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Legge cittadinanza in Italia

 

Come funziona la legge numero 91 del 1992 attualmente in vigore

 

La disciplina in materia di cittadinanza fa oggi capo alla legge 91/1992. Ai sensi di tale legge, acquistano di diritto alla nascita la cittadinanza italiana coloro i cui genitori (anche soltanto il padre o la madre) siano cittadini italiani (L. 91/1992, articolo 1, comma 1, lettera a): si tratta della cosiddetta modalità di acquisizione della cittadinanza tramite ius sanguinis.

 

Lo straniero che sia nato in Italia può divenire cittadino italiano a condizione che vi abbia risieduto legalmente e ininterrottamente fino al raggiungimento della maggiore età e dichiari, entro un anno dal compimento della maggiore età, di voler acquistare la cittadinanza italiana (art. 4, co. 2).

 

 

Cosa sarebbe cambiato con la riforma della cittadinanza  approvata alla Camera nell’ottobre del 2015 e rimasta bloccata all’esame del Senato!

 

La legge del 1992 muoveva dal prevalente intento di rispondere ad istanze giungenti dagli Italiani all’estero, posta negli anni Ottanta l’instabilità politica o economica dei Paesi latino-americani di maggior emigrazione. A finalità e contesto storico diversi risponde il disegno di legge n. 2092 all’esame del Senato, dopo essere stato approvato in prima lettura dalla Camera.

 

Con la riforma si prevede che acquisti la cittadinanza per nascita, chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, dei quali almeno uno sia in possesso del diritto di soggiorno permanente o del permesso di soggiorno di lungo periodo. Dunque, si tratta di acquisto di diritto della cittadinanza. Decisivo suo requisito è il soggiorno per almeno cinque anni in Italia.

 

Il diritto di soggiorno permanente è riconosciuto infatti – ai sensi dell’articolo 14 del decreto legislativo n. 30 del 2007 – al cittadino dell’Unione europea e ai suoi familiari, che abbiano soggiornato legalmente e in via continuativa per cinque anni nel territorio nazionale.

Il permesso UE per soggiorno di lungo periodo è rilasciato – ai sensi dell’articolo dall’articolo 9 del decreto legislativo n. 286 del 1998 – allo straniero cittadino di Stati non appartenente all’Unione europea, in possesso dei seguenti requisiti:

  • titolarità, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità; –
  • reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale; –
  • disponibilità di alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge; –
  • superamento di un test di conoscenza della lingua italiana.

Tale permesso per soggiorno di lungo periodo non può essere rilasciato agli stranieri pericolosi per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato. Esso è a tempo indeterminato (e deve essere rilasciato entro 90 giorni dalla richiesta).

 

Non è dunque corretto ciò che spesso si sente affermare riguardo questa riforma, cioè che concederebbe la cittadinanza italiana in modo indiscriminato a chiunque nasce in Italia. La cittadinanza, invece, viene concessa alla nascita solamente allo straniero figlio di genitori che abbiano determinati requisiti, tutt’altro che semplici da soddisfare, e che sono dimostrazione di integrazione nel nostro paese (è il caso, ad esempio, del superamento di un test di conoscenza della lingua italiana, richiesto per ottenere il Permesso Ue per soggiorno di lungo periodo)

 

 

Viene poi introdotta una fattispecie nuova di acquisto della cittadinanza italiana, a seguito di percorso formativo (ius culturae) Essa è oggetto dall’articolo 1, comma 1, lettera d) del disegno di legge. Beneficiario è il minore straniero, che sia nato in Italia o vi abbia fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età. Egli acquista di diritto la cittadinanza, qualora abbia frequentato regolarmente (ai sensi della normativa vigente) un percorso formativo per almeno cinque anni nel territorio nazionale. Tale formazione consiste in: uno o più cicli presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione; o percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali, idonei al conseguimento di una qualifica professionale.

 

L’articolo 1, comma 1, lettera e) ha riguardo un’ultima fattispecie di concessione della cittadinanza (cd. naturalizzazione). Beneficiario è lo straniero che abbia fatto ingresso nel territorio nazionale prima del compimento della maggiore età, ivi legalmente residente da almeno sei anni. Egli può richiedere gli sia concessa la cittadinanza, a condizione che abbia frequentato regolarmente (ai sensi della normativa vigente) in Italia un ciclo scolastico, con il conseguimento del titolo conclusivo, presso gli istituti scolastici appartenenti al sistema nazionale di istruzione – ovvero un percorso di istruzione e formazione professionale, con il conseguimento di una qualifica professionale. Tale fattispecie riguarderà il minore straniero che abbia fatto ingresso nel territorio italiano tra il dodicesimo ed il diciottesimo anno di età. Rimane che qui si tratta di concessione della cittadinanza, con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del ministro dell’interno.

