Milano – Ucciso a sprangate per una scatola di biscotti, perchè visibilmente di origini straniere.
Abdul Guiebre, 19 anni, originario del Burkina Faso, un italiano come tanti, un italiano del presente. Forse ha rubato, una ragazzata perdonabile a 19 anni. Ma rubare dolci, se lo ha fatto davvero, e se ti considerano “straniero” non è più una bravata: in un lampo processato e condannato alla pena di morte da un commerciante e suo figlio.
La Rete G2, organizzazione di figli di immigrati, condanna fermamente questo grave atto di razzismo che è costato la vita di un giovanissimo ragazzo. Vittima anche dell’assenza di politiche che accompagnino la trasformazione della società italiana, rappresentata da sempre più ragazzi come Abdul. Sempre più seconde generazioni che sono il presente e il futuro di questo Paese.
Per maggiori informazioni: www.secondegenerazioni.it
contatti: g2@secondegenerazioni.it
Ulteriori commenti sull’omicidio di Abdul Guiebre, avvenuto il 14 settembre, sul Forum G2 al seguente post
Tag: Abdul Guiebre, Milano
Ulteriori commenti sull’omicidio di Abdul William Guibre, avvenuto il 14 settembre, sul Forum G2 al seguente post:
http://www.secondegenerazioni.it/forum/viewtopic.php?f=18&t=1336&st=0&sk=t&sd=a
Ciao ragazzi,
in questa giornata e dopo questa notizia della barbara uccisione di Abba, da ragazza negra mi sento completamente persa. Sono nata in Italia, godo di cittadinanza italiana ma il mio fenotipo non lo dimostra. La mia madre é Africana. E oggi mi sono svegliata e ho avuto la necessitá di farmi un giro nella mia cittá, Milano, quasi volessi sfidare gli sguardi delle persone. Giá, perché alla fine ci si scorda di essere negri e discriminati ma poi avvengono questi eventi e veniamo subito riportati alla cruda realtá che non é di integrazione ma di odio. E se fosse stato bianco lo avrebbero ucciso? Certe volte, noi G2 ci dimentichiamo che non siamo ritenuti italiani e ci permettiamo di fare ‘bravate’ che a noi costano molto piú che ai nostri connazionali bianchi. É incredibile che nel 21esimo secolo stiamo ancora parlando di bianco e nero. Ed é assurdo che si possa ancora morire a sprangate per il colore della propria pelle. Perché chiamiamo le cose come stanno, di razzismo si tratta. Sono indignata, sconvolta ma soprattutto perplessa di fronte a una societá che cerca di normalizzare anche i delitti piú gravi e scellerati. E non posso negare di aver paura. Perché qua non si é soltanto insultati per strada (come ormai é ordinaria routine) o considerati come una prostituta dato il colore della propria pelle. Qua si rischia di uscire per divertirsi con gli amici e non tornare piú a casa.
Sinceramente vorrei fare qualcosa ma come sensibilizzare persone che negano l’ evidenza?
Un forte abbraccio Negro!
C’è troppo odio in strada!
Troppo razzismo!
Troppa ignoranza!
Troppa paura!
E noi cosa facciamo?
Niente!
Ricordo l’episodio delle Banlieu Francesi di qualche anno fa in cui è morto un ragazzo di colore… Tutti gli STRANIERI hanno protestato! Hanno distrutto, hanno bruciato e si sono finalmente FATTI SENTIRE! (Loro)
Noi qui stiamo a grattarci il c**o mentre veniamo fatti fuori uno dopo l’altro… stiamo qui a berci le str****te che dicono i politici: “Nessun odio razziale” , “Il colore della pelle non c’entra” ….
Gli aggressori mentre lo colpivano a colpi di spranga lo hanno chiamato “sporco negro”… Che cosa è se non razzismo? Un nuovo modo per fare amicizia? O un complimento??
