Mi sforzo sempre, quando leggo quelle terribili notizie sui giornali, di non guardare le cose con occhio distante. Eppure in questi giorni mi rendo conto di quanto ne rimango estranea. Cerco sempre di pensare che là, lontano mille miglia dalla mia confortevole stanza, c’è gente che veramente sta soffrendo, che ha paura delle bombe, o che è spazzata via dal vento, dal fango, dall’acqua. Leggo e mi ripeto che quello che leggo non sono parole, ma fatti veri.
Il tifone questa volta si è proprio abbattuto su tutti i miei ricordi. Sui luoghi reali dove ho giocato da piccola e dove in seguito ci incontravamo con i cugini a bere San Miguel o Ginebra. E proprio là, in quella stessa piazza, hanno ammassato i cadaveri ritrovati.
Per quanto ci possiamo sentire "italiani-e-basta", credo che noi seconde generazioni avremo sempre un pezzo di cuore che batte da un’altra parte.
(nella foto: le rovine di Cagsawa e sullo sfondo il vulcano Mayon, nella provincia di Albay, Filippine)
Tag: ricordi, seconde generazioni
Appena ho sentito la notizia ti ho pensato e ho pensato anche a Sheryl e a Renè che per fortuna non vivono ESATTAMENTE lì, ogni anno c’è un tifone e ogni anno ci sono vittime ma speri sempre di non conoscerne nessuna.
Anche quando è successo a New Orleans, una mia amica si è salvata perchè era in Italia, ma al suo ritorno non ha più trovato la sua casa, il suo quartiere, la sua macchina…niente..
Mi dispiace e so cosa provi perchè anche a me hanno devastato i ricordi, ma per fortuna non è stato un tifone ma solo la costruzione di un supermercato.
Capisco perfettamente quello che vuoi dire, anzi penso tutti. Sigh..
Ne parlavamo proprio l’altro giorno di ciò che è accaduto nelle nostre care isole Filippine, alcune seconde generazioni come noi, sono fortunate perchè sono andate spesso nel loro paese di origini e hanno creato questo legame forte, che è quello dei ‘ricordi’, di aver potuto vedere i luoghi sove sono cresciuti i nostri genitori, aver conosciuto i parenti, gli amici.
Si, posso immaginare il danno, vi do un piccolo bilancio, affatto rincuorante:
Un bilancio ancora provvisorio del tifone che ha colpito le Filippine indica almeno 570 morti, 1.933 feriti e oltre 740 dispersi; le persone rimaste sfollate sono oltre 84.000; i danni alle infrastrutture sono stimati in circa 25 milioni di dollari.
L’UNICEF stima che le persone colpite siano oltre 2 milioni, di cui 1/4 bambini, ma la piena entità dei danni resta difficile da valutare, a causa delle difficoltà nelle comunicazioni e nei trasporti
da parte di una nonsoloitaliana:
tanto dispiacere e tristezza.
far parte di due mondi comporta anche frustrazione e amarezze delle assenze e distanze e fatti grandi e gravi come le calamità naturali (ma penso anche alle vicende storiche-sociali-politiche) a volte ci spingono a rimettere in giocho chi siamo e quanto lo siamo.