• In: Articoli — lucia @ 9:49 pm

    Metafora sull’acquisizione della cittadinanza italiana per noi figli d’ immigrati

    A TUTTI I G2

    Figlio mio sei solo di tua madre. Scusa ma adesso non posso riconoscerti, si lo so che magari sei nato da me ma io ho altri figli e devo pensare a loro. Alla fine a tua madre ho detto che mi serviva tempo per riconoscerti ma le ho giurato che quando saresti cresciuto, tra i 18 e i 19 anni, ti avrei dato il mio cognome. Non prima, non posso. E ovviamente solo se me lo verrai a chiedere tu. Anzi, se poi deciderai di venire a reclamare ti do un consiglio: vedi di farlo in fretta perché se verrai troppo tardi potrei dimenticarmi. Mi conosco. Immagino che penserai che io sia un vigliacco ma perché mentirti: per me si è trattato di un incidente, non pensavo che tua madre si legasse tanto a me fino al punto di volerti. Però mantengo i patti e sono di parola: a 18 anni chiedi e ti sarà dato.
    Alla fine se ci tieni davvero saprai aspettare. Per adesso però fai il bravo non rompere le scatole, non mi cercare, stattene con tua madre. Che vuoi? Ti senti mio figlio e vorresti essere come gli altri, avere un padre o perlomeno un simbolo che testimoni il tuo legame con me? Non ci pensare vai a scuola tanto nessuno se ne accorge che hai il cognome di mamma. Che dici? Se ne accorgono eccome?
    Ti prego smettila di frignare tanto è inutile adesso non posso proprio accettarti pensa quanto mi scombussoleresti la vita!
    Ora ti confesso un segreto: non sei l’unico figlio che non ho potuto riconoscere mio. E’ successo tanti anni fa e forse lui sta ancora aspettando, invano, di "diventare mio figlio". Tu sei più fortunato e lo sai perché?
    perché tu puoi tenermi d’occhio tu vivi vicino casa mia, sei nato nell’ospedale del mio quartiere, lui invece è nato in un altro Paese ed anche se è venuto qui da piccolo l’ho perso di vista. Con sua madre non c’è stato nessun accordo, con la tua sono stato obbligato dalla vicinanza delle nostre abitazioni e dal conseguente timore di qualche intervento inopportuno nella mia vita.
    Riesci a comprendermi? Ho troppa paura e l’ attesa che t’impongo è il mio tentativo per smontarti, così mi odierai a tal punto che non verrai mai da me e il tuo ricordo scivolerà nell’oblio come quello di tuo
    fratello. Eppure guardandoti negli occhi già so che tu non cederai al mio tranello, che lo scoprirai e mi risponderai con un affetto più pericoloso e imbarazzante della rabbia. Già vedo davanti a me te e quel fratello che da oggi andrai cercare venirmi a chiedere ciò che non ho voluto darvi per tempo.

    19 Comments

    19 Responses to ““FIGLIO MIO SEI SOLO DI TUA MADRE””

    1. Questo pezzo è come l’autore e come tutti gli altri G2ini. E’ Fresh. Ghghghgghhg

    2. Direi metafora calzante! Soprattutto dal punto di vista “sentimentale”, in effetti ci si sente un pò come traditi da un genitore a cui non riusciamo a fare a meno di voler bene!

      Comunque, sono sempre gli uomini a fare casini e le donne e prenderesi le responsabilità!! :)

    3. Gioia ha detto, il

      mi piace molto! è commovente e l’allegoria è perfetta! grande Lucia!!!

    4. Oigres ha detto, il

      Più che seconde generazioni sono generazioni perse, dimenticate, emarginate. È vero che la responsabilità paterna per alcune persone non esiste, come non esiste il senso della responsabilità “tout-court”. Si potrebbe certamente analizzare queste anomalie dando la causa a questo o a quello (non sono uno specialista) ce n’è sempre una che permette una “scusante” e quindi diventa una variante tra le tante, senza condanne o colpe. Ma non è così! Qualcuno ha deviato, ha rotto le regole, ha pensato solo a sé e non agli altri. Il progetto originale della famiglia si è infranto: si direbbe che non esistano più i figli, i genitori, un padre, una madre. Il nucleo primitivo della società sembra disgregarsi. Rimane una parola che risuona nella mia mente e nel mio cuore: Vi fu un uomo mandato da Dio… è venuto in casa sua e i suoi non l’hanno ricevuto; ma a tutti queli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio; a quelli cioè che credono nel suo nome. (evangelo di Giovanni) Io l’ho sperimentato per questo lo dico a chi non lo sapesse Ciao a tutti Oigres

    5. Ciao amici-fratelli di G2!
      Finalmente ci incontriamo, almeno virtualmente; non vedev l’ora di vedervi, sentirvi, da quando ho scoperto che esistete, da quando ho scoperto di avere tanti fratelli che hanno i miei stessi problemi, si fanno le stesse domande e vorrebbero le stesse risposte.

