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    G.Lab è il nome del progetto pilota che verrà lanciato mercoledi 13 marzo 2013 nella sede dell’Informagiovani di Via Dogana 2.

    Grazie al contributo da parte del Ministero del Lavoro, e dalla collaborazione tra Assessorato delle Politiche Sociali e Servizio Giovani del Comune di Milano con l’associazione Rete G2 – Seconde Generazioni, nasce il laboratorio di cittadinanza urbana G.Lab.

    G. Lab si propone di fornire informazioni di primo livello sul tema della cittadinanza, del lavoro e dello studio, attraverso un nuovo desk composto da giovani di origini italiane e straniere.

    Saranno inoltre organizzati incontri mensili culturali come seminari e dibattiti, ma anche proiezioni di film, djset, mostre artistiche, installazioni ecc.

    In fase sperimentale, G.Lab sarà aperto al pubblico tutti i mercoledi, giovedi e venerdi dalle 14 alle 18 fino al 30 settembre 2013.

    Siete tutti invitati all’inaugurazione!

     

     

    invito inaugurazione G.Lab1

     

     

     

     

     

     

     

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    Rete G2- seconde generazioni oggi è al Quirinale. L’intervento della nostra Lucia, riportato qui di seguito, è stato fortemente applaudito.

     

     

     

    Signor Presidente, gentili ospiti,

     

    mi chiamo Lucia Ghebreghiorges, ho 33 anni, sono di origine etiope e sono
    un’attivista della Rete G2 – Seconde Generazioni. Da anni G2 chiede una
    riforma della legge sulla cittadinanza che sia più favorevole ai figli d’immigrati
    nati in Italia o venuti da piccoli nel territorio.

     

    Sono una giovane italiana e tale mi sono sempre sentita, tuttavia, pur essendo
    nata in Italia, sono diventata cittadina solo all’età di 16 anni, quando mia
    madre acquisì la cittadinanza italiana e me la trasmise. Eppure sono una delle
    più fortunate della mia associazione.

     

    Intorno ai 20 anni ho cominciato a interrogarmi sul mio essere figlia
    d’immigrati e in quegli anni pubblicai l’articolo che si chiamava Né carne né
    pesce, probabilmente uovo, nel quale sintetizzavo metaforicamente la condizione
    di figlia d’immigrati. Ci consideravano né carne né pesce ma, dal mio punto di
    vista eravamo invece uova: un nuovo inizio.

     

    Gran parte dei membri della nostra Rete è costituita da donne: studentesse,
    giovani madri, lavoratrici. Molte di loro non sono ancora cittadine italiane.
    Quando ci incontriamo penso all’ingiustizia che sentivo da bambina e a loro,
    che la vivono ancora da adulte.

     

    Nel 1946 le donne italiane hanno conquistato il diritto di voto, nel 2013 molte
    mie compagne di viaggio questo diritto non l’hanno ancora. Eppure questo è
    il loro Paese. Ci dicono che ci sono sempre questioni più urgenti da affrontare,
    come se non fosse urgente impedire che oltre un milione di figli di immigrati
    siano trattati come estranei a casa propria.

     

    Come se non fosse un dovere morale per un Paese che ama i suoi figli,
    impedire che una Nadia e una Miriam corrano il rischio di non venire
    accettate in una classe perché un tetto del 30% ricorda loro che sono straniere,
    anche se sono nate in Italia; non permettere a Nura di accedere ad un
    concorso pubblico perché non è italiana, ma è cresciuta e ha frequentato tutte
    le scuole in Italia; non lasciare un Paese senza nuove energie e quindi senza
    futuro.

     

    Vorrei concludere ringraziando Lei, Signor Presidente, a nome di tutta la Rete
    G2 per l’attenzione che ha sempre mostrato sul tema della cittadinanza.

     

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  • italia_sono_anch_io-460x250_1

    La Rete G2 vi invita a firmare la seguente petizione affinche le due proposte di legge popolare di “L’Italia sono anch’io” seguano il loro iter istituzionale. Sul sito della petizione troverete anche  la bellissima lettera di Elvira Ricotta Adamo.

