati realizzati i Video G2. Il primo ha vinto il Premio nazionale Mostafà Souhir “per l’originalità dello spunto e per essere espressione riuscita del protagonismo nel mondo della comunicazione da parte delle giovani generazioni”. Mentre il Ministero della Solidarietà Sociale ha commissionato alla Rete G2 uno spot audiovisivo basato sul suo secondo video, “G2: Forte e Chiaro”, realizzato in collaborazione con l’artista Maria Rosa Jijòn. La Rete G2 ha partecipato, tra il 2006 e il 2007, su invito del Ministro dell’Interno e del Ministro della Solidarietà Sociale agli incontri convocati sulla riforma del Testo Unico sull’immigrazione (leggi n. 189 del 2002 e n. 286 del 1998) ed è stata ricevuta in commissione Affari costituzionali della Camera per esprimere un proprio parere sia sulla riforma della legge sulla cittadinanza (legge n. 91 del 1992) che sul Testo Unico. Sempre nel 2007 la Rete G2 è entrata a far parte della Consulta nazionale del ministero della Solidarietà sociale “per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie” e della Consulta dell’ “Osservatorio per l’integrazione degli alunni stranieri e l’educazione interculturale” presso il ministero della Pubblica istruzione, ed ha collaborato con il centro interculturale della Provincia di Mantova e con l’assessorato alle Politiche educative e scolastiche del Comune di Roma. Nello stesso anno G2 ha ideato e realizzato un originale strumento di comunicazione: il Fotoromanzo G2, per promuovere una modifica della legge sulla cittadinanza italiana (legge n. 91 del 1992) che sia più aperta nei confronti dei figli di immigrati nati e/o scolarizzati in Italia. Nel novembre 2007 alcuni rappresentanti della Rete G2 hanno consegnato nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano una copia del Fotoromanzo e una lettera. Il Presidente ha accolto con favore le parole e l’appello della Rete G2 dichiarando che “la legge è troppo restrittiva, bisogna aprire canali nuovi di accesso alla cittadinanza italiana per tanti ragazzi e tanti giovani, figli di immigrati”. Nel 2008 la Rete G2 ha ideato e curato la trasmissione radiofonica “OndeG2”, in onda dal 15 febbraio su Radio Popolare Milano e a livello nazionale su Popolare Network, e ha promosso la raccolta musicale “Straniero a chi? Tracce e parole dei figli dell’immigrazione” in collaborazione con il ministero della Solidarietà sociale e con la casa discografica Gridalo forte records.
Nel 2010 la Rete G2 ha partecipato alle audizioni in Commissione Affari Costituzioanali per la riforma della L. 91 del 1992 e in Commissione Cultura della Camera dei Deputati sull’accoglienza degli alunni figli di immigrati nel sistema scolastico italiano.
Gli obiettivi della Rete G2 – Mission: - Riforma della legge per la concessione della cittadinanza italiana perché sia più aperta nei confronti delle seconde generazioni. L’accesso alla cittadinanza è l’unica via che consente ai figli di immigrati di essere considerati realmente dei pari, degli eguali, nei diritti e nei doveri, rispetto ai loro coetanei, figli di italiani; - Trasformazione culturale della società italiana perché sia più consapevole e si riconosca in tutti i suoi figli, indipendentemente dalle loro origini.
Il Metodo della Rete G2: G2 segue un metodo di partecipazione diretta, senza intermediari per un dialogo diretto con le istituzioni. Un lavoro che sia prevalentemente di analisi collettiva della realtà italiana più che di sola testimonianza di singoli percorsi dei figli dell’immigrazione. G2 ha un approccio trasversale alle forze politiche, è una Rete che usa gli strumenti della politica ma si definisce apartitica, ossia non dipende da nessun partito.
