Integrazioni?

Ragazzi/e ho una brutta notizia/scoperta per voi -ma probabilmente lo sapete già meglio di me-, ovunque andiate, in qualunque parte del mondo, sarete sempre e comunque stranieri… Immaginate: tornate nel Paese dove sono nati i vostri genitori a lavorare -e vivere-, vi ambientate, per carità, in poco tempo, mangiate cibo del luogo con disinvoltura, vivete la vita del luogo con disinvoltura e a vostro agio fate quello che fanno gli altri. Tanto il vostro aspetto non vi tradisce, i vostri tratti somatici sono tal quali a quello degli indigeni. Ma…

…ragionate da italiani, anche se parlate la lingua la vostra lingua è rimasta fossilizzata. Riuscite ad afferrare quello che dicono gli altri, ma non comprendete mai il 100%. Non conoscete a fondo l’ambiente e le abitudini.

Mi spiace per voi, ma vi sentirete comunque stranieri.

Ora sostituite la seconda persona plurale con un “tu”.

Otterrete un monologo di uno straniero-ovunque.

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34 Commenti a “Integrazioni?”

  1. magano1 scrive:

    già, è per questo che ho fatto tanta resistenza per partire, perchè in Italia io non mi sentivo straniera, erano gli altri e le leggi che mi ci facevano sentire, mentre all’estero sono io a sentirmi straniera. Però almeno all’estero mi sento di avere più prospettiva e più opportunità. Che dire, forse per noi avere una casa è un lusso

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  2. Cino scrive:

    La sensazione dell’outsider ovunque si vada, però in certi posti sono un pò più gentili con te, evviva!

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  3. Marco Wong scrive:

    Caro Zanzara,

    l’esperienza che vivi l’ho già passata, ma non è tutto negativo. Si tratta di scoperta/riscoperta e tra le altre considerazioni la Cina è grande e assai mutevole.
    Io avevo vissuto nel Nord-Est della Cina, che è molto diverso dai nostri luoghi di origine nel Centro-Sud, e se anche fossi stato un autoctono del Centro-Sud sarebbe comunque stata una scoperta per quanto grandi sono le differenze.
    Poi il pregiudizio che ti accoglie è diverso. In Cina quando sapevano che venivo dall’Italia il pregiudizio era immediatamente positivo e mi proiettavano in una classe sociale elevata, mentre in Italia se dici che sei cinese ti associano spesso agli involtini primavera dei ristoranti etnici.
    E concludo dicendo che non mi sono mai sentito così libero da vincoli come quando ho vissuto in un paese, il Perù, in cui ero totalmente straniero. E che adesso sento un po’ mio.

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  4. federica rosin scrive:

    Ciao, vi scrivo per molti motivi..
    Sono italiana, padre italiano madre italiana.
    I genitori di mio padre migranti come molti italiani nel dopo guerra, i nonni di mia madre si sono conosciuti in tunisia perchè scappati separatamente dall’Italia per motivi politici e umani. Mia nonna e mia madre sono nate in Libia, gli zii in Egitto, Tunisia, Marocco etc.
    I miei fratelli vivono a Londra, nessuno dei miei zii in Italia e all’estero parla con una cadenza simile all’altro fratello.
    A Pasqua in casa mia si prepara il couscous.
    Ho venticinque traslochi alle spalle.
    Straniera,profuga,migrante in patria..
    E’ difficile ambientarsi ovunque, è difficile integrarsi senza sentire una sorta di compressione di quello che si è.
    Ne manca sempre un pezzo.
    Quando ero più giovane ho vissuto questa situazione con difficoltà, erano anni diversi e sentivo un costante senso di inadeguatezza e impossibilità di vera comprensione.
    Ora ho trentacinque anni, il mondo lentamente e con forti resistenze sta finalmente comunque cambiando.
    La percentuale di persone con trascorsi diversi sta aumentando dando vita al necessario percorso di conoscenza e rinnovo di energia e cultura.
    Vi prego di resistere alla tentazione di rinchiudersi, di mimetizzarsi.
    Regalate a questo paese anziano e in preda alle mafie un punto di vista differente.
    A Torino nelle scuole superiori un terzo dei rappresentanti di istituto è italiano di prima o seconda generazione.
    C’è un gran bisogno di coesione, di unire tutte le forze che credono prima e soprattutto nei diritti.
    Grazie per quello che fate e per aver creato un luogo per condividere.
    Federica Rosin

