• In: Articoli — Tag: — nuez @ 1:51 pm

    1sorriso.jpgMa perché una delle prime domande fatte dai Media alle seconde generazioni deve essere sempre: ma tu sei integrato? Ti senti integrato?
    E i giornalisti scrivono di noi, della Rete G2, che siamo delle seconde generazioni perfettamente integrate. Ma cosa cavolo vuol dire?
    Ultimamente, quando mi viene rivolta la domandina preconfezionata, la tentazione spontanea è di rispondere chiedendo a mia volta all’intervistatore: e tu? Sei riuscito a integrarti?
    Come se noi seconde generazioni fossimo dei corpi estranei alla società italiana. Noi siamo già società italiana.

    Quando sei un immigrato o un figlio di immigrati, come nel nostro caso, la domanda sembra nasconderne un’altra ben più diretta: sei innocente o colpevole?
    Sei una minaccia e un rischio oppure sei carino e non mi romperai le scatole? Sei incapace e non ti sei impegnato sul serio oppure sei adatto per quello che noi vogliamo da te?

    Ma cosa vogliono da te? E perché non lo richiedono a tutti i figli di Roma, di Milano, di Genova, di Napoli? Che abbiano origini italiane o straniere?

    In realtà la domanda che viene spontanea a me quando parlo con altri, giovani e meno giovani, figli di italiani o figli di immigrati è invece: sei felice?

    Perché sta tutto là l’interesse per chi ti circonda, per chi fa parte di questa società, di amici o parenti, di conoscenti, di altri cittadini, di sconosciuti che incroci sull’autobus o mentre fai la fila alla posta. Vivi bene? Sorridi oppure hai gli incubi tutte le notti?

    Insomma…

    Chiedimi se sono felice.

    36 Comments

    36 Responses to “Chiedimi se sono felice”

    1. Pipit ha detto, il

      Che bel post, Nuez!
      E’vero, accidenti quanto è vero. Sono d’accordo con te. E quando poi non siamo come loro si aspettano (disaddattati, soli e potenzialmente pericolosi) allora diventiamo delle eccezioni. Le eccezioni, secondo me esistono, sono quei figli di immigrati arrivati troppo adulti, 14-17 anni, e con un percorso veramente difficile davanti e quasi nessuna possibilità di non diventare immigrati e basta in questo paese. Di questi, fra quelli che ho incontrato finora nessuno mi è sembrato molto felice.

    2. A Intermundia se mi avessero chiesto “sei felice?” avrei risposto “sì, grazie ai G2″. E avrei aggiunto “sono felice perchè mi sento a casa”.

    3. Boris ha detto, il

      Straquoto Zanzhu e leggendo questo post mi sono accorto di quanto e come anch’io ho adattato il mio linguaggio a queste domande che i media ci rivolgono sempre, per essere mediaticamente incisivo, ma già mi sono rotto le palle. Ed il fatto stesso che io a 20anni devo sapere così bene cose come immigrazione soggiorno e altri **** e mazzi e che faccio persino parte di un gruppo come G2 mi nausea (non per voi ragazzi, ma per il fatto stesso che questo stato mi mette in questa condizione). boh…

    4. Balambalos ha detto, il

      Bel Post!!!! Sono d’accordo…lo sottoscrivo. A me la parola integrare mi crea squilibrio interiore, mi fa sentire una specie in estinzione, una sorta di bestia….non mi piace.

      Vi posso dire quello che mi ha detto una ragazza di nome Sofia che ho intervistato per un libro che ho fatto con un mia amica? è proprio su questa parola…. INTEGRARE.

      “Qui fanno tanti progetti per integrarmi, per integrare quelli come me, nati qua. la parola integrare è una parola bruttissima. Io non voglio diventare parte di niente, voglio rimanere me stessa in un determinato contesto. Il passaporto italiano magari mi aiuterà a sentire un legame fisico con questo Paese, ecco”

    5. samiretta ha detto, il

      anch’io boris alcune volte sono stufa di tutte queste menate, perchè devo faticare 10 volte più di un mio coetaneo per ogni piccola stupidaggine, mi chiedo!! eppure sono romana, non da 7 generazioni, ma comunque romana, mia madre cucina le lasagne e le polpette al sugo come qualsiasi madre italiana, quando l’italia ha vinto i mondiali ho fatto i botti, e poi mi chiedono se sono integrata?!! cmq far parte di G2 mi fa sentire parte di qualcosa di più grande, riformare il pensiero sia delle istituzioni che delle persone…mi sento una riformatrice, una sessantottina! :)