     

     

    http://www.change.org/it/petizioni/lettera-aperta-ai-parlamentari-neo-eletti-noi-che-l-italia-sono-anch-io-2#share

    In: Articoli — Tag:, — G2 @ 1:56 pm
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  • logo_g2

    No a Italiani con il permesso di soggiorno.

    Vi invitiamo a firmare la petizione, per Cristian e per tutti coloro che come lui si vedono doppiamente negato un diritto:

     

    http://www.change.org/petitions/cittadinanza-per-cristian-discriminato-in-quanto-disabile?utm_campaign=friend_inviter_chat&utm_medium=facebook&utm_source=share_petition&utm_term=permissions_dialog_false#share

     

     

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  • Per ReteG2 parte una nuova avventura. Da marzo a Milano sarà a disposizione uno spazio mai avuto prima, interamente dedicato a noi seconde generazioni: potremo discutere di cittadinanza, di identità, di equilibri tra più culture, del nostro presente e del nostro futuro. 
Potremo confidarci i nostri sogni e le nostre aspettative, e anche ciò che concretamente vorremmo fare per la nostra città, per il nostro paese e per i nostri concittadini. Inoltre, affronteremo insieme quegli ostacoli che ancora non ci permettono di vivere sereni da italiani di origine straniera. Non ci aspettiamo solo le famose seconde generazioni, a cui è intitolato lo Sportello: speriamo di vedere anche genitori, insegnanti, associazioni e insitituzioni…

    Uno spazio, ospitato dall’Informagiovani in via Dogana 2 (praticamente piazza del Duomo) in cui si potrà toccare con mano ciò che è stato seminato fino ad oggi sul web, ma che non ha mai perso il contatto con la realtà e con la quotidianità delle seconde generazioni. Manca ancora un mese abbondante di progettazione e l’esperienza lunga anni di ReteG2 ha molto da proporre.

    Ma soprattutto non vede l’ora di mettersi a disposizione di tutti i milanesi, senza distinzioni di età, sesso, religione e origine geografica, per costruire insieme l’Italia che siamo già, ma che possiamo migliorare giorno dopo giorno. 

Scriveteci i vostri commenti e suggerimenti, proprio qui, nel nostro caro forum pubblico: ne prenderemo nota, li terremo in seria considerazione e in questo modo potremo costruire insieme una vera casa per tutte le seconde generazioni d’ Italia.

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  • Lettera a Napolitano da Miss Italia settembre 2012

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  • Comune e ANCI per l’estensione di cittadinanza alle seconde generazioni. La cittadinanza italiana può essere chiesta da chi è nato e vissuto qui

    Anche Certaldo ha aderito alla campagna “18 anni… in comune!” promossa da Associazione Nazionale Comuni Italiani, Save the Children Italia e Rete G2 – Seconde Generazioni, per promuovere la possibilità per i giovani stranieri nati e cresciuti in Italia di acquisire facilmente la cittadinanza una volta compiuti i diciotto anni.

    La legge sulla cittadinanza (legge 5 febbraio del 1992 n 91) attualmente in vigore segue il principio di trasmissione per ius sanguinis, ossia da genitori a figli, pertanto i giovani che sono nati e cresciuti in Italia e che hanno entrambi i genitori stranieri, anche se non hanno il diritto alla cittadinanza per nascita, possono ugualmente ottenerla. L’articolo 4 della legge stabilisce infatti che gli stranieri nati in Italia, che vi abbiano risieduto legalmente senza interruzioni fino alla maggiore età, possono diventare cittadini italiani con semplice dichiarazione di volontà da rendere ufficiale di stato civile entro un anno dal compimento della maggiore età.

    “Il comune di Certaldo ha aderito a questa iniziativa invitando i giovani di nazionalità straniera nati e vissuti a Certaldo ad un’iniziativa alla quale oggi sono presenti alcuni giovani e diversi genitori – ha spiegato l’Assessore Francesco Dei – a loro abbiamo dato del materiale informativo in merito, perché la maggior parte di loro non è informata sulla possibilità di ottenere la cittadinanza italiana e sull’impatto che questa può significare in termini lavorativi e di diritti civili. Diventare cittadini italiani significa godere di alcuni importanti diritti: tra questi essere iscritto alle liste elettorali e votare, muoversi liberamente all’interno dei Paesi della Comunità europea, accedere ai concorsi pubblici e agli ordini professionali”.

