I libri e non solo le parole di chi ti è vicino o vuole starti lontano, provocano riflessioni sull’identità. Mi sembra che sempre più anche i libri per ragazzi (e non solo) abbiano come protagonisti eroi "meticci", nel senso di appartenenti a più mondi, culture, identità , ecc. Non è così per esempio lo stesso Harry Potter, figlio di una "babbana" e di un "nato mago"? Che per i parenti umani deve vivere come un orfano abbandonato ma che a ben vedere può essere un salvatore, o addirittura "il prescelto". Quando ero io ragazzina cercavo tanto simili personaggi, che mi sembravano mancare nei romazi classici di avventura dove al massimo finivano per fare i cattivi di turno, gli impuri, confusi e degenerati. Forse perché l’appartenenza a più mondi è diventata solo con il trascorrere del tempo e della storia un valore? Forse perché oggi siamo sempre più orgogliosi di mille appartenenze? Anche se sempre tanti continuano a ragionare solo per differenze inconciliabili e purezze illusorie…
Tag: identità
Complimenti per questo vostro blog collettivo, a cui auguro tantissima fortuna.
ma a me sembra che qui ci trattano come “porelli” e ci spacciano per eroi… ma alla fine a buon bisogno diventiamo ci ritroviamo dalla parte dei cattivi…
credo che il primo pensiero delle G2 quando arrivano in Italia nn è: wow! HO VINTO LA LOTTERIA! ORA Sì CHE POSSONO MOSTRARE IL LEONE CHE HO IN ME!
invece all’inizio puoi sentirti sfigato, cattivo, pauroso, minaccioso, inkazzato… ma nn proprio felice, fortunato e molto forte.
alcuni dei protagonisti della narrativa per ragazzi vengono rappresentati così…
per quanto riguarda poi la vita di tutti i giorni: credo che le g2 nn vogliano essere trattati qui in Italia nè come le vittime porelle(paternalismo melenso) nè come carnefici (incolpati di crimini che neanche conosciamo).
dimenticavo: un saluto anche a l’uomo. bienvenido al nostro blog G2