A Milano un nuova avventura targata ReteG2: apre lo Sportello Seconde Generazioni

Per ReteG2 parte una nuova avventura. Da marzo a Milano sarà a disposizione uno spazio mai avuto prima, interamente dedicato a noi seconde generazioni: potremo discutere di cittadinanza, di identità, di equilibri tra più culture, del nostro presente e del nostro futuro. 
Potremo confidarci i nostri sogni e le nostre aspettative, e anche ciò che concretamente vorremmo fare per la nostra città, per il nostro paese e per i nostri concittadini. Inoltre, affronteremo insieme quegli ostacoli che ancora non ci permettono di vivere sereni da italiani di origine straniera. Non ci aspettiamo solo le famose seconde generazioni, a cui è intitolato lo Sportello: speriamo di vedere anche genitori, insegnanti, associazioni e insitituzioni…

Uno spazio, ospitato dall’Informagiovani in via Dogana 2 (praticamente piazza del Duomo) in cui si potrà toccare con mano ciò che è stato seminato fino ad oggi sul web, ma che non ha mai perso il contatto con la realtà e con la quotidianità delle seconde generazioni. Manca ancora un mese abbondante di progettazione e l’esperienza lunga anni di ReteG2 ha molto da proporre.

Ma soprattutto non vede l’ora di mettersi a disposizione di tutti i milanesi, senza distinzioni di età, sesso, religione e origine geografica, per costruire insieme l’Italia che siamo già, ma che possiamo migliorare giorno dopo giorno. 

Scriveteci i vostri commenti e suggerimenti, proprio qui, nel nostro caro forum pubblico: ne prenderemo nota, li terremo in seria considerazione e in questo modo potremo costruire insieme una vera casa per tutte le seconde generazioni d’ Italia.

Il Tribunale di Roma dichiara la natura discriminatoria del concorso pubblico indetto per il reclutamento di personale docente

Comunicato stampa congiunto ASGI – Rete G2 Seconde generazioni
16 dicembre 2012

Il Tribunale di Roma dichiara la natura discriminatoria del concorso pubblico indetto per il reclutamento di personale docente

Riconosciuto ad una cittadina croata, familiare di cittadino comunitario, il diritto a concorrere al bando per il reclutamento di undicimilacinquecento docenti

Il Tribunale di Roma ha dichiarato la natura discriminatoria della condotta tenuta dal MIUR nei confronti di una cittadina croata, familiare di cittadino comunitario e titolare di permesso di soggiorno per lungo periodo, per non essere stata ammessa a partecipare al concorso per personale docente.

Il Giudice ha ricordato che il familiare di cittadino dell’U.E. e il soggiornante di lungo periodo godono, ai sensi del d.lgs. 30/2007 e della direttiva comunitaria 109/2003, degli stessi diritti dei cittadini italiani anche riguardo all’accesso al pubblico impiego con la sola esclusione delle attività che implicano l’esercizio di potestà pubbliche nel cui ambito “non rientrano i posti di docente delle scuole pubbliche di ordine e grado … ed è evidente che il diritto di svolgere siffatte attività, nel caso in cui si accede per concorso, implica il diritto a partecipare alla relativa selezione”.

Il Tribunale di Roma, quindi, ha ordinato all’Amministrazione di rimuovere gli effetti della discriminazione consentendo, senza indugio, alla cittadina extracomunitaria di partecipare alle prove preselettive fissate per il 17 e 18 dicembre.

I legali dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), che hanno sostenuto le ragioni della ricorrente con il contributo dell’Open Society Foundations, pur soddisfatti del risultato positivo conseguito, proseguiranno l’azione giudiziale intrapresa, impugnando, per conto dell’Associazione, con l’intervento della Rete G2 – Seconde Generazioni, la sentenza nella parte in cui, richiamandosi ad una superata sentenza della Corte di Cassazione n. 2470/2006, già definita “isolata” dalla Corte Costituzionale nell’ordinanza n.139/2011, ha negato che il diritto a non essere discriminati nell’accesso al lavoro sia da riconoscere a tutti i lavoratori regolarmente presenti in Italia e che il ruolo delle associazioni per la promozione dei diritti riguardi anche la tutela giudiziale delle discriminazioni collettive per nazionalità.