      Se lo vorrete, man mano mi presenterò.
      Per ora vi dico soltanto che sono nato in India ( ci sono altri indiani in G2?), ma per mia sfiga sono cresciuto in Italia senza che l’Italia mi riconosca suo figlio ( giusto per stare nel tema ).
      Pertanto sono orfano come voi, e come voi questa cosa mi rode.

      C sentiamo plesto plesto.

      Namaskaar.

      ja

    6. Ciao Ahimsa,
      G2-Seconde Generazioni è un network di cittadini del mondo per cui ci sono anche indiani,c’è il nostro attore Tom con la sorella Grace che sono di origine indiana.
      Ti sei iscritto al nostro forum?

    7. Philitalo ha detto, il

      “… Eppure guardandoti negli occhi già so che tu non cederai al mio tranello, che lo scoprirai e mi risponderai con un affetto più pericoloso e imbarazzante della rabbia. Già vedo davanti a me te e quel fratello che da oggi andrai cercare venirmi a chiedere ciò che non ho voluto darvi per tempo… ”

      quanto mi piace questa frase … GLI RISPONDERO’ CON UN AFFETTO PIU’ PERICOLOSO E IMBARAZZANTE DELLA RABBIA!!!

      brava LUCIA

    8. chinagirl ha detto, il

      ho letto la metafora su associna, l’ha riportato idra…
      faccio i complimenti all’autrice, è fantastica!:-D

    9. Luci ha detto, il

      Grazie, ovviamente vale anche per i cugini di Associna!!!!

    10. wow, una delle metafore più belle mai lette, probabilmente perchè mi rispecchio a pieno…
      sono egiziana..nata qui ..cresciuta qui…ho 22 anni..frequento l’uni ma non ho la cittadinanza…sono praticamente descritta da qst pezzo: — Ti senti mio figlio e vorresti essere come gli altri, avere un padre o perlomeno un simbolo che testimoni il tuo legame con me? Non ci pensare vai a scuola –
      complimenti davvero a LUCIA… e un mega saluto a tutti

    11. youness G2(imola) ha detto, il

      Ciao a tutti…La metafora esprime davvero un gran sentimento di riconoscimento!ma con un padre che non si decide a prendersi le sue responsabilità non si può andare avanti..ma sono sicuro che se si continua a pressarlo,col tempo si riuscirà ad ottenere dei miglioramenti..un saluto a tutti i G2

    12. isidora ha detto, il

      ciao youness, benvenuto. se vuoi c’è anche il forum dove postare. saluti a imola :-)

    13. Anonimo ha detto, il

      Scusa ma non ti capisco bene…..su questo punto:

      GUARDATE CHE SE NON AVETE LA CITTADINANZA è ANCHE PERCHè NON SODDISFATE, IN GENERE, A QUESTE DOMANDE(VALE X TUTTI)….