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  5. acid rain scrive:

    Per zanzara tigre:anche tu sembri uno straniero per come scrivi in italiano, che è una lingua con molta musicalità e ritmo. Una musicalità ed un ritmo che tu hai ammazzato no soltanto per i concetti vacui e superficilai che hai espresso ma anche per la maniera sgrammaticata in cui li hai espressi.
    Studia la lingua italiana prima di parlare di integrazione.
    Acid rain

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  6. ZanzaraTigre scrive:

    A me non sembra di aver fatto errori “grammaticali”. Parlerei piuttosto di forma con cui ho espresso il contenuto.
    Ma tanto tu acidrain queste cose tanto già le sai.
    Se vogliamo poi guardare i peli nell’uovo -lascio stare errori presunti di battitura-:
    “[...]Una musicalità ed un ritmo che tu hai ammazzato no soltanto[...]“.
    Insegnamelo tu l’italiano.

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  7. Kira scrive:

    Se prima mi sentivo straniera un pò ovunque, devo dire che con il passare degli anni ho scoperto di avere una casa che porto sempre con me. Un pò come le lumache. Uno spazio fatto di pensieri, abitudini, ricordi e aspettative che mi fanno sentire a casa ovunque mi trovi.

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  8. Marco Wong scrive:

    queste discussioni sulla correttezza dell’italiano sono di per sè prova di integrazione.
    Provate a chiedere ad un italiano dove si parli l’italiano più corretto.
    I fiorentini ovviamente tireranno in causa Dante, Petrarca e Boccaccio e l’uso corrente e corretto dei pronomi indicativi senza dimenticare il “codesto”, negletto in altre parti d’Italia.
    I milanesi parleranno di Manzoni ma saranno rimproverati per l’uso degli articoli davanti ai nomi propri, mentre i siciliani citeranno la scuola siciliana, e così via, di regione in regione.
    Noi nuovi italiani citeremo invece il nostro Zanzara Tigre, blogger, giornalista, scrittore, ingegnere, polivalente e poliedrico rappresentante dell’Italia che cambia, nonostante l’acidità del mondo circostante.

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  9. acid rain scrive:

    Gli errori di battitura non fanno parte dell’italiano , proprio come hai detto tu, sono peli nell’uovo.Gli errori grammaticali ci sono, se rileggi bene e se tieni conto della concordanza “tratti somatici-quello”.La forma è appunto avvilente e questo non fa altro che esaltarne il contenuto qualunquista. Per quanto riguarda le lezioni di italiano , potranno sicuramente impartirtele gli italiani di seconda generazione…
    Acid rain

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  10. acid rain scrive:

    caro Marco Wong,
    un’idea viene veicolata dalle parole e queste devono essere comprensibili, sensibioli,corrette,dirette, per essere piu’ forti, piu’ convincenti. Non basta scrivere in rete per pensare di saper scrivere.essere blogger non significa esttamente saper “Scrivere”.Scrivere è fatica, studio, rispetto,perchè le parole possono far molto, nel bene e nel male.

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  11. stella scrive:

    Queste discussioni sono alquanto aride.Errori di grammatica, musicalità, ritmo? Prima di tutto scriviamo su un blog, ricordiamocelo. il messaggio di Zanzara Tigre è chiarissimo.

    Troppo italiano per essere cinese, troppo cinese per essere italiano.
    Mi sono sentita allo stesso modo e tutt’ora è così. Forse è l’impossibilità di vivere la totalità negli occhi altrui che scaturisce la nostra “angoscia”.

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  12. cino scrive:

    Visto che zanzara è un puzzone con tanto di orgoglio, lo dico io al posto suo.
    Il succitato tipo, nostro amico, ha un libro pubblicato. Mi pare dunque sterile la diatriba sulle sue capacità. Ah e non rompete il **** con “tanto pubblicano cani e porci in italia”; a meno che non siete professori di filologia o glottologia.

    Correggimi.

