Un permesso a punti per i leghisti
Le camicie verdi hanno un problema di integrazione. Andrebbero rimpiazzate con dei veri italiani
Roma – 29 marzo 2011 – I 150 anni dell’Italia stanno così a cuore ai leghisti che si fanno venire la tachicardia al pensiero che il Paese è unito dalle Alpi a Lampedusa. Non è che non festeggiano, però come Nanni Moretti si chiedono: “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?” e alla fine decidono di non partecipare.
È successo anche stamattina, quando la riunione del consiglio regionale Lombardo si è aperta con l’inno di Mameli. Al Pirellone suonava “Fratelli d’Italia”, ma il Trota e gli altri consiglieri del Carroccio se ne sono rimasti al bar, a celebrare il made in Italy del cappuccino. Gli unici leghisti in Aula erano il presidente del consiglio Davide Boni, un po’ meno leghista per il suo ruolo istituzionale, e Giangiacomo Longoni, che forse ci sente poco e ha continuato, seduto, a leggere il giornale.
Scherzi a parte, qui c’è un problema serio di integrazione. Cosa bisogna fare per far diventare un pochino italiani i leghisti? Forse è troppo chiedere loro di studiarsi il Risorgimento, storia di tanti settentrionali che fecero l’ Italia. E magari non hanno nemmeno voglia di leggersi la Costituzione, quella roba che promette asilo ai profughi o che descrive il tricolore che Bossi consigliava di gettare nel cesso.
Ma almeno un segno di buon volontà dovrebbero darlo. Imparino a memoria e intonino la prima strofa dell’inno nazionale e guadagneranno un permesso di soggiorno a punti, lo stesso che Maroni vuole imporre agli immigrati: un punto per ogni verso imparato e il premio raddoppia se non stonano. Per chi non ce la fa, nessuna espulsione (dove li mandi?), ma ripetizioni obbligatorie: “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta…”
Intanto, conviene trovare subito dei nuovi, veri italiani, almeno per rimpiazzare i posti lasciati liberi dalle camicie verdi. La ricerca è semplice, sono già tutti qui, un milione di ragazzi nati e cresciuti in Italia, figli di immigrati che, di immigrato, hanno solo il permesso di soggiorno. Ragazzi e ragazze pazienti e dalle spalle larghe, tanto da sopportare finora l’accanimento con cui la legge sulla cittadinanza continua a definirli stranieri.
Loro l’inno lo conoscono e lo cantano, tifano per l’Italia, sono intimamente italiani, ogni giorno vivono e parlano da milanesi, romani e napoletani. Oltre a patire gli affanni di tutti i loro giovani coetanei, devono però anche sentirsi sempre con una valigia in mano, considerati dal loro Paese come ospiti di passaggio, pronti a tornare in paesi che magari non hanno mai nemmeno visitato.
In tempi che ormai sembrano lontani, non sembrava impossibile una riforma scritta da tutto il Parlamento per riconoscere la cittadinanza italiana alle seconde generazioni. Ma la Lega Nord si è messa sempre e caparbiamente di traverso, e si è portata dietro anche quella parte della maggioranza che teme di regalare voti al Carroccio se non fa sempre la voce grossa su tutto ciò che fa rima con la parola immigrazione.
Mettiamoli però per una volta accanto, i leghisti e i figli degli immigrati. Cosa pensano, cosa dicono, cosa fanno? È davvero così difficile capire quali sono i veri italiani?
Anche Giuliano Amato tra i lettori dei “Promessi Sposi…d’Italia. Questa cittadinanza s’ha da fare!”, il reading promosso da Save the Children e Rete G2-Seconde Generazioni per il 150° Anniversario Unità d’Italia.
Il Presidente del Comitato dei Garanti per le celebrazioni sarà insieme ai tanti protagonisti della scena culturale e artistica italiana che si alterneranno ai ragazzi di origine straniera nati e/o cresciuti in Italia nel racconto di una delle storie “più italiane” della nostra letteratura.
Tra le ultime adesioni Claudio Santamaria, Enrico Silvestrin, Andrea Osvart ed Emanuele Propizio.
Cresce ancora la famiglia dei protagonisti di uno degli eventi più originali del programma ufficiale delle celebrazioni per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri:
“Promessi Sposi…d’Italia. Questa cittadinanza s’ha da fare!”