 

La norma transitoria per le seconde generazioni adulte

 

Le disposizioni del disegno di legge si applicano anche agli stranieri che abbiano maturato prima della sua entrata in vigore come legge i diritti previsti. E’ richiesta la residenza legale e ininterrotta nel territorio nazionale per cinque anni. Il limite per la presentazione della richiesta di cittadinanza è quello di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del disegno di legge. L’ufficiale di stato civile che riceva siffatta richiesta, verifica i requisiti così prescritti; sospende l’iscrizione e annotazione nei registri dello stato civile; richiede al ministero dell’interno il nulla osta (che deve essere rilasciato nei successivi sei mesi) circa l’insussistenza di provvedimenti di diniego o di espulsione o di allontanamento, intervenuti per motivi di sicurezza.

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Cittadinanza. Fino alla riforma della legge, alla Camera le storie delle seconde generazioni

Le storie delle seconde generazioni tornano alla Camera.
Un gruppo di deputati di diversi schieramenti, con a capo l’On.Cècile Kyenge, ogni giorno parlerà di un ragazzo o una ragazza ancora senza cittadinanza, fino a che in Aula non si discuterà la nuova legge sulla cittadinanza.
La prima storia raccontata è quella della nostra Samira.

Cécile Kyenge Kashetu

Cittadinanza: abbiamo iniziato con la storia di Samira. Lei non c’è più, ma la sua storia ci deve far riflettere!
La storia di Samira è stata letta dalla deputata Fucsia Nissoli Fitzgerald eletta nella circoscrizione AMERICA SETTENTRIONALE E CENTRALE – Gruppo Per L’ Italia

Questa è la storia di Samira , attivista della Rete G2 Seconde Generazioni, nata a Roma nel 1980 da madre filippina e padre egiziano, al compimento dei 18 anni non fece richiesta della cittadinanza italiana. Non fece domanda, perché si sentiva italiana dalla nascita. Così Samira denunciava la sua situazione nel 2007: “Ho una laurea come assistente sociale e lavoro per uno sportello informativo sull’handicap del Comune di Roma. Dopo un contratto a tempo determinato me ne hanno fatto uno a progetto mentre tutte le mie colleghe hanno avuto un contratto a tempo determinato, più lungo e che da più tutele rispetto a me. E questo non per mie incapacità professionali ma perché non ho ottenuto il passaporto italiano e le leggi sono poco chiare. A 18 anni non avevo fatto domanda per diventare cittadina italiana. Nessuno me lo aveva detto. Così ora, nonostante la mia laurea, il Comune non mi assume perché sono una cittadina filippina. Io sono nata qui e sono sempre vissuta qui. Mi considero italiana eppure devo accontentarmi di meno soldi e garanzie e fare causa al Comune per discriminazione”.
Samira è morta il 20 febbraio del 2010 sempre a Roma a soli 29 anni, prima che il giudice decidesse sul suo caso. Il problema di Samira Mangoud, come di molte seconde generazioni, è quello di non sapere di dover richiedere la cittadinanza italiana tra i 18 e i 19 anni , come previsto dalla legge per l’acquisizione della cittadinanza italiana per i figli di immigrati extracomunitari. Di conseguenza, Samira è rimasta cittadina straniera in un paese a lei non affatto estraneo, visto che era l’unico dove avesse mai vissuto.

