La Rete G2 incontra i figli/e di immigrati candidati al Comune/Municipi di Roma. Impegno anche per secondo appuntamento capitolino

Roma – 26/05/2013 Oggi e domani si vota a Roma per eleggere il sindaco, presidenti dei Municipi e rispettivi consiglieri, e anche questa volta resteranno escluse le seconde generazioni cresciute nella capitale che non hanno il passaporto italiano.Comunque tra i candidati e le candidate ai consigli comunale e municipali ci sono anche figli e figlie di immigrati e proprio alla viglia del voto, ieri 25 maggio, la Rete G2 ne ha invitati alcuni, appartenenti a diversi schieramenti politici da sinistra a destra, per una riunione incentrata sulla Roma delle seconde generazioni. Riunione non pubblica, per evitare campagna elettorale vista l’apartiticità dell’organizzazione, ma che per G2 significava partire dalla propria mission principale fin dalla nascita nel 2005: rendere la legge nazionale per l’acquisizione della cittadinanza italiana (l. 91/92) più aperta verso le nuove generazioni e quindi la rimozione di alcune discriminazioni che impediscono diritti uguali per tutti i giovani che crescono in Italia.

Tra le attività principali della Rete G2 presentate in riunione e mirate anche alla sensibilizzazione per la riforma della legge Cittadinanza: la campagna nazionale “L’Italia sono anch’io” di cui la Rete G2 è una delle 22 organizzazioni promotrici, la campagna “18 anni in Comune” realizzata con l’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), il recente progetto contro le discriminazioni “per legge” (ad esempio gli ostacoli all’accesso ai concorsi pubblici) con sportello legale insieme ad Asgi e finanziato dall’Unar (Ufficio nazionale anti discriminazioni razziste), e lo sportello G.Lab rivolto alle seconde generazioni del capoluogo lombardo e finanziato dal Comune di Milano anche per informare i diretti interessati sulla normativa legge Cittadinanza. Tra le domande rivolte ai candidati: presentazione personale e del loro percorso politico; i punti principali del loro programma; se avevano inserito tra i loro contenuti di campagna tematiche specifiche sulle seconde generazioni; se intedevano inserirle in caso di vittoria elettorale.

Tra i punti emersi da più parti: l’importanza che il Comune informi direttamente immigrati e figli su quanto previsto dall’attuale normativa (cittadinanza per i 18enni nati a Roma con relativi ostacoli e l’assenza di percorsi specifici per i non nati ma cresciuti nella capitale); sensibilizzare la capitale sull’importanza di fare pressione e massa critica per modificare la legge nazionale sulla Cittadinanza per rendere veramente cittadini nei diritti (e quindi anche diritti di elettorato attivo e passivo) e non solo nei doveri le seconde generazioni della capitale; incoraggiare insieme iniziative di reale cambiamento e non puramente simboliche e quindi solo attività puntuali che significhino avanzamenti concreti per la condizione delle seconde generazioni; lavorare consapevolmente e sensibilizzare la comunità capitolina su un percorso specifico anche per i figli dell’immigrazione che crescono e vengono educati e formati nelle scuole romane, anche se non nati in Italia. La Rete G2 ha precisato che proprio per questi ultimi, tra i fondatori della Rete, è ancora più difficile superare il muro del disinteresse per la loro situazione di “Italiani/romani col permesso di soggiorno”.

A conclusione dell’incontro G2 ha rivolto un augurio a tutti i candidati e le candidate confermando l’impegno ad organizzare una seconda riunione, questa volta postelettorale, per proseguire il percorso di confronto.