” Rete G2 e ASGI promuovono il ricorso contro il MIUR ed il concorso insegnanti “

Roma, 30 ottobre 2012 – A seguito della mancata risposta del Ministro della Pubblica Istruzione alla segnalazione inviatagli dalle Antenne Territoriali Anti-discriminazione dell’ASGI (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione) di Roma e Firenze relativa alla illegittima esclusione, in ragione della cittadinanza, dal concorso per il reclutamento di 11.542 docenti, degli aspiranti professori regolarmente soggiornanti in Italia ed in possesso dei requisiti di competenza e capacità;

L’Asgi e la Rete G2, unitamente alla dott.ssa N. B. residente in Italia da 20 anni, ove ha conseguito la Laurea in Chimica presso l’Università “La Sapienza” di Roma con il massimo dei voti, hanno deciso di rivolgersi al Tribunale di Roma perché, accertato il comportamento discriminatorio del Ministero, adotti i provvedimenti ritenuti opportuni e necessari per rimuovere la rilevata discriminazione.

Abbiamo deciso di sostenere questo ricorso perché questa esclusione – spiega Mohamed Tailmoun, Portavoce della Rete G2pone in essere un’irragionevole differenza di trattamento tra lavoratori comunitari e non comunitari, in violazione del principio di non discriminazione nelle condizioni di lavoro rispetto al lavoratore nazionale, ribaditi dalla Convenzione O.I.L e dal Testo Unico immigrazione.. Nel caso specifico poi, si tratta di una giovane cresciuta e scolarizzata in Italia”.

Le Antenne Asgi, sottolineano, come anche il concorso per il reclutamento del personale docente non si è discostato da una illegittima prassi amministrativa, che, in modo miope, escludendo parte della popolazione italiana dall’accesso al pubblico impiego, di fatto, le impedisce di adempiere al dovere/diritto di piena partecipazione alla vita economico sociale del paese .

La Rete G2 Seconde Generazioni scrive a Profumo per chiedere la rimozione del criterio della cittadinanza dal concorso insegnanti.

Roma, 10.10.2012

Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Prof. Francesco Profumo

e.p.c. Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione
Prof. Andrea Riccardi

UNAR- Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali

Oggetto: Concorsi a posti e cattedre, per titoli ad esami, finalizzati al reclutamenti del personale docente nelle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado (Decreto n. 82/2012) – esclusione dalle procedure di selezione dei lavoratori in base alla cittadinanza.

Egregio Prof. Francesco Profumo,

la Rete G2 Seconde Generazioni è un’organizzazione fondata nel 2005 da figli di immigrati e rifugiati per la promozione della riforma della legge 91 del 1992, con l’introduzione del principio dello Ius solis a favore dei figli dell’immigrazione nati e/o cresciuti in Italia.

Dal 2006 abbiamo istituito un sito, www.secondegenerazioni.it, in cui scrivono seconde generazioni di tutta Italia. Dal 2007 è attiva una sezione denominata Osservatorio Nazionale, in cui chiediamo ai nostri sostenitori di segnalare i casi di “discriminazione” che colpiscono le seconde generazioni dell’immigrazione.

Il 29 settembre del 2012 ci è stato segnalato da una nostra sostenitrice che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ha indetto un concorso per il reclutamento di personale docente, con esclusione degli aspiranti docenti di cittadinanza dei paesi non appartenenti ai paesi della Comunità Europea, anche se in possesso di titolo abilitativo all’insegnamento e di ogni altro requisito di capacità e competenza previsto dal bando di concorso.

Questa esclusione, pone in essere un’irragionevole differenza di trattamento tra lavoratori comunitari e non comunitari, in violazione del principio di non discriminazione ribadito, tra l’altro, dalla Convenzione sui lavoratori migranti e i loro familiari del O.I.L. (Organizzazione Internazionale del Lavoro) n. 143/1975, cui espressamente rinvia l’art. 2 c. 3 del T.U. Imm., dall’art. 43 T.U. Imm., nonché dall’art. 3 comma 1 del D. Lgs. 9 luglio 2003, n. 215 concernente l’attuazione della direttiva 2000/43/CE e richiamata nel concorso di cui in oggetto.