Non sono in grado di descrivere la mia rabbia…
Non riesco a controllare la crescita del mio odio…
Che Allah mi perdoni se ora desidero la morte di alcune persone…
Salam Aleikum
Abdul Salam Guibre R.I.P. Fratello
Per tanto tempo si sono dette tante cose a proposito degli africani. Da una trentina d’anni a questa parte (era ora..) si sta procedendo verso una riabilitazione dell’immagine dell’Africa e della sua cultura in generale. Certo.. in Italia c’è ancora chi balla “l’Alligalli” alle feste e chi ancora fa battute razziste in TV come c’è chi si permette di scrivere cose palesemente razziste nei giornali.. Ma questo succede semplicemente perché in molti di noi non abbiamo studiato il colonialismo italiano in Africa, in molti non hanno neanche mai sentito parlare delle politiche razziali nel corno d’Africa e in Libia e delle inevitabili conseguenze: sul posto prima, e sulla mentalità degli italiani poi. Queste cose non ce le hanno fatte studiare a scuola. C’è ancora l’idea dell’africano disperato che bisogna aiutare, che magari soffre di malnutrizione, e che noi dovremmo aiutare a distanza, magari a rattoppare la sua capanna.. Io in Africa ci vado tutti gli anni, e so che con l’immagine stereotipata a cui ci hanno abituato i nostri media, non c’entra niente! Cmq.. Mentre qui si dorme, altrove invece si sta lavorando molto per far in modo che la gente sappia cosa è la vera storia dell’Africa e degli Afro-discendenti in generale.
Per quanto mi riguarda io sono dalla parte di coloro che di fronte a un Malcolm X che sosteneva la necessità di stabilire rapporti tra gli africani e gli africani americani adoperando la parola “Negro” lo corressero con fermezza, dicendogli: “non usiamo volentieri codesta parola, signor Malcolm X. IL termine “afroamericano” ha un maggior significato e più dignità”. era il lontano aprile del 1965 durante una conferenza stampa ad Accra in Ghana. Lo stesso Malcolm X dichiara, nella sua autobiografia, di non aver mai più pronunciato la parola “Negro” finché rimase in Africa. Io sono dalla parte di coloro che a Brooklyn ogni giorno stanno sui marciapiedi a gridare “we must destroy the Negro mentality”. Io sono dalla parte di coloro che hanno lottato per non essere più chiamati “Negri” ed essere considerati tali, ma essere considerati persone (l’esempio del Pr.Mandela ) Io sono dalla parte di coloro che si definiscono persone, si portano appresso un nome (e non uno stigma) e sono fieri della loro storia e delle loro radici africane. Quel poco che sò, mi ha portato ad una convinzione: la nozione di “razza” si applica bene a cani e cavalli, ma non può essere trasferita alla specie umana. Sarà che sono nato nelgi anni 80..
Detto ciò.. leggendo quello che hai scritto MARTA, proprio non capisco perché secondo te “É incredibile che nel 21esimo secolo stiamo ancora parlando di bianco e nero.” Ma come? proprio tu che ci mandi un caloroso “abbraccio Negro”.. non ti sembra un controsenso? “Negro” è una parola che è inevitabilmente legata a questo concetto di razza ed è esattamente per questo che io credo che “negro” è una parola che ha perso significato. In ITALIA, e IN QUEST’ EPOCA, più che mai!
Caro Anonimo,
uso la parola Negro e non mi vergogno di definirmi cosi perché so pienamente cosa significa e la valenza che ha. Questa parola incorpora una grande storia di schiavitú, sofferenza ma anche molto coraggio e molta cultura. in Brasile si dice che “Negro é la Radice della Libertá’ e ne sono completamente convinta. Credo fermamente che il concetto di razzismo sia estremamente attuale, ma era una sorta di ‘provocazione’ a quelli che pensano che sia un tema ormai passato (vedisi le ultime dichiarazioni del nostro prime minister… che giustifica la morte e il razzismo, dicendo che gli italiani sono esasperati…).
Comunque, leggendo i Vostri commenti, penso che qualcosa vada fatto. Penso che tutti abbiamo subito, seppur in modi differenti razzismo nella nostra vita e bisogna cercare di combatterlo in qualche modo per non creare generazioni future completamente esasperate e ritrovarci a riproporre un clima di odio e violenza come giá é successo in Francia.
Ma che fare? come lottare contro una societá che normalizza questi atteggiamenti o addirittura li nega?
troviamo un segnale,facciamo una maglietta e indossiamola (ad esempio con scritto, ‘vuoi prendermi a sprangate????) o decidete voi, ma cerchiamo di dare un messaggio forte. O facciamo una associazione modello Steve Biko, chiamata Abba per cercare 1. di non dimerticarlo/dimenticare 2. per dare un gruppo di sostegno a tutti quelli che nostri coetani e non soffrono di razzismo e si chiedono il perché.
