Siamo gli eroi di oggi o i cattivi dei vecchi romanzi?

I libri e non solo le parole di chi ti è vicino o vuole starti lontano, provocano riflessioni sull’identità. Mi sembra che sempre più anche i libri per ragazzi (e non solo) abbiano come protagonisti eroi "meticci", nel senso di appartenenti a più mondi, culture, identità , ecc. Non è così per esempio lo stesso Harry Potter, figlio di una "babbana" e di un "nato mago"? Che per i parenti umani deve vivere come un orfano abbandonato ma che a ben vedere può essere un salvatore, o addirittura "il prescelto". Quando ero io ragazzina cercavo tanto simili personaggi, che mi sembravano mancare nei romazi classici di avventura dove al massimo finivano per fare i cattivi di turno, gli impuri, confusi e degenerati. Forse perché l’appartenenza a più mondi è diventata solo con il trascorrere del tempo e della storia un valore? Forse perché oggi siamo sempre più orgogliosi di mille appartenenze? Anche se sempre tanti continuano a ragionare solo per differenze inconciliabili e purezze illusorie…
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4 Commenti a “Siamo gli eroi di oggi o i cattivi dei vecchi romanzi?”

  1. L'uomo scrive:

    Complimenti per questo vostro blog collettivo, a cui auguro tantissima fortuna.

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  2. Anonymous scrive:

    ma a me sembra che qui ci trattano come “porelli” e ci spacciano per eroi… ma alla fine a buon bisogno diventiamo ci ritroviamo dalla parte dei cattivi…

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  3. nuez scrive:

    credo che il primo pensiero delle G2 quando arrivano in Italia nn è: wow! HO VINTO LA LOTTERIA! ORA Sì CHE POSSONO MOSTRARE IL LEONE CHE HO IN ME!

    invece all’inizio puoi sentirti sfigato, cattivo, pauroso, minaccioso, inkazzato… ma nn proprio felice, fortunato e molto forte.

    alcuni dei protagonisti della narrativa per ragazzi vengono rappresentati così…

    per quanto riguarda poi la vita di tutti i giorni: credo che le g2 nn vogliano essere trattati qui in Italia nè come le vittime porelle(paternalismo melenso) nè come carnefici (incolpati di crimini che neanche conosciamo).

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  4. nuez scrive:

    dimenticavo: un saluto anche a l’uomo. bienvenido al nostro blog G2

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