16 marzo 2010, Roma, Tempio di Adriano (Piazza di Pietra) ore 17-20.
Sarà “Gente intenta a far del bene” il passaggio dei Promessi Sposi letto da Giuliano Amato, Presidente del Comitato dei Garanti per le celebrazioni dei 150° dell’Unità di Italia, nel cuore di un programma non-stop di 3 ore che vedrà 40 ragazzi di seconda generazione e 21 tra attori e artisti protagonisti del mondo della cultura e dello spettacolo alternarsi nel racconto manzoniano intercalato dai brani più significativi della storia della musica italiana.
Tra i lettori:Claudia Gerini, Jasmine Trinca, Paola Pitagora, Pietro Sermonti, Niccolò Fabi, Valerio Mastandrea, Neri Marcorè, Remo Girone, Claudio Santamaria, Andrea Sartoretti, Giuseppe Cederna, Igiaba Scego, Riccardo Rossi, Enrico Silvestrin, Sabrina Impacciatore, Andrea Osvart, Eleonora Danco, Emanuele Propizio, Christiane Filangeri, Gaia De Laurentiis e Danilo Brugia.
“Promessi Sposi…d’Italia. Questa cittadinanza s’ha da fare!” parte dalle radici del nostro Paese ma guarda al suo futuro, misurandosi con la presenza in Italia di oltre 900.000 minori figli di immigrati, di cui oltre mezzo milione nati in Italia, più di 100.000 nel solo 2010. Minori che si sentono a tutti gli effetti “cittadini” italiani, padroneggiano la lingua, condividono le passioni, gli impegni e le aspettative dei loro coetanei. Con questo progetto, in occasione del Centocinquantesimo, Save the Children Italia e la Rete G2 – Seconde Generazioni intendono valorizzare la presenza di questi minori come componente fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese, promuovendo la loro piena partecipazione alla crescita civile e culturale dell’Italia. A livello istituzionale, l’iniziativa si propone di sensibilizzare i nostri rappresentanti sulla necessità di rivedere le norme in materia di cittadinanza.
Un evento per tutti – Proprio per lo spirito di unione e di appartenenza che l’evento intende celebrare, “Promessi Sposi…d’Italia. Questa cittadinanza s’ha da fare!” sarà un’iniziativa aperta al pubblico ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
<<In relazione alla partecipazione politica e alla cittadinanza, MIPEX III ha rilevato che, in tutti i Paesi coinvolti, le politiche in atto non incoraggiano appieno gli immigrati ad essere parte attiva della vita politica e ad ottenere piena cittadinanza, sebbene si possa notare una tendenza in essere in alcuni Paesi rispetto a diritto di voto, doppia cittadinanza e ius soli (ad esempio in Portogallo, Grecia e Lussemburgo). L’Italia in questo settore si colloca al 14° posto su 31 paesi. L’Italia, come altri paesi di recente immigrazione, offre ai soggiornanti non comunitari opportunità politiche più limitate rispetto ai paesi di immigrazione consolidati che raggiungono un punteggio più elevato.>>
Il punteggio è perfino peggiore per le politiche verso le nuove generazioni e gli studenti figli d’immigrati.
<<Un’altra area presa in esame da MIPEX III è l’istruzione. Le politiche in atto non rispondono, in generale, ai bisogni delle nuove generazioni di studenti stranieri; sono poche le scuole dei 31 paesi coinvolti che hanno programmi effettivamente destinati a sostenere studenti, docenti e famiglie con bisogni speciali. Alcuni paesi (Nord Europa, USA e Canada) ottengono però punteggi più elevati. L’Italia si colloca al 19° posto su 31 paesi (comunque leggermente al di sopra della media UE). Adattare i sistemi di istruzione alla diversità costituisce una sfida per l’Europa e soprattutto per i nuovi paesi di immigrazione come l’Italia. Gli immigrati sotto i 18 anni hanno diritto di frequentare le scuole ma le loro esigenze sono, in generale, viste come problemi. A parte alcuni progetti, il sistema di istruzione italiano non sostiene attivamente nuove opportunità e un’istruzione interculturale. >>
La Cittadinanza in Italia: una legge vecchia?
