• In: Articoli — Tag:, — Pipit @ 1:56 pm

    L’altro giorno, nell’angolo più puzzolente della stazione, ho visto un bel gruppo di adolescenti filippini. Birra in mano e spinello già perso negli occhi un po’ ebeti. Più o meno come sarei potuta apparire io qualche anno fa. Se ne vedono tanti dei loro coetanei italiani che barcollano nelle strade della capitale con i pantaloni a paracadute e il cappellino da baseball un po’ da rapper e un po’ da pierino e il lupo. Quindi perché soffermarcisi a pensare? In fondo che differenza c’è fra questi e loro? Eppure il triste quadretto mi ha spinto a fare un po’ di considerazioni.

    1. Strano che fosse un gruppo di ragazzi solamente filippini… (è come vedere un gruppo di ragazzi solo biondi e vestiti tutti uguali)
    2. Strano che queste seconde generazioni non si parlassero in italiano… (o forse è giusto così?)
    3. E se fossero arrivati in Italia giàda grandicelli (non so, metti a 13-14 anni) che fatica dovranno fare per integrarsi?!
    4. Forse bisognerebbe cominciare dai genitori, che siano loro la chiave di volta?
    5. Che differenza c’è fra una nuova generazione e una seconda generazione? (questa mi rendo conto che è un po’ criptica…)
    6. Possibile che il pensiero "ma che penserà la gente?" mi abbia trapassato subdolamente il cervello?

    Quanto vorrei che a questo post rispondessero proprio loro…

    3 Comments

    3 Responses to “Sarà beata questa gioventù?”

    1. leciram ha detto, il

      …credo che per molti adolescenti, che si sono ritrovati improvvisamente in un altro paese, essere lì in bilico fra le due culture sia considerato come un problema anziché un punto privilegiato per apportare da entrambi le parti. Scegliere di aggregarsi a quelli più simili a noi è la scelta più facile per sentirsi meno soli… è un modo come un altro per integrarsi

    2. …si ma a te non viene una gran rabbia?! A me viene una gran voglia di prenderli per le spalle e scuoterli fino a fargli uscire dalla testa un’idea migliore per “integrarsi”!!

    3. è anche vero che a volte nn ci si capisce nulla e segui l’unica strada che vedi. disorientato, incasinato, arrabbiato, triste. a volte elettrizzato perchè nn ti senti solo.
      ke casino!

      è lunga la stada della consapevolezza ma quando te ne rendi conto: nn ti ferma più nessuno :-)

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