Il razzismo é sicuramente un problema presente e dobbiamo, noi persone coscienti, cercare di combatterlo.
ditemi cosa ne pensate…
cara Marta,
La cultura africana, le sue tradizioni vengono da epoche molto lontane, sappiamo che ai tempi dei romani si diceva “Hic Sunt Leones” e chi veniva dall’Africa era per l’appunto “africanus”…semplice no?.. oggi si ricomincia a scoprire che al di là del deserto non c’erano esattamente solo Leoni, ma regni imponenti e civiltà maestose. Una cosa è chiara: non c’è una civiltà in tutta la storia dell’Africa che si è mai definita “Negra”. non c’è una località dell’Africa che si possa definire “Negra”, “Negrolandia” etc.. in Africa non c’è neanche un popolo che si sia mai definito “Negro” e sopratutto nessuno è mai nato con scritto “Negro” in fronte. Questa parola in Africa ci è arrivata intorno al XVsec con i primi portoghesi (a proposito di Brasile) e con i primi missionari europei. Correnti di pensiero, fattori economici geopolitici e l’antropologia di vecchio stampo..Hanno fatto il resto!
Dunque se un’ africano non si definisce “Negro”, non si tratta di vergogna. Si tratta di non adattarsi a convenzioni convenzioni europee che hanno fatto il loro corso, tra l’altro seminando odio e sofferenza dappertutto, ma che con l’Africa e gli africani in realtà hanno ben poco a che fare. La storia dell’Africa non si limita agli ultimi 4 secoli, quella degli ultimi 4 secoli è la storia dell’Europa in Africa e nel mondo. Quinidi scusami se non sopporto chi dopo tutte le lotte che si sono fatte in tutto il mondo, per non essere più stigmatizzzati io non ci sto a riusare certe definizioni in nome della “fierezza”. io sono fiero di essere chi sono io. non stiamo più nel mondo delgi anni 70′.è ora di cambiare registro e di imparare dal passato anche in italia.
Cmq la seconda parte del mio commento è sotto anonimo per una svista, sono sempre alphius, il mio nome è Alphousseyni, le mie radici sono in Senegal e in Capo Verde. leggedo il tuo commento non ho colto la sorta di ‘provocazione’.. ed è x questo ci tengo a chiarire quale è il mio pensiero. Poi ogniuno la vede come preferisce!
Ciao Alphousseyni,
sono completamente d’accordo con te!!!!
Adesso peró vorrei muovere il discorso oltre… e vorrei sapere cosa ne pensate di fare qualcosa di costruttivo dopo la morte di Adbul.
Se vuoi andare oltre, allora vai all’ OSSERVATORIO NAZIONALE, nel FORUM, nella sezione “Prinicipi di g2″ si sta appunto discutendo sul da farsi..
ecco il link: http://www.secondegenerazioni.it/forum/viewtopic.php?f=18&t=1336
in più poi se ti vengono idee particolare c’è l’apposito spazio per le INIZIATIVE, sempre nella sezione PRINCIPI DI G2.
chiunque può scrivere la sua. il Forum sta qui per questo ed è aperto a tutti. ovviamente prima ti devi registrare.
Non stiamo a guardare! facciamo qualcosa di concreto!
Ciao a tutti!
Mi chiamo Daniele e forse quì l’unico straniero sono io:) infatti sono italiano anzi piemontese d.o.c!:) ho 24 anni e vivo a Torino.
Ho deciso di scrivere perché ci tengo a dire che non ci sono solo italiani razzisti che non perdono occasione per prendere a sprangate “l’immigrato”. Ci sono persone, come me, che pensano che le culture diverse siano un arricchimento per noi stessi e per la società e sono pronte a lottare perché il mondo dimentichi la parola razzismo.
Questo a condizione che la lotta sia assolutamente nonviolenta e per questo vorrei dire ad “Urban Storm”: attenzione non è con la violenza che si risolvono i problemi ma si rischia di crearne di altri.
Il lavoro non è facile e la strada è lunga e faticosa ma INSIEME ce la possiamo fare.
Certo il panorama non è dei migliori ma non ci si deve rassegnare.
Forse a qualcuno di voi questo mio intervento sembrerà fuori luogo e qualcuno penserà che in fondo e facile parlare per chi non deve affrontare episodi di discriminazione tutti i giorni.
E’ vero ma quando nell’800-’900 gli italiani emigravano negli stati uniti e non solo hanno affrontato gli stessi problemi e io come pro pro nipote non lo dimentico. Noi italiani abbiamo la memoria corta…
Un saluto e un abbraccio
Daniele
Caro Daniele, anche noi siamo italiani, nonostante non ce lo rconoscano e quando parli d’immigrati, sostanzialmente si tratta più dei nostri genitori, perchè la maggior parte di noi è nata qui o comunque cresciuta qui sin da piccoli, a presto Daniele!
