2006/09/15 – In un blog la voce delle seconde generazioni senza passaporto italiano
ROMA – Nati e cresciuti in Italia, rischiano da un giorno all’altro di essere espulsi nel Paese dei loro genitori. Bastano alcuni mesi di disoccupazione, una rinuncia agli studi, un contratto non rinnovato. Sono i figli dell’immigrazione, considerati dalla legge immigrati a tutti gli effetti e relegati nella serie cadetta dei diritti. "Fino a 18 anni non ci sono problemi – spiega Mohamed Tailmoun, di Roma – poi iniziano le file alla questura per il rinnovo del permesso di soggiorno, il rischio di essere espulsi perché non hai il lavoro, il divieto di iscriversi agli ordini professionali e l’impossibilità di fare esami per concorsi pubblici o di fare sport in squadre nazionali". Per partecipare in prima persona al dibattito sulla cittadinanza italiana, Mohamed e altri giovani figli e figlie di immigrati hanno scelto di unirsi in un’associazione. Ne è nato un network nazionale che dal 2005 tiene in contatto i giovani della capitale con quelli di Milano, Torino, Napoli, Mantova, Genova, Bologna, Reggio Emilia e Prato attraverso un blog (http://www.secondegenerazioni.it). On line articoli e appuntamenti per la campagna sulla riforma dell’accesso alla cittadinanza, ma anche discussioni sull’identità e la cultura delle seconde generazioni senza passaporto italiano.
"Mi alzo in piedi, con sguardo basso e voce tremante, confesso: `Sì, è vero parlo malissimo la mia lingua d’origine´. – scrive pipit - Non solo la parlo malissimo, ma la parlo buffa. I miei cugini si sganasciano quando provo a parlargli in dialetto. Una mia carissima amica ha lasciato il mio messaggio registrato in segreteria per quando si sente triste. Ho comprato un sacco di grammatiche, cassette, fumetti e vocabolari. Ma proprio non mi riesce a perfezionarla. Eppure ho una passione per le lingue. Una seconda generazione dovrebbe avere due lingue madri, con una sola ti senti un po’ monca. Però – conclude – dentro c’è la mia seconda lingua, lo so. La sento parlare da sempre. E’ impossibile che non ci sia. Chissà perché si rifiuta di venire a galla". Ma G2 non è soltanto un blog. Il 23 settembre alle 22 presenterà al festival giovanile Enzimi, a Roma, il video girato con l’artista Maria Rosa Jijon "G2 ad alta voce: forte e chiaro". "Vogliamo urlare quello che pensiamo! – si legge sul blog – Soprattutto le frustrazioni quotidiane trascinate per anni. Le file al commissariato, le bocciature alle nostre richieste di cittadinanza. Le umiliazioni dei nostri genitori, le nostre umiliazioni".
"Mi alzo in piedi, con sguardo basso e voce tremante, confesso: `Sì, è vero parlo malissimo la mia lingua d’origine´. – scrive pipit - Non solo la parlo malissimo, ma la parlo buffa. I miei cugini si sganasciano quando provo a parlargli in dialetto. Una mia carissima amica ha lasciato il mio messaggio registrato in segreteria per quando si sente triste. Ho comprato un sacco di grammatiche, cassette, fumetti e vocabolari. Ma proprio non mi riesce a perfezionarla. Eppure ho una passione per le lingue. Una seconda generazione dovrebbe avere due lingue madri, con una sola ti senti un po’ monca. Però – conclude – dentro c’è la mia seconda lingua, lo so. La sento parlare da sempre. E’ impossibile che non ci sia. Chissà perché si rifiuta di venire a galla". Ma G2 non è soltanto un blog. Il 23 settembre alle 22 presenterà al festival giovanile Enzimi, a Roma, il video girato con l’artista Maria Rosa Jijon "G2 ad alta voce: forte e chiaro". "Vogliamo urlare quello che pensiamo! – si legge sul blog – Soprattutto le frustrazioni quotidiane trascinate per anni. Le file al commissariato, le bocciature alle nostre richieste di cittadinanza. Le umiliazioni dei nostri genitori, le nostre umiliazioni".
Fonte: Redattore Sociale.