ASGI G2logo

ANCI, Save the Children e Rete G2 a un anno dal lancio della Campagna “18 anni… in Comune”

2gincomune

A un anno dal lancio della Campagna ‘18 anni… in Comune’ ANCI, Save the Children e Rete G2-Seconde Generazioni rilanciano l’iniziativa che proseguira’ finche’ il Parlamento non approvera’ una legge di modifica della cittadinanza, in direzione dello ius soli.
La Campagna e’ stata lanciata a ottobre 2011 da ANCI, Save the Children e Rete G2-Seconde Generazioni, per sollecitare i Sindaci italiani ad informare i ragazzi nati in Italia da genitori stranieri del diritto di presentare la richiesta di cittadinanza entro il compimento dei 19 anni.

Ad oggi i risultati riguardano poco piu’ della meta’ dei Comuni che hanno aderito alla Campagna “18 anni… in Comune” e indicano che circa 638 ragazzi nati in Italia da genitori stranieri e residenti nei Comuni che hanno aderito alla Campagna hanno ottenuto la cittadinanza italiana nel corso dell’ultimo anno. E’ un numero destinato a raddoppiare una volta ricevuti i dati definitivi. I Comuni che ad oggi hanno aderito sono 358, distribuiti su tutte le Regioni italiane, 31 di questi sono capoluoghi di Provincia.

Tutto il materiale relativo alla Campagna ’18 anni… in Comune’ e’ reperibile sul sito dell’ANCI

‘’E’ importante che sempre più sindaci assumano questa buona pratica, nata sulla scia delle positive esperienze gia’ avviate da vari Comuni, e di cui finora nessuno, in primis lo Stato, si era fatto carico – dichiara Graziano Delrio, Presidente dell’ANCI –  I sindaci aderenti inviano una lettera  a tutti i ragazzi e le ragazze 18enni nati in Italia da genitori stranieri per informarli della finestra di un solo  anno, prevista dalla attuale legge, entro la quale richiedere la cittadinanza come diritto amministrativo. In attesa di una riforma della legge sulla cittadinanza, continueremo come ANCI e come associazioni a promuovere questa iniziativa, volta anche ad aumentare nelle nostre comunità la consapevolezza sui diritti delle giovani generazioni di italiani, nostri concittadini nella sostanza ma non nella forma. E’ infatti nelle realta’ territoriali che si avverte in modo diretto il paradosso che vivono i ragazzi di seconda generazione, divisi tra un sentimento e un vissuto di appartenenza al nostro Paese a fronte di una esclusione formale dai diritti derivanti dal riconoscimento della cittadinanza’’.

Per diffondere le informazioni sul diritto di richiedere la cittadinanza ogni Sindaco  ha scelto la strategia piu’ adatta alla propria realta’ territoriale. Molti di loro hanno inviato una lettera ai ragazzi per informarli del diritto di richiedere la cittadinanza, mentre per altri, in realta’ piu’ piccole, l’invio della lettera non e’ stato necessario, sostituito dalla comunicazione diretta e dal passaparola.

‘’L’importante e’ far conoscere a tutti i ragazzi interessati la possibilita’ di esercitare un diritto fondamentale per il loro futuro e il tempo ridotto entro il quale devono attivarsi. Abbiamo la responsabilita’ come amministratori comunali – afferma Flavio Zanonato, Delegato ANCI all’Immigrazione – di lavorare per l’integrazione e per tenere unite le nuove generazioni, senza permettere che chi e’ nato in Italia, ha studiato nelle nostre scuole, parla non solo la nostra lingua ma anche il nostro dialetto, si senta un apolide, con meno diritti e meno possibilita’ dei suoi coetanei. I nuovi italiani, oltretutto, saranno decisivi per far tornare a crescere il nostro Paese, per dotarlo dell’entusiasmo e delle energie necessarie a risalire la china’’.

