• In: Comunicazioni — G2 @ 8:24 pm

    La Rete G2 – Seconde Generazioni al Ministro Roberto Maroni: “Bisogna cambiare la legge per la concessione della cittadinanza per tutti i figli d’immigrati”

    La Rete G2 – Seconde generazioni, organizzazione di figli d’immigrati, ha accolto con interesse la dichiarazione del Ministro dell’Interno Roberto Maroni di “fare un’eccezione alla regola dello ‘ius sanguinis’ e concedere la cittadinanza italiana ai minori che vivono nei campi nomadi e che non hanno genitori certi” e la necessità ribadita dal Ministro Robero Maroni di”un provvedimento mirato a riconoscere la cittadinanza italiana per ragioni umanitarie ai bambini rom nati in Italia e senza genitori garantirgli un nome, un cognome, un’identità non per Jus sanguins ma per motivi umanitari” nell’intervento alla American Chamber of Commerce a Milano.

    A seguito delle dichiarazioni del Ministro dell’Interno in materia, la Rete G2 – Seconde Generazioni invita il Ministro Roberto Maroni a ricordare che “la questione della cittadinanza riguarda anche e soprattutto centinaia di migliaia di figli d’immigrati regolari che nati in Italia o venuti minorenni hanno molte difficoltà ad ottenere lo status di cittadino italiano”.

    “E’ giunto il momento – dichiara Mohamed Tailmoun portavoce nazionale della Rete G2 – Seconde Generazioni – di cambiare la legge sulla cittadinanza da jus sanguinis a jus soli e far uscire dall’ombra tutti i figli di immigrati che rischiano un futuro di incertezze”

    Rete G2 – Seconde Generazioni

    4 Comments

    4 Responses to “Comunicato”

    1. Son contenta che G2 abbia espresso il suo parere a proposito.
      E` tempo per le seconde generazioni di portare le proprie proposte in parlamento.

    2. faccio notare una obiezione (sollevata ad una radio da una ascoltatrice..):

      Legge 91/1992,
      Art. 1
      1. È cittadino per nascita:

      [...]

      b) chi è nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi. [...]

      2. È considerato cittadino per nascita il figlio di ignoti trovato nel territorio della Repubblica, se non venga provato il possesso di altra cittadinanza.

      Legge 13 giugno 1912, n. 555
      Art. 1. – E’ cittadino per nascita:

      [...]

      2) Il figlio di madre cittadina se il padre è ignoto o non ha la cittadinanza italiana, né quella di altro Stato,

      3) Chi è nato nel [Regno] se entrambi i genitori o sono ignoti o non hanno la cittadinanza italiana, né quella di altro Stato, [...]

      Il figlio di ignoti trovato in Italia si presume fino a prova in contrario nato nel [Regno].

      ————————————————————————————-

      L’obiezione ovviamente è che l’egregio ministro Maroni ha scoperto l’acqua calda ma vuole dare a vedere di aver scoperto/inventato l’America.

      Noi strani figli di stranieri – che ci facciamo chiamare “seconde generazioni” – abbiamo già un futuro di incertezze, e corriamo semmai il rischio che queste incertezze aumentino…

      Incertezze su ciò che possiamo o non possiamo fare, su ciò che possiamo o non possiamo essere,

    3. In un’altro forum mi han avvisato della legge citata da Ahimsa, ad un certo punto ho chiesto che cavolo c’e` da dargli cittadinanza italiana se sono gia` italiani?? Mha! Maroni

    4. Sandokan ha detto, il

      Credo che le dichiarazioni fatte dal Ministro Maroni siano volutamente e politicamente ambigue da una parte si riferisce ad una legge che già c’è e facendola passare per una sua apertura dettata dalla pragmaticità; dall’altra cerca di “insinuare” che la maggioranza dei minori che abitano nei campi siano orfani o sfruttati o peggio. Condivido e sottoscrivo in pieno la presa di posizione di G2 – Seconde Generazioni proprio perchè centra il punto:
      caro ministro ti vuoi occupare dei diritti dei minori figli di immigrati, ok ci credo, ma fallo fino in fondo e occupati delle leggi che discriminano tutti i figli di immigrati e non solo che ti piace citare per fare il buono nelle conferenze stampa. Da troppo tempo in Italia i ministri che si dicono “preoccupati” per i diritti degli immigrati e dei loro figli dipingono un paese in emergenza. Non si è abbattuto nessun tsunami sulle coste italiane, ma è la tranquilla ordinaria discriminazione che da il potere ai politici di fare una costante campagna elettorale sulla nostra pelle.

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