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Italiani 2.0 / G2 chiama Italia: Cittadinanza rispondi!

Ecco  il dossier Italiani 2.0 / G2 chiama Italia: Cittadinanza rispondi! Ideato dalla Rete G2 Seconde Generazioni con il contributo di esperti sul tema della cittadinanza, scuola, media e sport. Lo abbiamo presentato martedì 16 dicembre 2014 alla presenza di parlamentari, giornalisti ed esponenti della società civile. Abbiamo posto delle questioni e fatto delle domande che richiedono risposte da parte del parlamento!

 

Dossier G2 chiama Italia- CITTADINANZA RISPONDI!

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G2 chiama Italia:CITTADINANZA RISPONDI!Martedì 16 dicembre a Roma con ReteG2

Tutti a Roma martedì 16 dicembre alle ore 17.00  per partecipare all’evento CITTADINANZA RISPONDI!  Iniziativa organizzata dalla Rete G2 Seconde Generazioni per porre nuovamente al centro dell’attenzione il dibattito sui diritti di cittadinanza dei figli d’immigrati.

L’evento sarà l’occasione per discutere con i parlamentari presenti alcune proposte di legge sulla cittadinanza.

Saranno inoltre presentati il dossier Italiani 2.0 / G2 chiama Italia: Cittadinanza rispondi! e l’inedito video Nata e Non nato, dell’artista Paul Alex M. Samaniego. In programma testimonianze e storie di attivismo di figli d’immigrati in Italia e in Europa.

Invito in allegato. Si prega di confermare la propria partecipazione alla mail: g2comunicazione@secondegenerazioni.it

L’iniziativa è finanziata con il contributo di Open Society Foundations

Media Partner Frontiere News

Invito evento della Rete G2 per discutere di cittadinanza_Roma 16 dicembre

Ius soli, Ulivieri a G2 Parlamenta: “Sbagliato dividersi tra destra e sinistra”

“Se ci si divide su un tema come questo si perdono di vista i diritti delle persone” dice il presidente dell’Assoallenatori. “Nella lotta al razzismo il calcio può fare di più” spiega Ulivieri a G2 Parlamenta

ROMA – 11 novembre 2014 – “A me sembra che dividersi su un pensiero di destra o sinistra su un tema come lo ius soli significhi perdere di vista i diritti delle persone, dimenticarsi che, al di là del calcio, siamo tutti cittadini del mondo”. Lo afferma il presidente dell’Associazione italiana Allenatori, Renzo Ulivieri, in un’intervista a G2 Parlamenta, iniziativa della Rete G2, nata per raccontare il dibattito attorno alla cittadinanza. “Su un argomento come questo il mondo dello sport può fare da apripista anche rispetto alla politica” spiega Ulivieri, facendo riferimento alla “Carta di Vicenza”, con cui lo scorso ottobre il calcio italiano si è impegnato per lo ius soli sportivo, nell’ottica di equiparare le modalità del primo tesseramento dei calciatori minori anche ai nati in Italia da genitori stranieri o soggiornanti in Italia da almeno 5 anni. Il presidente dell’Assoallenatori si sofferma poi sui recenti episodi di razzismo che hanno riguardato il mondo del calcio, anche giovanile: “Il calcio può fare di più, così come la scuola e ognuno di noi – afferma Ulivieri a G2 Parlamenta – e possiamo farlo solo se ci sentiamo addosso una responsabilità di fronte al razzismo. E in questo senso anche l’attività sportiva può svolgere un ruolo importante”.

Isaac Tesfaye – G2 Parlamenta

Rete G2 – Seconde Generazioni

https://www.facebook.com/ReteG2

SCUOLA, FARAONE A G2 PARLAMENTA: “SIA ANCHE LUOGO DI INTEGRAZIONE SOCIALE”

“Il tema dell’integrazione scolastica ha uno spazio centrale” afferma il responsabile Pd Scuola e Welfare. “Mettiamo insieme una necessaria riforma dello ius soli con la riforma della scuola” dice Davide Faraone a G2 Parlamenta