Per far fronte a questa grave carenza di diritto sono molti i Comuni che hanno avviato iniziative a favore della cittadinanza dei ragazzi cosiddetti di seconda generazione, attivita’ che hanno coinvolto le scuole in varie modalita’, a partire dalla concessione della cittadinanza onoraria fino alla distribuzione del testo della Costituzione italiana.

‘’Non e’ la prima volta che il Comune si trova a dover supplire con iniziative proprie alla lentezza con la quale il Parlamento reagisce ai tumultuosi cambiamenti sociali che i fenomeni migratori portano sempre con se’. Era gia’ accaduto in materia di diritto di voto alle elezioni amministrative e accade oggi con il tema della cittadinanza. Mentre il dibattito politico nazionale si avvita su se’ stesso – conclude il Presidente Delrio – sui territori la realta’ non aspetta’’.

“Questa campagna rappresenta un primo passo, significativo, per accogliere il desiderio di cittadinanza di tanti ragazzi che nascono e crescono nel nostro Paese’’. E’ quanto afferma Raffaella Milano, Direttore Programma Italia – Europa di Save the Children Italia. ‘’I Comuni sono l’istituzione a loro piu’ vicina ed e’ per questo motivo particolarmente importante l’impegno dell’ANCI in questa iniziativa volta ad agevolare il percorso di acquisizione della cittadinanza italiana per i neo maggiorenni.  Save the Children auspica che al piu’ presto si modifichi la legge nazionale, completamente superata, e che l’Italia sappia riconoscere piena cittadinanza ai tanti bambini e adolescenti che crescono nel nostro Paese e che sono stranieri ormai solo per l’anagrafe’’.

‘’Sono piu’ di 358 le amministrazioni locali che hanno deciso di aderire alla campagna ‘18 in Comune’, e’ una straordinaria partecipazione da parte delle amministrazioni locali che dice quanto sia necessario e urgente riformare la legge 91/92, la nostra antiquata legge per la concessione della cittadinanza’’. Ad affermarlo e’ Mohamed Tailmoun, Portavoce della Rete G2-Seconde Generazioni.

Roma, 16 novembre 2012

Le difficoltà delle seconde generazioni in Italia…

Dato che siete sempre in molti a chiederci di riassumere le difficoltà maggiori delle seconde generazioni, qui trovate un breve riepilogo. Se pensate che manchi qualcosa, segnalatelo voi stessi nel nostro Forum, nello spazio dell’Osservatorio Nazionale

Difficoltà 2g jpeg

ReteG2 fa festa!

locandina hr G2party

” Rete G2 e ASGI promuovono il ricorso contro il MIUR ed il concorso insegnanti “

Roma, 30 ottobre 2012 – A seguito della mancata risposta del Ministro della Pubblica Istruzione alla segnalazione inviatagli dalle Antenne Territoriali Anti-discriminazione dell’ASGI (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione) di Roma e Firenze relativa alla illegittima esclusione, in ragione della cittadinanza, dal concorso per il reclutamento di 11.542 docenti, degli aspiranti professori regolarmente soggiornanti in Italia ed in possesso dei requisiti di competenza e capacità;

L’Asgi e la Rete G2, unitamente alla dott.ssa N. B. residente in Italia da 20 anni, ove ha conseguito la Laurea in Chimica presso l’Università “La Sapienza” di Roma con il massimo dei voti, hanno deciso di rivolgersi al Tribunale di Roma perché, accertato il comportamento discriminatorio del Ministero, adotti i provvedimenti ritenuti opportuni e necessari per rimuovere la rilevata discriminazione.

