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    La vittima: 29 anni, donna, cinese. 

    Gli aguzzini: 18-21 anni, ragazzi, cinesi.
    Luogo del delitto: Roma, Esquilino.
    Il giornale "Metro", edizione romana, che di solito dedica alle notizie più importanti non più di mezza pagina, ha lasciato posto alla notizia addirittura una intera facciata, con tanto di intervista a una donna cinese, dell’associazione A.M.I.C.I..
    Tanto per confermare che ora come ora parlare del "Cinese" va di moda, non importa se bene o male, l’importante è parlarne, a volte sapendone ben poco o nulla, che "tanto sono tutti uguali!". Sì, ’sti cinesi sono talmente silenziosi che non avrebbero mai il coraggio(?), la voglia(?) di reagire a maledicenze! E poi non distinguono neppure la "r" dalla "l", figuriamoci se sarebbero capaci di scrivere una lettera indirizzata a un mezzo mediatico!
    La spiegazione più plausibile che si potrebbe dare all’omicidio è che questi giovani sono atterrati in Italia probabilmente quando già eran grandicelli. Nei paesini dello Zhejiang (provincia dove sono nati e luogo di emigrazione) i giovincelli vivevano agiatamente, magari sulle spalle di un genitore all’estero. Non avendo niente da fare, si organizzavano in bande per farsi la guerra, con tanto di malmenamenti e zuffe dove ogni tanto qualcuno restava accoltellato.
    Poi un giorno i genitori avevano deciso che i loro figli dovevan venire da loro. Ed erano venuti.
    Purtroppo l’Estero non è la Cina, per campare bisogna sacrificarsi e lavorare e per loro deve essre stato un trauma. E i giovani forse non l’han mai capito che bisognava sgobbare, o l’avevan capito ma si erano strasfregati.
    Poi la storia va da sè, con l’invidia per i compaesani che fan soldi a palate, la crescente consapevolezza di non avere niente e soprattutto la voglia di non fare niente. Perché non eran abituati. Al lavoro.
    6 Comments

    6 Responses to “Omicidio alla cinese”

    1. Kira ha detto, il

      Di certo non il modo migliore per festeggiare l’8 marzo…

    2. Anonymous ha detto, il

      So che tra i 3 ragazzi ce n’era uno che parlava un ottimo italiano (probabilmente è nato o cresciuto in Italia) e ha anche detto nel momento in cui è stato fermato dalla polizia che non avrebbe detto niente senza un avvocato… vivere a Roma rende criminali…

    3. Anonymous ha detto, il

      Ebbene si, ormai siamo stati scoperti anche fra noi stranieri ci sono dei crimanali.
      Solo una cosa pero’, il fatto che non si abbia fastidio se si parla bene. Perche se no sembra che si un argomento tabu’.

    4. ZanzaraTigre ha detto, il

      Vivere a Roma rende criminali?
      1)Dalle mie fonti venivano da Prato. E non per giustificare Roma, città per certi versi difficile, come del resto altre grandi metropoli.
      2)Non per generalizzare, ma di criminali ce ne sono di tutte le nazionalità. Solo che i cinesi fanno tutto in “famiglia”. E visto che adesso va di moda il cinese, qualunque notizia viene esagerata o amplificata.
      Così anche un g2 potrebbe essere un potenziale criminale, non si sa mai…magari dopo aver ricevuto tanti di quegli schiffi morali. Chissà.

    5. kira ha detto, il

      a me risulta, parlando di luoghi comuni, che il binomio straniero-criminale esista gia` da un po’. comunque ragazzi (romani e non)… non cediamo alle provocazioni! piuttosto rimbocchiamoci le maniche e iniziamo a lavorare per i nostri diritti che a quanto pare non sono affatto scontati.

    6. Idra ha detto, il

      I criminali sono i criminali, gli immigrati sono immigrati, sono due parole con significato diverso per qualsiasi vocabolario, e devono esserlo anche nel quotidiano.

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