Canale YouTube di LookoutTV
.La targa onorifica è stata consegnata in occasione del lancio del XVI Rapporto Ismu sulle migrazioni
Milano, 13 dicembre 2010 – In occasione della presentazione delXVI Rapporto dell’Ismu sulle migrazioni, La Rete G2 Seconde Generazioni è stata premiata con una targa onorifica “per il suo impegno a favore del riconoscimento del diritto cittadinanza alle seconde generazioni, mediante un costante dialogo e collaborazione con le istituzioni, governative e non, contribuisce alla modernizzazione del nostro Paese e alla costruzione di una società più equa e quindi più democratica.”
“Siamo lieti di questo riconoscimento per l’impegno della Rete G2 –Seconde Generazioni” – hanno dichiarato i rappresentanti G2, che hanno ritirato il premio -. “Sono più di cinque anni oramai che la Rete G2 chiede all’Italia una riforma della legge sulla cittadinanza italiana, che preveda forme di ius soli per i figli d’immigrati nati in Italia e percorsi ad hoc per tutte quelle seconde generazioni cresciute in Italia sin da piccole. Abbiamo lavorato e stiamo lavorando molto per far capire alle Istituzioni che si sta parlando di italiani che anche se non lo sono sulla carta lo sono già ampiamente nei fatti. Non è possibile che quasi un milione di persone, un bel pezzo d’Italia, rimangano degli italiani con permesso di soggiorno.”
La Rete G2 è un network di “cittadini del mondo”, originari di Asia, Africa, Europa e America Latina, che lavorano insieme su due punti fondamentali: i diritti negati alle seconde generazioni senza cittadinanza italiana e l’identità come incontro di più culture. Nasce a Roma nel 2005 e oggi ne fanno parte anche seconde generazioni di altre province italiane (Milano, Firenze, Prato, Genova, Mantova, Arezzo, Padova, Imola, Bologna, Bergamo e Ferrara), che partecipano ai Workshop nazionali organizzati ogni anno dalla Rete. Complessivamente la Rete nazionale riunisce ragazzi/e dai 18 ai 35 anni, originari di diversi Paesi: Filippine, Etiopia, Eritrea, Perù, Cina, Cile, Marocco, Libia, Argentina, Bangladesh, Capoverde, Iran, Srilanka, Senegal, Albania, Egitto, Brasile, India, Somalia, Ecuador e altri.
La Rete G2 Seconde Generazioni ha seguito dall’inizio l’iter della riforma della Legge 91 del 1992 iniziato il 16 Dicembre 2008 in Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati. Durante la discussione sono stati presentate 15 proposte di modifica della legge da parte di tutti i gruppi parlamentari. Dal 20 Luglio 2010 i deputati hanno smesso di discutere della riforma di questa legge in attesa che il Ministro dell’Interno Roberto Maroni esponga in Commissione Affari Costituzionali i dati e le procedure di concessione della cittadinanza italiana. È la seconda legislatura consecutiva che vediamo tradite le legittime richieste di un milione di italiani e italiane che vivono, studiano e lavorano con un permesso di soggiorno. La Rete G2 Seconde Generazioni chiede a tutti i parlamentari e in primis al Ministro dell’Interno, maggiore responsabilità e rispetto nei confronti di chi non rinuncia a sentirsi italiano nonostante il permesso di soggiorno. È ora che il Parlamento italiano approvi una legge che riconosca lo Ius Soli per le seconde generazioni dell’immigrazione.
La Rete G2 – Seconde Generazioni è un’organizzazione nazionale apartitica fondata da figli di immigrati e rifugiati nati e/o cresciuti in Italia. Chi fa parte della Rete G2 si autodefinisce come “figlio di immigrato” e non come “immigrato”: i nati in Italia non hanno compiuto alcuna migrazione, e chi è nato all’estero ma cresciuto in Italia non è emigrato volontariamente, ma è stato portato in Italia da genitori o altri parenti. “G2” quindi non sta “per seconde generazioni di immigrati” ma per “seconde generazioni dell’immigrazione”, intendendo l’immigrazione come un processo che trasforma l’Italia, di generazione in generazione. La Rete G2 è un network di “cittadini del mondo”, originari di Asia, Africa, Europa e America Latina, che lavorano insieme su due punti fondamentali: i diritti negati alle seconde generazioni senza cittadinanza italiana e l’identità come incontro di più culture. G2 nasce a Roma nel 2005 e oggi ne fanno parte anche seconde generazioni di altre città italiane (Milano, Prato, Genova, Mantova, Arezzo, Padova, Imola, Bologna, Bergamo e Ferrara) che partecipano ai Workshop nazionali organizzati ogni anno dalla Rete. Complessivamente la Rete nazionale oggi riunisce ragazzi/e dai 18 ai 35 anni, originari di diversi Paesi: Filippine, Etiopia, Eritrea, Perù, Cina, Cile, Marocco, Libia, Argentina, Bangladesh, Capoverde, Iran, Srilanka, Senegal, Albania, Egitto, Brasile, India, Somalia, Ecuador e altri.
