Archivio di giugno 2007

“FIGLIO MIO SEI SOLO DI TUA MADRE”

martedì, 26 giugno 2007

Metafora sull’acquisizione della cittadinanza italiana per noi figli d’ immigrati

A TUTTI I G2

Figlio mio sei solo di tua madre. Scusa ma adesso non posso riconoscerti, si lo so che magari sei nato da me ma io ho altri figli e devo pensare a loro. Alla fine a tua madre ho detto che mi serviva tempo per riconoscerti ma le ho giurato che quando saresti cresciuto, tra i 18 e i 19 anni, ti avrei dato il mio cognome. Non prima, non posso. E ovviamente solo se me lo verrai a chiedere tu. Anzi, se poi deciderai di venire a reclamare ti do un consiglio: vedi di farlo in fretta perché se verrai troppo tardi potrei dimenticarmi. Mi conosco. Immagino che penserai che io sia un vigliacco ma perché mentirti: per me si è trattato di un incidente, non pensavo che tua madre si legasse tanto a me fino al punto di volerti. Però mantengo i patti e sono di parola: a 18 anni chiedi e ti sarà dato.
Alla fine se ci tieni davvero saprai aspettare. Per adesso però fai il bravo non rompere le scatole, non mi cercare, stattene con tua madre. Che vuoi? Ti senti mio figlio e vorresti essere come gli altri, avere un padre o perlomeno un simbolo che testimoni il tuo legame con me? Non ci pensare vai a scuola tanto nessuno se ne accorge che hai il cognome di mamma. Che dici? Se ne accorgono eccome?
Ti prego smettila di frignare tanto è inutile adesso non posso proprio accettarti pensa quanto mi scombussoleresti la vita!
Ora ti confesso un segreto: non sei l’unico figlio che non ho potuto riconoscere mio. E’ successo tanti anni fa e forse lui sta ancora aspettando, invano, di "diventare mio figlio". Tu sei più fortunato e lo sai perché?
perché tu puoi tenermi d’occhio tu vivi vicino casa mia, sei nato nell’ospedale del mio quartiere, lui invece è nato in un altro Paese ed anche se è venuto qui da piccolo l’ho perso di vista. Con sua madre non c’è stato nessun accordo, con la tua sono stato obbligato dalla vicinanza delle nostre abitazioni e dal conseguente timore di qualche intervento inopportuno nella mia vita.
Riesci a comprendermi? Ho troppa paura e l’ attesa che t’impongo è il mio tentativo per smontarti, così mi odierai a tal punto che non verrai mai da me e il tuo ricordo scivolerà nell’oblio come quello di tuo
fratello. Eppure guardandoti negli occhi già so che tu non cederai al mio tranello, che lo scoprirai e mi risponderai con un affetto più pericoloso e imbarazzante della rabbia. Già vedo davanti a me te e quel fratello che da oggi andrai cercare venirmi a chiedere ciò che non ho voluto darvi per tempo.

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Studiare storia

sabato, 9 giugno 2007

Che cosa sono le radici per una persona?
Ho sempre creduto, quando ero piccolo, che discorsi sulle radici le proprie origini fossero un’idiozia, questo perché non mi sono mai sentito legato a nessun luogo, ho sempre ritenuto me stesso (buffo a sentirsi) una persona che vive in questo posto chiamato mondo, un cosmopolita.
Quando ero piccolo e studiavo la storia c’era sempre qualcosa di strano in me, nonostante avessi sempre saputo/ritenuto che la storia (per il tipo di disciplina che è) fosse molto interessante, non l’ho mai studiata seriamente, non mi ha mai coinvolto seriamente, la ritenevo noiosa. Soprattutto se mi guardavo intorno ed osservavo il retaggio che essa ci ha fatto pervenire ai giorni nostri: un paese che è ancora imperniato su un sistema intellettuale che ruota sui vari ismi del passato, i vari fascismi e comunismi… politici che nel 2000 d.c. si contrappongono tra di loro accusandosi di essere fascisti o comunisti… non che non dia il dovuto rispetto alla memoria storica, sia chiaro eh.
Adesso a distanza di anni capisco che quella storia non mi interessa, forse perché non la sento così mia… Recentemente parlando con alcuni amici Etiopi ed eritrei ho notato quanto loro invece si sentano legati a questa storia e di quanto questo influisca anche sulla loro vita quotidiana, di quanto tengano a ribadire la loro posizione riguardo a una cosa come il fascismo e di quanto si impegnino anche quando ci sono ingiustizie sociali legate a una cosa del genere. Io quando sento parlare di queste cose provo soltanto nausea…
Ultimamente sto studiando storia politica ed economica dell’asia e ad ogni nuova cosa che leggo/scopro sento che entra nelle viscere sino in profondità, tutto ciò che leggo mi rapisce.
Sarà questo ciò che chiamano "radici"? Non ne ho la più pallida idea….

P.S. scritto da un cinese

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