Questa breve era sulle pagine della cronaca di Repubblica di ieri:
«TORINO – Giovanissimi, figli di immigrati, perfettamente integrati nella comunità: sono stati arrestati per aver rubato il cellulare a un ragazzo poco più grande di loro, nella zona dei Murazzi, a Torino. Di età compresa tra i 15 e i 17 anni, sono quattro marocchini, un turco e un algerino. Gli investigatori non escludono che i sei possano agire come una vera e propria ‘baby gang’, che entra in azione il sabato sera nella zona dei locali. Per loro si sono aperte le porte della struttra di prima accoglienza del carcere minorile Ferrante Aporti, prima di essere portasti via sono stati invitati a chiamare a casa ma temendo la reazione dei genitori non hanno accettato.»
Ci penso da ieri. Ho presente le critiche da fare in genere alle brevi di cronaca che criminalizzano i soggetti senza avere lo spazio per parlare delle cause, del contesto e di una sacco di altre cose che invece vorrei proprio sapere anche se capisco che non si tratta di un romanzo. Però devo proprio dire che mi piacerebbe prendere un treno fino a Torino e impicciarmi un po’. Anche parlare con i sei ragazzi. Con questo non scuso quello che hanno fatto ma noi dovremmo interessarci alle cause, perché alla legge ci pensano i tribunali.

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