    6. ..e se il ti sei integrato altro non fosse che un, diciamo,un metro per identificare un altra domanda: TI ABBIAMO FATTO INTEGRARE?!..TI ABBIAMO ESCLUSO?!..un altro pensiero..un metro per capire come la società reagisce alla “nostra” presenza..un metro per capire l’utilità e l’apporto che possiamo portare a questo paese(come se fossimo parte di un circolo dare-avere e annesso obiettivi da raggiungere)..che tu sia felice o meno..diventa scontato..si parte già dal presupposto che tu lo sia..che tu stia bene e che la tua risposta a questa “fatidica” domanda sia un graditissimo SI con annessi occhi lacrimanti e sortiti ringraziamenti all’italia per averti accolto..la scontatezza sta nella domanda..e la si deve ripudiare con la risposta..concordo con nuez..CHIEDIMI SE SONO FELICE..o è una domanda troppo impegnativa a cui non puoi far finta di niente alla mia risposta?!..pensieri recondidi..strana follia..eppure le sento da 16 anni queste domande..e più che fare la faccia perplessa e rispondere mostrando un sarcastico cinismo non so che fare..magari alla prossima dirò: E TU?!TU COME STAI?!HAI APPORTATO QUALCOSA ALLA MIA “INTEGRAZIONE”?!..che ne pensi di me?!cos’è lo straniero per te?!..e per finire aggiungerò..fatti una domanda e datti una risposta(assumendo uno sguardo marzulliano)ahahah..
      Queenia

    7. Idra ha detto, il

      Stavo riflettendo sulla stessa cosa mentre ero a Intermundia; da una parte ero felice di partecipare ad eventi dove poter stare insieme a persone veramente belle dentro e che mi fanno sentire immerso in una “zona franca”, dove sono incondizionatamente accettatto per quel che sono.
      Mi piace molto stare con voi.
      Dall’altra parte mi dicevo: “caz.o, ma devo fare tutti questi chilometri, partecipare a tutti questi eventi, parlare, parlare e parlare per essere accettato? Altre persone non hanno bisogno di fare ciò, si vivono la loro vita senza il peso della parola integrazione, senza quel bagaglio invisibile che molti di noi si protano dietro ogni giorno.

    8. Hai perfettamente ragione. Il meccanismo è tanto semplice quanto conosciuto, ma non per questo giustificabile. E’ lo stesso meccanismo noto a psicologi e sociologi, per cui quando in un ambiente di lavoro arriva una visita per qualcuno, si dice: “C’è un tizio alla porta che ti cerca” se questo è bianco (italiano riconoscibile come tale dall’accento e dall’aspetto); oppure: “C’è uno straniero – o peggio – c’è un nero – che ti cerca” quando il tizio non è bianco. E’ il bisogno di categorizzare, di marcare i confini del proprio giardino, un giardino col prato all’inglese dove non sono ammesse erbacce. Un giorno mia figlia, tre anni, al ristorante cinese si ferma davanti ad un uomo nero nero, lo fissa per un minuto, noi a pensare ‘oddio ora chissà che dice e ci fa fare brutta figura’, e invece ha detto: ‘buon appetito’ e se ne è andata. Lei aveva incluso negli orizzonti del suo piccolo giardino anche quel signore. Siamo noi adulti che siamo condizionati. Quel giorno ho capito che per liberarsi completamente dal pregiudizio, per emanciparci si deve anche accettarlo, sapere che siamo cresciuti in un giardino di un certo tipo, per poter riconoscere i giardini degli altri, con le loro peculiarità e rispettarli. Purtroppo però viviamo in una società eterofoba. Io nel mio piccolo mi batto ogni giorno. Un saluto a tutti, duccio

    9. ernestito ha detto, il

      La domanda posta dai “Media” per quanto tendenziosa o come dir si voglia,non è semplicemente mediaticità,ma direi esplicita rappresentanza della cultura del nostro paese;per dirla in semplici e brevi parole le interrogazioni dei media sono oggi la parola di un popolo,quello italiano,non povero di carenze culturali,spesso sgraziato nei termini,non poche volte distaccato dalle proprie realtà;un popolo che spesso fatica a riconoscersi e trovare una propria identità.L’errore della domanda è umano quanto corregibile.Questo è un popolo che non è sempre felice,credo quindi che per sentirci fare certe domande dai media ci vorrà un po di tempo;chiediamoci intanto da soli se siamo felici.un saluto a tutti. :-)

    10. Antonella ha detto, il

      La domanda “ti senti integrato?”, dovrebbero farla anche a molti di noi considerati “italianissimi” in quanto figli di italiani, nati e cresciuti in Italia.
      Vi confesso che mi sento molto a disagiio attualmente a guardare com’è ridotta la società italiana, sempre più sprofondata nei luoghi comuni. Sem`pre più ostaggio di chierici e di razzisti.
      Io, francamente, non mi sento affatto integrata.
      Antonella

