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Come un essere sulla terra.

..chi glielo dice a lui che probabilmente non uscirà di lì, da quella prigione?
E come gli spieghiamo che tutto ciò di cui trattiamo, di cui leggiamo nei libri altro non è che una marea di parole che dovrebbero andare a creare una sorta di grande diritto internazionale, vagamente inclinato a proteggere gli uomini, proteggere gli uomini dagli altri uomini..
Come un uomo sulla terra,impotente,
solo,
lasciato in mano al proprio destino a vagare tra le onde di sabbia del Sahara..
imprigionato,venduto,
comprato.

Chi gli spiega che non ha colpa se ha voluto inseguire i suoi sogni,
che non ha colpa se pensava che qui avrebbe trovato AIUTO, RISPETTO, COMPRENSIONE..
chi glielo spiega che non può tornare indietro?

Come una donna sulla terra,
una donna sulla terra a cui premevano il ventre così forte, ventre gonfio dove dentro pulsa/pulsava una vita,
come una donna lasciata lì in quelle camerate insieme alle altre donne,
talvolta (spesso) presa e abusata come si fa con un pseudo fazzoletto con cui pulirsi il naso..
chi glielo spiega a lei?
Chi si scuserà con lei?

Nessuno.

Al massimo una volta giunti (se giungeranno) in questo limbo felice di terra,tutta mandolino,pizza e pulcinella, saranno “benedetti” ricevendo un permesso di soggiorno per aiuti umanitari. Ma nel mentre?
Tante volte non è dove vai a metterti paura, ma è il come ci vai,
tante volte non è il come arriverai, ma il se arriverai,
e molte volte è molto più facile non arrivare e dimenticare lì, restando inermi come bestie.

Come un uomo, come una donna sulla terra che però in quello stesso minuto che realizzano di essere sulla terra vorrebbero essere altrove.