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  13. ZanzaraTigre scrive:

    No cino, stiamo parlando di grammatica italiana, io non mi considero uno scrittore, né un giornalista, né un blogger…
    Ma quando qualcuno mi dice che scrivo sgrammaticato, allora ci rosico. E parecchio. Perché si dà il caso che alle elementari andavo così forte in analisi grammaticale che la mia maestra diceva ai miei compagni: “vergognatevi voi che siete italiani vi fate superare da un cinese”.
    Ma che ne sa una pioggia acida di tutto questo.
    E forse non ha ancora capito che per noi il discorso dell’integrazione non esiste. L’essere italiani ce l’abbiamo per default.
    Il succo del post è la doppia identità.
    Ma che ne sa una pioggia acida di tutto questo.

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  14. Cino scrive:

    ahahah, più che altro è talmente antiquato e nauseabondo questo discorso, che se anche la persona più sveglia che conosco tira fuori questo argomento finisce per perdere la mia stima in 1.5 secondi. Qui dove sto ora tali discorsi sono uno sterile ricordo, ma forse non sono mai esistiti; la gente ha ogni tipo di vissuto alle spalle, a nessuno verrebbe mai in mente di aprirci una diatriba su, ANZI. Vivi e lascia vivere, e la società è migliore. Sticazzi di quello che sei o devi essere, importa cosa ti senti di essere, ed è anche na cosa intima e privata.

    Ma d’altronde che ne sa una pioggia acida di tutto questo.

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  15. Acid rain scrive:

    Tutti abbiamo una doppia identità, una identità percepita soltanto da noi e sicuramente diversa da quella che appare agli altri.Questo ti fa sentire “strano” o “straniero” a prescindere da dove ti trovi,da chi sei, da quanti anni hai,da quello che fai nella vita. Ma questa è la ferita iniziale, la fatica di vivere che sentiamo tutti. E basta filosofeggiare sul senso della vita! Se si parla di integrazione bisogna battere il tasto sugli eguali diritti come cittadini! Non sui problemi esistenziali che quelli ce li hanno e ce li avranno tutti. E’ il destino dell’Uomo!Caro Zanzara Tigre, qualche errore in grammatica lo fa anche il piu’ bravo della classe, e proprio xkè è bravo lo riconosce e non sta lì a rosicare, così oltre ad essere bravo e pure maturo.Ciao a tutti.
    Oggi c’è il sole e ha smesso di piovere!!E’ arrivata la primavera! Una pioggia acida tutto questo lo sa…e se ne va!Allegria!

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  16. Acid rain scrive:

    corrreggo l’errore di battitura: “oltre ad esssere bravo è pure maturo.” Altrimenti sai i fiumi di parole sul verbo e la congiunzione!!!
    Hasta luego! Da svidanja! Au revoir!Goodbye!Ze jie! Stattebbuono!

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  17. ahimsa scrive:

    che bella storia, la tua, federica!

    Vuoi raccontarcela più nel dettaglio (semmai nel nostro forum)?

    è una storia….da farci una puntata radiofonica!! : – )

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  18. El Persiano scrive:

    acid rain??? pioggia acida??? sei proprio acido… goditi la vita, costruisciti una vita e soprattutto divertitela!!! mamma mia, sembri il vicino rompimaroni che al primo rumore va dall’amministratore a frignare…e’ una bella vita questa??? a te.

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  19. acid rain scrive:

    Ke scoperta:Acid rain è acid!! Sveglia El persiano!
    Eppoi una vita me la sono già costruita e me la diverto pure! Che cosa ne sai?Ke stai lì a darmi consigli?Guarda che acid sono io mica tu! Non è ke se tu quello ke rompe i maroni? Pensaci.

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  20. AMBESSA scrive:

    ma che dite dove vivete il problema c’è ed esiete io sono di origone etiopicoho 29anni
    e ho sentito dentro di me di far parte di un altro mondo non mi sentivio ne italiano ne etiope,
    forse perchè sin da bambino era la gente a scuola o in giro a non farmi sentire italiano
    spicava il mio colore oppure i miei capelli afro

    oggi noi siamo una realta e l’italia lo deve capire esistono italiani neri
    però un consiglio siamo noi la prima generazione e non tutti sono daccordo su questo bnon vogliono convicersi dell’italiano nero
    perchè sotto sotto c’è il razzismo non ci prendiamo in giro
    io provengo da una famiglia benestate e ne vedo di occhiate invidiose
    per noi il carico è più pesante
    ricordatevi che anche se siamo italiani al 100% la gente vede il vostro colore che mente
    capite
    dobbiamo stare attenti a tutto ale persone che incontriamo alle conoscenze che abbiamo….
    io ne ho AVUTE DI ESPERIENZE BELLE E BRUTTE
    non dico chesia l’unico ma la magiorparte delle brutte le ho avute per via del mio colore
    questa è la verità non ci prendiamo in giro

    mi fa incazzare il gfatto che quando passggio con la mia fidanzata siamo presi come degli exstra terrstri
    MA VO NE VEDETE COPPIE MISTE IN GIRO PER LE VOSTRE CITTA’?