    11. Roberto ha detto, il

      E’ vero. E’ un vizio di noi locali (qui abitanti da molti anni) di non avvicinarci alla persona ma direttamente ai suoi problemi, presumendo di conoscerli.
      Ti senti felice Nuez? Spero che tu lo sia veramente, almeno a momenti.
      Ciao. Roberto Brusutti, Vicenza

    12. Luci ha detto, il

      Il problema riguarda anche i media secondo me. molto spesso vengono a farci le interviste i cronisti che magari dieci minuti prima si occupavano d’altro. il caporedattore li manda da noi senza le dovute informazioni ed ecco che la domanda fuori luogo continua a “perseguitarci”. Il mondo dell’informazione in Italia, nonostante albi ecc.. rimane molto carente e quando si ha a che fare con concetti come i nostri già poco compresi anche da molti addetti ai lavori,la semplificazione diventa l’unico strumento a disposizione. Comunichiamo informiamo noi per quel piccolo che possiamo,aiutiamoli a comprendere… non ci sono altre alternative…

    13. El Persiano ha detto, il

      ciao a tutti, sono nuovo fra i G2 e trovo questo forum molto inerente alla mia maniera di pensiero…a riguardo di questa testimonianza ho un paio di cose da dire…dobbiamo smetterla di assecondare tutti e dinessere troppo educati, ne abbiamo sentite fino alla nausea di storie cosi, che non dovrebbero nemmeno appartenerci, siamo ITALIANI…dobbiamo farci sentire e far capire alla vecchia italia che i nuovi italiani sono una realta’ ormai diffusa per tutto lo stivale…io, fedele alla cultura hip hop, ho appena iniziato una guerriglia urbana artistica, qui al nord i leghisti attaccano in giro adesivi con scritte come:”no al cous cous, si alla polenta”, e’ bastata questa provocazione per armarmi di bombolette spray e lasciare messaggi piu’ o meno legali nella mia citta’ in stile:”piu’cous cous e meno polenta”…aspetto vostre iniziative e pareri riguardanti la mia, a presto, ciao!

    14. Zanzhu ha detto, il

      El persiano, in quale citta’ del profondo nord vivi?

    15. Sherif ha detto, il

      bergamo, perche’?

    16. El Persiano ha detto, il

      Bergamo… :)

    17. Zanzhu ha detto, il

      Pensavo a una qualche città più vicina a padova…ci si poteva ritrovare:-)

    18. El Persiano ha detto, il

      contattami alla mia e-mail… fares_sherif@inwind.it

    19. ehi sherif, ti inseriamo anche nella mailing list di g2.

    20. El Persiano ha detto, il

      ok, no problem. grazie

    21. nordico ha detto, il

      …che stronzate…le vere origini ITALIANE stanno andando a farsi fottere…

    22. no ragazzi, nordico si è sbagliato. è che il poverino ha qualche problema di punteggiatura (o forse di storia), in realtà voleva scrivere: che stronzate le vere origini italiane…stanno andando a farsi fottere.
      il soggetto sottointeso del secondo pezzo di frase sono chiaramente le istituzioni.
      o sbaglio?

    23. “L’uomo (Homo sapiens sapiens) è un primate bipede, nonché un mammifero placentato appartenente alla famiglia degli ominidi. Gli uomini hanno un cervello molto sviluppato capace di ragionamento astratto, linguaggio e introspezione.

      La specie umana ha avuto origine in Africa circa 200 mila anni fa. Da allora, si è diffusa su tutta la superficie delle terre emerse.”

      Da mò che le vere origini italiane si sono andate a fare fottere!! :)

    24. chissà cos’avrò mai fatto a questo “nordico” perché abbia tutta questa paura delle “stronzate” (adoro simili sviolinate :-) ) ? sarà un mio vecchio fidanzatino respinto? :-)
      e poi (rumble rumble)

    25. chissà cos’avrò mai fatto a questo “nordico” perché abbia tutta questa paura delle “stronzate” (adoro simili sviolinate :-) ) che scrivo? sarà mica un mio vecchio fidanzatino respinto? :-) . ahimè!: non sono mai stata tenera con i ragazzi un po’ duri de capoccia e dalla parlata rudemente zoticona.

      e poi (rumble rumble): quel “vere origini” mi intriga… avrà forse scoperto qualcosa di importante di cui sono stata tenuta all’oscuro mentre studiavo la storia dell’unità d’Italia?

      oppure si riferisce a qualche segreto spinoso dell’impero romano? o parla degli etruschi? o dei normanni? o di …

    26. sarebbe bello che il simpatico nordico non gettasse la pietra e poi nascondesse la mano. se magari si aprisse al dialogo in questo blog, potrebbe sicuramente trarne giovamento.