G2 si incontra anche virtualmente sul Blog G2 (www.secondegenerazioni.it), finora raggiunto da più di 140mila visitatori, di cui visitatori unici 75mila per un totale di circa 1 milione di pagine visualizzate e discute sul Forum G2 (www.secondegenerazioni.it/forum) dove sono registrati circa 800 utenti. Nel 2006 sono stati realizzati i Video G2. Il primo ha vinto il Premio nazionale Mostafà Souhir “per l’originalità dello spunto e per essere espressione riuscita del protagonismo nel mondo della comunicazione da parte delle giovani generazioni”. Mentre il Ministero della Solidarietà Sociale ha commissionato alla Rete G2 uno spot audiovisivo basato sul suo secondo video, “G2: Forte e Chiaro”, realizzato in collaborazione con l’artista Maria Rosa Jijòn. La Rete G2 ha partecipato, tra il 2006 e il 2007, su invito del Ministro dell’Interno e del Ministro della Solidarietà Sociale agli incontri convocati sulla riforma del Testo Unico sull’immigrazione (leggi n. 189 del 2002 e n. 286 del 1998) ed è stata ricevuta in commissione Affari costituzionali della Camera per esprimere un proprio parere sia sulla riforma della legge sulla cittadinanza (legge n. 91 del 1992) che sul Testo Unico. Sempre nel 2007 la Rete G2 è entrata a far parte della Consulta nazionale del ministero della Solidarietà sociale “per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie” e della Consulta dell’ “Osservatorio per l’integrazione degli alunni stranieri e l’educazione interculturale” presso il ministero della Pubblica istruzione, ed ha collaborato con il centro interculturale della Provincia di Mantova e con l’assessorato alle Politiche educative e scolastiche del Comune di Roma. Nello stesso anno G2 ha ideato e realizzato un originale strumento di comunicazione: il Fotoromanzo G2, per promuovere una modifica della legge sulla cittadinanza italiana (legge n. 91 del 1992) che sia più aperta nei confronti dei figli di immigrati nati e/o scolarizzati in Italia. Nel novembre 2007 alcuni rappresentanti della Rete G2 hanno consegnato nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano una copia del Fotoromanzo e una lettera. Il Presidente ha accolto con favore le parole e l’appello della Rete G2 dichiarando che “la legge è troppo restrittiva, bisogna aprire canali nuovi di accesso alla cittadinanza italiana per tanti ragazzi e tanti giovani, figli di immigrati”. Nel 2008 la Rete G2 ha ideato e curato la trasmissione radiofonica “OndeG2”, in onda dal 15 febbraio su Radio Popolare Milano e a livello nazionale su Popolare Network, e ha promosso la raccolta musicale “Straniero a chi? Tracce e parole dei figli dell’immigrazione” in collaborazione con il ministero della Solidarietà sociale e con la casa discografica Gridalo forte records.
Nel 2010 la Rete G2 ha partecipato alle audizioni in Commissione Affari Costituzioanali per la riforma della L. 91 del 1992 e in Commissione Cultura della Camera dei Deputati sull’accoglienza degli alunni figli di immigrati nel sistema scolastico italiano.
Gli obiettivi della Rete G2 – Mission: - Riforma della legge per la concessione della cittadinanza italiana perché sia più aperta nei confronti delle seconde generazioni. L’accesso alla cittadinanza è l’unica via che consente ai figli di immigrati di essere considerati realmente dei pari, degli eguali, nei diritti e nei doveri, rispetto ai loro coetanei, figli di italiani; - Trasformazione culturale della società italiana perché sia più consapevole e si riconosca in tutti i suoi figli, indipendentemente dalle loro origini.