Caro Daniele,
hai pienamente ragione sul fatto che non tutti gli italiani sono razzisti, anzi credo che i razzisti siano una minoranza. Ma neanche noi stranieri siamo tutti delinquenti, eppure veniamo giudicati tutti nello stesso modo…
Vedere del marcio in uno straniero credo sia diventata ormai una cosa “normale”. Credo che siamo il capro espiatorio da incolpare perchè l’Italia va a rotoli… e anche questo lo capisco. Da quando l’uomo vive in una società ha sempre incolpato l’altro per i suoi fallimenti. E’ una cosa naturale, fa parte della natura umana…
Comprendo che i tempi che si presentano sono sempre più difficili, ma se per voi lo sono 1 volta per noi 10… e questo non lo sopporto!
Non sopporto il fatto che l’Italia ormai è diventato un paese multietnico ma le altre etnie non vengono riconosciute! Non sopporto il fatto che debba essere giudicato male solo perchè sono albanese o perchè sono musulmano! Non sopporto che quando giro con i miei amici “Negri” la gente fissi loro come se fossero degli E.T. e me come per dire che non c’entro nulla con loro! Non sopporto il fatto che la gente parla con me, si sente bene, si diverte… poi quando vengono a sapere che sono straniero cambiano atteggiamento! Non sopporto l’ignoranza e la superficialità delle persone!
Tu mi dici che con la violenza non si risolve niente. Beh io non riesco a trovare altro modo di far valere i miei diritti di essere umano!
Mi sarebbe piaciuto sentirtelo dire ad Abdul se non fosse stato UCCISO!
Ditemi… Cosa dovrebbe fare uno straniero per difendersi? Porgere l’altra guancia come recita la Bibbia?? O cercare il dialogo come recitano i pacifisti??
Beh io vedo che tutti quelli che hanno provato a farlo sono finiti male… quindi perdonami se preferisco rispondere alla violenza con la violenza!
PACE!
Si certo che siete italiani anche voi… il mio era un discorso ampio forse troppo…
Cmq non intendevo dire che bisogna lasciarsi “scannare” senza muovere un dito io penso che la violenza non debba partire da noi, ma che sia un dovere difendersi!
E’ stato un piacere parlare con voi!:-)
Grazie.
E? come dice Marta, anche se il mio pigmento è piuttosto chiaro.
Fai la tua vita, con le persone con cui hai stretto un’intesa, con cui collabori, lavori alle tue cose, continui a tessere la tua tela e passare per certe strade. Ti sei costruito un mondo accettabile. La tua ragnatela ti sembra aperta. E il paese ti appare attraverso i suoi fili pieno di potenzialità e a volte luminoso.
Poi ci sono alcuni incontri, o piuttosto scontri, alcune notizie, voci, comportamenti, prassi amministrative, parole divenute possibili, sbatti il naso su di un muro che non avevi visto o cadi in un precipizio che non credevi fosse lì e il contesto ti ricorda che la tua ragnatela è esile. Credo il lavoro maggiore vada compiuto nel potenziamento della ragnatela.
Connettere le ragnatele, nonostante la loro esilità, mi sembra la sola alternativa a tutto ciò che viene a ricordarci quanto esili siano, quanto facile sia spazzare via i fili tesi nell’aria un po’ miracolosamente.
Generazioni seconde: spero diverranno presto prime, devono divenirlo, come ogni nuova generazione. Per questo, fondamentale mi sembra confrontarsi con chi in apparenza non è costretto a definirsi secondo, quelle giovani generazioni di italiani che sono “seconde”, ovvero politicamente, socialmente emarginate, nonostante non lo sappiano troppo esattamente. Immigrati senza saperlo.
La rivista Trickster sta lavorando ad alcuni numeri dedicati a questo tema. Ci piacerebbe avere vostri suggerimenti ed eventualmente contributi:
http://www.trickster.lettere.unipd.it/c4p/5_2G/G2_ita.html.
Visitateci anche nel ning http://intercultura.ning.com.
anche io ho scritto su questo, appena sono riuscita a recuperarmi, troppi brutti ricordi.