    27. Lucia ha detto, il

      MMMM mi viene in mente..Manzoni nell’ Adelchi…” Come diceva aspetta? Il volgo disperso repente si desta..intende l’orecchio solleva la testa…percosso da novo crescente romor…ma guarda che noi non siamo i franchi pronti ad una nuova invasione siamo più colorati vari. più carucci…insomma…
      Per questo..le nostre origini sono venusiane, contrariamente a quelle italiche che dovrebbero essere più legate a saturno..ma se sbaglio mi si corregga, se dico stronz..anche, non vorrei offendere la sensibilità di qualcuno…i pianeti sono talmente tanti….

    28. El Persiano ha detto, il

      eheheh no comment… come si chiama? “nordico”? :) …ha scelto proprio il forum sbagliato per fare il leghista… anche se apprezzo la sua arroganza. :)

    29. marco MK ha detto, il

      e vero… eheh l’integrazione sembra un premio a punti… è sempre un processo che ha un inizio ed una fine, quindi un risultato, una pagella… un voto: promosso o bocciato. l’integrazione è l’etichetta non il processo in sé… è sempre così che la dipingono! assurdo!!! il problema è sempre lo stesso: pensare l’integrazione come una forma “democratica” di assimilazione, salvo poi dimenticarsi che è solo apparenza e chiedersi – da parte dei giornalisti – se allora dopo tutto ‘sta gente è integrata o meno!

    30. Solo chi non è integrato può chiedere se si è integrati. Secondo me molti giornalisti non lo sono, si illudono di esserlo in virtù di un loro “allineamento”, ma essere allineati non è certo sinonimo di essere “integrati” anzi spesso nasconde lo status di potenziali emarginati.
      Però non sarebbe male chiedere a tutti gli italiani (nel senso di abitanti della penisola) se si sentono integrati, sarebbe una domanda spiazzante :-) )

    31. liber ha detto, il

      ma sei felice o no?
      alla fine mica ce l’hai detto.
      :P
      però secondo me le radici non sono mai stronzate, fanno parte della nostra identità, e perciò vanno per lo meno conosciute.

    32. Sono capitata per caso sul tuo blog e mi ha molto colpito il tuo post e i relativi commenti. Credo che lo citero’ nel mio blog per dimostrare quanto alle volte siamo sciocchi e presi dal nostro modo di pensare. Mi sto occupando di immigrazione per lavoro e mi si e’ aperto un mondo molto interessante, il vostro e il nostro. E’ vero che forse siamo NOI a non sentirci integrati ma credo anche che la paura dell’altro e dello straniero sia intrinseca. Tendiamo a fidarci solo di cio’ che conosciamo e finche’ cio’ non succede tendiamo a marcare il nostro territorio. Alle volte non e’ cattiveria, ma solo ignoranza della vostra cultura. Alle volte siamo maleducati e ignoranti. E me ne dispiace.
      Una italiana.
      http://www.sestopotere.blogspot.com

    33. Giova-ItaloPeruviano ha detto, il

      A mio parere queste sono domande che solo uno puo porre a se stesso. L’integrazione è qualcosa di cosi personale e vario fra un soggetto e l’altro che solo noi stessi possiamo capire quando siamo veramente integrati senza rendere conto a nessuno. Inoltre sono d’accordo: è sicuramente meglio chiedere se si è felici, dopotutto penso che in fondo sia questo che conta. E poi se proprio devono farla sta domanda sul fatto se si è integrati o meno dovrebbero farlo a tutti gli altri abitanti di qst penisola: “origini italiane”?? certo in teoria ci si potrebbe definire di sangue italiano o meno ma in fondo il popolo italiano non è forse il risultato delle piu varie invasion di popoli esterni (Unni,Franchi,Arabi,Spagnoli ecc.)?!?!?!?! A dire la verità questa domanda sull’integrazione dovrebbero rivolgerla ai leghisti: si sentono cosi “nordici” loro, cosi “diversi”, un popolo “oppresso” dal popolo “italiano”!haahahahaaaha!!!ma per favore, non sono altro che dei repressi ( come il tizio che ha scritto un po di commenti + su) !!! Chiudendo questa breve parentesi vi saluto e vi auguro tutto il bene possibile miei cari G2!A presto!

      W LA NUOVA ITALIA!(QUELLA CHE TUTTI I G2 SONO PREDESTINATI A COSTRUIRE!)

      p.s: Bravo “El Persiano” che si da da fare in opere artistiche suburban e pure di carattere sociale!!!

    34. El Persiano ha detto, il

      grazie compare ;)

    35. Io sono italiana 100% e non sono integrata…figurati…. eppure nessuno mi ha fatto questa domanda ;)

    36. ringraziamo Duccio per aver continuato i commenti anche sul suo forum che potete visitare qui:

      http://ducciop.blog.kataweb.it/2007/06/25/chiedimi-se-sono-felice/

    Lasci un commento

Commenti recenti Blog

Archivio