G2-SECONDE GENERAZIONI SU CITTADINANZA: “ON. BERTOLINI ASCOLTI LE NOSTRE ISTANZE”
Roma, 12 dicembre 2009 – La Rete G2 – Seconde generazioni, da anni impegnata per una riforma sulla cittadinanza più aperta nei confronti dei figli d’immigrati, non comprende gli inasprimenti contenuti nel testo dell’on. Bertolini, a fronte di un dibattito che sollevava aperture e non certo chiusure nei confronti delle 900.000 figli e figlie dell’immigrazione in Italia. Cosa significa concedere la cittadinanza in base a voti scolastici per chi è nato in Italia da genitori stranieri? E’ stato molto rumore per nulla, mero dibattito politico, discutere la nostra dura realtà? E’ davvero così inappropriato chiedere al proprio Paese il riconoscimento del principio dello jus soli per chi nasce e per chi è arrivato da piccolo ed è cresciuto in Italia? Auspichiamo che l’on. Bertolini accetti di incontrarci per poterle spiegare le nostre richieste in materia di cittadinanza, relative ai figli d’immigrati, affinché questo testo proposto in commissione Affari Costituzionali dalla relatrice non avanzi, senza aver compreso nel profondo, la situazione di coloro che non si sentono e non vogliono sentirsi stranieri in patria. Ricordiamo inoltre, che l’Italia ha ratificato la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, nella quale si indica l’obbligo degli Stati parti a garantire che non venga discriminato alcun bambino che dipende dalla sua giurisdizione, senza distinzione di sorta e a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o altra del minore o dei suoi genitori o rappresentanti legali, dalla loro origine nazionale, etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria, dalla loro incapacità, dalla loro nascita o da ogni altra circostanza. Anche alla luce di ciò, legare la cittadinanza al profitto scolastico dei bambini figli di stranieri non sembra andare certo nella direzione di una consapevole e giusta inclusione”.
A novembre si è tenuto il Workshop G2 – Seconde Generazioni, l’appuntamento annuale della Rete in cui si ridefiniscono gli obiettivi da raggiungere per l’anno successivo.
Vi hanno partecipato i membri operativi della Rete G2 e coloro che hanno manifestato l’interesse di farne parte.
La sede era la stessa del WS ‘07, la Scuola Di Donato di Roma – trasformata in un “caso” dalla stampa perché troppo “colorata” dai piccoli nuovi italiani – negli spazi in cui l’Associazione Genitori Scuola Di Donato (http://www.genitorididonato.it), che ringraziamo per l’ospitalità, organizza incessantemente le sue tante attività per favorire il dialogo, la conoscenza reciproca e la valorizzazione delle differenze.
Si è discusso di cittadinanza ma anche d’identità, scuola e comunicazione.
Sono stati trattati gli aspetti burocratici di gestione dell’associazione e gettate le basi per l’elaborazione di modelli e contenuti standard per la formazione dei nuovi membri che si avvicinano all’associazione, per l’autoformazione dei membri già operativi, e per gli interventi di G2 nelle scuole.
Inoltre per l’anno 2010 la Rete G2 – accanto alle attività che porterà avanti all’interno del progetto della Provincia di Roma “Biblioteche del mondo” (http://www.provincia.roma.it/percorsite … getti/4150) – ha confermato il suo impegno nelle scuole e nei luoghi di incontro giovanili in particolare nelle regioni dove è più forte la presenza di figli dell’immigrazione.
L’associazione si è presentata ai nuovi “giduini”, illustrando le motivazioni della sua nascita e gli obiettivi che si è posta; per il resto si è discusso sul come muoversi nei prossimi mesi, quando finalmente approderà in Parlamento la discussione sulle proposte di legge di modifica della n°91 del 1992 (vedi qui per maggiori informazioni viewtopic.php?f=5&t=2638).
A tale scopo la Rete G2 ritiene fondamentale organizzare iniziative pubbliche con la più ampia partecipazione di associazioni di seconde generazioni, associazioni di immigrati e tutte le associazioni e sindacati che credono nella necessità di un cambiamento di rotta rispetto all’attuale normativa sulla cittadinanza, per far arrivare “FORTE E CHIARO” il nostro messaggio nelle aule dove si discuterà e si voterà sul presente e futuro nostro e dell’Italia.
Oggi, la Rete nazionale di figli di immigrati, G2-Seconde generazioni, si presenta in questa sede, la Camera dei Deputati, per sollecitare l’approvazione di un testo di legge che modifichi la normativa vigente per la concessione della cittadinanza, determinata da una legge del 1992, la legge numbero 91, dove l’eventualità di figli di immigrati cresciuti in Italia è a malapena presa in considerazione.
La Rete G2 chiede un testo di legge che includa le cosiddette seconde generazioni, che siano esse nate in Italia o all’estero ma cresciute in italia.
Già in passato le scorse legislature si sono aperte ad una necessaria modifica di questa legge, ma fin’ora non c’è stato un impegno concreto da parte del legislatore nell’approvare una legge che finalmente regoli adeguatamente la questione della concessione della cittadinanza in generale, e in particolare crei le condizioni per cui le seconde generazioni cresciute in italia abbiano gli stessi diritti e opportunità dei loro coetanei figli di italiani, e non debbano sentirsi straniere in patria.