Il Metodo della Rete G2: G2 segue un metodo di partecipazione diretta, senza intermediari per un dialogo diretto con le istituzioni. Un lavoro che sia prevalentemente di analisi collettiva della realtà italiana più che di sola testimonianza di singoli percorsi dei figli dell’immigrazione. G2 ha un approccio trasversale alle forze politiche, è una Rete che usa gli strumenti della politica ma si definisce apartitica, ossia non dipende da nessun partito.
Il corto ReteG2+MiAmi2010 nasce dalla storia di Emily Zhu, bassista dei Cosmetic, che questa estate non ha potuto partecipare ad una data del gruppo a Londra per colpa dell’ennesima discriminazione burocratica subita da una seconda generazione.
Magari fosse vero. Però un documento “ufficiale” ce lo fa credere, forse perchè guarda già avanti rispetto alle intollerabili ingiustizie della normativa vigente.
«Promosso dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, realizzato in collaborazione con l’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali, è uno strumento sintetico e pratico.
Questa guida è stata pensata sia per chi deve ancora arrivare in Italia ed ha bisogno di capire come si possa entrare, sia per chi già vi si trova. Anche i datori di lavoro, italiani e stranieri, possono trovare qui indicazioni utili ad accompagnare il lavoratore nel suo percorso d’integrazione.
E’ una guida che può aiutare a risolvere anche i problemi quotidiani: dal contratto di lavoro all’iscrizione dei figli a scuola, dal rilascio della patente all’apertura di un conto corrente in banca.»
Questo vadevecum è stato tradotto in nove lingue, e lo stesso errore è presente in tutte le versioni (io ho verificato solo le versioni italiana, inglese e francese).
L’errore è significativo, oltre che per la fonte del documento, per la portata che esso potrebbe avere se solo si riferisse al vero.
Dovremmo segnalarlo a chi di dovere, affinchè aggiustino questa – sicuramente involontaria – presa in giro.
Dona sogna una vacanza romantica, con il fidanzato. Sogna, perché anche se vive a Roma da quando aveva 11 anni resta in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno. Senza, non può viaggiare.
Quest’estate Dona Rose Della Cruz sogna una vacanza romantica, in compagnia del fidanzato. Sogna, perché anche se vive a Roma da quando aveva 11 anni, e ora ne ha 27, non ha ancora ottenuto la cittadinanza italiana, ma resta in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno (richiesto ad agosto 2009) o magari della sua trasformazione in carta di soggiorno: documenti utili per poter rientrare in Italia una volta usciti dai confini nazionali.
Meno diffusa del “permesso”, la carta di soggiorno può essere richiesta dopo 5 anni di permanenza regolare in Italia, dove la possiedono ormai 716mila immigrati non comunitari (Idos 2009). È a tempo indeterminato e quindi permette maggiore libertà di circolazione all’interno dell’area Schengen. La carta consente di rientrare in Italia “senza dannarsi”, visto che alcuni Stati Schengen non riconoscono come valida “la richiesta di rinnovo” del permesso di soggiorno.
In attesa del prezioso documento, Dona ha deciso quindi di mettere da parte “i progetti da sogno”: non ha alcuna intenzione di rivivere la bruciante frustrazione di una vacanza naufragata a causa del permesso scaduto. Come le era capitato alcuni mesi fa, quando è stata costretta a rinunciare a un viaggio premio a Lisbona, vinto come impiegata modello della banca in cui lavora: i biglietti trasformati in carta straccia e stanza d’albergo inutilmente pagata. “Sembra assurdo ma, in attesa di rinnovo, sarebbe più facile programmare un viaggio nelle Filippine, il mio Paese d’origine, e rientrare in Italia senza fare scalo in altri Stati europei, che organizzare un romantico week-end low cost in una capitale europea”, spiega Dona.
“Le difficoltà di viaggiare nel vecchio continente, quando si è in attesa di rinnovo, condizionano profondamente le nostre vite -commenta Ismail Ademi della rete G2, organizzazione nazionale di figli di immigrati-. Soprattutto per i giovani, il viaggio rappresenta un modo per fare gruppo e allargare gli orizzonti”. Non resta che sperare nelle rassicurazioni degli esperti: “Uno spiraglio c’è -dice Paolo Bonetti dell’Asgi, Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione-. Dall’aprile di quest’anno è entrato in vigore il Codice comunitario dei visti, un regolamento europeo che stabilisce regole più semplici”. Bisognerà solo capire in che modo verrà applicato.