Per quanto segnalato, la Rete G2 Seconde Generazioni chiede a codesto Spett. le Ministero di voler procedere alla modifica del bando di cui alla presente per consentire agli aventi diritto la partecipazione e resta in attesa di un cortese riscontro.

Distinti saluti

La Rete G2 Seconde Generazioni

Miss Italia scrive a Napolitano

Lettera a Napolitano da Miss Italia settembre 2012

Senza cittadinanza, i figli degli immigrati scelgono gli istituti tecnici per trovare lavoro

Giovedì, 28 giugno 2012 – 11:32:00

Non avere la cittadinanza italiana anche se si è nati in Italia influenza in modo determinante le scelte di vita dei figli degli immigrati, che si iscrivono in massa negli istituti professionali e non accedono all’istruzione universitaria. È quanto emerge dalla Ricerca “Le seconde generazioni tra mondo della formazione e mondo del lavoro” promossa da Rete G2 Seconde Generazioni in collaborazione con ASGI, Save The Children con il contributo dell’Unar, nell’ambito del progetto R.E.T.E. (Rows Emergencies and Teen Empowerment).

 

 

immigrati

“L’alto numero di figli di immigrati iscritti agli istituti tecnici è dovuto in parte alla loro condizione di italiani con il permesso di soggiorno – si legge nelle conclusioni – Tale condizione, infatti, determina la scelta di percorsi di formazione che accelerino la ricerca del lavoroal termine degli studi superiori (nonostante non ci sia una correlazione diretta tra lo studiare in un Istituto Tecnico o in un Istituto Professionale e il trovare facilmente lavoro)”. Pur avendo ottenuto ottimi voti alla fine delle scuole medie, a parità di risultati con i ragazzi italiani, mentre questi ultimi si iscrivono ai licei con la prospettiva di andare all’università ed entrare a fare parte della classe dirigente del Paese, i giovani delle seconde generazioni fanno scelte di segno diverso.

 

 

Dalla  ricerca emerge che in questa decisione è fondamentale il ruolo degli insegnanti delle scuole medie  inferiori nel consigliare e indirizzare la scelta dei genitori. Nella maggior parte dei casi, gli alunni di seconda generazione sono stati indirizzati verso la scelta d’iscriversi a Istituti tecnici e ai corsi professionali proprio dai loro insegnanti delle scuole medie. La ricerca è stata condotta negli istituti tecnici e professionali, dove studia una grossa fetta delle seconde generazioni iscritte alle scuole superiori, su sei città del centro – nord che hanno una maggiore presenza di figli di immigrati: Roma, Firenze, Milano, Torino, Padova, Vicenza. Il campione intervistato è di 100 ragazzi e 55 ragazze con entrambi i genitori stranieri o appartenenti a famiglie miste. La maggior parte non sente di avere problemi con la lingua. “Questa è l’ennesima dimostrazione che non è la conoscenza della lingua italiana a creare problemi di successo scolastico” sottolinea il rapporto. Gli alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole superiori sono passati dai 130.012 dell’anno scolastico 2008-2009 ai 143.224 dell’anno seguente, salendo complessivamente dal 4,8 al 5,3%. Di questi, oltre centomila studiano nelle scuole professionali e tecniche, dove la percentuale è doppia, intorno al 10%.

