Modenesi rinchiusi al Cie

Due fratelli alla Corte di Strasburgo: aiutateci. Italiani di fatto ma figli di stranieri

di Carlo Gregori

Dal 10 febbraio sono “ospiti” del Cie: pur essendo nati e cresciuti a Sassuolo, pur avendo studiato lì e pur tifando neroverde, per lo Stato sono due clandestini di vaghe origini balcaniche. Sono meno di due apolidi: non hanno una patria, non sono registrati su nessun passaporto e quindi le autorità italiane, anche se volessero espellerli, non avrebbero un Paese estero al quale consegnarli. È come se non esistessero. E il loro assurdo status giuridico che li priva di qualsiasi elementare diritto civile .- che non si nega neppure all’ultimo dei reietti – è dovuto al mancato riconoscimento del cosiddetto “ius soli”. Una discriminazione per gli immigrati di seconda generazione contro la quale è in corso una campagna nazionale che solo a Modena ha totalizzato più di seimila firme. Così i due fratelli ora si rivolgono alla Corte Europea per i diritti dell’uomo e si appellano al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nella lettera di denuncia, scritta con il loro avvocato, Luca Lugari, Andrea e Senad S., di 23 e 24 anni, raccontano la loro vicenda kafkiana esplosa dopo un controllo di documenti. Alla polizia risulta infatti che il permesso di soggiorno dei genitori è scaduto perché hanno perso il lavoro: sono due ambulanti senza più bancarella. E così i due figli vengono rinchiusi nel Cie di Modena dopo un provvedimento di espulsione notificato dal questore. Eppure loro sono sempre vissuti a Sassuolo. Ma i genitori non li hanno mai segnalati all’ambasciata bosniaca e non hanno fatto domanda per naturalizzarli bosniaci entro i 18 anni. Scrivono nella loro lettera alla Corte di Starsburgo e al Quirinale: «Siamo nati e sempre vissuti in Italia, sebbene i nostri genitori non abbiamo ottenuto il rinnovo del permesso di soggiorno perché attualmente disoccupati. Ci sentiamo profondamente italiani: abbiamo frequentato le scuole dell’obbligo in Italia, conosciamo usi e costumi italiani e tifiamo il Sassuolo Calcio. In questa specie di carcere ci chiamano “ospiti”, ma noi non siamo né ospiti né intrusi. L’assurdità della nostra vicenda è che non possiamo essere espulsi dall’Italia poiché il Paese dei nostri genitori, la Bosnia Erzegovina, non ci ha mai censiti né sa chi siamo. Così rimaniamo qua, al Cie, a spese del contribuente italiano in attesa di un provvedimento che non potrà mai essere eseguito».

L’avvocato Lugari ha già presentato ricorso al Giudice di pace di Modena contro la reclusione al Cie. La prima udienza è fissata per il 12 marzo, ma è difficile prevedere una sentenza. Intanto i due fratelli resteranno tra le mura del Centro identificazione ed espulsione come due fantasmi della burocrazia.

 

Fonte: http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2012/03/07/news/modenesi-rinchiusi-al-cie-1.3262974

Discussion - 8 Comments
  1. ahimsa

    mar 09, 2012  at 10:53 pm

    Non chiamateli “ospiti”: sono cittadini
    L’Italia sono anche Andrea e Senad
    Sono due ragazzi ventenni nati in Italia ma rinchiusi da febbraio nel Cie di Modena perché i genitori hanno perso il lavoro come ambulanti e non hanno mai naturalizzato i figli, entro la maggiore età, all’ambasciata bosniaca. Sono a tutti gli effetti italiani, ma vittime dell’illecito amministrativo
    http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2012/03/08/news/non_chiamateli_ospiti_sono_cittadini_l_italia_sono_anche_andrea_e_senad_-31173697/

  2. Lucia

    mar 12, 2012  at 10:53 pm

    Stiamo cercando di acquisire maggiori informazioni dirette sul caso.

  3. ahimsa

    mar 13, 2012  at 10:53 pm

    Nati a Modena, ma rinchiusi nel Cie. Onida: “Giusto estendere lo ius soli”

    L’ex presidente della Corte Costituzionale interviene sul caso di Andrea e Senad, i due ragazzi di origine bosniaca nati e cresciuti in Italia rinchiusi da un mese nel Cie di Modena: “Avere la cittadinanza è un diritto universale. Bisognerebbe cambiare la legge italiana”

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/11/nati-modena-rinchiusi-onida-soli-modificato/196603/

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