Abbiamo deciso di sostenere questo ricorso perché questa esclusione – spiega Mohamed Tailmoun, Portavoce della Rete G2pone in essere un’irragionevole differenza di trattamento tra lavoratori comunitari e non comunitari, in violazione del principio di non discriminazione nelle condizioni di lavoro rispetto al lavoratore nazionale, ribaditi dalla Convenzione O.I.L e dal Testo Unico immigrazione.. Nel caso specifico poi, si tratta di una giovane cresciuta e scolarizzata in Italia”.

Le Antenne Asgi, sottolineano, come anche il concorso per il reclutamento del personale docente non si è discostato da una illegittima prassi amministrativa, che, in modo miope, escludendo parte della popolazione italiana dall’accesso al pubblico impiego, di fatto, le impedisce di adempiere al dovere/diritto di piena partecipazione alla vita economico sociale del paese .

La Rete G2 Seconde Generazioni scrive a Profumo per chiedere la rimozione del criterio della cittadinanza dal concorso insegnanti.

Roma, 10.10.2012

Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Prof. Francesco Profumo

e.p.c. Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione
Prof. Andrea Riccardi

UNAR- Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali

Oggetto: Concorsi a posti e cattedre, per titoli ad esami, finalizzati al reclutamenti del personale docente nelle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado (Decreto n. 82/2012) – esclusione dalle procedure di selezione dei lavoratori in base alla cittadinanza.

Egregio Prof. Francesco Profumo,

la Rete G2 Seconde Generazioni è un’organizzazione fondata nel 2005 da figli di immigrati e rifugiati per la promozione della riforma della legge 91 del 1992, con l’introduzione del principio dello Ius solis a favore dei figli dell’immigrazione nati e/o cresciuti in Italia.

Dal 2006 abbiamo istituito un sito, www.secondegenerazioni.it, in cui scrivono seconde generazioni di tutta Italia. Dal 2007 è attiva una sezione denominata Osservatorio Nazionale, in cui chiediamo ai nostri sostenitori di segnalare i casi di “discriminazione” che colpiscono le seconde generazioni dell’immigrazione.

Il 29 settembre del 2012 ci è stato segnalato da una nostra sostenitrice che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ha indetto un concorso per il reclutamento di personale docente, con esclusione degli aspiranti docenti di cittadinanza dei paesi non appartenenti ai paesi della Comunità Europea, anche se in possesso di titolo abilitativo all’insegnamento e di ogni altro requisito di capacità e competenza previsto dal bando di concorso.

Questa esclusione, pone in essere un’irragionevole differenza di trattamento tra lavoratori comunitari e non comunitari, in violazione del principio di non discriminazione ribadito, tra l’altro, dalla Convenzione sui lavoratori migranti e i loro familiari del O.I.L. (Organizzazione Internazionale del Lavoro) n. 143/1975, cui espressamente rinvia l’art. 2 c. 3 del T.U. Imm., dall’art. 43 T.U. Imm., nonché dall’art. 3 comma 1 del D. Lgs. 9 luglio 2003, n. 215 concernente l’attuazione della direttiva 2000/43/CE e richiamata nel concorso di cui in oggetto.

Per quanto segnalato, la Rete G2 Seconde Generazioni chiede a codesto Spett. le Ministero di voler procedere alla modifica del bando di cui alla presente per consentire agli aventi diritto la partecipazione e resta in attesa di un cortese riscontro.

Distinti saluti

La Rete G2 Seconde Generazioni

Miss Italia scrive a Napolitano

Lettera a Napolitano da Miss Italia settembre 2012

Senza cittadinanza, i figli degli immigrati scelgono gli istituti tecnici per trovare lavoro

Giovedì, 28 giugno 2012 – 11:32:00

Non avere la cittadinanza italiana anche se si è nati in Italia influenza in modo determinante le scelte di vita dei figli degli immigrati, che si iscrivono in massa negli istituti professionali e non accedono all’istruzione universitaria. È quanto emerge dalla Ricerca “Le seconde generazioni tra mondo della formazione e mondo del lavoro” promossa da Rete G2 Seconde Generazioni in collaborazione con ASGI, Save The Children con il contributo dell’Unar, nell’ambito del progetto R.E.T.E. (Rows Emergencies and Teen Empowerment).