 

 

Solo un terzo del campione si è iscritto in tempo alle scuole secondarie, entro i 14 anni, 1l 69% è over 14 anni con punte di 21 anni. Poche le famiglie miste: la maggior parte sono famiglie composte da genitori entrambi stranieri e entrambi dello stesso paese. La maggior parte degli intervistati dichiara di avere una cittadinanza straniera (120 su 155). Una parte di quelli che dichiarano di essere cittadini stranieri sono nati in Italia. In media i genitori degli intervistati sono arrivati da almeno venti anni in Italia. Si tratta a tutti gli effetti di un’immigrazione stabile. Prevale tra gli intervistati la provenienza dei genitori dall’Europa dell’Est, seguono Sud America, Asia e Nord Africa. Le professioni prevalenti sono quelle legate al manifatturiero o ai servizi. Tra le madri c’è un 11% che dichiara di svolgere un lavoro impiegatizio; sono interpreti e traduttrici che lavorano a chiamata per tribunali e servizi vari. I titoli di studio dei genitori nella maggioranza dei casi sono alti rispetto al lavoro che svolgono effettivamente.

 

 

La maggior parte degli intervistati vive con la famiglia in affitto. Simile alle famiglia italiane è la tendenza ad investire nella casa appena se ne ha la possibilità. Le famiglie sono in media più numerose di quelle italiane. L’87% degli intervistati appartiene ad una famiglia composta da almeno un fratello o una sorella oltre ai genitori. Per questo, una parte del tempo libero venga dedicato a dare una mano a casa. Tutti dichiarano di dedicare almeno un’ora alla famiglia.

 

 

Un altro risultato significativo della ricerca è che una parte dei ragazzi  che non sono mai stati bocciati alle superiori sono quelli che non hanno lavorato durante il periodo di studio. Per cui è determinate nel successo scolastico di questi ragazzi la possibilità di studiare il pomeriggio. Infatti, i loro giudizi alle scuole elementari e medie sono superiori rispetto alla media dei giudizi dei loro compagni italiani. Un motivo d’insoddisfazione nella scelta formativa è il giudizio negativo sulle competenze apprese che non darebbero una reale possibilità d’impiego. Alla domanda ti sei mai sentito discriminato a scuola? La risposta della maggior parte degli intervistati è no al 74%.

 

Fonte: http://affaritaliani.libero.it/sociale/figli-immigrati-scelgono-gli-istituti-tecnici-per-trovare-lavoro280612.html

COMUNE DI CERTALDO: INVITO ALLE “SECONDE GENERAZIONI”: FATE “18 ANNI… IN COMUNE!”

Comune e ANCI per l’estensione di cittadinanza alle seconde generazioni. La cittadinanza italiana può essere chiesta da chi è nato e vissuto qui

Anche Certaldo ha aderito alla campagna “18 anni… in comune!” promossa da Associazione Nazionale Comuni Italiani, Save the Children Italia e Rete G2 – Seconde Generazioni, per promuovere la possibilità per i giovani stranieri nati e cresciuti in Italia di acquisire facilmente la cittadinanza una volta compiuti i diciotto anni.

La legge sulla cittadinanza (legge 5 febbraio del 1992 n 91) attualmente in vigore segue il principio di trasmissione per ius sanguinis, ossia da genitori a figli, pertanto i giovani che sono nati e cresciuti in Italia e che hanno entrambi i genitori stranieri, anche se non hanno il diritto alla cittadinanza per nascita, possono ugualmente ottenerla. L’articolo 4 della legge stabilisce infatti che gli stranieri nati in Italia, che vi abbiano risieduto legalmente senza interruzioni fino alla maggiore età, possono diventare cittadini italiani con semplice dichiarazione di volontà da rendere ufficiale di stato civile entro un anno dal compimento della maggiore età.

“Il comune di Certaldo ha aderito a questa iniziativa invitando i giovani di nazionalità straniera nati e vissuti a Certaldo ad un’iniziativa alla quale oggi sono presenti alcuni giovani e diversi genitori – ha spiegato l’Assessore Francesco Dei – a loro abbiamo dato del materiale informativo in merito, perché la maggior parte di loro non è informata sulla possibilità di ottenere la cittadinanza italiana e sull’impatto che questa può significare in termini lavorativi e di diritti civili. Diventare cittadini italiani significa godere di alcuni importanti diritti: tra questi essere iscritto alle liste elettorali e votare, muoversi liberamente all’interno dei Paesi della Comunità europea, accedere ai concorsi pubblici e agli ordini professionali”.