Teniamo duro.
http://verbavalent.com/?q=node/306
Dacia Valent
Non so’ perchè ma da quando c’e il nuovo governo sono aumentati gli episodi di razzismo, anche a Roma è peggiorata, le persone sono più aggressive e come se avessero la certezza che non verrano penalizzati per il loro comportamento, perchè c’è una opinione negativa sui stranieri, per cui si sentono autorizzati dall’opinione pubblica.
Non oso pensare come si senta la madre, uno stato che l’ha accolta ma pugnalato uno dei suoi cuccioli.
E’ veramente triste.
Ma io concordo con alphou.e rimango ancora di più senza parole siamo noi con i nostri 20 anni e la nostra testa le nostre idee che dobbiamo portare all’innovazione e ci fermiamo ancora al ciao negro,al sottolineare che alcuni di noi siano negri..beh sinceramente sarò fortunata ma non mi ricordo molto spesso di essere negra,africana,brasiliana..in primis ricordo di essere me stessa con le mie origini e il mio bagaglio..
..poi sono gli altri a sottolineare la mia negritudine o meno.
che dire alphou grazie per aver scritto tu le cose che avrei detto io.
chissà se posso denunciare qualcuno per danni morali, istigazione alla violenza e all’odio “nazionale”.
chissà se qualcuno pagherà per farmi riavere indietro le mie (poche) certezze.
Io penso a quelle storie di discriminazione che rimangono nascoste. Per timore, per vergogna, per paura di non essere creduti. Ricordo proprio qualche tempo fa che mi venne riferito che proprio a scuola un ragazzo di colore veniva insultato dai suoi compagni e che, secondo gli amici di questo ragazzo, i professori non gli credettero. Dovette passare del tempo finchè proprio con i loro occhi e le loro orecchie i professori videro che era vero quello che diceva l’alunno di colore. Lui non ne ha mai voluto parlare più, forse per dimenticare. Ma mi chiedo, quante storie sono simili a questa? Proprio in questi giorni sto leggendo un libro di un autore polacco che nel suo libro racconta che qualsiasi guerra inizia sempre con il cambio del linguaggio. Compaiono parole come: lotta, liquidare, nemico, ammazzare, schiacciare. E’ il linguaggio dell’agressione e dell’arroganza. Io queste parole le sento sempre più spesso. Allora, questa società dove sta andando?
Sono Fabrizio,
scusate se mi intrometto in uno spazio che e’ dei G2 ed e’ giusto che rimanga un vostro luogo di confronto.
Sono di Milano, italiano da generazioni, e spaesato. Parlando con i miei amici oltre a disinteresse trovo desolazione culturale. Ma vi dico che in molti vediamo in voi di seconda generazione la vera soluzione.. fatevi sentire, pochi vi conoscono, eppure siete i soli a poter far capire che la nazionalita’ non e’ collegata all’etnia, e che l’etnia non ha nulla a che vedere con la criminalita’. Se lo dico io mi danno del comunista (anche se non lo sono).. Quando ho sentito di Abba e’ stata la prima volta che ho pianto per questo paese.. E sinceramente non vorrei che l’integrazione debba necessariamente passare per le vie violente come negli USA.
Un abbraccio, la strada e’ lunga
fabrizio
grazie Fabrizio, per essere quello che sei.
Ahimsa, grazie a voi che ci siete, e ad Abba, perche’ sta facendo aprire gli occhi a molti, e sta facendo capire chi gli occhi non li vuole aprire..
Willy dice:ho pianto molto per questo ragazzo,sono molto demoralizzato,se tuuti fossero con Dio il Santo Beato Signore Krishna il mondo sarebbe piu’ bello .Abdul sarai sempre nei nostri cuori.