“La riforma della cittadinanza è un tema centrale e il fatto che venga legato al ciclo di studi fa comprendere quanto questo governo dia importanza alla formazione come elemento di costruzione della cittadinanza. L’idea che l’istruzione sia un elemento per la cittadinanza attiva riguarda tutti, anche i cittadini italiani, tanto è vero che mettiamo insieme questa necessaria riforma dello ius soli con la riforma della scuola”. Lo afferma il responsabile Pd Scuola e Welfare, Davide Faraone, in un’intervista a G2 Parlamenta, iniziativa della Rete G2, nata per raccontare il dibattito attorno alla cittadinanza. “Il tema dell’integrazione scolastica ha uno spazio centrale e riguarda anche i ragazzi disabili, noi faremo anche una riforma del sostegno”, continua Faraone a G2 Parlamenta, “e individuiamo nella scuola un posto in cui non si fa soltanto la formazione tradizionale, ma che può essere anche luogo di integrazione sociale. Questo è per noi un elemento indispensabile per la crescita della società”.

G2 Parlamenta – Rete G2 Seconde Generazioni

E’ possibile ascoltare l’intervista sulla pagina Facebook di G2 Parlamenta

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Ministro Giannini a Rete G2: “Impegno per figli degli immigrati nella ‘Buona Scuola’ e mai più stranieri fuori dai concorsi pubblici”

MINISTRO GIANNINI A RETE G2: “IMPEGNO PER FIGLI DEGLI IMMIGRATI NELLA ‘BUONA SCUOLA’. E MAI PIU’ STRANIERI FUORI DAI CONCORSI PUBBLICI”       

In occasione dell’insediamento dell’Osservatorio nazionale per l’integrazione, sollecitato da Rete G2, l’Associazione composta dai figli degli immigrati nati e/o cresciuti in Italia, il Ministro dell’Istruzione risponde sull’assenza di un piano per le seconde generazioni nella proposta di riforma della scuola del Governo. Promesso anche un intervento sui concorsi pubblici negati agli stranieri. “E’ un buon inizio” afferma il portavoce di Rete G2 Mohamed Tailmoun

Si è tenuto lo scorso 17 ottobre al Ministero dell’Istruzione l’incontro di insediamento dell’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura, che è tornato a riunirsi dopo sette anni. Al termine delle osservazioni dei rappresentanti delle associazioni e dei Dirigenti Scolastici presenti, il Ministro Stefania Giannini ha concluso i lavori dichiarando la necessità di integrare il documento “La Buona Scuola” con un capitolo finale in cui includere il tema dell’integrazione scolastica degli alunni con cittadinanza non italiana e nello specifico delle seconde generazioni. A redigere il capitolo saranno, su decisione del Ministro, i membri dell’Osservatorio. In merito alla questione del reclutamento degli insegnanti e del personale amministrativo delle scuole italiane, la titolare dell’Istruzione ha dichiarato che in ottemperanza alla “Legge europea del 2013″ (la legge n.97 del 6 agosto 2013 in merito a “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza all’Unione europea”) il suo Ministero non chiederà più il criterio della cittadinanza italiana nei bandi di concorso. “Dando mandato ai membri dell’Osservatorio di redigere un capitolo della Buona Scuola, il Ministro Stefania Giannini riconosce quanto da noi sottolineato nella riunione di insediamento: nel piano che il Governo ha offerto a tutti i cittadini come proposta di riforma della scuola mancava ogni riferimento ai temi dell’inclusione dei figli dell’immigrazione” ha affermato Mohamed Tailmoun, portavoce nazionale di Rete G2. “Le decisioni prese dal Ministro – ha spiegato Tailmoun – rappresentano un buon inizio per i lavori dell’Osservatorio. Finalmente emerge in modo chiaro la volontà di riconoscere i diritti dei figli degli immigrati nel sistema scolastico italiano”. La Rete G2, assieme ad altri venticinque tra uffici ministeriali e associazioni, fa parte dell’Osservatorio che è stato istituito con il decreto del Ministro il 5 settembre 2014 e che rimarrà in carica per tre anni.