I Governi si susseguono, la politica porta avanti la sua recita, il suo teatrino non chiude mai il sipario.
E noi, gli italiani, possiamo soltanto restare a guardare. Cerchiamo di far sentire la nostra voce, e la nostra voce viene certamente ascoltata, ma le risposte che aspettiamo non arrivano.
Evidentemente non siamo ancora tra le priorità, come ha affermato la deputata Bertolini durante le sedute della Commissione Affari Costituzionali del 23 giugno scorso.
La relatrice Bertolini «ritiene che in questa fase i cittadini italiani abbiano altre emergenze pur essendo indubbia l’importanza dell’argomento in discussione».
Noi, il popolo, chiamato ad esercitare la sovranità. Noi, il popolo, la base dello Stato. Noi, il popolo, dal quale derivano la loro legittimazione le istituzioni, le leggi, i provvedimenti dello Stato.
La definizione di questo “popolo” non è tra le priorità dei cittadini italiani?
Quali sono, allora, queste priorità?
La Grecia – leggi qui e qui - con tutti i suoi immensi problemi di stabilità economica e politica, ha dato priorità alla definizione di chi è greco e di come lo si diventa, passando dalla normativa più restrittiva in materia di cittadinanza ad un regime in linea con quelli vigenti nei paesi del Nord Europa, introducendo elementi di jus soli accanto allo jus sanguinis.
Dopo la Grecia ci siamo soltanto noi. L’Italia ormai è il paese giuridicamente più escludente d’Europa.
In Italia, i nostri politici-commedianti, continuano a usare il fenomento dell’immigrazione “irregolare” per mantenere in ostaggio i destini, il presente e il futuro dei migranti “regolari” e dei loro figli.
Così il deputato Luciano Dussin, durante la medesima seduta in Commissione Affarci Costituzionali, può permettersi di esprimersi in questo modo senza sentirsi in colpa: «Evidenzia come l’attribuzione della cittadinanza con maggiore facilità ai minori o a chi nasce nel territorio italiano equivale ad attribuire la cittadinanza anche ai genitori. In tale caso, infatti, non sarebbe possibile l’espulsione in caso di reato. Sottolinea, pertanto, come con argomentazioni di carattere emotivo si sta cercando di coinvolgere i cittadini su un tema che necessita di grande attenzione ed approfondimento».
A questo parlamentare, che dimostra una concezione alquanto medievale del diritto, ricordiamo che esiste un sistema giurisdizionale di difesa del rispetto delle norme che, se può valere per gli italiani “purosangue”, può valere anche per gli altri esemplari della fauna umana. Ci sentiamo offesi da questa attitudine a vedere i migranti (i nostri genitori) come potenziali criminali.
Che ne sarà di noi in questo paese? Che ne sarà di noi in un paese dove sulla nostra pelle si combattono le schermaglie politiche e dove non c’è consenso neanche sui principi fondamentali di una repubblica democratica e liberale? Che ne sarà di noi in un paese dove è normale manternerci in una condizione di subordinazione giuridica? Che ne sarà di noi dopo l’università? Che ne sarà di noi alla scadenza del prossimo permesso di soggiorno? Che ne sarà di noi dopo l’estate? Che ne sarà di noi con l’evolversi della sorte di questo Governo? Che ne sarà di noi con il prossimo Governo? E quello dopo ancora?
Che ne sarà di noi in un paese dove siamo costretti a porci ancora queste domande, quando avremmo migliaia di altri interessi, sogni, progetti per i quali impegnarci e sui quali profondere i nostri sforzi?
Buone vacanze popolo italiano.
Ci risentiamo dopo l’estate…o quando avremo trovato qualche risposta…
Dopo le mie drammatiche vicende, dovute alla mancanza di informazioni, vorrei condividere qui in esclusiva(!) con i G2, i trucchi per avere una data di appuntamento decente per la consegna dell’istanza di richiesta di concessione della cittadinanza per residenza alla prefettura romana…
Il sottoscritto, ha richiesto appuntamento al seguente sito della Prefettura di Roma, agli inizi di giugno 2010.
