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“Cittadinanza, quando i diritti vanno in vacanza”: il comunicato di Italia sono anch’io

Quando i diritti vanno in vacanza

La beffa dell’ennesimo rinvio per la legge sulla cittadinanza

 

I palazzi della politica vanno in vacanza e ancora una volta siamo costretti ad assistere all’ennesimo rinvio dell’approvazione del testo di riforma della legge sulla cittadinanza.

Una riforma che, per non scontentare la componente moderata dell’attuale governo, ha tralasciato buon parte delle modifiche necessarie, concentrandosi soltanto sulle norme che riguardano i minorenni. E, nonostante i vuoti legislativi di questo provvedimento, la maggioranza continua a fuggire dalle proprie responsabilità, nascondendosi dietro a continui rinvii.

La Campagna L’Italia sono anch’io, promossa da 22 organizzazioni sociali e sindacali, ha depositato in Parlamento nel 2012 due proposte di legge di iniziativa popolare, una delle quali chiedeva con forza una riforma della legge di cittadinanza più giusta ed efficace. Dopo l’approvazione alla Camera del ddl e l’assegnazione al Senato avevamo sperato, come organizzazioni promotrici della campagna, in una accelerazione dell’iter che portasse velocemente all’approvazione del testo. Continuiamo a sostenere che, nonostante le carenze, si tratti comunque di un passo in avanti fondamentale, non più rinviabile, e reso sempre più necessario dal clima di crescente odio che si respira nel Paese e in Europa.

Un odio alimentato da partiti e movimenti politici xenofobi per attrarre consenso, senza curarsi dei colpi mortali inferti nelle nostre comunità alla pacifica convivenza. A fronte della diffusione di sentimenti di odio e intolleranza, le giovani generazioni di cittadini e cittadine di origine straniera potranno portare un contributo positivo, attivando dinamiche che producano coesione sociale, se la nostra società saprà dare riposte adeguate.

Il rinvio a settembre rischia di essere l’ennesima beffa per centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze e famiglie del mondo dell’immigrazione, anche alla luce degli argomenti delicati e determinanti per la tenuta del governo (la legge di bilancio e il referendum costituzionale) che la politica affronterà alla ripresa dei lavori, ottimi pretesti per un’ulteriore posticipazione a data da destinarsi o, nella peggiore delle ipotesi, a mai più se si prospettasse una fine anticipata della legislatura.

Ricordiamo che, tutti i sondaggi su questo tema dicono che gran parte dei cittadini sono favorevoli a introdurre lo ius soli, eliminando in questo modo una forma di discriminazione che ogni anno si abbatte in Italia su decine di migliaia di bambini e adolescenti che, fino al diciottesimo anni di età, non hanno completo accesso agli stessi diritti riconosciuti ai ragazzi e ragazze di cittadinanza italiana.

Anzichè rinviare a settembre la riforma della cittadinanza, bisognerebbe rimandare a settembre la nostra classe politica per manifesta incapacità di colmare una grave lacuna della nostra democrazia, ricordando loro che i diritti, soprattutto quelli che aspettano da anni di essere riconosciuti, non vanno in vacanza.

 Roma, 1 agosto 2016 – L’Italia sono anch’io

 

SENATO: GRASSO RICEVE I PROMOTORI DEL MANIFESTO DELLE SECONDE GENERAZIONI

“Idee e proposte in grado di creare valore e ricchezza per il paese” ha detto l’inquilino di Palazzo Madama. L’incontro si è chiuso con l’appello del portavoce di Rete G2, Mohamed Tailmoun, al Presidente del Senato: “Sostenga le nostre richieste sulla riforma della cittadinanza”

Roma – Oggi pomeriggio nello studio di Palazzo Madama, una delegazione della rete “Filo diretto con le seconde generazioni”, iniziativa di progettazione partecipata promossa dalla Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha incontrato il Presidente del Senato, On. Pietro Grasso.

“É per me un grande piacere incontrarvi e ascoltare la presentazione del Manifesto, che ho già molto apprezzato in quanto processo partecipato che contiene indicazioni utili per noi istituzioni ma anche per l’Italia intera; l’Italia ha bisogno di affermare un nuovo modello di inclusione e il vostro Manifesto contiene modelli e pratiche che possono ispirare una strada di positivo cambiamento per tutti”, così ha aperto l’incontro il Presidente, dando immediatamente la parola ai ragazzi.