Il progetto “18 anni… in comune!” riguarda tutti gli stranieri nati in Italia che compiono 18 anni nel 2012 e nel 2013. Per fare domanda di cittadinanza è necessario rivolgersi presso l’Ufficio di Stato Civile del Comune con un documento d’identità valido, atto di nascita, certificato di residenza, qualsiasi documentazione ufficiale (certificati di frequenza scolastica, certificati du vaccinazione ecc.) utile a dimostrare la permanenza in Italia senza interruzioni di residenza legale. Una volta accertata l’idoneità si dovrà versare un contributo di 200 euro sul c.c 809020 intestato al Ministero dell’Interno per la conclusione delle pratiche.

Fonte: http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=119559

Scarica la guida per richiedere la cittadinanza realizzata da Anci, Save the Children e Rete G2: http://www.secondegenerazioni.it/pdf/Guida_18enni.pdf

G3 approdato sul pianeta Italia: Figlio di figli d’immigrati…:-)

DA TUTTA LA RETE G2 CONGRATULAZIONI A PAPA’ MOHAMED E MAMMA VANESSA. 
BENVENUTO TRA NOI PICCOLO SAMI 🙂

 

DA TUTTA LA RETE G2.. CONGRATULAZIONI MOHAMED E  BENVENUTO SAMI :-)

Rete G2 Seconde Generazioni alla Camera dei Deputati

Il Comitato promotore nazionale della Campagna per i diritti di Cittadinanza L’Italia sono anch’io
è lieto di invitare la S.V. alla
CONFERENZA NAZIONALE PER LA CITTADINANZA
mercoledì 6 giugno 2012, ore 11
Auletta dei Gruppi
via di Campo Marzio, 78 – Roma

alla presenza del Presidente della Camera
on. GIANFRANCO FINI
Intervengono:
SUSANNA CAMUSSO, GRAZIANO DELRIO, ANDREA OLIVERO, ANDREA RICCARDI,
SAVERIO RUPERTO, MOHAMED TAILMOUN, NICHI VENDOLA, NAZZARENA ZORZELLA
Coordina PAOLO BENI

Video dell’intervento di Mohamed Tailmoun (Rete G2 Seconde Generazioni)

[youtube width=”725″ height=”335″]http://www.youtube.com/watch?v=fpBZ8DBAC_A[/youtube]
Canale YouTube di G2 Seconde Generazioni

Festival Rigenerazioni dal 20 al 27 maggio 2012 Milano

locandina programmaOk

Rete G2 Seconde Generazioni e Fondazione Ismu a Milano il 16 maggio per presentare ricerca ICS

A Milano il prossimo 16 maggio sarà presentata la ricerca Immigrant Citizens Survey (ICS), indagine transnazionale sui livelli d’integrazione in 7 stati europei, tra cui l’Italia, condotta dalla Fondazione Ismu, dal King Baudouin Foundation e dal Migration Policy Group in collaborazione con ReteG2 – Seconde Generazioni.
ICS è la prima indagine transnazionale, che valuta in che modo gli immigrati vivono l’integrazione in 15 città europee. Con ICS si è voluto verificare se le politiche d’integrazione corrispondono alle speranze e alle esigenze degli immigrati regolari di prima generazione che stanno vivendo in Europa.

La presentazione europea della ricerca è stata fatta a Bruxelles lo scorso 9 maggio, mentre a Milano, il prossimo 16 maggio, ci sarà la presentazione italiana con la collaborazione di Rete G2 Seconde Generazioni

Mohamed Tailmoun, portavoce ReteG2 – Seconde Generazioni, dichiara: “È una ricerca importante che delinea in quale prospettiva andrebbe affrontata la questione dell’immigrazione, partendo da dati di realtà e con un approccio pragmatico, senza impostazioni ideologiche e propagandistiche. I risultati mostrano chiaramente che c’è un desiderio di cittadinanza e di partecipazione da parte degli immigrati e dei loro figli di cui la classe politica, specialmente in questa fase di crisi del vecchio continente, deve tenere conto”.