Ciao a tutti sono un ragazzo mulatto di Firenze ho 26 anni,sono molto amareggiato da questa cosa che e’ successa,ancora non ci credo,come e’ possibile togliere la vita cosi’ gratuitamente ad un altra persona,io vivo in toscana da quando ci sono nato e posso assicurare che il razzismo qui e’ quasi del tutto assente verso i neri,tra l’atro la presenza di Senegalesi ,Nigeriani e altre etnie dell’Africa e’ molto alta nelle citta’ come Firenze,Empoli ,Poggibonsi,Pontedera,Pisa ,Livorno,fucecchio e altre citta’ ancora e questo mi fa piacere ,perche’ tutti sono molto integrati e soprattutto i toscani agevolano l’integrazione di essi,e magari i nostri fratelli africani vedendo le verdi colline toscane ricordano in piccola parte l’Africa chissa’.Ma in molte regioni di Italia non e’ cosi’ soprattutto al nord ,allora vuol dire che siamo diversi,io mi rivolgo a tutti i neri italiani,futuri italiani e non ,non sentitevi ospiti o inferiori di fronte ad alcuni attegiamenti disgustosi che talvolta alcune “persone”di questa penisola hanno verso di voi,anche perche’ dietro al disdegno o alla paura dello straniero o del diverso spesso ci sono motivazioni di gelosia e invidia e magari amalgamate ad atteggiamenti razzisti dovuti alla bassa cultura della persona,alla sua ignoranza alle sue paure ecc…ma non scusabili!!!Penso che la societa’ italiana adesso sia difronte a una crisi morale del tutto grave.E’ facile cambiare vestiti,usare ogni giorno una maschera diversa per non far vedere chi siamo ,cambiare macchina,scarpe,parter,confondere l’amore con il sesso,giudicare chi e’ piu’ sfortunato di noi….ebbene si,,,Ma quanto e’ facile cambiare noi stessi e ripulire il nostro cuore da tutte queste illusioni materiali?Allora sta a ogni persona lavorare dentro se stessi e realizzare che noi non siamo questo corpo che vediamo ,ma siamo qualcosa di piu’ bello ,di piu’ affascinante e di piu’ prezioso,cioe’ noi siamo l’anima ,certo amici miei e’ questo che dobbiamo realizzare…Ma l’umo cade nella trappola dell’identificazione col corpo senza sapere che questo involucro materiale fatto di ossa ,pelle e altre centinaia di sostanze non e’ altro che il contenitore della nostra vera essenza cioe’ l’anima.Allora cari amici miei quando ragioneremo cosi’ non vedremo piu’ le persone diverse l’une dalle altre in base alle caratteristiche del corpo a seconda della provenienza ,cosicche’ saremo tutti cittadini del mondo che il nostro Dio ci ha dato in affitto.La storia del nostro fratello Abdul mi ha fatto ancora di piu’ riflettere sul fatto di quanto vorrei essee accanto alla sua famiglia ,per dargli conforto,amicizia ,aiuto e sostegno morale,ma il fatto e’ che che nessuno gli restituira’ il loro angelo Abdul per colpa di qui due individui ” padre e figlio” che non avranno mai piu’ pace nelle loro coscenze degradate.Allora ragazzi noi siamo l’Italia del futuro mettiamocela tutta a lavorare dentro di noi ogni giorno per non vedere piu’ l’orrore di fatti come questi.
Abdul sarai sempre nei nostri CUORI Willy da Firenze .
A Willy. Io non conosco appieno la realtà Toscana, ma non penso sia esattamente come l’hai descritta tu, ti ricordo che qualche anno fa un ragazzo di origini indiane di nome Anthony adottato da una famiglia fiorentina si è tolto la vita non prima di lasciare una lettera (che lasciò basita la comunità) in cui descriveva lo strazio e il dolore che lo stavano portando a compiere quel gesto. Dopo anni di insulti, violenze subite in ogni occasione a causa del colore della propria pelle, dallo “sporco muso nero” al “vatti a lavare che voi negri puzzate” e le botte, non ha più retto. Quando lessi l’articolo che riportava la morte del ragazzo ebbi una fitta al cuore e piansi come non facevo da tempo. Cercai in tutti i modi di rintracciare la famiglia, parlai col padre, che straziato dal dolore mi descrisse l’accaduto, ma descrisse anche qualcosa a me profondamente conosciuto, ovvero la sorpresa nell’aver appreso tutta questa realtà razzista (dico “a me conosciuto” perché da quando avevo tredici anni e venivo picchiato a causa dei miei tratti somatici, le risposte che mi sento dare da gente italiana con cui ne parlo/avo sono le medesime, manco recitassero un copione, ovvero “Maddai! In Italia? Non posso crederci, secondo me sei esagerato…”) Qualcuno si chiederà come sia possibile che dei genitori non si rendano conto del disagio del proprio figlio proprio in virtù del fatto che è stato adottato, vi rispondo così: dovreste parlare con i miei di genitori…
Riguardo all’episodio “Abdul”, concordo con la maggior parte di voi, forse certe persone con cui parlavo un pò di anni fa, in merito ad episodi simili al mio spettacolo “Freddo” affermando che non accadono in Italia e che sono un allarmista , adesso si ricrederanno. Mi sono dannato nel tentativo di creare i presupposti ad iniziative antirazziste con interventi anche nelle scuole, ma nulla, l’Italia deve per forza di cose essere soltanto il “Belpaese”.
