Ultimamente mi sono capitati tra le mani diversi studi sul rendimento scolastico delle seconde generazioni più giovani. Secondo alcuni di questi i "piccoli immigrati" (non posso fare a meno d’immiginarmi un piccolo bambino che trascina un valigione enorme e solo soletto se ne parte per un paese lontano…) a scuola vanno male. Tuttavia, negli stessi studi si parla spesso delle nostre enormi potenzialità e voglia d’imparare. Forse sarà anche vero che siamo gli ultimi della classe, soprattutto chi ha problemi con la lingua, però molta è la responsabilità della politica scolastica del paese cosiddetto ospitante (come dice questo articolo qui). Per adesso nelle scuole, nel migliore dei casi, ci sono solo dei mediatori culturali. Non ho esperienze dirette a proposito, però l’idea di "un’insegnante di sostegno" per i piccoli immigrati mi lascia un po’ perplessa. Anche se in realtà , nonostante gli studi in materia si moltiplichino a vista d’occhio, non riesco a farmi un’idea chiara di quello che realmente si fa nelle scuole italiane per le seconde generazioni che hanno bisogno di sostegno…
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mi piacerebbe capire quanto incidono sull’inserimento, rendimento scolastico, e il prosguimento negli studi o abbandono, la normativa. In Italia inciderà il fatto che non è facile la vita se hai un passaporto non italiano e dipendi da un permesso o carta di soggiorno? Quanti verranno scoraggiati da questo? Quanti lasceranno perdere quando si renderanno conto di quanto è complicata la vita soprattutto se hai un permesso per studi anche se sei arrrivato bambino o ragazzino?
Rispetto all’insegnante di sostegno bisogna vedere. Io ricordo che le mie maestre mi tenevano lezioni di lingua e pronuncia separate dai miei compagni di classe. Si sono impegnate molto con me e io ho riposto leggendo con voracità e facendo progressi veloci.
Il fatto che si trattasse delle maestre di tutti e non di una insegnate ad hoc forsde è servito a non stigmatizzarmi.
Ricordo anche che mi misero in un laboratorio a parte che lavorava con i burattini dove c’erano bambini (italiani) con difficoltà di socializzazione.
Quello, lo gradii meno.