Samira

Comunicato della segreteria dell’On Kyenge:
“L’Italia conta circa un milione di giovani nati e/o cresciuti qui. Per la legge
restano stranieri, anche se non lo sono. Sono bambini e bambine, ragazzi e
ragazze che nascono e crescono nel nostro Paese o che arrivano qui da piccoli.
Considerano l’Italia la loro casa, la loro Nazione, ma questa Nazione non li
considera suoi cittadini. E loro non hanno un’altra patria. Pertanto, abbiamo
deciso di costituire un gruppo di deputati, aperto a tutti gli schieramenti, per
dare voce in Parlamento ai nuovi italiani. Questa voce verrà portata anche fuori dall’Aula grazie all’azione congiunta con la società civile (coinvolgeremo anche tutti gli organi, le Istituzioni, gli Enti che si occupano di minorenni e adolescenti, fra questi ricordo: il Garante per l’infanzia e l’adolescenza, l’Unicef, Save the children, la Rete G2 – Seconde Generazionie le associazioni dentro e fuori la campagna L’ITALIA SONO ANCH’IO).
Cari colleghi, finché in questa stessa aula non discuteremo lanuova legge sulla cittadinanza, i firmatari di questa iniziativa racconteranno ogni giorno la storia di un ragazzo o di una ragazza ancora senza cittadinanza: storie di speranze, dolori, peripezie burocratiche, disillusioni, storie di tutti i giorni, fatte anche di successi in salita ma successi, ancora più veri e specchio della loro voglia di essere italiani.
L’Aula della Camera è il cuore del Parlamento. Qui tutti noi cerchiamo di portare lavoce degli italiani. A volte in maniera alta, a volte meno. Ma è il motivo per cui noisiamo in Parlamento: per dare voce anche a chi non ha votato o non può votare, achi di voce ne ha di meno e non può farsi sentire.
Crediamo che a tutti sia capitato di sentire da fuori le voci di giovani che
giocano dentro una scuola. C’è qualcuno in grado di stabilire chi di loro è figlio di immigrati o di italiani? Quelle che sentiamo in realtà sono soltanto le voci dell’infanzia e dell’adolescenza.
Chi di noi può trovare delle differenze ascoltando le voci della speranza?
Sono giovani che alla fine pensano e sognano in italiano, fanno il tifo per le stesse squadre, parlano con lo stesso accento dei nostri figli. Dalle Alpi a Lampedusa hanno affetti, amici, interessi e istruzione. Si incontrano tutti a scuola e proprio dalla scuola inizia il loro percorso di crescita.
C’è qualcosa di surreale e di profondamente ingiusto in tutto questo. Ed è tempo di porvi rimedio con un accorto, quanto urgente, intervento legislativo. Molti italiani restano stupiti quando scoprono che i compagni di classe dei loro figli non sono “italiani”.
Anche in Parlamento si è ampliato il numero di parlamentari – di tutte le
provenienze politiche – che pensa che sia arrivato il momento di cambiare.
Il diritto di cittadinanza è un tema su cui si ragiona già da tempo ed esistono
ormai molti progetti di legge che possono aiutare l’Italia ad entrare in una nuova fase dell’integrazione. Ma il tempo per discutere la riforma della cittadinanza continua a slittare. Continua ad essere un’occasione perduta per il nostro Paese. La nuova legge sulla cittadinanzaè una necessità perché l’Italia è già cambiata, perché i nostri giovani hanno già compreso l’importanza e il valore dell’integrazione. ”

HANNO FINORA ADERITO ALL’INIZIATIVA:

On. CécileKashetu Kyenge – PARTITO DEMOCRATICO
On. Paolo Beni – PARTITO DEMOCRATICO
On. Mario Marazziti – PER L’ITALIA
On. Fucsia Fitzgerald Nissoli – PER L’ITALIA
On. Giulio Marcon – SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ
On. Pia Elda Locatelli – MISTO
On. Adriana Galgano – SCELTA CIVICA PER L’ITALIA
On. Renata Polverini – FORZA ITALIA
On. Angelo Antonio D’agostino – SCELTA CIVICA PER L’ITALIA
On. Annalisa Pannarale – SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ
On. Assunta Tartaglione- PARTITOT DEMOCRATICO
On Chiara Scuvera – PARTITO DEMOCRATICO
On. Davide Mattiello – PARTITO DEMOCRATICO
On. Diego Crivellari – PARTITO DEMOCRATICO
On. Ernesto Carbone- PARTITO DEMOCRATICO
On. Fabio Porta – PARTITO DEMOCRATICO
On. Franco Bruno – MISTO – MAIE – API
On. Giorgio Zanin – PARTITO DEMOCRATICO
On. Giuseppe Guerini – PARTITO DEMOCRATICO
On. Giuditta Pini – PARTITO DEMOCRATICO
On. Giuseppe Zappulla – PARTITO DEMOCRATICO
On. Liliana Ventricelli – PARTITO DEMOCRATICO
On. Massimo Bray – PARTITO DEMOCRATICO
On. Michele Nicoletti – PARTITO DEMOCRATICO
On. Milena Santerini – PER L’ITALIA
On. Nicola Fratoianni – SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ
On. Roberto Rampi – PARTITO DEMOCRATICO
On. Sandra Zampa – PARTITO DEMOCRATICO
On. Serena Pellegrino – SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ
On. Valentina Vezzali – SCELTA CIVICA PER L’ITALIA
On. Vanna Iori – PARTITO DEMOCRATICO
PER MAGGIORI INFORMAZIONI:
EMAIL:segreteria@cecilekyenge.it
Tel:06 67 60 8474
Cel: 347 03 96 399