Il fatto che il governo ora si prodighi nel giustificare un’azione spudoratamente razzista (ma a quanto pare l’Italia si deve sempre giustificare, in ogni campo) e non in azioni, come dicevo poc’anzi, antirazziste, la dice lunga. Un’ altra cosa, finiamola con la storia dei biscotti, Abdul non aveva rubato nulla, ma per l’opinione qualcosa doveva aver fatto per innescare la missione punitiva dei due assassini. Non potete immaginare quanta rabbia provi…
A yoon.Ciao mi ha fatto molto piacere leggere la tua lettera,e ti ti ringrazio di avermi rammentato quel fatto di Firenze che sinceramente non ricordavo cosi’ bene il fatto ,ma e’ terribile veramente.Condivido a pieno quello che hai detto riguardo alla situazione sociale italiana…Riguardo alla Toscana ,non so se ho esagerato ma questo e’ quello che vedo ma sicuramente mi posso sbagliare.Tu non immagini anche io quanta rabbia provi per il fatto di Abdul .
Tanti g2 alla manifestazione di Milano per Abba. Dietro il nostro striscione G2 – Seconde Generazioni.
Quelli dei biscotti!
URGENTE
PROPOSTA
martedì mattina 23 settembre ci sarà a Cernusco la cerimonia funebre.
Per chi non può essere fisicamente presente ci vuole una vostra proposta di partecipazione.
In un orario prestabilito che potrebbe essere le 12 proponiamo a tutti di fermarsi un attimo dal lavoro o dallo studio e di dedicare 5 minuti a collegarsi al funerale, o a pregare per chi ci crede, o a suonare una canzone. Che ne dite? Fate voi che siete g2!!!
Alla manifestazione la Rete G2 ha aderito con passione, tristezza, e tanta voglia di far vedere al Paese quanto l’Italia sta cambiando per la presenza di ragazzi come Abba, i figli dell’immigrazione.
Dietro allo striscione della Rete G2 tanti ragazzi/e di diverse origini, nati in Italia o all’estero e tutti cresciuti qui, in città che sono il nostro mondo. Ieri per alcune ore il mondo di tutti noi, seconde generazioni, scoppiava a Milano. Una fervente attività per ricordare Abba insieme, mai più isolati, per far vedere a tutti e tutte come sarà l’Italia di domani, come è già l’italia in molti suoi luoghi.
Tra le iniziative di G2 durante il corteo: una serie di collegamenti in diretta con radio popolare di milano, a parlare i G2 di diverse città, per un pomeriggio denso tutti insieme per il centro di Milano.
Il cd promosso dalla Rete G2 “Straniero a chi?” (quale titolo migliore per rappresentare l’essenza di Abba?) è stato ascoltato da uno dei camion dove cantavano alcuni musicisti hip hop.
Una bella iniziativa simbolica potente, ma che ha preso molto piede, è stata quella di distribuire piccoli pacchetti di biscotti durante il corteo. Il consiglio di alcuni era di restituirli ai responsabili della tragica morte di un ragazzo.
Una vita umana non può valere una manciata di dolci.
Mai.
Ovviamente non é giusto uccidere nessuno per futili motivi, se però questo qualcuno é un ladro, un pregiudicato che crede che i dolci in un bar siano come le banane nella giungla, da prendere a piacimento, e che una volta raggiunto dai proprietari (che a differenza di lui si guadagnano da vivere lavorando e pagando le tasse, non rubando), anziché chiedere scusa reagisce, e si prende una botta in testa che lo manda all’altro mondo, mi spiace per lui ma se l’é cercata. Il razzismo non c’entra niente e questa vicenda é una ignobile strumentalizzazione.
Se qualche straniero crede che l’Italia sia un posto dove rubare, spacciare droga e fare qualunque cosa senza risponderne ha sbagliato paese, e sarebbe meglio che tornasse subito al proprio.