    14. Anonimo ha detto, il

      hai scritto talmente tanto che è difficile risponderti su tutto. Per prima cosa ti ringrazio per la disponibilità al dialogo, anche se le posizioni siano diverse dalla mia. Non credo che una cittadinanza a 18 anni piuttosto che da piccoli possa cambiare la presunta dipendenza mentale che tu dici esista tra noi e i nostri genitori. Ogni seconda generazione è diversa per quanto riguarda le presunte questioni identitarie che spesso vengono poste e questo non perchè si tratta di una seconda generazione ma perchè il concetto stesso di identità è troppo restrittivo per qualsiasi individuo. ma a parte i sofismi, io ti parlo di cittadinanza come diritto dopo che sei nato ecresciuto in un territorio, non ne conosci altri e la tua lingua madre è l’italiano. Quindi ancor prima che sentimentale, un fatto oggettivo. Che poi dall’altra parte non ci sia stata una volontà di riconoscimento,anche per fattori non lontani da quel che dici questo è assodato, ciò non toglie che il diritto ad essere italiani da parte nostra va ribadito. e credo che ciò vada oltre alle strumentalizzazioni del tipo sei islamico, hai i genitori poco democratici ecc…sai bene quanto si tenda a volte a far uscire i casi più eclatanti pur di lasciare che le cose non cambino…e ciò amaggior ragione quando una richiesta del genere viene dal basso e non da moltissimi.la nostra è una situazione d’invisibilità, qui non si parla di immigrazione o integrazione ma di legittimazione. Un diritto, un fatto oggettivo che oggi non viene riconosciuto come dovrebbe. Sappiamo benissimo che i nostri compagni, amici, italiani, come noi sono brava gente, noi parliamo di diritto, legge non di persone buone o cattive, non centra nulla, è come se parlassi di me se lo facessi perchè mi sento italiana. Leggi meglio il nostro sito e capirai che parliamo di diritti.

    15. Anonimo ha detto, il

      Bisogna vedere se l’Italia è interessata a promuovere un referendum, in questo momento ne dubito…non c’è ancora conoscenza reale della nostra situazione purtroppo. Modificare la legge è più semplice, inoltre nel 2008 saremo un milione secondo i dati della Fondazione Agnelli su elabrazione dati Istat, perciò dovranno tener conto di questa crescita demografica.

    16. Gharghar Driss ha detto, il

      [...] “FIGLIO MIO SEI SOLO DI TUA MADRE” [...]

    17. mariarosa ha detto, il

      caro figlio mio ,sei nato il 20/12/79 a genova ,ti pego vienimi a cercare ,e volevo anche ricordarti che non ti ho mai abbandonato ,anche se ci sono le mie firme dell abbandono ,mha non e cosi come tu hai saputo o meglio come sai
      unica cosa che ti posso gius=rare di quanto ti ho sempre amato cercato disperatamente che e ricordatelo per sempre che non ti ho mai abbandonato ,
      ancora oggi sono in anzia di abbracciarti ,mi ricordo ancora tutt oggi che sei nato prematuro mulatto ,io avevo 18 anni compiuti il 25 agosto ,bhe cercami figlio mio ,cercami e verdai che capirai le cose come sono andate ,le cose che mi sono succese ,poi quando hai scoperto tutte le cose sara te la tua scelta ,almeno che tu sappia la vera verita la vera storia e il vero imbroglio approfitando della mia ignoranza ,cercami ……….cercami………..figlio mio ,sono ancora qui ad aspettarti nel mio cuore c e posto ancora per te ,non l ho dato a nessuno ,vieni da mamma vienimi a cercare ,vieni a scooprire la vera VERITA il perche non ti ho con me nel mio cuore di mamma e bello che tu scopra e bello che tu sappia che io ancora oggi ti amo figlio mio ti amo e te lo ripeto fin =che esisti che io non ti ho mai ABBANDONATO un abbraccio dalla tua vera mamma maria rosa d.n. genova cia

    18. mrosa de nicolo ha detto, il

      ti sto cercando figlio mio dove sei??’ sei nato il 20-12-79 all ospedale di s. pierdarena reparto 7 ginecologia intervento dei servizi sociali mha una e odiosa si chiama o si chiamava ruffini
      bhe la cosa piu importante e che tu sappia che io non ti hpo mai abbandonato e mi hanno ingannata
      mi hanno tolto te diciamo fra le braccia contrio la mia volonta io volevo essere aiutata invece ti ho perso per sempre e questo io non mi sono mai data pace
      un abbraccio figlio mio finche sono sulla terra almeno ti voglio vedere che tu capisca la verita ecc. c e posto anche per te figlio mio raggiungime nel mio cuore di mamma ti sto aspettando

    19. Anonimo ha detto, il

      Gentile Maria Rosa,

      spero che possa ritrovare suo figlio. Per quanto riguarda l’articolo era solo un racconto / metafora sul fatto che gran parte dell’Italia non ci accetta come figli suoi e non ci da la cittadinanza italiana da minorenni anche se siamo nati e cresciuti qui. Nel nostro articolo per “mamma” s’intendeva “mamma Italia” e nessuna madre reale.

      Le auguriamo di cuore un in bocca al lupo per questa sua sofferta ricerca

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