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Rete G2 partecipa allo European Integration Forum 3 Aprile 2014 a Bruxelles

La Rete G2 – Seconde generazioni partecipa allo European Integration Forum, che si tiene oggi 3 Aprile 2014 a Bruxelles, presso la sede del Comitato Economico e Sociale.

Il Forum Europeo per l’Integrazione ha come obiettivo favorire l’interscambio di esperienze tra le organizzazioni della società civile a livello europeo e la possibilità, per queste, di presentare il proprio punto di vista alle istituzioni Europee.

Per il biennio 2013-2015, la Rete G2 rappresenta le organizzazioni della società civile a livello nazionale nel Bureau del Forum, insieme alla Rete Europea ENAR (European Network Against Racism) e una rappresentanza della Commissione Europea – DG Giustizia e Affari Interni.

Il tema dell’edizione odierna del Forum è la riflessione sui Principi Comuni sull’Integrazione, adotatti dal Consiglio Europeo nel 2004, che costituiscono l’unica piattaforma comune tra gli Stati membri per quanto riguarda anche le politiche per l’acquisizione della cittadinanza.

La partecipazione della Rete G2 si inserisce alla vigilia del semestre italiano di presidenza del Consiglio Europeo (luglio – dicembre 2014).

L’auspicio è che proprio la Presidenza Italiana del Consiglio Europeo possa costituire la base per definire politiche comuni a livello europeo che facilitino l’acquisizione della cittadinanza da parte delle seconde generazioni, nate o arrivate da piccole negli Stati membri dell’UE.

Scarica qui il programma http://www.eesc.europa.eu/?i=portal.en.events-and-activities-european-integration-forum-11-programme.

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PROGETTO DI RICERCA-AZIONE “SECONDE GENERAZIONI LGBT”

Chi sono le “seconde generazioni LGBT”? E perché un progetto rivolto a loro?

Siamo un piccolo gruppo di attiviste/i di movimenti delle seconde generazioni e LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender/transessuali) e studiosi/e dei temi correlati a questi percorsi. Con questo progetto di ricerca desideriamo fare incontrare i nostri percorsi personali e professionali con un bisogno che abbiamo intercettato fra figlie e figli di stranieri con percorsi di orientamento sessuale e/o identità di genere non eteronormativi: quello di trovare occasioni di incontro e di scambio di esperienze. Le “seconde generazioni LGBT” sono una realtà sociale che sta crescendo anche in Italia e cui vorremmo dedicare una speciale attenzione per la vivacità che propone e per le domande e i bisogni che pone.
L’intento è di metter a fuoco le questioni centrali della loro esperienza, di offrire occasioni per esplorare questi temi e confrontarsi in situazioni di gruppo, e infine di aiutare le istituzioni e i servizi a comprendere nelle loro azioni le esigenze espresse. Per il momento abbiamo in previsione una o più pubblicazioni scientifiche, un convegno e una mostra fotografica.
La prima azione – avviata a Giugno 2013 – consiste in una serie di focus group con lo scopo di far incontrare i/le giovani perché raccontino le vicende significative del loro percorso e mettano in comune i temi portanti della loro esperienza.

Se desideri partecipare ai nostri incontri e rimanere in contatto con noi, scrivi a: progettog2lgbt@gmail.com oppure telefona al 348 4712072. Gli incontri sono aperti anche a figli/e di coppie miste e figli/e adottivi/e da adozione internazionale e si tengono a Milano presso l’associazione ALA Milano Onlus.

Stanno lavorando al progetto Helen Ibry (antropologa e presidente di ArciLesbica Zami Milano), Massimo Modesti (pedagogista e ricercatore in antropologia dell’educazione), Medhin Paolos (fotografa e attivista della Rete G2 – Seconde Generazioni) e Antonia Monopoli (responsabile Sportello Trans di ALA Milano Onlus).
Il progetto è sostenuto dalle associazioni Rete G2 – Seconde Generazioni,stranieroachi ALA Milano Onlus e ArciLesbica Zami Milano,.