“Stiamo vivendo una seconda fase di unità nazionale: ma oggi dobbiamo fare un ulteriore passo per rilanciare la cultura italiana, l’italianità di cui noi ci sentiamo portatori”, dice Simohamed Kaabour. Oltre un milione di ragazzi di origine straniera, di cui più della metà nati in Italia, sono stati oggi rappresentati da una rete di oltre 30 associazioni accompagnata dal Direttore Generale Natale Forlani, e hanno presentato al Presidente del Senato le loro istanze sulla scuola, sul lavoro, sulla cultura e lo sport e sulla partecipazione e cittadinanza attiva.

“Nella scuola si forma l’identità di un individuo ed é la cartina di tornasole di ciò che accadrà nel nostro Paese”, ha sottolineato Mahta Woldezghi, presentando le proposte volte a riconoscere e a valorizzare le competenze dei giovani di seconda generazione nella scuola.

“Valorizzare le nostri naturali soft skills può aiutare il tessuto imprenditoriale italiano nei processi di internazionalizzazione: noi siamo un naturale ponte tra culture e linguaggi”, persegue Ali Tanveer riflettendo sul capitolo dedicato al lavoro.

“Mi piace vivere qui perché vengo riconosciuto: occorre lavorare affinché la diversità culturale sia un valore e non un ostacolo nelle relazioni sociali. Ecco cosa accade quando le istituzioni ci offrono spazi di partecipazione: grazie al Ministero del lavoro abbiamo potuto lavorare assieme per elaborare il Manifesto e ora siamo qui, possiamo con le nostre parole raccontare il nostro vissuto che diventa politica perché può prendere una voce collettiva e pubblica”, hanno detto Elvira Ricotta Adamo e Ming Chen che hanno parlato della cultura, dello sport e della partecipazione attiva alla società italiana.

L’incontro si é chiuso con un auspicio legato alla riforma della legge sulla cittadinanza, che Mohamed Abdalla Tailmoun pone sul tavolo ricordando che “noi figli di immigrati ci siamo impegnati molto, da anni, per portare alle istituzioni le nostre richieste e la nostra visione del Paese, in cui ci riconosciamo ma che non ci riconosce pienamente. Per questo le chiediamo di sostenerci nelle richieste di modifica della legge sulla cittadinanza, che é una legge del 1992, che non rappresenta più il Paese e siamo felici di sapere che lei la pensa come noi da questo punto di vista”.

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Italiani 2.0 / G2 chiama Italia: Cittadinanza rispondi!

Ecco  il dossier Italiani 2.0 / G2 chiama Italia: Cittadinanza rispondi! Ideato dalla Rete G2 Seconde Generazioni con il contributo di esperti sul tema della cittadinanza, scuola, media e sport. Lo abbiamo presentato martedì 16 dicembre 2014 alla presenza di parlamentari, giornalisti ed esponenti della società civile. Abbiamo posto delle questioni e fatto delle domande che richiedono risposte da parte del parlamento!

 

Dossier G2 chiama Italia- CITTADINANZA RISPONDI!

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G2 chiama Italia:CITTADINANZA RISPONDI!Martedì 16 dicembre a Roma con ReteG2

Tutti a Roma martedì 16 dicembre alle ore 17.00  per partecipare all’evento CITTADINANZA RISPONDI!  Iniziativa organizzata dalla Rete G2 Seconde Generazioni per porre nuovamente al centro dell’attenzione il dibattito sui diritti di cittadinanza dei figli d’immigrati.

L’evento sarà l’occasione per discutere con i parlamentari presenti alcune proposte di legge sulla cittadinanza.

Saranno inoltre presentati il dossier Italiani 2.0 / G2 chiama Italia: Cittadinanza rispondi! e l’inedito video Nata e Non nato, dell’artista Paul Alex M. Samaniego. In programma testimonianze e storie di attivismo di figli d’immigrati in Italia e in Europa.

Invito in allegato. Si prega di confermare la propria partecipazione alla mail: g2comunicazione@secondegenerazioni.it

L’iniziativa è finanziata con il contributo di Open Society Foundations

Media Partner Frontiere News

Invito evento della Rete G2 per discutere di cittadinanza_Roma 16 dicembre