Rete G2 – Seconde Generazioni

 

Damiano Tommasi a G2 Parlamenta: “Chiederemo alla Federcalcio di introdurre lo ius soli sportivo”

“Chi è nato in Italia è italiano, in questo senso anche la Federazione deve fare un salto culturale in avanti. Ci proveremo, anche se sarà difficile” afferma il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, che però a G2 Parlamenta ricorda l’equiparazione tra italiani e stranieri, decisa lo scorso anno, nell’ambito del vincolo sportivo: “Quando fa comodo il modo di parificare le situazioni si trova”. Poi bacchetta la Figc sulla lotta al razzismo: “Siamo ancora fermi a trovare un simbolo, uno slogan. Serve invece una volontà reale nel combattere le discriminazioni. Bisogna essere gelosi del proprio sport, ma qui sembra che si sia gelosi solo del business”

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Roma – 19 settembre 2014 – “In attesa di novità dal Parlamento sul tema della riforma della legge sulla cittadinanza, chiederemo alla Federcalcio l’introduzione dello ius soli sportivo. E’ un discorso che va approfondito, ma penso che a livello di norme federali sia fattibile. Aiuterebbe l’integrazione, potrebbe essere un elemento in grado di far fare un salto di qualità al calcio italiano”. Così il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, Damiano Tommasi, intervistato da G2 Parlamenta, l’iniziativa di Rete G2 nata per raccontare il dibattito sulla cittadinanza.

Lo ius soli sportivo (già introdotto da altre Federazioni, come la Fidal, la Federpugilato e la Federazione Hockey) permetterebbe ai giocatori nati in Italia da genitori di origine straniera di non essere più soggetti ad alcuna discriminazione né a livello burocratico (nella presentazione dei documenti, ad esempio) né tanto meno ai fini dell’impiego nei vari campionati. Non sarebbe ovviamente possibile la convocazione in Nazionale, tema su cui è invece necessario aspettare novità dal Parlamento. “Nell’ultimo Consiglio Federale – spiga Tommasi – abbiamo discusso di quali provvedimenti introdurre per incentivare l’utilizzo dei calciatori italiani nei settori giovanili in funzione della Nazionale. Credo che considerare sportivamente italiano chi è nato in Italia da genitori stranieri, e non ha ancora la cittadinanza, possa agevolare anche in questo senso. Significa motivare a fare sport un atleta, che poi sarà sicuramente incentivato a scegliere la nostra Nazionale, una volta che avrà acquisito il passaporto italiano. Questa idea – dice il presidente dell’Aic – deve essere vista nell’ottica di un salto culturale, chi è nato in Italia è italiano e la Federcalcio in questo senso deve fare un passo avanti”.

“Lo ius soli era nel programma dei due candidati alla presidenza federale, Tavecchio e Albertini – ricorda Tommasi –  ma non so a cosa ci si riferisse in particolare, se si aspetta solo una legge da parte del Parlamento oppure si vogliono portare avanti delle proprie iniziative. Il calcio, quando vuole, infatti i suoi provvedimenti li approva“. E in questo senso Tommasi ricorda il caso del vincolo sportivo in ambito dilettantistico: “Dai 14 ai 16 anni i giocatori firmano un tesseramento che può vincolare alla società fino all’età di 25 anni. Una cosa che combattiamo fortemente. Per i giocatori con cittadinanza non italiana vigeva invece un regolamento diverso, ovvero li si vincolava stagione per stagione. Lo scorso anno, invece, si è deciso di equiparare il tesseramento degli stranieri a quello degli italiani. Dunque, per ciò che si vuole, il modo di parificare le due situazioni si trova”.

“Noi proveremo a far passare lo ius soli sportivo, ma sarà difficile” è però il pensiero di Damiano Tommasi, che parla anche della lotta al razzismo e della nomina di Fiona May, scelta da Carlo Tavecchio come capo della Commissione antirazzismo della nuova Figc: “Ci sono gesti simbolici che devono essere accompagnati dalla concretezza. Siamo ancora fermi a trovare un simbolo, una campagna, a cercare uno slogan. Bisogna invece avere la volontà reale di combattere il razzismo. Il problema – afferma Tommasi a G2 Parlamenta – è quello che sta alla base delle proprie decisioni. La scelta è combattere il razzismo oppure si vogliono limitare i danni? Personalmente ritengo che dovremmo essere più gelosi delle nostre passioni e del nostro sport e difenderlo meglio. L’aria che tira è che si è gelosi del business più che del resto. Tutto viene visto nell’ottica nei ricavi. Non bisogna aderire ad una campagna di lotta alla discriminazione perché se non lo fai dai una pessima impressione, ma perché ci si crede veramente. Purtroppo, temo invece che sia proprio questa la ratio che spesso sta base di certe scelte”.