Nei prossimi giorni, presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, saranno in discussione le proposte di modifica della legge n.91 del ‘92.
Si discuterà insomma, del nostro futuro, del futuro di molti figli di questo Paese – molti dei quali già adulti.
Vorremmo, Onorevoli Parlamentari, che ci venga riconosciuta la cittadinanza italiana secondo un principio di ius soli, e non più solo in virtù dello ius saguinis. E per quelli che arrivano in Italia da piccoli, vorremmo che prima del compimento della maggiore età anche loro possano diventare cittadini.
Infatti, è da bambini, tra i banchi di scuola e giocando nei cortili, che avviene quella che in molti chiamano integrazione e che noi intendiamo socializzazione, tanto più se ci si riferisce a soggetti che sono in Italia da sempre o quasi. E’ da bambini che nasce l’istinto della consapevolezza di essere cittadino di un certo Paese; è da bambini che si iniziano a mettere radici in quella che si dovrebbe percepire come casa. E non è questo, On. Parlamentari, che fa di un Paese il proprio? Oggi siamo come alberi che crescono radici in un terreno che poi ci viene negato e noi non ci rassegnamo ad essere alberi senza radici.
La Rete G2 auspica che il nuovo testo di legge, oltre ad essere approvato in tempi brevissimi, non si dimentichi di chi è già maggiorenne e non ha ancora potuto ottenere la cittadinanza italiana a causa delle storture e delle lacune dell’attuale normativa.
Oggi, la Rete G2 chiede, a nome dei quasi 900.000 minorenni e delle altre migliaia di maggiorenni, tutti figli d’immigrati già presenti in Italia, che ci venga data la possibilità di partecipare e contare in questo Paese come
cittadini a pieno diritto.
Infine, chiediamo accoratamente che questo Parlamento non ci illuda e soprattutto non ci deluda, chiedendoci di aspettare ancora.
I tempi sono già maturi per permettere a tutti noi di essere italiani e fieri di esserlo, non solo nello spirito, ma finalmente anche sulla carta.
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A questolinkpotete visionare una galleria immagini della Conferenza stampa.
I video del TG3 dedicati alla Conferenza stampa:
Tg3 – Rete G2 @ Camera dei Deputati – Legge Cittadinanza “Sarubbi-Granata”
All’articolo 1, comma I. della legge 5 febbraio 1992, n. 91, sono aggiunte, in fine, le seguenti:
b-bis) – chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri di cui ameno uno sia residente legalmente in Italia senza interruzioni da almeno 5 anni, al momento della nascita ed in possesso del requisito reddituale per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
b-ter) – chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri di cui almeno uno, legalmente residente, sia nato in Italia ed in possesso del requisito reddituale per il rilascio del permesso di soggiorno CE- per soggiornanti di lungo periodo.
2. Dopo il comma 1 dell’articolo 1 della legge 5 febbraio 1992, in. 91, è inserito il seguente:
1-bis Nei casi di cui alle lettere b-bis) e b-ter) del comma 1 entro un anno dal compimento della maggiore età il soggetto può rinunciare, se in possesso di altra cittadinanza, alla cittadinanza italiana.
Art. 2 (Minori)
1. 1.1 comma 2 dell’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 9J., è sostituito dai seguenti:
2. Il minore figli o di genitori stranieri, di cui almeno uno residente legalmente in Italia senza interruzioni da almeno cinque anni ed in possesso del requisito reddituale per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, che, anch’esso legalmente residente in Italia senza interruzioni per un periodo non inferiore a cinque anni, vi abbia frequentato un ciclo scolastico o un corso di formazione professionale o vi abbia svolto regolare attività lavorativa per almeno un anno diviene cittadino italiano su istanza dei genitori o del genitore esercente la potestà genitoriale secondo l’ordinamento del paese di origine. Entro un anno dal compimento della maggiore età il soggetto può rinunciare, se in possesso di ultra cittadinanza, alla cittadinanza italiana.
2-bis, Alle medesime condizioni di cui al comma 2, qualora alla maggiore età lo straniero risieda legalmente nel territorio da almeno cinque anni, diviene cittadino italiano ove dichiari entro un anno dalla suddetta data di voler acquistare la cittadinanza italiana
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