Mi sforzo sempre, quando leggo quelle terribili notizie sui giornali, di non guardare le cose con occhio distante. Eppure in questi giorni mi rendo conto di quanto ne rimango estranea. Cerco sempre di pensare che là, lontano mille miglia dalla mia confortevole stanza, c’è gente che veramente sta soffrendo, che ha paura delle bombe, o che è spazzata via dal vento, dal fango, dall’acqua. Leggo e mi ripeto che quello che leggo non sono parole, ma fatti veri.
Il tifone questa volta si è proprio abbattuto su tutti i miei ricordi. Sui luoghi reali dove ho giocato da piccola e dove in seguito ci incontravamo con i cugini a bere San Miguel o Ginebra. E proprio là, in quella stessa piazza, hanno ammassato i cadaveri ritrovati.
Per quanto ci possiamo sentire "italiani-e-basta", credo che noi seconde generazioni avremo sempre un pezzo di cuore che batte da un’altra parte.
(nella foto: le rovine di Cagsawa e sullo sfondo il vulcano Mayon, nella provincia di Albay, Filippine)

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