I risultati completi della ricerca su www.immigrantsurvey.org

‘Io non posso votare’ – In Italia il suffragio è davvero universale? No, il 5,3% della popolazione non può votare

‘Io non posso votare’

In Italia il suffragio è davvero universale?
No, il 5,3% della popolazione non può votare

Il prossimo 6 e 7 maggio si voterà in oltre mille comuni italiani. Di questi 28 sono capoluoghi di provincia e 4 anche capoluoghi di Regione. In totale, comprendendo i comuni delle regioni a statuto speciale, saranno chiamati al voto più di 9 milioni di elettori.

Considerando solo i comuni maggiori, una percentuale in taluni casi superiore al 10% di potenziali elettori (per esempio a Como, Parma, Verona e Piacenza, dove si arriva addirittura al 14,4%) verrà esclusa dal voto perché non in possesso della cittadinanza italiana. Si tratta di cittadini di origine straniera non comunitari, residenti regolarmente in quei comuni spesso da anni, del tutto integrati nella vita della comunità in cui vivono, studiano e lavorano e che tuttavia si vedono interdetta la possibilità di partecipare alla scelta di chi dovrà amministrarli. Nei comuni capoluoghi che andranno al voto, solo 4024 persone, l’1,5% del totale degli stranieri residenti in quelle città, ha infatti ottenuto la cittadinanza nel 2010 e potrà partecipare alla consultazione. Una percentuale limitatissima, dovuta alle difficoltà di dimostrare il possesso dei requisiti richiesti dalla legislazione attuale.
In totale, ad oggi, ben il 5,3% della popolazione residente non può votare. Per rendere visibile questa situazione, la Campagna l’Italia sono anch’io distribuirà, nei comuni interessati dalla consultazione, un adesivo (immagini in allegato) con la frase ‘Io non posso votare’.

foto elvisPer superare questa palese ingiustizia, più di 100mila cittadine e cittadini italiani hanno sottoscritto le proposte di legge di iniziativa popolare presentate dalla Campagna l’Italia sono anch’io, una sulla cittadinanza e l’altra per introdurre il diritto di voto alle consultazioni amministrative senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalità.
Il testo che la Campagna ha adottato è stato elaborato dall’Anci nel 2005 e mette in atto un principio contenuto nella convenzione di Strasburgo del 1992 sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale. Il nostro Paese non ha mai ratificato la lettera C della Convenzione, che riguarda proprio il diritto di voto. La proposta di legge prevede invece che sia garantito il diritto all’elettorato attivo e passivo alle elezioni comunali, provinciali e regionali anche a chi non sia cittadino italiano dopo cinque anni di regolare soggiorno in Italia.
La Campagna l’Italia sono anch’io, alla vigilia dell’importante consultazione amministrativa, ribadisce la necessità di approvare al più presto una normativa che assicuri questo fondamentale diritto anche a chi oggi ne è escluso. A supporto della proposta, una serie di dati (in allegato) che dimostrano quanto ampia sia la percentuale di esclusi soprattutto in alcune città, tanto da mettere in dubbio l’effettiva attuazione del principio del ‘suffragio universale’ previsto dalla nostra Costituzione.foto marian
Ricordiamo che L’Italia sono anch’io è stata promossa, nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, da 19 organizzazioni della società civile (Acli, Arci, Asgi, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca, Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco) col sostegno dell’editore Carlo Feltrinelli. Presidente del comitato promotore è il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci Graziano Delrio.
Roma, 3 maggio 2012

www.litaliasonoanchio.it
Uffici stampa:
Andreina Albano 3483419402
Luisa Gabbi 3346628572
Alessandro Iapino 3356197480
6 e 7 Maggio 2012-04-26, Elezioni amministrative in molti comuni italiani, ma non tutti possono votare.
Scarica la SCHEDA.