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  21. AlexilGrande scrive:

    Ragazzi,

    Io sono italiano di madre iraniana. Qui in Italia mi sento solo e spesso trattato male.

    Io ho solo il secondo nome non italiano (Amir), e noto che quando molti italiani ne vengono a conoscenza hanno delle reazioni strane, quasi come se avessero paura e non riuscissero a capire. E’ una paura mascherata, ma è sempre paura.

    C’è chi rompe i c***** e chi, non so perchè, cerca di fare il simpaticone facendoci la battutina, facendo quasi sempre la figura del classico italiano ignorantone e maleducato.

    L’errore di fondo di questa discussione secondo me è questo: essere misti non è un limite e non ha nessuna connotazione negativa, anzi. Secondo me i misti sono POTENZIALMENTE più elastici mentalmente di uno che non è abituato a parlare più lingue e a confrontarsi con più modi di essere. Io adoro la mia identità, e me ne strafotto se moltissimi miei connazionali sono spesso limitati mentalmente.

    E poi concordo con alcuni utenti che hanno scritto prima di me: la stragrande maggior parte degli italiani sono molto razzisti. Io viaggiando me ne sono accorto e vi giuro sulla mia casa che è così.

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  22. AMBESSA scrive:

    uao
    ne avrei di cose da raccontarvi
    le nostre problematiche sono tante

    una domanda
    misono sempre chiesto il perchè mio padtre ha deciso di immigrare proprio qui in italia che non esiste nessuna INTEGRAZIONE

    per noi il problema è più ampio di amici che vivono in germania o negli stati uniti

    qui l’integrazine non esiste assolutamente ci siamo nati però non ci sentiamo italiani
    il problema e che c’è una diffidenza sul nero o straniero che sia

    uno che è nato qui che vissuto qui che ha avuto esperienze di tutti i generi qui
    deve sentirsi per forza italiano questo è il mio problema
    il fatto che quando esco fuori dalla mia crchia di amici che mi conoscono sono e rimarrò sempre straniero
    voi vi chiederete il perchè
    perchè c’èRAZZISMO
    lo vedo sopratutto quando sto e vivo la mia vita con la mia fidanzata
    una volta mi capito ritornando a casa con la mia fidanzata era sera
    c’erano dei ragazzini che ci gridavano alla mia lei (hey put…. come fai a stre con un neg..o)io ho tirato dritto senza pensarci due volte

    pero non possono fare cosi

    certe volte mi dico se faccio bene a rima nere qui perchè non posso avere paur?
    e se un giono avro dei figli con lei come verrano trattatti?
    non posso uscire di casa che mi ritrovo sulla mia stessa stradauno di questi

    non esiste nessuna inttegrazione ognuno a casa sua non vedo nessuna integrazione

    questi pensano uesto questi neg..i vengono qui ci rubanno il lavoro e le onne
    anche se io non sono immigrato da nessuna parte io ci sono nato qui
    questo è il problema
    certe volte michiedo se dovrei lascarla e mettermi con una del mio stesso colre cosi’ la gente è più tranquilla perchè non voglio avere pro blemi nel mio futuo i tutti sensi
    non ci prendiamoin giro siamo neri circondati da bianchi bobbiamo stare attenti

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  23. ahimsa scrive:

    non dobbiamo stare attenti, o meglio si, dobbiamo stare attenti, ma non perchè siamo Italia o perchè abitiamo a Roma o a Milano. Dobbiamo stare attenti perchè di gente stupida è ignorante c’è dappertutto, in ogni paese.

    In Italia questo che percepiamo in questi ultimi anni è un clima, dove alcuni aspetti problematici sono stati urlati ai quattro venti ingigantendo i problemi e dirigendo la colpa di tutto verso le categorie più deboli: gli immigrati.