    Il progetto “18 anni… in comune!” riguarda tutti gli stranieri nati in Italia che compiono 18 anni nel 2012 e nel 2013. Per fare domanda di cittadinanza è necessario rivolgersi presso l’Ufficio di Stato Civile del Comune con un documento d’identità valido, atto di nascita, certificato di residenza, qualsiasi documentazione ufficiale (certificati di frequenza scolastica, certificati du vaccinazione ecc.) utile a dimostrare la permanenza in Italia senza interruzioni di residenza legale. Una volta accertata l’idoneità si dovrà versare un contributo di 200 euro sul c.c 809020 intestato al Ministero dell’Interno per la conclusione delle pratiche.

    Fonte: http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=119559

    Scarica la guida per richiedere la cittadinanza realizzata da Anci, Save the Children e Rete G2: http://www.secondegenerazioni.it/pdf/Guida_18enni.pdf

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  • ‘Io non posso votare’

    In Italia il suffragio è davvero universale?
    No, il 5,3% della popolazione non può votare

    Il prossimo 6 e 7 maggio si voterà in oltre mille comuni italiani. Di questi 28 sono capoluoghi di provincia e 4 anche capoluoghi di Regione. In totale, comprendendo i comuni delle regioni a statuto speciale, saranno chiamati al voto più di 9 milioni di elettori.

    Considerando solo i comuni maggiori, una percentuale in taluni casi superiore al 10% di potenziali elettori (per esempio a Como, Parma, Verona e Piacenza, dove si arriva addirittura al 14,4%) verrà esclusa dal voto perché non in possesso della cittadinanza italiana. Si tratta di cittadini di origine straniera non comunitari, residenti regolarmente in quei comuni spesso da anni, del tutto integrati nella vita della comunità in cui vivono, studiano e lavorano e che tuttavia si vedono interdetta la possibilità di partecipare alla scelta di chi dovrà amministrarli. Nei comuni capoluoghi che andranno al voto, solo 4024 persone, l’1,5% del totale degli stranieri residenti in quelle città, ha infatti ottenuto la cittadinanza nel 2010 e potrà partecipare alla consultazione. Una percentuale limitatissima, dovuta alle difficoltà di dimostrare il possesso dei requisiti richiesti dalla legislazione attuale.
    In totale, ad oggi, ben il 5,3% della popolazione residente non può votare. Per rendere visibile questa situazione, la Campagna l’Italia sono anch’io distribuirà, nei comuni interessati dalla consultazione, un adesivo (immagini in allegato) con la frase ‘Io non posso votare’.

    foto elvisPer superare questa palese ingiustizia, più di 100mila cittadine e cittadini italiani hanno sottoscritto le proposte di legge di iniziativa popolare presentate dalla Campagna l’Italia sono anch’io, una sulla cittadinanza e l’altra per introdurre il diritto di voto alle consultazioni amministrative senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalità.
    Il testo che la Campagna ha adottato è stato elaborato dall’Anci nel 2005 e mette in atto un principio contenuto nella convenzione di Strasburgo del 1992 sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale. Il nostro Paese non ha mai ratificato la lettera C della Convenzione, che riguarda proprio il diritto di voto. La proposta di legge prevede invece che sia garantito il diritto all’elettorato attivo e passivo alle elezioni comunali, provinciali e regionali anche a chi non sia cittadino italiano dopo cinque anni di regolare soggiorno in Italia.
    La Campagna l’Italia sono anch’io, alla vigilia dell’importante consultazione amministrativa, ribadisce la necessità di approvare al più presto una normativa che assicuri questo fondamentale diritto anche a chi oggi ne è escluso. A supporto della proposta, una serie di dati (in allegato) che dimostrano quanto ampia sia la percentuale di esclusi soprattutto in alcune città, tanto da mettere in dubbio l’effettiva attuazione del principio del ‘suffragio universale’ previsto dalla nostra Costituzione.foto marian
    Ricordiamo che L’Italia sono anch’io è stata promossa, nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, da 19 organizzazioni della società civile (Acli, Arci, Asgi, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca, Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco) col sostegno dell’editore Carlo Feltrinelli. Presidente del comitato promotore è il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci Graziano Delrio.
    Roma, 3 maggio 2012