Isaac Tesfaye – G2 Parlamenta

Cittadinanza, Fabbri a G2 Parlamenta: “Obiettivo è testo in aula a dicembre”

Sono ripresi oggi i lavori della Commissione Affari costituzionali della Camera per la riforma della 91/92 con le audizioni delle associazioni: “Giornata molto soddisfacente”, dice a G2 Parlamenta la relatrice di maggioranza, che sta lavorando a un testo unico da presentare in aula entro fine anno

Roma – 11 settembre 2014 – “La speranza è quella di riuscire a portare in aula un testo unico entro la fine dell’anno”. E’ fiduciosa Marilena Fabbri alla ripresa dei lavori della Commissione Affari costituzionali della Camera, che dovrà dare al paese una nuova legge sulla cittadinanza. Oggi si sono tenute le audizioni dei rappresentanti dell’Anci e di organizzazioni e istituzioni che operano nel settore, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle modifiche alla legge 91/92. Era ovviamente presente anche la delegazione di Rete G2. “E ‘stata una giornata molto interessante, soddisfacente e costruttiva. Abbiamo ripreso la discussione su un tema all’attenzione della Camera da ormai molte legislature. C’è l’obiettivo di portarla a buon fine perché è un elemento di attesa nel paese: sono tanti i ragazzi che aspettano questa legge per sentirsi italiani” ha detto la Fabbri a G2 Parlamenta, l’iniziativa di Rete G2 nata per raccontare il dibattito sulla cittadinanza e dare voce alle seconde generazioni italiane. “Ci sono proposte che vedono tutte le associazioni d’accordo, come quella di introdurre la cittadinanza a favore dei nati in Italia da cittadini stranieri che si sono stabiliti da un certo periodo di tempo all’interno del nostro territorio – ha spiegato la deputata del Pd – così come c’è l’accordo per introdurre delle norme che vadano ad agevolare il riconoscimento della cittadinanza ai minori che arrivano giovanissimi in Italia e che poi si stabilizzano nel nostro paese assieme alla loro famiglia”. Si lavora dunque a un testo unico: “L’intenzione è quella di andare a condividere un testo unificato”, annuncia la Fabbri. “Oltre alla proposta di legge di iniziativa popolare – afferma – ci sono infatti più di venti proposte presentate dai colleghi deputati. Adesso l’elemento più difficile è quello di andare a comporre un testo che vada a cogliere i punti di contatto fra le diverse proposte, ma che abbia come spirito quello di agevolare e semplificare l’accesso alla cittadinanza, come riconoscimento di un diritto ai minori che nascono in Italia. L’obiettivo è quello di riuscire a realizzare questo lavoro entro fine anno: “La volontà della Commissione c’è – commenta la Fabbri – anche se nelle prossime settimane sarà oberata di lavoro perché arriverà anche il testo di riforma del Senato, tuttavia questo non è necessariamente un aspetto negativo perché sia io che la collega correlatrice, Annagrazia Calabria, utilizzeremo questo tempo per approfondire determinate questioni”.

G2 Parlamenta – Rete G2 Seconde Generazioni

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Cittadinanza, Chaouki a G2 Parlamenta: “I lavori della Commissione riprenderanno a settembre”

Il deputato del Pd: “Stiamo spingendo tutti i giorni per una riforma veloce. Non è solo l’impegno del Parlamento, ma anche del Presidente del Consiglio”. Poi un apprezzamento per l’iniziativa G2 Parlamenta: “Bene mantenere il fiato sul collo sui lavori parlamentari”

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Subito dopo l’estate riprenderanno le audizioni per la riforma della legge sulla cittadinanza in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. Lo ha anticipato il deputato del Pd Khalid Chaouki parlando a G2 Parlamenta, iniziativa di Rete G2 nata con il sostegno di Open Society Foundations per raccontare il dibattito attorno alla cittadinanza e dare voce alle seconde generazioni italiane. “Noi tutti i giorni stiamo spingendo per una riforma veloce – afferma Chaouki – e l’impegno che ha preso il presidente della I Commissione è che immediatamente dopo l’estate, i primi di settembre, faremo finamente le audizioni con le associazioni che si sono occupate di questo tema a partire dalla Rete G2 – Seconde Generazioni, per poi procedere immediatamente al varo di una riforma il piu possibile condivisa. Questo – ha aggiunto Chaouki a G2 Parlamenta – è l’impegno non solo del Parlamento, ma anche del Presidente del Consiglio, che su questo tema è stato molto esplicito. Lo dobbiamo a noi stessi e all’Italia, per rendere questo paese al passo con i tempi”. Infine Chaouki ha espresso apprezzamento per la realizzazione di G2 Parlamenta: “E’ un’ottima iniziativa che da una parte aggiorna chi questo tema lo vive da vicino, ma soprattutto mantiene il fiato sul collo sui lavori del Parlamento”.

