• In: Blogroll, Racconti — PurpleWoman @ 6:05 pm

    ..chi glielo dice a lui che probabilmente non uscirà di lì, da quella prigione?
    E come gli spieghiamo che tutto ciò di cui trattiamo, di cui leggiamo nei libri altro non è che una marea di parole che dovrebbero andare a creare una sorta di grande diritto internazionale, vagamente inclinato a proteggere gli uomini, proteggere gli uomini dagli altri uomini..
    Come un uomo sulla terra,impotente,
    solo,
    lasciato in mano al proprio destino a vagare tra le onde di sabbia del Sahara..
    imprigionato,venduto,
    comprato.

    Chi gli spiega che non ha colpa se ha voluto inseguire i suoi sogni,
    che non ha colpa se pensava che qui avrebbe trovato AIUTO, RISPETTO, COMPRENSIONE..
    chi glielo spiega che non può tornare indietro?

    Come una donna sulla terra,
    una donna sulla terra a cui premevano il ventre così forte, ventre gonfio dove dentro pulsa/pulsava una vita,
    come una donna lasciata lì in quelle camerate insieme alle altre donne,
    talvolta (spesso) presa e abusata come si fa con un pseudo fazzoletto con cui pulirsi il naso..
    chi glielo spiega a lei?
    Chi si scuserà con lei?

    Nessuno.

    Al massimo una volta giunti (se giungeranno) in questo limbo felice di terra,tutta mandolino,pizza e pulcinella, saranno “benedetti” ricevendo un permesso di soggiorno per aiuti umanitari. Ma nel mentre?
    Tante volte non è dove vai a metterti paura, ma è il come ci vai,
    tante volte non è il come arriverai, ma il se arriverai,
    e molte volte è molto più facile non arrivare e dimenticare lì, restando inermi come bestie.

    Come un uomo, come una donna sulla terra che però in quello stesso minuto che realizzano di essere sulla terra vorrebbero essere altrove.

    3 Comments

    3 Responses to “Come un essere sulla terra.”

    1. è spaventoso il frammento in cui Yimer Dagmawi parla della “selezione naturale” operata dagli europei….ed è proprio vero…..

      <>

      [ Khorakhané - A Forza Di Essere Vento ]

    2. Il cuore rallenta la testa cammina
      in quel pozzo di piscio e cemento
      a quel campo strappato dal vento
      a forza di essere vento

      porto il nome di tutti i battesimi
      ogni nome il sigillo di un lasciapassare
      per un guado una terra una nuvola un canto
      un diamante nascosto nel pane

      per un solo dolcissimo umore del sangue
      per la stessa ragione del viaggio viaggiare
      Il cuore rallenta e la testa cammina
      in un buio di giostre in disuso

      qualche rom si è fermato italiano
      come un rame a imbrunire su un muro
      saper leggere il libro del mondo
      con parole cangianti e nessuna scrittura

      nei sentieri costretti in un palmo di mano
      i segreti che fanno paura
      finché un uomo ti incontra e non si riconosce
      e ogni terra si accende e si arrende la pace

      i figli cadevano dal calendario
      Yugoslavia Polonia Ungheria
      i soldati prendevano tutti
      e tutti buttavano via

      e poi Mirka a San Giorgio di maggio
      tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
      e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
      e dagli occhi cadere

      ora alzatevi spose bambine
      che è venuto il tempo di andare
      con le vene celesti dei polsi
      anche oggi si va a caritare

      e se questo vuol dire rubare
      questo filo di pane tra miseria e sfortuna
      allo specchio di questa kampina
      ai miei occhi limpidi come un addio

      lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
      il punto di vista di Dio

      Cvava sero po tute
      i kerava
      jek sano ot mori
      i taha jek jak kon kasta

      Poserò la testa sulla tua spalla
      e farò
      un sogno di mare
      e domani un fuoco di legna

      vasu ti baro nebo
      avi ker
      kon ovla so mutavia
      kon ovla

      perché l’aria azzurra
      diventi casa
      chi sarà a raccontare
      chi sarà

      ovla kon ascovi
      me gava palan ladi
      me gava
      palan bura ot croiuti

      sarà chi rimane
      io seguirò questo migrare
      seguirò
      questa corrente di ali

    3. stella ha detto, il

      Non so quale uomo o donna riuscirebbe a rimanere indifferente davanti a queste parole, storie a noi così vicine.

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