    www.litaliasonoanchio.it
    Uffici stampa:
    Andreina Albano 3483419402
    Luisa Gabbi 3346628572
    Alessandro Iapino 3356197480
    6 e 7 Maggio 2012-04-26, Elezioni amministrative in molti comuni italiani, ma non tutti possono votare.
    Scarica la SCHEDA.

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  • italia_sono_anch_io-460x250_1

    Obiettivo raggiunto!

    In occasione della consegna alla Camera delle firme raccolte

    Conferenza stampa

    Martedì 6 marzo, ore 12.30

    presso la libreria Feltrinelli in Galleria Alberto Sordi


    I numeri della Campagna L’Italia sono anch’io

    Una valanga di firme! L’obiettivo delle 50.000 firme necessarie per presentare le due proposte di legge di iniziativa popolare promosse dalla Campagna L’Italia sono anch’io è stato raggiunto e largamente superato. Lo annunciano le organizzazioni promotrici che il 6 marzo alle 11.30 consegneranno le firme alla Camera dei Deputati e alle 12.30 terranno  una conferenza stampa.

    Decine di migliaia di cittadine e cittadini hanno voluto, con la loro  firma, condividere le ragioni della Campagna: una riforma della legge che attualmente regolamenta l’accesso alla cittadinanza per le persone di origine straniera e l’introduzione del diritto di voto alle elezioni amministrative per gli stranieri residenti.

    Un successo straordinario, possibile solo grazie ai tanti comitati locali che si sono costituiti in tutta la penisola per sostenere la Campagna. Centinaia di volontari hanno organizzato in questi sei mesi una miriade di  iniziative di informazione e  confronto, avvicinando migliaia di cittadini che spesso hanno dimostrato una grande sensibilità alle tematiche proposte.

    Ma la consegna delle firme rappresenta solo la prima tappa di un percorso che sarà ancora lungo e impegnativo. Si tratterà, dal 6 in poi, di fare in modo che il Parlamento calendarizzi la discussione sulle due proposte di legge per arrivare in tempi rapidi alla loro – speriamo – approvazione.

    I promotori de L’Italia sono anch’io  hanno deciso quindi di non fermarsi qui.

    Nel corso della conferenza stampa, oltre a fornire tutti i numeri della Campagna (totale delle firme raccolte, suddivisione per località, numero dei comitati locali e dei volontari impegnati…), verrà presentata una nuova campagna di comunicazione, che partirà immediatamente, per tener viva l’attenzione dell’opinione pubblica sui temi sollevati e premere sui parlamentari perché si avvii la discussione sulle proposte di legge.

    All’incontro saranno presenti il presidente del comitato promotore de L’Italia sono anch’io Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci, esponenti delle organizzazioni promotrici e alcuni dei testimonial che, per la nuova campagna di comunicazione, hanno accettato di ‘metterci la faccia’.  Fra questi il giocatore dell’Ascoli Piceno di origine senegalese Papa Waigo e l’attrice di origine rom Dijana Pavlovic.

     

    Ricordiamo che L’Italia sono anch’io è stata promossa, nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, da 19 organizzazioni della società civile (Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza,  Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 – Seconde Generazioni, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco) e dall’editore Carlo  Feltrinelli. Presidente del comitato promotore è il sindaco Graziano Delrio.

    Sul sito della campagna (www.litaliasonoanchio.it) sono pubblicati i testi integrali delle due proposte di legge di iniziativa popolare e altri materiali di approfondimento.