G2 Parlamenta – Rete G2 Seconde Generazioni

Caso Tavecchio, Oshadogan a G2 Parlamenta: “Mostrato il lato peggiore dell’Italia”

“La prima reazione è stata di incredulità. Dispiace perché non si perde mai occasione per mostrare i lati peggiori dell’Italia, accadono cose che ci fanno sempre segnalare in modo negativo ”. Commenta così le frasi shock di Carlo Tavecchio, Joseph Dayo Oshadogan, raggiunto in Polonia da G2 Parlamenta, il progetto  realizzato su Facebook da Rete G2 con il sostegno di Open Society Foundations per raccontare il dibattito attorno alla cittadinanza e dare voce alle seconde generazioni italiane.  

Nato a Genova da padre nigeriano e madre italiana, Oshadogan è stato il primo giocatore nero a indossare la maglia della Nazionale Under 21, il 3 ottobre 1996 in Moldavia, e il terzo a esordire il Serie A nell’ottobre del 1999. “Dopo tanti anni vissuti in prima persona da calciatore, e poi anche in un altro ruolo, sembra sempre che le cose non cambino – racconta Oshadogan a G2 Parlamenta – si parla dell’importanza di educare i ragazzi, ma sono venti anni che ne sento parlare ed escono sempre situazioni del genere. Quello che non ti aspetti – continua – è che certe affermazioni vengano dalle istituzioni. E’ impensabile che una persona che mira alla presidenza della Federcalcio possa dire una cosa del genere, uno rimane basito e incredulo. Sicuramente il concetto che voleva esprimere Tavecchio era un altro – spiega l’ex calciatore  – voleva dire che in Inghilterra ai giocatori stranieri si richiedono determinati requisiti, ma se ne è uscito con una frase che va oltre il calcio. Se parli di banane nel 2014 significa che è un punto di vista insito nella persona”.

La frase di Tavecchio ha colpito anche le seconde generazioni italiane. “Ormai ci sono ragazzi etnicamente diversi che sono italiani a tutti gli effetti – dice Oshadogan – ragazzi che nei paesi di origine non ci sono mai stati. Noi dobbiamo guardare all’esempio che arriva da Olanda, Francia e Germania”.

Dopo la frase di Carlo Tavecchio solo pochi club hanno tolto l’appoggio al loro candidato: “Adesso si è creata una situazione per cui uno si deve schierare – afferma Oshadogan a G2 Parlamenta – noi in Italia abbiamo dirigenti come Albertini, personaggi come Baggio, Cannavaro e Del Piero, gente nuova, persone valide che si sono già distinte sul campo nella loro carriera. Una generazione che può cambiare il calcio in Italia è già pronta. Il tempo delle volontà è finito”.

 G2 Parlamenta – Rete G2 Seconde Generazioni

Progetto “G2 Parlamenta”

La Rete G2, organizzazione spontanea di figli d’immigrati/e, nati e/o cresciuti in Italia,

attiva dal 2005 per promuovere una riforma della legge sulla cittadinanza, ha deciso per

il 2014 di implementare le sue attività di sensibilizzazione al Parlamento italiano al fine di

giungere ad una nuova legge sulla cittadinanza.

Con il progetto “G2 Parlamenta”, la Rete G2, sta avviando diverse attività di

sensibilizzazione, rivolte ai parlamentari: dalla distribuzione di dossier e documentazioni,

fino alla realizzazione di video ed altri prodotti di comunicazione che saranno forniti

ad ai parlamentari per ricevere un quadro aggiornato della condizione attuale di figli

d’immigrati in Italia.

Inoltre, nella logica del metodo di partecipazione diretta delle seconde generazioni alla

vita politica e sociale del Paese il progetto prevede il coinvolgimento dei parlamentari ad

eventi ed iniziative pubbliche che coinvolgeranno la Rete G2-Seconde Generazioni.

“G2 Parlamenta” è un Progetto della Rete G2 con il sostegno di Open Society

Foundations (OSF) (inserire Logo)

Per maggiori informazioni: www.secondegenerazioni.it

g2comunicazione@secondegenerazioni.it

 

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