2006/10/09 – Sport e Italia multirazziale: presentazione di “Black Italians”
L’incontro, moderato dalla giornalista di Metropoli Paula Baudet Vivanco, è stato un’occasione di confronto sulla delicata tematica del diritto di cittadinanza, l’opera di Valeri infatti, raccontando le difficoltà che atleti di origine straniera ma nati in Italia (e che per l’Italia hanno sempre gareggiato) devono affrontare, vuole anche evidenziare quelle che possono essere le difficoltà per le persone cosìdette “comuni”.
Il Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero ha aperto la discussione illustrando come il nuovo disegno di legge sulla cittadinanza, che permetterebbe ai bambini nati in Italia di esserne automaticamente cittadini, sia un grande passo avanti verso l’integrazione, e ha posto l’enfasi sul necessario riconoscimento della pluralità identitaria dell’individuo.
A seguire si è assistito all’intervento del Sottosegretario al Dipartimento Politiche Giovanili e Attività Sportive Giovanni Lolli, che ha spiegato come l’integrazione culturale non sia un fenomeno spontaneo, ma vada agevolato da determinate strutture.
Lo sport, secondo Lolli, dovrebbe promuovere l’integrazione ma a volte, a causa di regolamenti troppo rigidi, ne diventa un ostacolo; a questo proposito il sottosegretario ha proposto la costituzione di un osservatorio sul tesseramento, per “premiare” quelle scuole che si dimostrino particolarmente attive e particolarmente sensibili alle tematiche dell’integrazione.
In chiusura di intervento Lolli cita un momento per lui molto significativo, ovvero la partecipazione in luglio ai Mondiali Antirazzisti organizzati da Progetto Ultrà, auspicando che momenti del genere vengano presi a modello e riprodotti.
La prima parte della presentazione si conclude con l’intervento dell’autore, Mauro Valeri, che per sua stessa ammissione non è abituato a parlare durante le presentazioni delle proprie opere. “L’Italia è già un paese multirazziale” afferma Valeri “ bisogna trovare gli strumenti per raccontarlo, ed io nel mio piccolo spero di averlo saputo fare”.
Il successo dell’iniziativa di Valeri è dimostrato dalla massiccia partecipazione all’evento degli atleti da lui intervistati tra i quali è doveroso citare il primo black italian nella storia dello sport italiano, ovvero il campione dei pesi massimi Sumbu “The King” Kalambay, ma è doveroso anche menzionare tutti gli altri atleti presenti, campioni affermati o giovani promesse, a cui sono andati i sentiti ringraziamenti dell’autore: Audrey Alloh (velocista), Zhara Bani (giavellotto), Rachid Berrai (atletica), Sugar Beya (pugilato), Migidio Bourifa (maratona), Mustafa Errebbah (marcia), Koura Kaba Fantoni (velocista), Anthony Fasugba (lotta), Francis Alfonso Jayarajah (cricket), Michele Gamba (maratona), Fabio Liverani (calcio) Jean Jacques Nkouloukidi (atletica leggera), Dereje Rabattoni (corsa), Najibe Salami (atletica leggera), Sara Sow (salto triplo e alto).
Se la prima parte della presentazione è stata ricca di spunti e proposte per il futuro, la seconda è stata ricca di emozioni. Mohamed A. Tailmoun e Lucia Ghebreghiorges, in rappresentanza del G2 – Generazioni Seconde – hanno presentato un brillante filmato autoprodotto, dove differenti ragazzi cosiddetti di “seconda generazione” sottolineano il loro sentirsi Italiani. Le testimonianze dei G2 sono state inframezzate dalla lettura toccante di Caterina De Regibus Ayelé di alcuni brani del libro, per la precisione le testimonianze di Marco Salami, Rashid Berrai, Audrey Alloh e Zhara Bani.
La giornata si è conclusa con Jean Leonard Tuadì, assessore alle politiche giovanili del comune di Roma, precedentemente trattenuto dal consiglio straordinario per i recenti fatti del Trullo. Tuadì sottolinea come le storie positive di integrazione scompaiano spesso nel panorama mediatico, per far posto alle storie di criminalità e violenza, ed evoca due immagini, in contraddizione tra loro: da una parte le impronte digitali usate per schedare gli immigrati, dall’altra le impronte che la popolazione immigrata può lasciare sul panorama culturale italiano. L’Italia, afferma Tuadì non può più fare a meno del patrimonio vitale, culturale ed economico fornito dagli stranieri, e denuncia la situazione di “limbo giuridico” della quale sono prigionieri i bambini nati in italia da genitori stranieri.
Layla Mousa
Fonte: FARENET.ORG