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RETE G2 INAUGURA G.LAB

 

 

 

G.Lab è il nome del progetto pilota che verrà lanciato mercoledi 13 marzo 2013 nella sede dell’Informagiovani di Via Dogana 2.

Grazie al contributo da parte del Ministero del Lavoro, e dalla collaborazione tra Assessorato delle Politiche Sociali e Servizio Giovani del Comune di Milano con l’associazione Rete G2 – Seconde Generazioni, nasce il laboratorio di cittadinanza urbana G.Lab.

G. Lab si propone di fornire informazioni di primo livello sul tema della cittadinanza, del lavoro e dello studio, attraverso un nuovo desk composto da giovani di origini italiane e straniere.

Saranno inoltre organizzati incontri mensili culturali come seminari e dibattiti, ma anche proiezioni di film, djset, mostre artistiche, installazioni ecc.

In fase sperimentale, G.Lab sarà aperto al pubblico tutti i mercoledi, giovedi e venerdi dalle 14 alle 18 fino al 30 settembre 2013.

Siete tutti invitati all’inaugurazione!

 

 

invito inaugurazione G.Lab1

 

 

 

 

 

 

 

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Comprare del prosciutto tra una “FISSION” e l’altra..

Signora età media 60 anni (portati male) al salumiere : “ehi in piazza stanno girando ‘na fiSSion (vuole dire fiction)”

salumiere “ah si?!”

sign :” eh si..c’era anche quello..coso come si chiama quello di Rivombrosa!”

salumiere :” Rivo.. rivo che?!..”

sign: ” ma si quello di rivombrosa!!!”

la signora si gira verso di me e mi fa : “come si chiama quello di rivombrosa?”

Io:”mmm non lo so non guardo i telefilm”

Sign:” ahhhhhhhhhhhhhhhh non sei italiana e quindi non guardi la tv perchè non parli italiano?”

Io: “NO veramente sono italiana, parlo ovviamente l’italiano ma non guardo le fiction!”

Sign: ” ‘mazzà parla mejo de me!”

Io : “beh se sono italiana come dovrei parlare?!”

salumiere : ” ecco signò becca e porta a casa.. ma signò siete sicure che non stavano giocando a poker e si scambiavano le fiches?!”

morale della storia: se faranno un test per verificare quanto si è italiani alla richiesta di cittadinanza questo verterà su tre filoni:
1) Amici    2) Elisa di Rivombrosa (su richiesta della signora)      3)Distretto di Polizia .

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Come un essere sulla terra.

..chi glielo dice a lui che probabilmente non uscirà di lì, da quella prigione?
E come gli spieghiamo che tutto ciò di cui trattiamo, di cui leggiamo nei libri altro non è che una marea di parole che dovrebbero andare a creare una sorta di grande diritto internazionale, vagamente inclinato a proteggere gli uomini, proteggere gli uomini dagli altri uomini..
Come un uomo sulla terra,impotente,
solo,
lasciato in mano al proprio destino a vagare tra le onde di sabbia del Sahara..
imprigionato,venduto,
comprato.

Chi gli spiega che non ha colpa se ha voluto inseguire i suoi sogni,
che non ha colpa se pensava che qui avrebbe trovato AIUTO, RISPETTO, COMPRENSIONE..
chi glielo spiega che non può tornare indietro?

Come una donna sulla terra,
una donna sulla terra a cui premevano il ventre così forte, ventre gonfio dove dentro pulsa/pulsava una vita,
come una donna lasciata lì in quelle camerate insieme alle altre donne,
talvolta (spesso) presa e abusata come si fa con un pseudo fazzoletto con cui pulirsi il naso..
chi glielo spiega a lei?
Chi si scuserà con lei?

Nessuno.

Al massimo una volta giunti (se giungeranno) in questo limbo felice di terra,tutta mandolino,pizza e pulcinella, saranno “benedetti” ricevendo un permesso di soggiorno per aiuti umanitari. Ma nel mentre?
Tante volte non è dove vai a metterti paura, ma è il come ci vai,
tante volte non è il come arriverai, ma il se arriverai,
e molte volte è molto più facile non arrivare e dimenticare lì, restando inermi come bestie.

Come un uomo, come una donna sulla terra che però in quello stesso minuto che realizzano di essere sulla terra vorrebbero essere altrove.