Ultimamente mi sono capitati tra le mani diversi studi sul rendimento scolastico delle seconde generazioni più giovani. Secondo alcuni di questi i "piccoli immigrati" (non posso fare a meno d’immiginarmi un piccolo bambino che trascina un valigione enorme e solo soletto se ne parte per un paese lontano…) a scuola vanno male. Tuttavia, negli stessi studi si parla spesso delle nostre enormi potenzialità e voglia d’imparare. Forse sarà anche vero che siamo gli ultimi della classe, soprattutto chi ha problemi con la lingua, però molta è la responsabilità della politica scolastica del paese cosiddetto ospitante (come dice questo articolo qui). Per adesso nelle scuole, nel migliore dei casi, ci sono solo dei mediatori culturali. Non ho esperienze dirette a proposito, però l’idea di "un’insegnante di sostegno" per i piccoli immigrati mi lascia un po’ perplessa. Anche se in realtà , nonostante gli studi in materia si moltiplichino a vista d’occhio, non riesco a farmi un’idea chiara di quello che realmente si fa nelle scuole italiane per le seconde generazioni che hanno bisogno di sostegno…
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