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    Cittadinanza ai bimbi rom senza genitori, la Rete G2 chiama Maroni

    ROMA – “E’ una proposta positiva, che accolgo con soddisfazione”. Alessandra Mussolini, presidente della commissione Bicamerale per l’Infanzia, promuove la proposta del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, di concedere la cittadinanza italiana ai bambini rom senza genitori, tema sul quale ha annunciato un provvedimento del governo nei prossimi giorni. “E’ positiva- aggiunge Mussolini- perchè in questo modo si garantisce veramente l’integrazione dei bambini rom senza genitori”.

    Favorevole anche Luca Volontè (Udc): l’ipotesi “è degna della civiltà italiana. Ora il ministro agisca in questa direzione, i pericoli di violenza e sfruttamento verso i minori abbandonati sono gravissimi”.

    Critico il Pd: “Sulla questione rom il governo sembra voler diffondere la confusione più totale. Ogni giorno vede una dichiarazione nuova, per un disegno che si fatica a cogliere. Ieri le impronte ai bambini, oggi la cittadinanza per quelli abbandonati dai genitori, e domani? Sembra che il ministro Maroni voglia mostrare un volto buono dopo aver fatto la faccia feroce con le impronte”. È quanto afferma il senatore Luigi Lusi, parlamentare dei democratici, secondo il quale “su un tema così urgente e delicato non bisogna inventare nulla. Dobbiamo invece applicare le leggi che ci sono con severità, punire chi maltratta i bambini, applicare l’obbligo scolastico e ritirare la patria potestà ai genitori recidivi e che sfruttano i bambini”.

    E mentre l’idea di Maroni lascia perplessa l’Arci (”Non è ben chiaro cosa intenda per ’senza genitori’, in secondo luogo perché si tratta di un provvedimento che probabilmente riguarderebbe un numero molto marginale di minori e su cui comunque non esistono statistiche, e in terzo luogo perché la cittadinanza dei minori discende da quella dei genitori”), a prendere posizione sono anche i ragazzi de La Rete G2 – Seconde generazioni, organizzazione di figli d’immigrati che vivono in Italia. G2 accoglie con interesse le parole del titolare del Viminale di “fare un’eccezione alla regola dello ‘ius sanguinis’ e concedere la cittadinanza italiana ai minori che vivono nei campi nomadi e che non hanno genitori certi”. Invita però Maroni a ricordare che “la questione della cittadinanza riguarda anche e soprattutto centinaia di migliaia di figli d’immigrati regolari che nati in Italia o arrivati minorenni hanno molte difficoltà a ottenere lo status di cittadino italiano”.

    “E giunto il momento- sottolinea Mohamed Tailmoun, portavoce nazionale della Rete G2- di cambiare la legge sulla cittadinanza da jus sanguinis a jus soli e far uscire dall’ombra tutti i figli di immigrati che rischiano un futuro di incertezze”. (Dires – Redattore Sociale)

    21 luglio 2008

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