    Dobbiamo avere ben chiaro che il problema è essenzialmente politico. Un certo tipo di politica con poche idee e nessun programma che non ha altro cui appoggiarsi se non l’odio verso il diverso, ed ottiene consensi perchè ha già preparato il terreno, con anni di politiche fallimentari nella gestione dell’immigrazione clandestina (poichè non esistevano e non esistono canali chiari per gli ingressi regolari) una politica di asilo inefficace, e politiche di integrazione senza risorse adeguate.

    Non dobbiamo fare lo stesso errore: NON DOBBIAMO GENERALIZZARE.
    L’Italia non è una, vi sono tante italie quanti sono gli italiani.

    E se gli altri ci vedono come parte del problema, noi faremo capire loro che invece siamo parte della soluzione.

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  24. migena scrive:

    ciao a tutti.

    io la penso come ahimsa. Anche io ogni tanto penso di scappare all’estero ma giustamente come mi ha fatto notare il mio ragazzo (italiano) non è scappando che si risolvono i problemi, magari pensare di scappare è anche un pò da vigliacchi, anche se la voglia di farlo è tanta.
    Purtroppo (o per fortuna) qualcuno dovrà lottare per avere i diritti che ci spettano,e probabilmente tocca proprio a noi farlo. La storia dell’umanità lo dimostra, senza determinazione e “lotta” non si ottiene nulla.Fa comodo pensare che è sempre colpa loro, ma se ci lamentiamo e non muoviamo un dito per cambiare la situazione la colpa è anche la nostra.

    riprendo una frase “ovunque andiate, in qualunque parte del mondo, sarete sempre e comunque stranieri”….e allora? perchè essere stranieri dovrebbe essere una condanna?bisogna scindere ciò che ci fanno sentire e ciò che siamo. Mi da fastidio che mi facciano sentire tale perchè ho meno diritti degli altri, ma se la vogliamo buttare sull’esistenziale ci si può sentire stranieri anche non essendo mai andati all’estero. Magari chi sa l’essere stranieri ci permettere di essere più lucidi e non dare per scontanto cose che per gli altri lo sono, e magari nel lungo periodo questo fondersi di opinioni smuove una società bigotta.

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  25. AMBESSA scrive:

    io non vi capisco
    forse non mi avete capito troppo bene
    N E I C O N F R O N T I D E I N E R I

    c’è ed esiste il razzismo
    io ME LO SON SEMPRE CHIESTO è NPON SO DARMI UNA RISPOSTA
    non deve essere pe forza africano ma comunque nero che sia
    c’è la battutina scema o altro
    non parlate oer voi stessi che avete casa o un lavoro o state bene

    m parlate di quelle persone che non stanno bene come voi
    avete sentito la storia di quel sene galese poteva essre vostro fratello
    com eè staTO TRATTATO SOLO PERCHè è NERO
    NON VI PRENDETE IN GIRO
    questa è la realta se vai in veneto (dove sono fuori dal mondo)è invivibile
    non danno importanza ai gesti e parole negro per loro come dire persona sono cosi’ razzisti che mi viene voglia di dirmi ma perchè sono cosi’ e non puo starci ad discutere perchè non serve a niente si sentono superiori e basta(non parlo di alcune persone madi TUTTI I VENETI CI SONO QUELLI CHE TE LO DICONO IN FACCIA CI SONO INVECE QUEGLI ALTRI CHE SI NASCONDONO NO IO NON SONO RAZZISTA MA SOTTO SOTTO GLI DAI FASTIDIO SOPRATUTTO SE SEI A LIVELLO LORO)

    NON VI PRENDETE IN GIRO QUESTA è LA SOCIETA IN CUI VIVIAMO…..
    NON ESISTE NESSUNA INTEGRAZIONE ADESSO
    SPERO CHE CISARA’ MA LA STRADA è LUNGHISSIMA

    SE UNO VUOLE VIVERE SERENO DEVE STARE ATTENTO PERCHE’ IL SUO COLORE POTRA’ DARE FASTI DIO A QUSALCUNO

    TANTO ALLA FINE CI PERDI TU RICORDATEVELO
    QUESTO è IL MIO CONSIGLIO PER VOI……….