Al protagonista buono (e giovane) nelle storie di violenza, c’è sempre una voce saggia che grida: “Non rispondere, è una provocazione”. Eppure il giovane eroe, che sta per seguire il consiglio, è indotto improvvisamente all’azione da uno sviluppo della scena. E molla il pugno, come Billy Budd a Claggart. Per certo verso deve mollarlo: la scena lo impone, la sua dignità anche. Il messaggio di Salvatore, qui sopra, è di questo tipo, zeppo com’è di provocazioni e di banalità che cercano una reazione. Che si tratti di provocare lo si capisce già dalla “ovvietà” con cui attacca la prima frase. E poi aggiunge subito: “Se qualcuno è un ladro”, così come si direbbe “se qualcuno è un coglione”: una condizione esistenziale e colpevole. E quindi inizia a raccontare una storia allucinata e offensiva, dove fa riferimento a banane, a stranieri, a dolci, a giungle e a tasse. Insomma, un ritratto mica male della confusione in cui sta affogando il cervello di molti nostri connazionali. Il razzismo non c’entra niente: si tratta di coglionaggine. E la voce dice: “Ignora! Non replicare”.
Ciao a tutti, mi chiamo Ciro e vivo a Milano
da sempre, ci sono anche nato. Di padre napoletano
e madre calabrese; qui mi devo considerare ” straniero”
anch’io come voi. Vi può sembrare strano ma recentemente,
con l’ avvento del nuovo governo di coglioni, stanziati ormai,
anzi accampati direi nella capitale si è rinvigorito quell’ astio
nei confronti delle culture provenienti dagli altri paesi, ma non solo.
Stanno rispolverando vecchi rancori provenienti dall’ ultima guerra e
mi riferisco a più di sessant’ anni orsono. Come per magia il fascismo
è tornato chiaramente tra noi, attivo e legittimo, questo ragazzi è ciò
che più mi spaventa…dobbiamo stare molto attenti !!
La mia non è propaganda politica, perchè il vero problema è LA NOSTRA VITA E IL FUTURO, ma ci rendiamo conto di un La russa che durante una commemorazione storica ed in presenza del Presidente della Republica, si permettono di legittimare in qualche modo il trascorso di Mussolini dichiarando che in quella dittatura non fu tutto così nefasto e poi
successivamente corretti e ripresi a malo modo dal Presidente Napolitano???
Quando nel 2008 nuovamente si torna a discutere di cose che invece dovrebbero essere sepolte da decine di anni è la mia preoccupazione ad essere LEGITTIMA!!! Io ammiro profondamente voi seconde generazioni ma anche prime generazioni di Stranieri che credono in questo paese,
ma per quanto mi riguarda il mio paese non mi piace più…sono comunque
disposto a partecipare alla vosrta causa. Ciro
A Idris, non avrei saputo trovare parole migliori, sto con te.
yoon
Dai promotori della manifestazione di sabato 20 settembre:
“UN MINUTO DI SILENZIO PER ABDUL
Si terrà domani a Cernusco s/N – dalle ore 10 alle 12, presso l’audotorium “P. Maggioni”, in via Don Milani – la cerimonia di saluto ad Abdul Guibre, “Abba”, il ragazzo ucciso a Milano la scorsa settimana.
I promotori della manifestazione di sabato a Milano, per dimostrare ancora una volta la vicinanza e la solidarietà alla famiglia, invitano per domani alle ore 12, tutto coloro che non potranno essere presenti a Cernusco, ad osservare un minuto di silenzio sui luoghi di lavoro, a scuola, in strada oppure a casa. Radio Popolare, che trasmetterà la diretta della cerimonia, ne annuncerà l’inizio. Per non dimenticare. Perché non accada mai più”
SALVATORE HA PIENAMENTE RAGIONE!
Non si tratta assolutamente di razzismo!
In Italia il razzismo non esiste!
Sono con te salvatò
…ma mi domandavo così per caso…
Da Domenica 14/10 a Domenica 21/10 hanno fatto fuori 10 stranieri
8 di colore
(detti anche “negri”)
2 albanesi
(detti solo albanesi che ormai è diventato un’insulto come un’altro)
ora
la mia ignoranza non sa trovare una parola differente da “razzismo” (che ricordo NON ESISTE) per definire un fenomeno simile (e credo di non essere il solo a non trovarlo, con me ci sono anche tutti i MANGIABANANE DI SECONDA GENERAZIONE) allora volevo chiedere al suo grande intelletto da professore universitario come se mi trova un sinonimo….
La ringrazio!
quando lei prezo la citadinanza
ciao sono italiana emigrata negli stati uniti dal 1986 credetemi il [razzismo]come viene chiamato io lo definisco [odio] piu ke altro e’ globale purtroppo si deve solo cercare di essere diplomatici tolleranti e andare avanti x la propia strada comunque complimenti al sito siete super ciao mela.
aggiornamento sul processo per l’omicidio di Abba:
http://www.secondegenerazioni.it/forum/viewtopic.php?f=5&p=14911#p14911