 

 

immigrati

“L’alto numero di figli di immigrati iscritti agli istituti tecnici è dovuto in parte alla loro condizione di italiani con il permesso di soggiorno – si legge nelle conclusioni – Tale condizione, infatti, determina la scelta di percorsi di formazione che accelerino la ricerca del lavoroal termine degli studi superiori (nonostante non ci sia una correlazione diretta tra lo studiare in un Istituto Tecnico o in un Istituto Professionale e il trovare facilmente lavoro)”. Pur avendo ottenuto ottimi voti alla fine delle scuole medie, a parità di risultati con i ragazzi italiani, mentre questi ultimi si iscrivono ai licei con la prospettiva di andare all’università ed entrare a fare parte della classe dirigente del Paese, i giovani delle seconde generazioni fanno scelte di segno diverso.

 

 

Dalla  ricerca emerge che in questa decisione è fondamentale il ruolo degli insegnanti delle scuole medie  inferiori nel consigliare e indirizzare la scelta dei genitori. Nella maggior parte dei casi, gli alunni di seconda generazione sono stati indirizzati verso la scelta d’iscriversi a Istituti tecnici e ai corsi professionali proprio dai loro insegnanti delle scuole medie. La ricerca è stata condotta negli istituti tecnici e professionali, dove studia una grossa fetta delle seconde generazioni iscritte alle scuole superiori, su sei città del centro – nord che hanno una maggiore presenza di figli di immigrati: Roma, Firenze, Milano, Torino, Padova, Vicenza. Il campione intervistato è di 100 ragazzi e 55 ragazze con entrambi i genitori stranieri o appartenenti a famiglie miste. La maggior parte non sente di avere problemi con la lingua. “Questa è l’ennesima dimostrazione che non è la conoscenza della lingua italiana a creare problemi di successo scolastico” sottolinea il rapporto. Gli alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole superiori sono passati dai 130.012 dell’anno scolastico 2008-2009 ai 143.224 dell’anno seguente, salendo complessivamente dal 4,8 al 5,3%. Di questi, oltre centomila studiano nelle scuole professionali e tecniche, dove la percentuale è doppia, intorno al 10%.

 

 

Solo un terzo del campione si è iscritto in tempo alle scuole secondarie, entro i 14 anni, 1l 69% è over 14 anni con punte di 21 anni. Poche le famiglie miste: la maggior parte sono famiglie composte da genitori entrambi stranieri e entrambi dello stesso paese. La maggior parte degli intervistati dichiara di avere una cittadinanza straniera (120 su 155). Una parte di quelli che dichiarano di essere cittadini stranieri sono nati in Italia. In media i genitori degli intervistati sono arrivati da almeno venti anni in Italia. Si tratta a tutti gli effetti di un’immigrazione stabile. Prevale tra gli intervistati la provenienza dei genitori dall’Europa dell’Est, seguono Sud America, Asia e Nord Africa. Le professioni prevalenti sono quelle legate al manifatturiero o ai servizi. Tra le madri c’è un 11% che dichiara di svolgere un lavoro impiegatizio; sono interpreti e traduttrici che lavorano a chiamata per tribunali e servizi vari. I titoli di studio dei genitori nella maggioranza dei casi sono alti rispetto al lavoro che svolgono effettivamente.

 

 

La maggior parte degli intervistati vive con la famiglia in affitto. Simile alle famiglia italiane è la tendenza ad investire nella casa appena se ne ha la possibilità. Le famiglie sono in media più numerose di quelle italiane. L’87% degli intervistati appartiene ad una famiglia composta da almeno un fratello o una sorella oltre ai genitori. Per questo, una parte del tempo libero venga dedicato a dare una mano a casa. Tutti dichiarano di dedicare almeno un’ora alla famiglia.

