Strano ma vero ultimamente mi capitano queste uscite di gruppo con ragazzi cinesi, sempre seconde generazioni come me, e le sensazioni che provo sono conflittuali. Da una parte mi trovo rappacificato con il mio -io- sapendo che non dovrò preoccuparmi di probabili gaffes, battute infelici, picchi d’insensibilità e dolori vari che possono procurarmi i cari amici indigeni (ve vojo bene eh), d’altro canto avere gli occhi dei giovani romani puntati sulla schiena (quanti cinesi!) procura uno spiacevole brivido, come se il vostro cane vi stesse leccando la pianta dei piedi.
Da bravi capitolini impossibili da svezzare arriviamo a San Lorenzo piuttosto sul tardi, prossimi alla chiusura del recinto della nuova piazzetta, ci prendiamo una birra e andiamo al tavolo da ping pong trascinati dall’entusiasmo di due amici desiderosi della sfida. Con gran dispiacere il ragazzo che si occupa del tavolo ci dice che le prenotazioni sono chiuse, per cui rinunciamo.
Io, mr. X, Y, Z e W (che fantasia né?) ci sediamo in mezzo alla piazza sorseggiando birra e parlando del più e del meno, quando un ragazzo si avvicina e ci invita a sgomberare perché è tardi ed aggiungendo un “avete vinto tutto voi, le olimpiadi eh?”. Fitta al petto. “Si conquisteremo il mondo” risponde repentino mr. X alle mie spalle, ma il tipo se n’era già andato. Da li in poi per tutta la serata mi è roso il groppone.
Ovviamente sono contento di come siano andate le olimpiadi, mi sono divertito molto a guardare le gare, ma anche se la Cina ha vinto così tanto, la voglia di andare a sbandierarlo ai quattro venti non ce l’ho. Forse non ce l’ha nessuna seconda generazione cinese o forse si. Forse sin da piccolo per consuetudine mi sono abituato/ci siamo abituati a non alzare ancora di più il solito muro di divisione, per questo motivo sento molte seconde generazioni che non sanno chi tifare durante i mondiali o tifano due nazioni. O forse è sempre la vecchia questione del vuoi più bene a mamma o a papà? Fatto sta che le parole di quel ragazzo mi hanno fatto proprio rodere il culo. A voi capire il perché.
Pardon moi pour le francesism.

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