    Roma, 1 marzo 2012

     


    www.litaliasonoanchio.it
    Uffici stampa:
    Andreina Albano 3483419402
    Luisa Gabbi 3346628572
    Alessandro Iapino 3356197480

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  • “Free at last! Free at last!”.
    Sono le ultime parole del famoso e commovente discorso di Martin Luther King “I have a dream” e sono le prime parole che mi piacerebbe pronunciare nell’attimo della mia rinascita “alla libertà”, la mia Festa dell’Indipendenza dal dominio coloniale dei Permessi di soggiorno, la giornata della Liberazione dalla precarietà dello status giuridico. Tra pochi giorni giurerò per divenire un libero cittadino di questa Res Publica, che mi ha aperto le sue porte ventuno anni fa mantenendomi però nell’anticamera dei diritti sino ad oggi.
    Vorrei raccontarvi questo lungo cammino nelle sue tappe fondamentali.

    1991, Settembre – sbarco in Italia a seguito del ricongiungimento con mio padre, frontiera di Fiumicino. Ho 7 anni. Vengo iscritto al primo anno della scuola elementare.

     

     

    1999 – Inizio a frequentare il liceo scientifico tecnologico.

     

     

    2001 – Io e la mia famiglia maturiamo il requisito di 10 anni di residenza, richiesto dall’art. 9 lettera f della Legge n. 91 del 1992 in materia di Cittadinanza. Però i miei genitori non hanno ancora pensato di richiederla. In compenso hanno già richiesto ed ottenuto – soltanto per sè – la “Carta di soggiorno”.

     

     

    2002 – Compio 18 anni. Cominciano i primi rinnovi dei permessi di soggiorno per “motivi di studio”, con annesse file davanti al commissariato di polizia fin dall’alba per prendere il “numero” per poi fare la fila. Ogni volta mi viene chiesto di stipulare una polizza sanitaria privata (valida soltanto per ricoveri urgenti) della durata annuale, come se fossi entro in Italia per motivi di studio. Non ho più il medico di famiglia. Mi sento umiliato le prime volte che mi vengono prese le impronte digitali. Mi sento uno straniero e un “sorvegliato speciale” per lo Stato.

     

     

    2004 – Non riesco a partecipare alla gita a Praga con la mia classe per via del mio Permesso di soggiorno. La Repubblica Ceca non fa ancora parte dell’Unione Europea e, a differenza dei compagni di classe autoctoni, io necessito di un visto per andarci.

     

     

    2006-2007 – Capisco che la mancanza della cittadinanza è foriera di molteplici limiti. Non posso ancora presentare richiesta di concessione perché la Legge richiede il possesso di un reddito “proprio”, che io non ho essendo studente. Comincio ad interessarmi della legislazione in materia di immigrazione e cittadinanza. Inizio a scrivere per “Metropoli, il giornale dell’Italia multietnica”. Vengo a conoscenza della Rete G2 – Seconde Generazioni ed entro a farne parte, partecipando ad attività di pressione politica verso le istituzioni per la modifica della normativa sulla cittadinanza e di sensibilizzazione della società civile.

     

     

    2006-2010 – Non riesco a partecipare al programma di mobilità europea Erasmus per studenti universitari, a causa del mio Permesso di soggiorno.

     

     

    2007 – Pur essendo a carico dei genitori mi si chiede di pagare €150 per l’iscrizione “volontaria” al Servizio Sanitario Nazionale: ho bisogno di fare visite mediche e vaccini per partecipare ad un viaggio nella Repubblica Democratica del Congo. Così ho di nuovo il medico di famiglia, però la tessera sanitaria porta la stessa scadenza del mio permesso di soggiorno…che scade 4 mesi dopo.

     

     

    2008 – Attraverso uno scambio d’informazioni con altri amici della Rete G2 vengo a conoscenza della Circolare del Ministero dell’Interno del 5 gennaio 2007 che introduce la possibilità di presentare richiesta di concessione anche con il possesso di un reddito del nucleo familiare. Allerto i miei genitori e chiedo loro di muoversi per ottenere dall’India il certificato di nascita e il certificato penale richiesti.