 

 

Un altro risultato significativo della ricerca è che una parte dei ragazzi  che non sono mai stati bocciati alle superiori sono quelli che non hanno lavorato durante il periodo di studio. Per cui è determinate nel successo scolastico di questi ragazzi la possibilità di studiare il pomeriggio. Infatti, i loro giudizi alle scuole elementari e medie sono superiori rispetto alla media dei giudizi dei loro compagni italiani. Un motivo d’insoddisfazione nella scelta formativa è il giudizio negativo sulle competenze apprese che non darebbero una reale possibilità d’impiego. Alla domanda ti sei mai sentito discriminato a scuola? La risposta della maggior parte degli intervistati è no al 74%.

 

Fonte: http://affaritaliani.libero.it/sociale/figli-immigrati-scelgono-gli-istituti-tecnici-per-trovare-lavoro280612.html

COMUNE DI CERTALDO: INVITO ALLE “SECONDE GENERAZIONI”: FATE “18 ANNI… IN COMUNE!”

Comune e ANCI per l’estensione di cittadinanza alle seconde generazioni. La cittadinanza italiana può essere chiesta da chi è nato e vissuto qui

Anche Certaldo ha aderito alla campagna “18 anni… in comune!” promossa da Associazione Nazionale Comuni Italiani, Save the Children Italia e Rete G2 – Seconde Generazioni, per promuovere la possibilità per i giovani stranieri nati e cresciuti in Italia di acquisire facilmente la cittadinanza una volta compiuti i diciotto anni.

La legge sulla cittadinanza (legge 5 febbraio del 1992 n 91) attualmente in vigore segue il principio di trasmissione per ius sanguinis, ossia da genitori a figli, pertanto i giovani che sono nati e cresciuti in Italia e che hanno entrambi i genitori stranieri, anche se non hanno il diritto alla cittadinanza per nascita, possono ugualmente ottenerla. L’articolo 4 della legge stabilisce infatti che gli stranieri nati in Italia, che vi abbiano risieduto legalmente senza interruzioni fino alla maggiore età, possono diventare cittadini italiani con semplice dichiarazione di volontà da rendere ufficiale di stato civile entro un anno dal compimento della maggiore età.

“Il comune di Certaldo ha aderito a questa iniziativa invitando i giovani di nazionalità straniera nati e vissuti a Certaldo ad un’iniziativa alla quale oggi sono presenti alcuni giovani e diversi genitori – ha spiegato l’Assessore Francesco Dei – a loro abbiamo dato del materiale informativo in merito, perché la maggior parte di loro non è informata sulla possibilità di ottenere la cittadinanza italiana e sull’impatto che questa può significare in termini lavorativi e di diritti civili. Diventare cittadini italiani significa godere di alcuni importanti diritti: tra questi essere iscritto alle liste elettorali e votare, muoversi liberamente all’interno dei Paesi della Comunità europea, accedere ai concorsi pubblici e agli ordini professionali”.

Il progetto “18 anni… in comune!” riguarda tutti gli stranieri nati in Italia che compiono 18 anni nel 2012 e nel 2013. Per fare domanda di cittadinanza è necessario rivolgersi presso l’Ufficio di Stato Civile del Comune con un documento d’identità valido, atto di nascita, certificato di residenza, qualsiasi documentazione ufficiale (certificati di frequenza scolastica, certificati du vaccinazione ecc.) utile a dimostrare la permanenza in Italia senza interruzioni di residenza legale. Una volta accertata l’idoneità si dovrà versare un contributo di 200 euro sul c.c 809020 intestato al Ministero dell’Interno per la conclusione delle pratiche.

Fonte: http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=119559

Scarica la guida per richiedere la cittadinanza realizzata da Anci, Save the Children e Rete G2: http://www.secondegenerazioni.it/pdf/Guida_18enni.pdf