Prenotazione nuovo appuntamento
E fin qui tutto bene, comodissimo anzi, dalla poltrona di casa mia ho potuto prenotare l’appuntamento, senza muovere un piede. Ma sorpresa: data di consegna dell’istanza fissato per il giorno 12/03/2011. Diavolo. In me ho pensato subito: ma il certificato penale tradotto e legalizzato mi scadrà a quella data, visto che teoricamente ha validità 6 mesi dal giorno di emissione! E invece no, fortunatamente: ho preso il telefono e ho chiamato il call center indicato nel sito della prefettura (06433621219) e dopo 3 squilli mi hanno risposto(!) (apostrofo perchè sapete com’è che siamo di solito abituati: gli squilli cadono nel vuoto…facendoci venire il dubbio che abbiamo sbagliato numero di telefono). L’altra parte mi rassicura che il certificato penale non scade a una condizione: se non torno in Cina. Buono, almeno questa è una buona notizia.
Putroppo il futuro è imprevedibile e chi mi garantisce che per un’emergenza non debba tornare in Cina? Annullando la validità del certificato penale? Che ho ottenuto sudando sette camicie e spendendo fior di Renminbi(che fra l’altro è anche salito nel cambio con l’Euro…)?? Visto che utilizzando la funzione “Cambia prenotazione” non mi migliorava la situazione(anzi mi spostava l’appuntamento ad aprile, maggio), allora ho aguzzato Google. Cercando e cercando, non ho trovato niente purtroppo.
Pagina iniziale di prenotazione
Poi un colpo di fortuna: ho notato che tra i risultati (cercando la stringa http://www.utgroma.it/webprenota/ che è la pagina che compare qui accanto) compare anche questo indirizzo qui: http://www.utgroma.it/webprenota/2.pdf . Sapete cos’è? È la pagina che viene utilizzata dal bellissimo sistema di prenotazione per memorizzare l’ultimo appuntamento che è stato dato! Teoricamente se voi adesso provate ad andare su questo indirizzo potete leggere chi ha prenotato e in che data ha l’appuntamento. Alla faccia della privacy e tutto quello che ne consegue…Ma noi non siamo qui per parlare di questo.
Il sottoscritto ha sfruttato questa informazione per scopi più nobili: ovvero come avere una prenotazione più vicina, temporalmente parlando.
Ciclicamente controllavo le date delle prenotazioni per vedere a che data venivano dati gli appuntamenti e se vedevo una data vicina, avevo molta probabilità che cercando di cambiare prenotazione del mio appuntamento (cliccando qui) riuscissi ad ottenere una data molto vicina a quella che compariva sull’ultimo appuntamento prenotato.
Era una mattina di fine giugno, faceva ancora freddo, ancora col bicchiere di plastica del caffè in mano, sono andato sul sito dell’UTG per vedere se a qualcuno avevano dato un appuntamento tipo a settembre, mi sarei accontentato…e…era proprio così! Anzi ancora meglio: ad un tizio avevano dato l’appuntamento per luglio! Subito mi precipito per cambiare la data della prenotazione: riesco ad ottenere una data per luglio. Che figata! Che C**o!
Alcuni di voi mi potrebbero porre la seguente domanda: ma non potevi direttamente accedere alla pagina di cambio prenotazione e controllare ciclicamente se ti offrivano la data in una più vicina? Stooop. C’è seriamente il rischio che vi vediate annullati la prenotazione e doverne fare una nuova. Non so chi sia il genio che ha progettato il diagramma degli stati e delle transizioni del sistema di prenotazione, ma c’è il rischio che cercando di cambiare la prenotazione più volte, vi vediate annullare la vostra prenotazione attuale! Quando invece siete sulla pagina di cambio prenotazione, attenzione a cliccare su “annulla”. La semantica di quell’”annulla” non è “annulla cambio prenotazione”, ma “annulla appuntamento e vattelo a fare ‘na artro, tiè”!
Potrei essere anche smentito, ma il sistema è piuttosto farraginoso e pieno di insidie. Quindi tenersi il primo appuntamento e guardare cosa succede agli altri.
E con questo vi auguro buona prenotazione!
PS: fra l’altro ho visto che ultimamente danno delle date più decenti, tipo luglio, (agosto no perchè le ferie sono un diritto sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo:)) settembre, gennaio…quindi l’utilità dei miei suggerimenti potrebbe essere tendente a zero.
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