     

     

    2009, Novembre – Arrivano i documenti dall’India. Io, mio fratello e i miei genitori presentiamo richiesta, pagando €200 ciascuno, più le innumerevoli marche da bollo da €14,62. La mia richiesta e quella di mia madre vengono accolte dalla Prefettura, mentre i certificati indiani di mio padre e mio fratello presentano delle incongruenze: dovranno rifarli ex novo.

     

     

    2010, Giugno – Vengo convocato in Questura per il colloquio per la cittadinanza. In questa sede viene verificata: «Conoscenza della lingua italiana», «Conoscenza dei principi su cui si ispira l’ordinamento italiano», «Grado di assimilazione nel contesto nazionale», «Benemerenze ottenute dallo Stato Italiano», «Pubblicazioni effettuate» e mi si chiede di «Specificare dettagliatamente i motivi per cui chiede la cittadinanza italiana».

     

     

    2010 – Ottengo la Laurea in Scienze Politiche-Relazioni Internazionali. Inizio a lavorare con una Onlus che si occupa prettamente di immigrazione. Richiedo la conversione del Permesso di soggiorno da motivi di studio a motivi di lavoro.

     

     

    2011 – Mi viene rifiutato il rilascio del “Permesso di Soggiorno per Soggiornante di Lungo Periodo” perché il mio reddito da lavoro non è ancora sufficiente e il reddito familiare non viene preso in considerazione. Il mio Permesso viene rinnovato soltanto di un altro anno.

     

     

    2011, Febbraio – Alla Prefettura di Perugia richiedo il “Codice K10” assegnato alla mia pratica e comincio a verificarne lo stato attraverso il sito internet: https://cittadinanza.interno.it/sicitt/index2.jsp. Stato della pratica: “L’istruttoria è stata avviata. Si è in attesa dei pareri necessari alla definizione della pratica”.

     

     

    2011, Ottobre – Mando la mail alla Prefettura di Perugia attraverso la Posta Elettronica Certificata, richiedendo l’accesso agli atti della pratica. Alcuni giorni dopo lo stato della pratica cambia in: “L’istruttoria è completa; la domanda è in fase di valutazione”.

     

     

    2011, Novembre – E’ trascorso il termine di settecentotrenta giorni per la definizione del procedimento, previsto dal DPR n.362 del 18/04/1994. Prendo appuntamento telefonico e mi reco alla Prefettura di Perugia per l’accesso agli atti.

     

     

    2011, 1 Dicembre – Lo stato della pratica cambia in: “Sono stati acquisiti i pareri – la pratica è in fase di valutazione finale“.

     

     

    2011, 22 Dicembre – Lo stato della pratica cambia in: “Sono stati acquisiti i pareri necessari. Il decreto di concessione è agli organi competenti per la firma”.

     

     

    2012, 17 Gennaio – Il decreto di concessione viene firmato.

     

     

    2012, 19 Gennaio – Lo stato della pratica cambia in: “L’istruttoria si è conclusa favorevolmente; è in corso di trasmissione il provvedimento di concessione alla Prefettura che ne curerà la notifica. Se risiede all’estero, il decreto sarà inviato all’Autorità Consolare”.

     

     

    2012, 26 Gennaio – Lo stato della pratica cambia in: “Il decreto di concessione è stato firmato; sarà contattato dalla Prefettura per la notifica del provvedimento e dopo la notifica dovrà recarsi presso il Comune di residenza per il giuramento. Se risiede all’estero sarà contattato dall’Autorità consolare competente”.

     

     

    2012, 16 Febbraio – Ricevo una lettera con l’invito a presentarmi presso la Prefettura di Perugia per il ritiro del decreto di concessione, munito di un certificato storico di residenza (in bollo).

     

     

    2012, 24 Febbraio – Mi presento in Prefettura per il ritiro del decreto.

     

     

    2012, 25 Febbraio – Mi presento al mio Comune di Residenza, per prendere l’appuntamento per effettuare il giuramento.

     

     

    2012, 3 Marzo – Andrò presso il Comune di Città di Castello per giurare “di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato”. (Chiunque volesse venire ad assistere è il benvenuto!).

     

     

    [2012, 23 Marzo - E' la scadenza (sic!) del mio attuale Permesso di soggiorno].

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