    SOPRATUTTO AòLE PERSONE SCURE DI PELLE IL VOSTRO COLORE

    PUO DRE FASTIDIO QUINDI STATE ATTENTI ALLE PERSONE CHE FREQUENTATE

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  26. AMBESSA scrive:

    comunque vi devo fare davvero
    tanti C O M P L I M E N T I

    PER TUTTI GLI ABESHA
    QUESTO è MIO CUGINO
    http://www.youtube.com/watch?v=LgDDwz45i60

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  27. migena scrive:

    caro Ignazio
    dal tuo nome suppongo che tu sia del sud.Se così fosse capisco la tua paura di essere invaso dagli stranieri. Hai paura che non capiscano a pieno la cultura mafiosa. E se tu fossi del nord, idem.Tanto la mafia ora si sta spostando al nord. E’ vero l’italia ha creato cultura ma non l’italia di adesso che sforna solo italiotti da “Uomini e Donne” ma l’Italia di un tempo con Il Rinascimento.Gli Italiani di adesso che producono cultura se ne vanno all’estero, appunto perchè la cultura in patria non viene compresa.Dai discorsi che fai a mio parere dovresti essere l’ultimo a parlare di cultura.Banalmente parla di difesa dalla “propria cultura” in maniera cosi nazionalista chi la cultura non sa cos’è. Ti voglio spiegare una cosa. Se L’italia di oggi è quella che è, è stato grazie alle invasioni barbariche del medioevo.Infatti gli Italiani di allora erano una civilità in decadimento e grazie ai barbari che in Italia c’è stato progresso,perchè non erano “snob” come gli autoctoni.Questo non lo dico io, ma gente che ha studiato anni su questo argomento.Ignazio, ti posso chiedere che livello scolastico hai?
    Sul fatto della criminalità,anche qui ti consiglio di informarti.Suppongo che tu già lo faccia….perchè immagino che per te informarti vuol dire guardare la televisione.Gli immigrati come tutti gli esseri sulla faccia della terra hanno una componente di criminalità.Il fatto è che la giustizia italiana è selettiva.Se uno straniero e un Italiano camminano per strada lo straniero ha più possibilità di essere fermato, perchè appunto straniero.E’ ovvio che se la giustizia funziona così anche nelle statistiche appare che gli stranieri sono più delinquenti.Anche questo non me lo sono inventata io ma gente che parla con dati alla mano, e non riprendendo teorie fasciste.
    Poi, mi dispiace per te che vivi fuori dal mondo ma non è vero che la maggioranza ci vede come invasori.Certo se ti nutri di Tv, immagino che hai questa impressione.Ci sono atti di razzismo, ma per fortuna ci sono persone che riescono a fare anche operazioni più complicate di 2+2.
    Il problema dell’immigrazione non si risolve con il buonismo, vero.Io odio il buonismo, così come odio chi fa ideologia banale, come la tua.Se c’è un problema immigrazione non si risolve di sicuro archetipizzando lo straniero, ma valutando le cose per quelle che sono.Mi dispiace per te che vivi così male.Io sono convinta che il tuo odio nei confronti dello straniero derivi da tuoi complessi di inferiorità! Ma questa è solo un’opinione…

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  28. migena scrive:

    Cara Klara purtroppo è pieno di persone così…

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  29. Yesmine scrive:

    Amo definirmi cittadina del mondo per non sentirmi straniera da nessuna parte.

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  30. AMBESSA scrive:

    la cosa che mi preme di dirvi e che vistate prendendo in giro
    questa vostra fissazione di essre italiani
    dove loro i bianchi italiani non vi acettano
    e non lo faranno mai
    siamo la seconda generazione ma la societa non acettera mai un italiano nero
    sarete sempre figlio di un emigrato
    capite
    non siamo negli stati uniti
    qui siamo in talia composta si da tanta gente ignorante ma
    non possono acettare

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  31. ahimsa scrive:

    Ambessa, senza offesa mi preme dirti che, secondo me, hai poche idee e confuse.

    Non sò se mi sono spiegato.

    Fai pace con te stesso e poi ne riparliamo.

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  32. ambessa scrive:

    http://www.youtube.com/watch?v=Xzm6KVAQyZI

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  33. radouan reda scrive:

    vi voglio bene:dino,fede,fabio

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