• In: Articoli — Tag:, — Pipit @ 9:28 am

    worldpolitical.gifSeconde generazioni anonime. Mi alzo in piedi, con sguardo basso e voce tremante, "confesso: sì, è vero parlo malissimo la mia lingua d’origine". Non solo la parlo malissimo, ma la parlo buffa. I miei cugini si sganasciano quando provo a parlargli in dialetto. Una mia carissima amica ha lasciato il mio messaggio registrato in segreteria per quando si sente triste. Ho comprato un sacco di grammatiche, cassette, fumetti e vocabolari. Ma proprio non mi riesce a perfezionarla. Eppure ho una passione per le lingue.

    Una seconda generazione dovrebbe avere due lingue madri, con una sola ti senti un po’ monca. Però dentro c’è la mia seconda lingua, lo so. La sento parlare da sempre. E’ impossibile che non ci sia. Chissà perché si rifiuta di venire a galla.

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  • In: Articoli — Tag:, , — nuez @ 5:12 pm

    Disegno legge, modifiche alla Legge n.91 del 1992

    All’articolo 1, comma I. della legge 5 febbraio 1992, n. 91, sono aggiunte, in fine, le seguenti:

    b-bis) – chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri di cui ameno uno sia residente legalmente in Italia senza interruzioni da almeno 5 anni, al momento della nascita ed in possesso del requisito reddituale per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;

    b-ter) – chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri di cui almeno uno, legalmente residente, sia nato in Italia ed in possesso del requisito reddituale per il rilascio del permesso di soggiorno CE- per soggiornanti di lungo periodo.

    2. Dopo il comma 1 dell’articolo 1 della legge 5 febbraio 1992, in. 91, è inserito il seguente:

    1-bis Nei casi di cui alle lettere b-bis) e b-ter) del comma 1 entro un anno dal compimento della maggiore età il soggetto può rinunciare, se in possesso di altra cittadinanza, alla cittadinanza italiana.

    Art. 2 (Minori)

    1. 1.1 comma 2 dell’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 9J., è sostituito dai seguenti:

    2. Il minore figli o di genitori stranieri, di cui almeno uno residente legalmente in Italia senza interruzioni da almeno cinque anni ed in possesso del requisito reddituale per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, che, anch’esso legalmente residente in Italia senza interruzioni per un periodo non inferiore a cinque anni, vi abbia frequentato un ciclo scolastico o un corso di formazione professionale o vi abbia svolto regolare attività lavorativa per almeno un anno diviene cittadino italiano su istanza dei genitori o del genitore esercente la potestà genitoriale secondo l’ordinamento del paese di origine. Entro un anno dal compimento della maggiore età il soggetto può rinunciare, se in possesso di ultra cittadinanza, alla cittadinanza italiana.

    2-bis, Alle medesime condizioni di cui al comma 2, qualora alla maggiore età lo straniero risieda legalmente nel territorio da almeno cinque anni, diviene cittadino italiano ove dichiari entro un anno dalla suddetta data di voler acquistare la cittadinanza italiana

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  • In: Articoli — Tag:, — Pipit @ 2:51 pm

    elezioni3.jpg(ANSA) – ROMA, 3 AGO – "Tra le prime proposte di legge di questa legislatura, abbiamo deciso di sottoscrivere una norma che consenta agli stranieri regolarmente residenti da oltre 5 anni il diritto di votare e di essere eletti nei consigli comunali, provinciali e per le altre elezioni locali": così Silvana Amati, responsabile Enti locali della Segreteria nazionale Ds, che spiega le ragioni della nuova proposta di legge. "Già i rappresentanti dell’Anci continua l’esponente diessina – avevano nella passata legislatura attivato un percorso per ottenete il voto per i residenti da più di 5 anni nel nostro Paese. L’idea nasceva dalla esigenza di coinvolgere direttamente gli stranieri che vivono e lavorano in Italia nella vita politica per affrontare meglio anche i problemi peculiari dell’immigrazione, difficili e delicati sia sul piano economico che culturale e sociale. In effetti la situazione italiana è al riguardo insoddisfacente anche rispetto al panorama europeo dove in paesi come il Belgio, la Danimarca, l’Olanda, la Spagna, la Svezia l’accesso al diritto di elettorato di chi non sia cittadino è una realtà. Anche in Francia e in Inghilterra i criteri di acquisizione della cittadinanza sono più flessibili di quelli in vigore da noi. "Altre possibilità offerte dalla proposta spiega ancora Amati – sono poi quelle che consentono agli stranieri di presentare petizioni alle Camere e partecipare a referendum nelle materie delle autonomie locali. Lavoreremo – conclude – per far approvare il testo in tempi rapidi nella convinzione che superando le disparità esistenti tra cittadini appartenenti alle stesse comunità locali si dia seguito a traguardi di uguaglianza che consentano ai concittadini stranieri una assunzione di responsabilità nella costruzione di una sempre più vasta coesione sociale". "Certamente positivo conclude l’esponente della Segreteria Ds – resta il dato che la proposta di legge è stata sottoscritta da moltissimi colleghi del gruppo dell’Ulivo, prevalentemente di area Ds, ma anche di area Dl, e da appartenenti ai gruppi dell’Idv, dei Verdi e dei Comunisti Italiani".(ANSA).

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